Pulizia del Colon con Fermenti Lattici: Benefici e Rischi

L’idrocolonterapia è una pratica sempre più diffusa che offre una soluzione efficace per la pulizia del tratto intestinale che si estende dall’ampolla rettale al cieco. Il ciclo di lavaggi colici, eseguiti durante l’idrocolonterapia, contribuisce infatti al ripristino della flora batterica benefica e alla creazione di un ambiente intestinale sano, svolgendo un ruolo fondamentale nella disintossicazione dell’organismo.

Già Ippocrate, nel IV secolo avanti Cristo, aveva compreso l’importanza di un intestino in buone condizioni per la salute generale dell’organismo. Studi recenti hanno confermato questa intuizione, evidenziando l’importanza di un equilibrio tra la mucosa intestinale, il microbiota intestinale e il sistema immunitario. Se il microbiota intestinale è compromesso, possono insorgere infiammazioni croniche che possono danneggiare la mucosa intestinale e aumentare la permeabilità intestinale. Ciò permette alle sostanze tossiche di essere assorbite nel flusso sanguigno e diffondersi nel corpo, causando potenziali infiammazioni in diverse parti del corpo come la pelle, l’apparato urogenitale, il cuore e il sistema nervoso centrale. Recentemente sono state riscontrate correlazioni tra alcune malattie neurologiche come l’Alzheimer, il Parkinson, l’autismo, la depressione e il microbiota intestinale.

Schema del microbiota intestinale e le sue funzioni

L’idrocolonterapia ha l’obiettivo di rimuovere le feci e i batteri patogeni presenti nel colon. La procedura avviene attraverso l’introduzione di acqua depurata tramite una sonda a doppio lume, che consente l’entrata e l’uscita dell’acqua nello stesso tubo. Durante la seduta, della durata di circa 45 minuti, l’operatore monitora il flusso dell’acqua e la pressione all’interno del colon per garantire il comfort del paziente. Lo strumento di ultima generazione di cui Montallegro dispone consente una valutazione in tempo reale di ciò che avviene nell’intestino. Tuttavia, è importante che l’operatore sia adeguatamente formato e segua il protocollo stabilito dalla Società Italiana di Idrocolonterapia.

Strumento per l'idrocolonterapia

L’idrocolonterapia può essere consigliata a diverse persone in base ai loro obiettivi. Da un lato, è spesso scelta da coloro che seguono una filosofia del benessere e desiderano migliorare la salute generale, ottenere una pelle più liscia e ridurre i depositi di grasso. D’altro canto, l’idrocolonterapia può essere utile per affrontare malattie funzionali del colon come la stipsi cronica o il colon irritabile. In questi casi, l’uso combinato di terapia integrata, purganti osmotici e probiotici può portare a risultati positivi, come dimostrato da uno studio osservazionale che ho condotto su 98 pazienti nell’arco di tre anni. Ho potuto osservare un miglioramento significativo dei sintomi, come un aumento della frequenza delle evacuazioni e una riduzione del disagio addominale.

Da due anni, in Montallegro, utilizziamo il colon wash come preparazione per la colonscopia. Questa procedura offre notevoli vantaggi in termini di pulizia e praticità rispetto alla preparazione tradizionale. Il colon wash viene eseguito circa due ore prima della colonscopia e richiede solo una dieta priva di frutta e verdura nei giorni precedenti all’esame, insieme all’assunzione di purganti osmotici per ammorbidire le feci. Questo metodo è stato sviluppato dal professor Cosentino, gastroenterologo di Milano, che ha ottenuto ottimi risultati con una casistica di 2800 casi e un tasso di successo del 96%.

Mantenere l’equilibrio dell’ecosistema intestinale può contribuire alla prevenzione di malattie metaboliche e tumorali. Recentemente sono state condotte ricerche sulla presenza del batterio fusobacterium nucleatum, che è stato associato alla promozione della crescita di adenomi e tumori, nonché a un’interferenza significativa nella risposta alla chemioterapia.

