Le difese immunitarie dei bambini sono un sistema complesso che cresce assieme a loro e che, come tutto il resto dell’organismo, impara a svilupparsi tramite il contatto con l’ambiente circostante. È proprio incontrando le forme più disparate di germi che il sistema immunitario “impara” a riconoscere e combattere le più comuni infezioni. L'immunità è la capacità dell’organismo di resistere e reagire all’attacco di agenti patogeni.
Il sistema immunitario di un neonato, per i primi 2-3 mesi di vita, è ancora immaturo. È dalla mamma che il bambino riceve anticorpi attivi attraverso la placenta prima, e con l’allattamento al seno poi. Gli anticorpi dalla placenta, ad esempio, rimangono attivi per le prime settimane di vita del bambino, e l’allattamento al seno contribuisce a “nutrire” il sistema immunitario ancora immaturo del neonato. Nel caso di parto cesareo - dunque se mancherà il passaggio vaginale - esistono altri modi per fornire al neonato una protezione. In primis con l’allattamento materno, che contiene anticorpi e altre sostanze fondamentali, ma anche attraverso il contatto pelle a pelle tra la mamma e il bambino, che permette il passaggio di batteri “buoni”. Questo “scambio”, fondamentale dopo il parto, continua anche successivamente per tutto il periodo neonatale e durante l’allattamento anche quando il bimbo è più grande.
Alla nascita, i meccanismi di difesa materni trasmessi tramite la placenta, l’allattamento, e il passaggio vaginale (o il contatto pelle a pelle) costituiscono la prima linea di difesa. Il sistema immunitario matura nei primi tre anni, grazie anche a stimoli come gioco all’aperto - anche in clima freddo - e la socializzazione, passando attraverso le frequenti infezioni infantili e l’incontro con coetanei. La prima fase di maturazione avviene entro l’anno di vita, e si giunge a uno stadio di stabilità entro i tre anni. In questo lasso di tempo il bambino, soprattutto se ha avuto modo di entrare spesso in contatto con altri coetanei e adulti sia del proprio nucleo familiare sia esterni, incontra moltissimi germi dai quali “imparerà” a difendersi. Crescendo, l’organismo sviluppa una sorta di memoria, che si arricchisce ogni volta che si trova a fronteggiare un’infezione: ogni volta che il bambino si ammala si rafforza quella che prende il nome di immunità acquisita.

Il sistema immunitario, costituito da cellule speciali, proteine, tessuti e organi, protegge il nostro corpo dall'assalto di "invasori esterni" come batteri, virus e funghi. Quando il nostro sistema immunitario interviene rapidamente e impedisce il diffondersi dell'invasore non avvertiamo nessun cambiamento, ma quando questo non avviene, allora, si scatenano una serie di sintomi (ad esempio la febbre) che indicano che il nostro corpo sta cercando di sconfiggere l’infezione.
Esistono due tipi principali di immunità: quella innata o naturale, che rappresenta una prima linea di difesa, e quella adattativa o specifica, che è una risposta difensiva più lenta ma più potente e mirata, virtualmente in grado di riconoscere qualunque forma di agente esterno. L’immunità adattativa si è evoluta più di recente e permette di creare la memoria immunologica.
Gli organi coinvolti nel sistema immunitario sono chiamati organi linfoidi. I precursori delle cellule immunitarie, come di tutte le cellule del sangue, sono prodotti nel midollo osseo. Tra le cellule immunitarie troviamo i granulociti (neutrofili, basofili ed eosinofili) e i linfociti (linfociti B, T e Natural Killer - NK). I linfociti B producono anticorpi, che sono speciali armi difensive presenti nei liquidi del nostro corpo. Gli anticorpi possono attaccare i virus e impedire che penetrino nelle cellule dell’organismo. I linfociti T sono responsabili dell’immunità cellulo-mediata, mentre i linfociti NK sono coinvolti nella risposta immunitaria innata contro i virus e altri microbi che si nascondono all’interno delle cellule.
