La mononucleosi infettiva, nota anche come "malattia del bacio" a causa della sua elevata contagiosità tramite la saliva, è un'infezione virale causata dal virus di Epstein-Barr (EBV). Questo virus, appartenente alla famiglia degli Herpesvirus, è estremamente diffuso, con oltre il 90% della popolazione adulta che risulta sieropositiva, ovvero presenta anticorpi contro il virus. L'infezione da EBV è permanente ma latente, e nella maggior parte dei casi decorre in modo asintomatico o con sintomi lievi, indistinguibili da quelli di una comune sindrome influenzale o faringite.
L'EBV infetta i tessuti epiteliali orofaringei, provocando faringite e talvolta tosse, e i linfociti B. La trasmissione avviene principalmente per via orofaringea. I picchi di infezione si registrano nella prima infanzia nei Paesi in via di sviluppo e nell'adolescenza (15-25 anni) nei Paesi industrializzati. Nonostante la sua alta prevalenza, la mononucleosi infettiva sintomatica si manifesta in una percentuale limitata di casi. Il rischio di sviluppare un'infezione sintomatica e più grave è maggiore se l'EBV viene contratto nell'adolescenza o in età adulta.
Il virus rimane latente nell'ospite anche dopo la guarigione, e l'eliminazione del virus con la saliva può continuare per circa un anno. Una volta entrato in contatto con i tessuti dell'orofaringe, il virus si propaga nei linfonodi cervicali, dove avviene un'intensa replicazione virale. Successivamente, i virus vengono rilasciati nel sangue, liberi o associati ai linfociti B. In fase acuta, il genoma virale è dimostrabile in circa il 20% dei linfociti B, con la produzione di anticorpi specifici, tra cui gli anticorpi eterofili, fondamentali per la diagnosi.

Sintomi della Mononucleosi Infettiva
I sintomi della mononucleosi infettiva possono variare in intensità e durata, generalmente persistendo da una a due settimane, ma a volte prolungandosi fino a un mese. I sintomi più comuni includono:
- Febbre: Spesso presente, può essere alta nei primi giorni.
- Faringotonsillite: Un'infiammazione della gola e delle tonsille, che può variare da lieve a grave, con presenza di essudato o pseudomembrane, simile a infezioni da Streptococcus pyogenes o Corynebacterium diphtheriae.
- Disfagia e Odinofagia: Difficoltà e dolore nella deglutizione.
- Linfoadenopatia: Ingrossamento dei linfonodi in tutto il corpo, particolarmente evidente a livello cervicale (anteriore e posteriore), ascellare, inguinale e popliteo. I linfonodi ingrossati sono tipicamente duro-elastici e dolenti alla palpazione.
- Stanchezza e Malessere Generale: Un senso di spossatezza e astenia è un sintomo predominante e può persistere anche dopo la risoluzione degli altri sintomi.
Oltre a questi sintomi tipici, possono manifestarsi altre alterazioni:
- Splenomegalia: Ingrossamento della milza, presente in oltre il 50% dei casi, che può essere associato a emorragie sottocapsulari.
- Epatomegalia: Ingrossamento del fegato, che può presentare infiltrati diffusi degli spazi portali e alterazioni del parenchima epatico.
- Ittero: In circa il 9% dei casi, può comparire un'ingiallimento della pelle e delle mucose.
- Alterazioni Ematologiche: L'esame emocromocitometrico completo (emocromo) può rivelare leucocitosi (aumento dei globuli bianchi), con una prevalenza di linfociti e monociti (linfo-monocitosi). Nello striscio di sangue periferico è possibile osservare le "cellule linfomonocitoidi" o "virociti". In alcuni casi (circa il 3%) si può verificare un'iperemolisi con anemia immunoemolitica, che solitamente regredisce spontaneamente. Anche la piastrinopenia può manifestarsi, ma raramente si associa a fenomeni emorragici.