Schema che illustra la prevenzione di malattie metaboliche e tumorali attraverso l'equilibrio intestinale

L’idrocolonterapia può essere consigliata agli adulti a partire dai 18 anni, mentre per i bambini viene applicata principalmente in situazioni specifiche, come per esempio il megacolon congenito. Tuttavia, ci sono alcune controindicazioni da considerare, come scompensi cardiaci, tumori, patologie acute come la malattia di Crohn, la colite ulcerosa, l’appendicite, nonché recenti interventi intestinali o patologie infiammatorie rettali. Prima di procedere con l’idrocolonterapia, è importante effettuare un’esplorazione rettale per valutare eventuali problemi acuti.

L’idrocolonterapia è generalmente ben tollerata, ancor più dalle donne, e la strumentazione utilizzata riduce al minimo il disagio. Questo ha contribuito alla sua popolarità, anche grazie al passaparola di coloro che hanno avuto esperienze positive. Tuttavia, esiste ancora una certa resistenza da parte di una parte della comunità medica. Tuttavia, i giovani medici mostrano un interesse crescente, incuriositi dalle nuove ricerche sul microbiota intestinale che stanno generando un vivace dibattito.

Nel caso di stipsi, di solito sono necessarie da quattro a sei sedute, con un intervallo di due settimane tra ciascuna, seguite da una seduta di mantenimento una volta al mese.

Fermenti Lattici e Probiotici: Benefici e Rischi

I fermenti lattici per colon irritabile sono spesso raccomandati per alleviare i sintomi e ripristinare l'equilibrio intestinale. Questi integratori alimentari contengono batteri "buoni" che, una volta assunti, si moltiplicano nell'apparato digestivo.

1. Efficacia dei Fermenti Lattici: I fermenti lattici sono efficaci nel trattamento di disturbi come il colon irritabile se arrivano vivi nell'intestino, superando l'azione degli acidi digestivi. Pertanto, non tutti i fermenti lattici sono anche probiotici.

2. Definizione di Probiotici: I probiotici sono microrganismi vivi non patogeni che integrati nella microflora intestinale contribuiscono alla salute intestinale. Questo ecosistema svolge molte funzioni essenziali, come la digestione degli alimenti, l'assorbimento dei nutrienti e la difesa contro agenti patogeni, supportando il sistema immunitario. In alcuni casi, lo stress, una dieta inadeguata, sbalzi ormonali, farmaci o infezioni possono causare uno squilibrio nella composizione del microbiota, noto come disbiosi intestinale.

3. Disbiosi e Colon Irritabile: La disbiosi è considerata una delle possibili cause del colon irritabile.

4. Efficacia dei Probiotici: Generalmente considerati utili per la salute intestinale, i probiotici non sempre risultano efficaci benché generalmente non nocivi. Se non è la disbiosi la causa del disturbo intestinale, difficilmente i probiotici avranno un qualche effetto. Inoltre, l’efficacia dei probiotici è dimostrabile solo quando, una volta ingeriti, i microrganismi che li compongono sopravvivono e si riproducono nel microbiota. Per quanto riguarda gli effetti positivi dei probiotici sui sintomi dell’IBS, non tutti gli studi sono concordi.

5. Scelta dei Probiotici per il Colon Irritabile: Non tutti i probiotici sono adatti per il colon irritabile. Gli studi indicano che per alleviare i sintomi del colon irritabile legati alla disbiosi intestinale, è consigliabile scegliere fermenti lattici che contengano un solo ceppo batterico. Sfortunatamente, al momento non è possibile stabilire a priori quale probiotico sia il migliore per il colon irritabile perché molto dipende dalla composizione individuale del microbiota, che è diversa per ogni essere umano. Esistono dei test delle feci che consentono di “mappare” l’intero microbiota di un essere umano e che, in caso di colon irritabile, possono essere presi in considerazione per un aiuto nella scelta dei probiotici. Questi, però, devono essere prescritti e valutati da un/a gastroenterologo/a esperto/a. Diversamente, l’unica possibilità è quella di testare i probiotici su di sé.

6. Risoluzione del Colon Irritabile: Difficilmente assumere probiotici a base di fermenti lattici può risolvere una volta per tutte il problema del colon irritabile, perché si tratta di una malattia complessa. I probiotici possono rientrare tra queste opzioni, ma in combinazione con altri rimedi sia farmacologici, se necessario, che dietetici e comportamentali da modulare caso per caso. I probiotici non sono disponibili solo in forma di integratori.

