Le bacche di acai sono piccoli frutti che crescono prevalentemente nelle aree settentrionali del Brasile, all’interno delle foreste pluviali dell’Amazzonia. Le bacche di acai appaiono simili a grandi acini d’uva, con un rivestimento scuro e lucido. Sono considerate tra i frutti più nutrienti di tutta l’Amazzonia e hanno proprietà antiossidanti, dimagranti, antitumorali e antinfiammatorie. Sono le bacche di acai, il frutto di una palma (Euterpe Oleracea), che cresce nelle foreste settentrionali del Brasile.
Il frutto di acai è una piccola drupa viola, simile a un acino di uva nera ma con pochissima polpa e un grosso seme centrale. I frutti sono riuniti in grandi pannocchie che possono contenere centinaia di bacche. I semi rappresentano circa l'80% del peso del frutto e vengono impiegati come mangime o fertilizzante. Dai semi si ricava anche l'olio di acai, ricco di acidi grassi (soprattutto oleico e palmitico) e di composti fenolici (acido ferulico, protocatecuico, catechine, procianidine).
Le bacche di acai sono ricchissime di antocianine (gli antiossidanti presenti nella frutta di colore rosso e viola), di vitamine, proteine, acidi grassi, fibre, minerali. Con un contenuto altissimo di polifenoli - una bacca possiede dieci volte la quantità di antiossidanti che ha l’uva, tre volte quella dei mirtilli - questi frutti possono contribuire a contrastare i radicali liberi rallentando i processi di precoce invecchiamento delle cellule.

Uno dei principali motivi per cui le bacche di acai sono apprezzate riguarda la loro capacità antiossidante. Le antocianine presenti aiutano a combattere i radicali liberi nel corpo, riducendo così i danni cellulari e l’invecchiamento precoce. Il marketing attribuisce alle bacche di acai numerosi effetti: anti-aging, dimagrante, anticancro, antinfiammatorio, cardioprotettivo e altro ancora. In realtà, i benefici realistici sono quelli tipici di un frutto ricco di antiossidanti e fibre, non di un "prodotto miracoloso".
Le bacche di acai sono note per influenzare positivamente la salute del cuore. Grazie alla presenza di steroli vegetali, le bacche di acai possono avere effetti antinfiammatori che aiutano a ridurre il gonfiore e il dolore associati a diverse condizioni infiammatorie. Gli antiossidanti, insieme ai polifenoli delle bacche di acai, sono oggetto di ricerca per la loro capacità di prevenire e contrastare la crescita di cellule tumorali.
Le bacche di acai non si fermano qui con i loro benefici. Molti sostenitori di questo frutto lo considerano un alleato anche nella gestione del peso. È noto che contribuisce al senso di sazietà grazie al suo contenuto di fibre, aiutando così a ridurre la fame e le voglie tra un pasto e l’altro. Oltre alle proprietà antiossidanti, l’acai aiuta a conferire all’organismo il senso di sazietà e quindi contrasta la sensazione di fame: ragione per cui questo frutto viene spesso pubblicizzato per i suoi presunti effetti miracolosi sulla dieta dimagrante. Uno studio statunitense del National Institute on Aging (Nia) ha scoperto che la polpa della bacca di acai ha la capacità di ridurre gli effetti negativi di una dieta ricca di grassi.
Alcuni studi indicano che le bacche di acai possono influenzare positivamente il metabolismo, aiutando a gestire il glucosio nel sangue. Le bacche hanno un bassissimo indice glicemico e possono essere assunte anche dai diabetici. L’intestino ritrova inoltre la sua regolarità e il drenaggio dei liquidi è favorito assieme allo smaltimento delle tossine.
Le bacche di acai contengono elevate quantità di antocianine e altri polifenoli, simili a quelli di uva scura, mirtilli e frutti di bosco. Inserite in una dieta equilibrata e in uno stile di vita sano, possono contribuire a migliorare il profilo lipidico, ridurre il rischio cardiovascolare, proteggere il microcircolo, limitare lo stress ossidativo e, in parte, partecipare alla prevenzione di diabete tipo 2 e tumori.

Il potere antiossidante del succo di acai è significativo ma non unico: è inferiore a quello di melograno, vino rosso, certi succhi d'uva e di ciliegia nera, e superiore a succhi di arancia, mela o tè freddo.
