Gli antiossidanti sono fattori nutritivi di crescente importanza nell’alimentazione degli animali da reddito, in particolare dei ruminanti. Tuttavia, la comprensione delle numerose interazioni tra l’azione anti-radicali di questi elementi e il benessere dell’organismo non è ancora completa.
Gli studi stanno facendo luce sulle svariate proprietà degli antiossidanti. La supplementazione di selenio e vitamina E, ad esempio, aiuta a ridurre il calore indotto dallo stress ossidativo. Questi composti "influenzano il metabolismo degli animali e la loro salute", spiega Celi. "Se saremo in grado di utilizzarli in maniera efficace, otterremo animali migliori e più redditizi".
Con un uso attento degli antiossidanti si possono ottenere carne e latte di elevata qualità, oltre alla capacità di fornire all’animale elementi di cui beneficia tutto l’organismo. Per esempio, si osserva un effetto di riduzione del calore e una migliore termoregolazione, ma anche una difesa supplementare contro le mastiti.

Gli antiossidanti nei mangimi neutralizzano non solo l’ossigeno e i suoi composti reattivi (ROS), ma anche i radicali liberi di varia origine. Gli alimenti definiti "nutraceutici" e "naturali" sono ormai sinonimi di benessere e i consumatori sono certi dei loro benefici per la salute. Nella letteratura medica è ben noto e accertato il verificarsi di una moltitudine di processi ossidativi e antiossidanti a livello cellulare.
Negli alimenti sono spesso utilizzate sostanze come il BHT, BHA, etossichina o il propil gallato, spesso in presenza di vitamine o acidi organici. Gli antiossidanti agiscono in modalità diverse e portano numerosi vantaggi. Nelle loro miscele, tuttavia, si verifica un effetto di potenziamento poiché gli effetti dei singoli componenti non si sommano semplicemente: alcune combinazioni mostrano effetti sinergici, come avviene nella formazione dei radicali che si articola in diverse fasi e gli antiossidanti che si condizionano reciprocamente.
I radicali liberi nelle cellule possono denaturare le proteine o addirittura danneggiare il DNA, portando a una codificazione errata delle proteine. Le cause di un eccesso di radicali possono essere dovute a un aumento del carico metabolico, come nel caso di un Bilancio Energetico Negativo (BEN) o durante processi infiammatori subclinici. È particolarmente consigliabile l'impiego di additivi derivati da sostanze vegetali secondarie, in particolare quelli della categoria di polifenoli e carotenoidi, in quanto hanno anche effetti positivi sui processi infiammatori, oltre alle loro proprietà antiossidanti.

Fin dai tempi antichi si è ritenuto che gli alimenti vegetali siano diversi da quelli di origine animale e che le carni abbiano caratteristiche differenti a seconda dell'animale. Queste idee, confermate da cuochi e gastronomi di tutte le epoche, trovano ora consenso per gli aminoacidi funzionali con importanti ruoli nutrizionali e salutistici, presenti in diverse quantità nelle carni.
La presenza di aminoacidi funzionali nelle carni dei diversi animali apre nuove prospettive nell'alimentazione umana e nella definizione della giusta quantità di carne per una dieta corretta nelle diverse età e stili di vita.
La carne rossa è un'importante fonte nutrizionale di aminoacidi funzionali (ad esempio taurina e idrossiprolina), dipeptidi (ad esempio carnosina e anserina) e creatina (un metabolita di amminoacidi), molecole con un grande significato fisiologico.
La taurina è un amminoacido nutrizionalmente essenziale per i bambini, in particolare per i neonati, e condizionatamente essenziale per gli adulti. L'integrazione alimentare con 4-idrossiprolina migliora la funzione antiossidante e previene la colite nell'intestino. La carnosina e l'anserina sono potenti antiossidanti, mentre la creatina è un antiossidante e un componente importante del metabolismo energetico nel cervello e nel muscolo scheletrico.
