Polifenoli e Vitamine: Il Tesoro Antiossidante degli Estratti Vegetali, con un Focus sull'Olio d'Oliva

Nel mondo della cosmesi e del benessere, la ricerca di ingredienti naturali ed efficaci è una costante. Al centro dei prodotti L’ÏNCANTORE, una regola d’oro: utilizzare solo estratti naturali di piante come attivi principali. Selezionate per le loro proprietà riconosciute in cosmetica, le nostre fonti vegetali sono al centro di formulazioni performanti, rispettose della pelle e ispirate dalla natura. Oli pregiati, estratti botanici, burro e attivi antiossidanti sono rigorosamente selezionati per soddisfare le esigenze specifiche di ogni tipo di pelle: idratazione, nutrizione, sollievo, protezione ed azione anti-età.

La scelta della combinazione di estratti vegetali nella loro integrità permette di sfruttare in modo sinergico i loro benefici come scudi antiossidanti e riparatori. L’equilibrio e la sinergia degli attivi (polifenoli, vitamine C, E, retinolo, acido glicolico…) mirano alle esigenze specifiche della pelle ogni giorno e garantiscono un’efficacia ottimale rispettando l’equilibrio biologico della pelle. Questi attivi vegetali si dividono in tre categorie principali:

  • Attivi vegetali antiossidanti & anti-invecchiamento: Uno scudo antiossidante per prevenire l’invecchiamento della pelle.
  • Attivi vegetali idratanti & nutrienti: Per un’idratazione intensa e una nutrizione profonda della pelle.
  • Attivi vegetali lenitivi & riparatori: Per lenire, riparare e rafforzare la pelle sensibile.

Queste sostanze, presenti naturalmente nelle piante, sono in grado di contrastare lo stress ossidativo delle cellule, proteggendole dai danni causati dai radicali liberi e dagli agenti inquinanti. Contribuiscono altresì a contrastare l’insorgenza di patologie degenerative come l’ateriosclerosi, e di malattie cardiovascolari. I polifenoli proteggono l’organismo dalle tossine e dagli agenti patogeni, “spazzano” letteralmente via i radicali liberi che favoriscono le infiammazioni cellulari alla base dell’insorgenza di malattie croniche e invecchiamento. Agiscono anche da antimicrobici, con un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale e nel benessere dell’apparato digerente. I polifenoli sono capaci di neutralizzare i radicali liberi e combattere le aggressioni dei batteri.

Struttura chimica dei polifenoli

Con il termine “polifenoli” indichiamo una famiglia numerosa e variopinta di micronutrienti, largamente presenti nei cibi di origine vegetale. Si trovano di conseguenza in abbondanza in una dieta equilibrata, con il giusto apporto di frutta, verdura, cereali, legumi. Sono state identificate diverse migliaia di molecole con una struttura polifenolica e diverse centinaia si trovano nelle piante commestibili. Si tratta di metaboliti secondari delle piante, sostanze generalmente coinvolte nei processi di difesa (per esempio dalle radiazioni ultraviolette o dall’aggressione dei patogeni). In base alla diversa struttura chimica vengono distinti in acidi fenolici, flavonoidi, stilbeni, alcoli fenolici, flavoni, antociani, secoiridoidi e lignani. Nell’oliva si dividono in due gruppi: i fenoli lipofili (non solubili in acqua) e i fenoli idrofili (solubili in acqua), che in percentuale variabile si ritrovano anche nell’olio.

L’olio extravergine di oliva, in particolare quello di alta qualità e ad alto contenuto di polifenoli, è un vero e proprio alimento nutraceutico. Il suo contenuto di polifenoli, vitamine, Omega 3 e Omega 6, nonché di acidi grassi polinsaturi simili a quelli del latte materno, lo rende essenziale in particolare nell’alimentazione dei più piccoli. L’α-tocoferolo (vitamina E) è tra i tocoferoli lipofili più abbondanti nell’olio extravergine d’oliva (circa 150-300 mg/kg di olio). Tuttavia, per la sua attività antiossidante, diminuisce nettamente col passare del tempo. Stessa sorte spetta anche a due dei composti fenolici idrofili più importanti, l’oleocantale e l’oleuropeina, responsabili rispettivamente delle sensazioni di piccante e amaro.