Complicanze della Mononucleosi Infettiva
Sebbene la mononucleosi infettiva sia generalmente una malattia autolimitante che si risolve in circa quattro settimane, in alcuni casi possono insorgere complicanze:
- Sovrainfezione Batterica Faringo-tonsillare: È la complicanza locale più frequente e può essere gestita con cicli brevi di antibiotici, preferibilmente macrolidi, poiché gli antibiotici possono talvolta causare reazioni avverse.
- Complicanze Neurologiche: In circa l'1% dei casi, può verificarsi una meningite a liquor limpido, con segni neurologici diffusi o interessamento cerebellare. Le forme virali di meningite hanno generalmente una prognosi benigna.
- Infezione Cronica Attiva (CAEBV): In individui predisposti, l'infezione primaria da EBV può non essere controllata, portando a un'infezione cronica attiva. Questa sindrome, talvolta definita SCAEBV (Severe Chronic Active EBV infection), può presentarsi in forme molto gravi e si sovrappone ad altre condizioni come la sindrome da stanchezza cronica. Contrariamente a quanto si pensava in passato, nei pazienti con CAEBV si osservano sempre più frequentemente neoplasie linfoidi, in particolare originate dalle cellule T e NK, e non dai linfociti B.
- Altre rare complicanze includono orchite, miocardite, pericardite, ulcere genitali, neutropenia e polmonite interstiziale.
Diagnosi della Mononucleosi Infettiva
La diagnosi di mononucleosi infettiva si basa principalmente sul quadro clinico, supportato da esami di laboratorio:
- Esame Obiettivo e Anamnesi: Il riconoscimento dei segni e sintomi caratteristici è spesso sufficiente per formulare una diagnosi preliminare.
- Esami del Sangue:
- Emocromo con formula: Mostra leucocitosi (10.000-20.000 leucociti/mm³, talvolta fino a 50.000), con una predominanza di linfociti e monociti (50-60%). Nello striscio periferico si possono osservare "virociti" o cellule linfomonocitoidi.
- Test Eterofili: La reazione di Paul-Bunnell o il più rapido "monotest" ricercano la presenza di anticorpi eterofili, tipici della mononucleosi. Tuttavia, il monotest può dare risultati falsamente negativi (25% dei casi) o falsamente positivi (10% dei casi), specialmente in presenza di altre infezioni virali (rosolia, CMV, HIV, Herpesviridae) o malattie autoimmuni.
- Sierologia: La ricerca di anticorpi specifici per EBV è fondamentale. La presenza di IgM anti-VCA e anti-EA indica la fase acuta dell'infezione. Questi anticorpi scompaiono con la remissione, mentre IgG anti-VCA e anti-EBNA rimangono positive a vita, confermando un'infezione pregressa.
- Ricerca del DNA Virale: Nei neonati e nei bambini piccoli, può essere utile la ricerca del DNA virale nei linfociti B del sangue periferico.

Trattamento della Mononucleosi Infettiva
Attualmente, non esistono cure specifiche antivirali efficaci contro la mononucleosi infettiva. Il trattamento è principalmente sintomatico e di supporto:
- Riposo: Il riposo a letto è raccomandato fino alla scomparsa della febbre.
- Farmaci Sintomatici: Analgesici e antipiretici (come i FANS) possono essere utilizzati per alleviare il dolore e la febbre.
- Terapia Corticosteroidea: In casi selezionati, con sintomi particolarmente severi o complicanze infiammatorie, può essere prescritta una terapia corticosteroidea per ridurre l'infiammazione e accelerare la risoluzione dei sintomi.
- Antibiotici: Gli antibiotici sono inefficaci contro il virus EBV e sono indicati solo in caso di sovrainfezione batterica, e in tal caso si preferiscono i macrolidi alle penicilline per evitare reazioni avverse.
È importante sottolineare che l'uso inappropriato di antibiotici può avere effetti nocivi. La guarigione avviene nella maggior parte dei casi entro un mese, ma la stanchezza può persistere più a lungo. In presenza di immunodeficienza, la mononucleosi può avere un decorso grave e potenzialmente letale.
Mononucleosi in bambini e adolescenti - Trasmissione, sintomi e cura
Prevenzione della Mononucleosi Infettiva
La prevenzione della mononucleosi infettiva si basa su misure igieniche generali:
- Evitare la condivisione di oggetti personali come bicchieri, posate e cibo.
- Limitare il contatto con la saliva di persone infette, evitando baci e condivisione di oggetti che sono entrati in contatto con la bocca.
Data la diffusione del virus e la sua persistenza latente, la prevenzione primaria è complessa, ma una buona igiene personale e delle mani può contribuire a ridurre il rischio di trasmissione, specialmente in ambienti conviviali.