L’abilità del sistema immunitario di riconoscere i diversi microbi dipende dalla specificità antigenica. I linfociti T e B hanno speciali recettori per l’antigene che permettono di riconoscere milioni di antigeni diversi. Ogni giorno il nostro corpo entra in contatto con tantissime sostanze esterne. Il sistema immunitario riconosce il corpo che sta proteggendo come proprio (se stesso) e, in modo simile, riconosce come non dannose molte delle cose introdotte nel corpo, come gli alimenti.

Per sostenere in modo sano le difese dei più piccoli, è fondamentale puntare su: vaccinazioni, allattamento, contatto pelle a pelle, vita all’aria aperta e interazione con compagni e (in assenza di allergie) animali domestici. Vacciniamoli e Vacciniamoci. Alcune infezioni, se contratte nei primi giorni e mesi di vita, possono essere particolarmente pericolose per i bambini. È quindi di fondamentale importanza esporre i piccoli a versioni “alternative” di queste infezioni (i vaccini appunto), che permetteranno loro di sviluppare una risposta immune senza prendersi l’infezione. I vaccini rappresentano un “allenamento sicuro” per il sistema immunitario: stimolano la produzione di difese specifiche senza causare la malattia.
Favorire l’allattamento materno. Il latte materno è un eccellente sistema per costruire il sistema immunitario del nostro bambino. Contiene infatti anticorpi particolarmente efficaci soprattutto contro le infezioni gastrointestinali, oltre che lattoferrina e molecole “interleuchine”, fondamentali per stimolare le cellule immunitarie in evoluzione. Il colostro, il primo latte prodotto dal seno della madre, è un liquido estremamente ricco di sostanze nutritive, come proteine e vitamina A, ma soprattutto di anticorpi. Questi vanno da subito a colonizzare l’intestino del neonato, costituendo la prima immunizzazione contro virus e batteri. Anche il latte materno più maturo è altrettanto importante, perché continua a proteggere il bambino grazie a sostanze come i leucociti materni e la lattoferrina.
Esercizio fisico all’aperto, anche d’inverno! Uno dei falsi miti più duri da sfatare è quello che il freddo faccia male e che in qualche modo contribuisca all’insorgenza di infezioni respiratorie. Questo ci spinge a far giocare i bambini prevalentemente in ambienti chiusi, nei quali invece virus e batteri circolano e si trasferiscono molto più efficacemente da un soggetto all’altro. L’aria aperta, anche se fa freddo, non solo riduce il rischio di trasmissione di infezioni respiratorie, ma ha un ruolo dimostrato nel migliorare il sistema immunitario. Stare il più possibile all’aria aperta: infatti l’azione del sole sulla pelle serve loro a sintetizzare le giuste quantità di vitamina D, che ha un effetto immunomodulante.
Amici nuovi, anticorpi nuovi. Abbiamo visto come la socializzazione, con le sue nuove esperienze e interazioni, sia fondamentale per far maturare efficacemente il sistema immunitario del nostro bambino. L’interazione sociale, grazie al contatto con vari germi, stimola la produzione di anticorpi e la memorizzazione immunologica. Sull’impatto di una scolarizzazione precoce sulla riduzione delle infezioni in età successive vi è ancora non univoco consenso in letteratura, anche se alcune evidenze sembrano indicare un impatto nell’aiutare la maturazione del sistema immunitario.

Perché è utile che il bambino entri in contatto con altri bambini? Le difese immunitarie dei più piccoli maturano attraverso le esperienze: l’interazione sociale, grazie al contatto con vari germi, stimola la produzione di anticorpi e la memorizzazione immunologica.
Quali abitudini quotidiane possono sostenere le difese immunitarie dei bambini? Oltre alla normale esposizione ambientale, aiutano: un’alimentazione varia e sana; buon riposo; attività fisica e giochi all’aperto; costante igiene delle mani. Il riposo è importante per tante ragioni, che riguardano il comportamento, la concentrazione, ma soprattutto il buon funzionamento del sistema immunitario: dormire poco ci predispone ad ammalarci e inficia sul tempo che ci mettiamo a guarire.