Infografica sui benefici dell'olio d'oliva

I polifenoli esplicano un’attività antiossidante a favore delle matrici alimentari in cui sono presenti, ma anche nei confronti dell’organismo animale (e/o umano) che li assume nutrendosi di tali cibi. I polifenoli, una volta ingeriti, agiscono entro un paio di ore dal consumo. Dopo vengono metabolizzati ed espulsi dall’organismo. La frutta e la verdura colorate contengono grandi quantità di polifenoli, è risaputo. Ma esistono anche altri alimenti che possono incrementare il nostro fabbisogno giornaliero di questi nutrienti.

L’EFSA ha applicato un Health Claim esclusivo per l’olio extravergine di oliva che riguarda l’effetto benefico prodotto dai polifenoli sul corpo umano, in particolare l’influenza positiva nella prevenzione di malattie cardiovascolari. Il Regolamento nello specifico detta anche le dosi di assunzione giornaliere e le caratteristiche che deve avere l’olio in questione. Numerosi studi confermano tuttavia che 3 o 4 cucchiai al giorno, che equivalgono a circa 40 grammi di prodotto, siano ideali per beneficiare del potere dei polifenoli. In aggiunta a questa capacità, ormai riconosciuta da anni, le ricerche scientifiche hanno indagato gli effetti dell’assunzione di polifenoli anche su altre patologie. Il tirosolo è un cardioprotettore in grado di attivare meccanismi di difesa all’interno delle cellule.

Naturalmente la loro efficacia dipende dalla quantità che riusciamo ad assorbirne tramite gli alimenti. Ebbene, non soltanto in base alla quantità dei nutrienti in esso presenti ma soprattutto in virtù della cosiddetta “biodisponibilità” di tali nutrienti. I fattori che influenzano l’efficacia di un polifenolo possono essere molteplici: condizioni ambientali di crescita e coltura del frutto, interazione con altri composti all’interno dello stesso alimento, fattori legati alla persona (genetiche, patologiche, etc.), senza dimenticare i fattori legati alla lavorazione dei cibi.

Mappa delle regioni olivicole italiane

È sempre più difficile ricavare nutrienti dall’alimentazione perché l’industria chimica porta sulle nostre tavole alimenti completamente depauperati, sebbene più vicini al nostro gusto. Basti pensare ai frutti di bosco: quelli che troviamo al supermercato sono grandi e dolci mentre quelli selvatici sono piccoli e aciduli. Questo perché nei frutti selvatici i polifenoli (che sono amari) non sono stati diluiti con acqua e zuccheri (come accade in quelli coltivati in serra) e, anche se probabilmente il nostro palato viziato e assetato di zuccheri apprezza meno, proprio in questi troviamo un’alta concentrazione di antiossidanti!

Perché gli olii extravergine non sono tutti uguali! Un olio esposto al calore, all’ ossigeno e umidità diviene rancido. Un difetto inevitabile questo, che prima o poi arriva per tutti gli oli, anche i migliori, quando si esauriscono i polifenoli e l’impatto dell’aria prende il sopravvento. Le analisi sensoriali e chimiche effettuate negli anni hanno riportato per i monocultivar di Olio Intini contenuti in polifenoli fino a 1425 mg/kg (per il monocultivar Cima di Mola). Un buon extravergine ne contiene circa 300/400 per kg! Questo significa che l’impegno e gli investimenti della famiglia Intini sono stati una scelta vincente per il rilancio di un settore che punta a valorizzare l’olio non come semplice condimento bensì come un alimento nutraceutico.

Diversi fattori contribuiscono all'alto contenuto di polifenoli nell'olio d'oliva:

  • Terroir: le condizioni pedoclimatiche giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo dei polifenoli nel frutto dell’ulivo. Gli uliveti Intini si estendono tra Alberobello e la Valle d’Itria, in una delle zone più prospere e affascinanti della Puglia.
  • Cultivar ricchissime in polifenoli: l’aspetto genetico è fondamentale nel determinare il contenuto fenolico. Cultivar come Coratina e Cima di Mola, lavorate in purezza da Intini, si distinguono per l’alto contenuto in polifenoli rispetto alla media.
  • Periodo di raccolta anticipato delle olive: i polifenoli si trovano in concentrazione maggiore nelle olive verdi, e il loro contenuto cala con la maturazione, ecco perché il periodo di raccolta influisce incredibilmente sul valore salutistico di un olio extravergine. Le olive acerbe, portate quindi in frantoio presto, contengono il numero più alto di sostanze fenoliche ma naturalmente producono rese più basse rispetto alle olive più mature.
  • Tecnologie all’avanguardia: l’utilizzo di innovativi metodi di estrazione, a temperature controllate e a ridotto impatto ossidativo, è un fattore determinante per la creazione di oli dal contenuto fenolico importante. Olio Intini si avvale di moderne linee di estrazione in continuo che permettono di produrre olio in assenza di ossigeno grazie all’inertizzazione di tutto il processo produttivo.
  • Filtrazione e conservazione: gli ultimi due fattori che concorrono al mantenimento e alla qualità dei polifenoli nell’extravergine riguardano la pulizia dell’olio, che deve essere sempre filtrato, e la non esposizione a luce e ossigeno.