Le bacche di acai, nel loro ambiente naturale, vengono spesso consumate fresche, ma al di fuori dell’Amazzonia sono prevalentemente disponibili sotto forma di polvere, succhi, o integratori alimentari. Reperibili nei supermercati e negozi di alimenti naturali, le bacche di acai in polvere possono essere facilmente integrate nella dieta quotidiana. Sono ottime da aggiungere a frullati, yogurt, o per arricchire porridge e cereali. In commercio è impossibile trovare i frutti così come sono stati raccolti dalla pianta. L’acai è acquistabile da noi solo sotto forma di barrette, di succo o di compresse. Unito al guaranà, seguendo un’antica ricetta brasiliana, il succo di acai acquisisce un sapore particolare e esotico.
Il metodo liofilizzato è sicuramente il metodo migliore per trasformare la polpa in polvere, ma è anche il più costoso.
Non è adatto a persone allergiche o sensibili al frutto, perché potrebbe causare reazioni cutanee. Sebbene le bacche di acai siano generalmente considerate sicure per la maggior parte delle persone, è sempre prudente consultare un medico o un nutrizionista prima di iniziare un nuovo intento dietetico, soprattutto se si stanno assumendo farmaci specifici o si soffre di condizioni mediche preesistenti. Nonostante non ci siano prove di interazioni significative tra le bacche di acai e farmaci noti, è importante essere consapevoli che l’uso eccessivo di qualsiasi integratore può indurre effetti indesiderati.
La forte spinta commerciale ha portato anche a pratiche scorrette: in passato alcune aziende hanno sfruttato campagne online per abbonare inconsapevolmente i consumatori a forniture costose di prodotti all'acai, partendo da un "campione gratuito" e da clausole contrattuali poco chiare. Questo precedente sottolinea la necessità di diffidare di promesse esagerate (perdita di peso rapida, effetti "miracolosi") e di leggere attentamente condizioni di vendita e abbonamenti. Da segnalare, infine, l'importante "raggiro" economico perpetuato nel 2008/2009 da alcune aziende a danno degli internauti di tutto il mondo. La trappola ordita da queste compagnie consisteva nell'invio di un campione di prova gratuito al malcapitato, previa specifica dei suoi dati anagrafici online, accettazione delle clausole contrattuali ed un eventuale, piccolo, addebito su carta di credito (o inserimento dei suoi estremi identificativi). Leggendo tra le righe di queste clausole, tuttavia, il compratore poco accorto autorizzava l'azienda ad inviargli - a breve distanza di tempo dal campione gratuito - un ulteriore fornitura di bacche di Acai, addebitandogli un importo consistente su carta di credito per il servizio reso.
La droga è costituita dalla radice di Glycyrrhiza glabra L. (fam. Papilionaceae), pianta erbacea perenne, con un grosso rizoma da cui si sviluppano lunghi stoloni, gialli all'interno, e radici. La Liquirizia, originaria dell'Italia, Spagna ed Iran, é spontanea in Italia soprattutto nelle regioni costiere ed in quelle meridionali. Poche cose in Natura hanno le qualità che possiamo trovare nella pianta di liquirizia. La Glycyrrhizia glabra o Liquirizia è una pianta rustica officinale tipica della zona mediterranea e asiatica. Le sue radici sono utilizzate da millenni nella medicina tradizionale cinese e dal Medioevo in quella europea, soprattutto italiana.
Le radici si raccolgono in autunno (settembre-novembre) da piante di almeno 3 anni; si lavano, si tagliano in pezzi di 10-20 cm e si essiccano al sole. Si conservano in sacchetti di carta, o in vasi di vetro, perché la droga é igroscopica, ed assorbe facilmente l'umidità ambientale.
A pensarci è incredibile come, dalla radice di una semplice pianta, si possano ottenere così tanti benefici. Gli utilizzi della liquirizia spaziano dalla cucina, all farmacologia, dalla medicina alla cosmesi fino alla produzione di dolci e dolciumi. Come dolciume la liquirizia viene prodotta utilizzando l’estratto di liquirizia risultato della “spremitura” delle radici essiccate della pianta. Utilizzando “in purezza” questo estratto otterremo la liquirizia pura (spezzatina, rombetti, tronchetti, etc.).

Il suo principale principio attivo, la glicirrizina, ha un potere dolcificante 50-70 volte superiore a quello del saccarosio.
Proprietà e Indicazioni
- La Liquirizia ha proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti (anti ulcera), antistaminiche, antispasmodiche del tubo gastroenterico, depurative.