Seguire una corretta alimentazione: un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura di stagione assicura al bambino una composizione del microbiota intestinale ben variegata. Nei primi anni di vita si crea una sorta di “imprinting” per il microbiota intestinale che può condizionare in molti modi il funzionamento del sistema immunitario. Questo può essere fatto proponendo al bambino una buona quantità di fibre attraverso il consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali. La vitamina C (presente in agrumi, kiwi, peperoni), in particolare, aiuta a contrastare lo stress ossidativo e stimola la produzione di anticorpi; la vitamina D, fondamentale per la risposta immunitaria, può essere integrata nei mesi con minore esposizione solare.
Le difese immunitarie dei bambini si sviluppano gradualmente, plasmate dall’esposizione naturale a microbi e stimoli ambientali, e non necessitano di integratori o vitamine, per i quali non ci sono prove scientifiche di efficacia, anzi possono comportare rischi (ad esempio reazioni allergiche o accumuli tossici). L’utilizzo di vitamine e integratori per le difese immunitarie dei bambini non è supportato da alcuna letteratura scientifica che ne abbia verificato l’efficacia. Inoltre non lasciamoci ingannare dalla dicitura “naturale” che spesso troviamo riportata sulle etichette, poiché nessuna molecola, per quanto di derivazione biologica o naturale, è mai totalmente innocua. Un surplus di vitamine non potenzia in alcun modo il sistema immunitario, ma anzi può risultare dannoso. In assenza di un deficit specifico diagnosticato dal medico, non vi è necessità di somministrare integratori vitaminici.
I 7 migliori cibi per rafforzare le difese immunitarie.
In sintesi potremmo dire che il sistema immunitario del bambino: matura entro il primo anno di vita, si stabilizza entro i tre anni, si evolve poi per tutto il resto della sua vita, adattandosi e modificandosi in base alle esperienze e alle situazioni che incontrerà. Goditi il viaggio e tieni per mano il tuo bambino: vedrai che ogni incertezza sparirà.
Rafforzare le difese immunitarie dei bambini Per rafforzare le difese immunitarie dei bambini i genitori possono: quando possibile, preferire il latte materno; praticare lo “skin-to-skin”, ovvero il contatto diretto tra la pelle del genitore e quello del bambino, che contribuisce a rafforzare le sue difese immunitarie oltre che a creare un momento speciale di amore e condivisione benevola per entrambi; non somministrare farmaci al primo sintomo - se non indicati esplicitamente da un medico - o ricorrere agli antibiotici senza il consenso del pediatra. L’uso costante e prolungato di farmaci non migliora né aumenta le difese immunitarie ma ne rallenta la formazione; seguire un’alimentazione sana e variegata con frutta e verdura di stagione aiuta il sistema immunitario a prevenire e combattere i malanni di stagione; vaccinare il bambino e se stessi, così da evitare che le infezioni più pericolose possano entrare a contatto col bambino nei primi giorni e mesi di vita in cui è più delicato e indifeso. Esistono infatti anche dei vaccini in gravidanza che favoriscono il passaggio degli anticorpi prodotti dalla mamma direttamente al bimbo. Inoltre è consigliabile accertarsi che chi entra a contatto col bambino abbia fatto il vaccino per l’influenza e per per altre malattie esantematiche (morbillo, rosolia, scarlattina, varicella, quarta, quinta e sesta malattia); far giocare i bambini all’aperto anche quando è più freddo: virus e batteri germogliano negli ambienti chiusi, mentre l’aria aperta anche d’inverno favorisce il miglioramento del sistema immunitario, riducendo il rischio di trasmissione delle infezioni respiratorie. Basta vestirsi a strati e godersi il momento, anche d’inverno! scegliere la scolarizzazione precoce che favorisce, oltre che la socializzazione, la formazione degli anticorpi; anche la convivenza con gli animali domestici migliora i batteri “buoni”! almeno tre porzioni di frutta fresca al giorno (mele, kiwi, arance, frutti di bosco, banane). almeno 100 gr di pesce, dal tonno al salmone al pesce azzurro, due volte a settimana.