Come si manifesta il contenuto fenolico al palato? Capace di impartire precise caratteristiche sensoriali a un extravergine, il contenuto polifenolico si manifesta con note amare e piccanti quindi bando alle finte convinzioni e alle cattive abitudini alimentari. Se al palato un olio è piccante e amaro vuol dire che è di qualità, perché ricco di antinfiammatori e antiossidanti. Olive verdi, raccolte a mano e trasformate a freddo nelle 24 ore, con sistemi che ne evitano l’ossidazione, danno quasi sempre oli dalle tonalità amare e piccanti. Un olio più amaro e piccante è dunque anche più sano. Ecco perché gli extravergini di eccellenza hanno costi maggiori.

Produzione dell'olio - Metodo Tradizionale

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Schema dei radicali liberi e antiossidanti

L'utilità dei polifenoli nella drupa dell’olivo è quella di preservare i lipidi dalle reazioni di ossidazione, che sono degradative. Si devono immaginare gli oli (qui parliamo sia di quelli estratti dai frutti che dai semi) come sistemi complessi e cangianti, sempre in trasformazione. Tutti gli elementi che li compongono interagiscono e possono essere distinti in sostanze pro-ossidanti e sostanze anti-ossidanti. Entrambe hanno delle funzioni metaboliche e l’equilibrio è dato dal bilanciamento tra esse. Metalli, clorofille, acqua sono pro-ossidanti in determinate condizioni. Consideriamo le clorofille. Esse sono innocue al buio ma, da buone sostanze fotosensibili, in presenza di luce reagiscono con l’ossigeno e generano radicali liberi. Questi ultimi sono forme atomiche instabili, incapaci di stare ferme, che vanno a disturbare la tranquillità delle catene di acidi grassi, strappando qua e là elettroni. Questo processo, definito irrancidimento ossidativo, si verifica “a catena” e rende la frazione lipidica degli oli via via sempre meno pregiata. Tutti gli oli, invecchiando, possono solo peggiorare in maniera irreversibile, nel senso che non si può tornare indietro. L’unica carta che ci si può giocare per rallentare (semplicemente rallentare!!) l’irrancidimento sono gli antiossidanti. Prima che questi vadano a posizionarsi sugli acidi grassi, i polifenoli, tempestivi e audaci, si interpongono. Una parte della loro struttura chimica è fatta in modo da attrarre a sé le forme radicaliche. Quindi, sacrificandosi, si ossidano ed evitano che l’ossidazione avvenga a carico degli acidi grassi. In tal modo non si perde brutalmente la qualità della frazione lipidica. Ecco perché una elevata concentrazione di polifenoli costituisce un pregio per gli oli. Ma c’è anche un altro motivo per cui la presenza di polifenoli negli alimenti è auspicabile. Le cellule del nostro corpo sono circondate da membrane composte tra le varie cose anche da lipidi. Questi, analogamente agli acidi grassi degli oli suddetti, se vengono a contatto con radicali liberi subiscono una trasformazione chimica che porta alla modifica della loro conformazione geometrica. Si possono creare quindi a livello di membrana dei veri e propri buchi e, laddove esisteva una barriera uniforme ad una eventuale sostanza nociva, si aprono degli ingressi non ben controllati. Anche in questo caso le molecole anti-ossidanti possono limitare i danni dell’invecchiamento cellulare non perché evitano la reazione di ossido-riduzione ma, al contrario, la fanno avvenire proprio su di sé, legando i radicali liberi e distraendoli.

Tabelle nutrizionali comparative di oli d'oliva

Infografica sui benefici dei polifenoli per la salute

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