- L'azione antinfiammatoria e cicatrizzante della Liquirizia è largamente documentata sia dal punto di vista soggettivo, con la remissione della sintomatologia, sia da quello oggettivo, con gli esami diagnostici.
- La Liquirizia è indicata in caso di gastrite e gastro-duodenite, ulcera gastrica e duodenale, spasmi dolorosi del tubo gastroenterico.
- Il consumo di liquirizia è noto per i suoi effetti sulla pressione bassa del sangue, calma la tosse, allevia problemi di fegato e intossicazioni alimentari.
- La radice di liquirizia contrasta la produzione eccessiva della melanina, causa principale delle macchie, aiutando a rendere la pigmentazione della pelle più omogenea.
- Proprietà antinfiammatorie. La liquirizia ha una nota proprietà antinfiammatoria per l’organismo.
- Proprietà lenitive.
- Antiossidante e antibatterico. La pelle secca può essere disidratata anche a causa di batteri che intaccano il regolare equilibrio della cute.
- Viste tutte le proprietà appena elencate è evidente che i benefici della liquirizia siano innumerevoli.
- Inoltre, grazie alla presenza di alcuni principi attivi contenuti in questo ingrediente che funzionano un po’ come gli estrogeni, in menopausa la radice di liquirizia aiuta le donne con livelli di estrogeni bassi tenendo sotto controllo le vampate di calore.
Gli effetti benefici della liquirizia migliorano in base a come la si assume. Meno sarà lavorata, maggiore sarà l’efficacia delle sue proprietà sul nostro organismo. Dalla semplice essiccazione della radice di Glycyrrhizia glabra otterremo i classici bastoncini e dalla successiva lavorazione della radice essiccata si otterrà l’estratto di liquirizia pura.
Precauzioni d'uso
- Un consumo eccessivo di liquirizia può innalzare la pressione, anche in maniera notevole; quindi è sconsigliata agli ipertesi.
- La Liquirizia può anche provocare perdita della libido e amenorrea (il fenomeno è reversibile: basta sospenderne l'assunzione), conseguente ad un innalzamento della prolattina nel sangue (studi effettuati dal Dr. Sigbritt Werner del Dipartimento di Endocrinologia del Karolinska Sjukuset di Stoccolma).
- Alcune categorie di persone sono comunque sconsigliate dall’assumerla come soggetti ipertesi e donne in fase di allattamento.
- Essendo un prodotto interamente naturale non ha controindicazioni, salvo nei casi di allergia alla radice della liquirizia.
- Naturalmente non bisogna eccedere nell’assunzione di questa radice, in quanto come ogni prodotto naturale un consumo abbondante di radici di liquirizia può essere controproducente (dicasi lo stesso di ogni prodotto della natura..
Infine ti voglio ricordare che “fa bene ma non bisogna esagerare” e che, come tutte le erbe officinali, va assunta con moderazione. Per tutti gli altri vale la regola che “se non c’è moderazione anche l’acqua può far male”. Quindi ricordiamoci sempre che “è la dose a fare il veleno”.
Le virtù benefiche della Liquirizia
Cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Asteraceae. È ampiamente diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo e in Asia Minore. Il cardo mariano è conosciuto fin dall'antichità per le sue proprietà terapeutiche, in particolare per la protezione e la rigenerazione del fegato. Il principio attivo principale del cardo mariano è la silimarina, un complesso di flavonoidi che conferisce alla pianta le sue proprietà epatoprotettive.
La silimarina agisce proteggendo le cellule epatiche dai danni causati da tossine, farmaci, alcol e infezioni virali. Inoltre, stimola la rigenerazione delle cellule del fegato e possiede proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Il cardo mariano è quindi indicato in caso di epatiti, cirrosi epatica, steatosi epatica (fegato grasso) e intossicazioni epatiche.

Oltre alle sue proprietà benefiche per il fegato, il cardo mariano può avere anche altri effetti positivi sull'organismo. Alcuni studi suggeriscono che possa contribuire a ridurre i livelli di colesterolo LDL ("cattivo") nel sangue e ad avere un'azione benefica sul sistema cardiovascolare. Inoltre, grazie alle sue proprietà antiossidanti, può aiutare a contrastare lo stress ossidativo e l'invecchiamento cellulare.
Il cardo mariano è generalmente ben tollerato, ma in alcuni casi può causare lievi disturbi gastrointestinali, come nausea o diarrea. È sempre consigliabile consultare il proprio medico prima di assumere integratori a base di cardo mariano, soprattutto in caso di gravidanza, allattamento o assunzione di farmaci.