Siberia: L'Epica del Dolore e la Fuga dalla Maturità nel Nuovo Pop Italiano

I Siberia sono una band livornese che si sta ritagliando un proprio spazio nel panorama indipendente italiano. Il loro sound, definito "dark pop", affonda le radici nella new wave britannica, con un amore dichiarato per i Joy Division, ma non dimentica la lezione di grandi cantautori italiani come Luigi Tenco, Fabrizio De André e Franco Battiato. Il nome della band è ispirato dal romanzo "Educazione siberiana" di Nicolai Lilin, ma i Siberia non si propongono come uno spin-off musicale del libro, quanto piuttosto come portatori di un messaggio che unisce "bellezza nella durezza".

Il loro secondo album, "Si vuole scappare", uscito nel 2018 per Maciste Dischi, segna un'evoluzione rispetto all'esordio "In un sogno è la mia patria" (2016). Se il primo disco era più chitarristico e lirico, il secondo vira verso sonorità più pop, con un maggiore utilizzo di synth e testi più immediati e radicati nella realtà contemporanea. Questo cambiamento è frutto di una crescita personale e artistica, con la volontà di comunicare con i propri coetanei e affrontare tematiche complesse in modo più diretto.

Il titolo "Si vuole scappare" racchiude il tema centrale dell'album: la paura di crescere e la fuga dalle responsabilità dell'età adulta. La band descrive una generazione "imbottita di sogni, di illusioni, di canzoni, di diritti", che cerca rifugio in un mondo immaginario, lontano dalla concretezza della realtà. Questa fuga si manifesta anche a livello musicale, con un allontanamento dai temi sociali a favore di sonorità più sognanti e individualiste.

Nei testi dei Siberia, la "poetica delle cose piccole" si intreccia con la ricerca di una "poetica del grande". Un esempio è la canzone "Yamamoto", che esplora la complessità di una figura femminile ancora legata all'infanzia, ma con una maturità che può facilmente applicarsi anche al maschile. Il nome "Yamamoto" deriva dalla fascinazione per il Giappone e per lo stilista Yohji Yamamoto, e foneticamente evoca la bellezza e l'innocenza.

Un altro tema centrale è l'"epica del dolore", affrontato nella canzone omonima. I Siberia propongono una riflessione sul valore della sofferenza, intesa non come prodotto o brand da ostentare, ma come fonte di crescita e salvezza. Questo concetto si contrappone alla "glamourizzazione del disagio", una tendenza narcisistica tra le nuove generazioni a esibire malinconia e a banalizzare l'uso di psicofarmaci.

Copertina album

La scrittura di Eugenio Sournia, voce e chitarra della band, è caratterizzata da una grande cura formale e da un retroterra letterario che spazia dalla poesia novecentesca italiana ai grandi cantautori. Nonostante la volontà di creare testi "classici", nel secondo disco si è cercato un linguaggio più attuale per dialogare con i coetanei. La musica, invece, è un connubio tra le influenze new wave e una ricerca di sonorità più moderne, con un occhio attento alla produzione di Federico Nardelli.

La band vede nella scena musicale italiana attuale una grande libertà espressiva, pur notando una certa "sciatteria" in alcuni esponenti del nuovo pop. Tuttavia, apprezzano il ritorno della lingua italiana nella musica e la capacità di alcune band di innovare e creare un proprio universo sonoro.

I Siberia sono una band che non ha paura di sperimentare e di mettersi in discussione, cercando costantemente di evolvere e di proporre contenuti originali. Il loro desiderio è quello di creare un lavoro ancora più ambizioso, esplorando nuove direzioni sonore e testuali.

Foto della band Siberia

Il Nome: Siberia e l'Ispirazione Letteraria

Il nome "Siberia" è stato scelto dalla band dopo la lettura del romanzo "Educazione siberiana" di Nicolai Lilin. Sebbene non vogliano essere una mera trasposizione musicale del libro, i Siberia traggono ispirazione da esso per il concetto di "bellezza nella durezza". Il romanzo offre uno spunto per esplorare le sfumature di un mondo apparentemente ostile, rivelando al suo interno tenerezza e poesia, specialmente nei rapporti umani.

L'autore Eugenio Sournia ha dichiarato di aver avuto una forte fascinazione per Nicolai Lilin, definendolo una figura intellettuale atipica. L'idea è quella di utilizzare la propria scrittura come un "bignami" che invogli l'ascoltatore a scoprire altri mondi e stimoli, proprio come un "sacerdote" moderno che guida il pubblico verso la conoscenza.

"Si vuole scappare": Temi e Sonorità

Il secondo album, "Si vuole scappare", rappresenta un passo importante per i Siberia. Il titolo stesso evoca un senso di evasione, di fuga dalle responsabilità adulte e dalla maturazione. L'album esplora la "eterna adolescenza" e la tendenza a rifugiarsi in mondi immaginari, amplificata dall'uso di strumenti come cellulari e internet.

Illustrazione che rappresenta la fuga dalla realtà

Musicalmente, l'album segna un avvicinamento al pop, pur mantenendo le radici new wave. Le sonorità sono più moderne e aperte, con un arrangiamento che privilegia le tastiere rispetto alle chitarre. I testi, invece, diventano più immediati e materici, abbandonando il lirismo aulico del primo disco per una scrittura più concreta e contemporanea.

La canzone "Nuovo pop italiano", primo singolo estratto dall'album, affronta la difficoltà di confrontarsi con il passato e il futuro, spesso anestetizzata o semplificata. I protagonisti si sentono sospesi, perennemente senza fiato, immersi in una stanchezza di fondo che impedisce loro di "prendere il respiro".

Un altro brano significativo è "Yamamoto", che esplora la dualità tra innocenza infantile e la gabbia della maturità. La canzone, scritta in modo corale, riflette su come le caratteristiche attribuite a una figura femminile possano facilmente applicarsi anche a sé stessi, diventando corali.

L'"epica del dolore" è un tema ricorrente, presente nella canzone omonima. I Siberia riflettono sul significato della sofferenza, contrapponendola alla sua "glamourizzazione" e all'uso massiccio di psicofarmaci. La band sostiene che il dolore possa essere fonte di crescita e accrescimento, un concetto radicato anche nella tradizione cristiana.

Infine, "Tramonto per sempre" affronta la difficoltà di amare una donna sola e la tendenza degli aspiranti artisti a crogiolarsi in una facile malinconia. Il brano descrive come gli amori adolescenziali, che sembravano durare per sempre, ora si riducano a una notte, lasciando cicatrici.

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