Le sostanze sopracitate si ritrovano in notevoli quantità nel muscolo scheletrico dei bovini, e in particolare del manzo, e sono invece assenti nei vegetali; la 4-idrossiprolina è presente anche negli alimenti di origine vegetale, ma in quantità trascurabili. Va inoltre rilevato che la presenza di aminoacidi funzionali non è uniforme nei muscoli dei diversi animali e che le differenze variano in base all'attività muscolare e all'ambiente di vita dell'animale.
Alcune prove scientifiche dimostrano che taurina, carnosina, anserina, creatina e 4-idrossiprolina hanno un ruolo fondamentale nella protezione delle cellule dei mammiferi dallo stress ossidativo. Inoltre, oggi dobbiamo ritenere che la carne rossa non fornisca solo proteine di alta qualità per la crescita dei bambini, ma anche aminoacidi funzionali, dipeptidi e creatina per una nutrizione e un ottimale livello di salute, riguardo anche alle loro attività sul metabolismo, immunità, invecchiamento e condizione fisica della retina, muscolo e sistema cardiovascolare.
Amminoacidi Essenziali: 🧬 Il Segreto per Rimanere in Forma con il Dottor Ivo Bianchi
L'opinione pubblica da diversi anni è ripetutamente tempestata da notizie sul rischio provocato alla salute della carne rossa, senza precisare però che il rischio è dovuto alle elevate quantità (circa il doppio dei consumi italiani) e a diete troppo scarse di altri alimenti (in particolare vegetali e, soprattutto, fibra alimentare). Negli ultimi decenni queste crescenti controversie sul consumo di carne rossa correlato a obesità, diabete mellito di tipo II, malattie cardiovascolari, cancro del colon e morbo di Alzheimer, hanno fatto diminuire il consumo pro capite di carne bovina.
| Paese | Anno | Consumo |
|---|---|---|
| Stati Uniti | 1976 | 43 |
| Stati Uniti | 2017 | 27 |
| Italia | 2010 | 13,57 |
| Italia | 2015 | 10,03 |
Taurina (β-amminoacido contenente zolfo), creatina (metabolita di arginina, glicina e metionina), carnosina (dipeptide; β-alanil-l-istidina) e 4-idrossiprolina (imminoacido spesso indicato anche come amminoacido) sono stati scoperti nei bovini, così come l'anserina (un prodotto metilato della carnosina; β-alanil-1-metil-l-istidina).
La richiesta di taurina per la produzione di prodotti alimentari e di alcuni tipi di bevande ha portato allo sviluppo di diversi metodi di sintesi industriale. Dagli anni '80 la taurina viene utilizzata come ingrediente di molte bibite, caramelle energetiche, integratori alimentari, latte per l'infanzia e alimenti per cavalli sportivi. Questa sostanza migliora il metabolismo dei lipidi e degli zuccheri a livello epatico, favorisce l'escrezione renale di sostanze tossiche ed aiuta la contrattilità della muscolatura scheletrica e del cuore, aumentandone così la gittata cardiaca; può essere utilizzata come aiuto ergogenico per gli sportivi, assunta in qualsiasi momento della giornata dopo un allenamento e favorisce il recupero fisico dopo un intenso sforzo riducendo il danno muscolare e lo stress ossidativo.
Esistono prove che la taurina possa, inoltre, contribuire a ridurre la pressione sanguigna. Il grande pubblico, soprattutto i giovani e sportivi, considera la taurina (assieme alla caffeina) un ingrediente di bevande energetiche che aiutano a ridurre la fatica muscolare e a portare benefici nella termoregolazione (bevande con circa 1 g di taurina). Va però precisato che la taurina non è uno stimolante energetico ma un calmante del sistema nervoso, che favorisce la gestione dell'ansia in contrasto con gli ormoni dello stress e in sinergia con l'effetto stimolante della caffeina.
In conclusione, taurina, creatina, carnosina, anserina e 4-idrossiprolina della carne bovina migliorano i profili metabolici nell'uomo.