Grafico che confronta l'efficacia di diversi ceppi probiotici nel trattamento del colon irritabile

Rischi Associati ai Probiotici

I probiotici possiedono un grande potenziale ma anche rischi legati a mutazioni o reazioni individuali. I probiotici possono avere un effetto lassativo, ma in soggetti disidratati o con scarsa fibra alimentare possono aggravare la stipsi aumentando la consistenza delle feci.

L'effetto dei probiotici sulla permeabilità intestinale è positivo. Sovrappeso e obesità sono associati a un aumento della permeabilità intestinale, dovuto alla perdita dell'integrità epiteliale intestinale, che consente il passaggio incontrollato di lipopolisaccaridi (LPS) e altri fattori infiammatori nel circolo sanguigno, fenomeno noto come endotossiemia metabolica. I probiotici possono modulare il microbioma intestinale introducendo batteri benefici, con il potenziale di ripristinare l'integrità della barriera intestinale. Questa revisione sistematica ha analizzato studi animali e clinici sull'effetto dei probiotici sulla permeabilità intestinale indotta dall'obesità. Sono stati inclusi 26 studi (12 animali e 14 clinici). Undici dei 12 studi animali hanno riportato un effetto positivo dei probiotici nel ridurre la permeabilità intestinale. I generi più comuni nelle formulazioni probiotiche efficaci erano Bifidobacterium, Lactobacillus e Akkermansia, suggerendo che specifici ceppi potrebbero essere più efficaci nel migliorare la funzione della barriera intestinale.

Tra i soggetti ai quali è stata somministrata una terapia ricostituente a base di probiotici, alcuni pazienti affetti da pancreatite hanno riscontrato effetti collaterali di rilevante entità. Un'altra condizione sfavorevole per la somministrazione di microrganismi probiotici è rappresentata dall'immuno-deficienza, plausibilmente indotta dalla chemio-terapia o dal virus dell'HIV (Human Immunodeficiency Virus). I soggetti che posseggono un sistema immunitario significativamente debilitato rischiano di contrarre il più grave tra gli effetti collaterali dei probiotici: la setticemia. Per setticemia si intende la diffusione nel circolo sanguigno di un agente patogeno e la conseguente infezione sistemica.

Meno grave, ma senz'altro più diffusa, la sintomatologia specifica legata al tratto digerente. Gli effetti collaterali dei probiotici spesso riguardano una reazione avversa ed inaspettata dell'intestino; tra i sintomi più diffusi si evidenziano: crampi addominali, meteorismo, flatulenza e diarrea. Se è vero che i probiotici possono ridurre i sintomi della stipsi favorendo l'idratazione fecale e mantenendo un transito intestinale più efficace, non è raro che questa caratteristica influisca negativamente sull'idratazione complessiva del consumatore. Spesso, le feci aumentano eccessivamente di consistenza a causa di: 1) scarso apporto di liquidi 2) maggior riassorbimento idrico-fecale (aggravato dall'insufficienza di fibra alimentare idrosolubile) ad opera della mucosa dell'intestino crasso; l'intestino di un soggetto disidratato reagisce aumentando il riassorbimento fecale, ma l'azione dei probiotici sulle feci è esattamente opposta. In caso di stipsi indotta dalla disidratazione, l'azione lassativa dei probiotici potrebbe aggravarne l'entità.

L'utilizzo dei probiotici nei pazienti oncologici

La dieta FodMap è stata messa a punto per migliorare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, spesso caratterizzati da gonfiore, crampi e alterazione della regolarità intestinale. Per migliorare la funzionalità dell’intestino gli esperti propongono integratori a base di fibre, probiotici e prebiotici.

È una pratica diffusa fin dall’antichità e spesso viene proposta come rimedio per eliminare i disordini intestinali e i problemi di stipsi. Risale al tempo degli antichi Egizi quando si pensava che depurare l’organismo dalle scorie potesse prevenire ogni malattia. Ad oggi mancano evidenze scientifiche che possano avvalorarne la prescrizione, ma questo lavaggio intestinale trova indicazioni come coadiuvante nella preparazione per la colonscopia e in alcune condizioni specifiche come la stipsi ostinata, le lesioni del midollo spinale, in casi di alterazione della flora batterica, nelle allergie cutanee. Secondo uno studio del 2011 della Georgetown University potrebbe presentare anche alcune controindicazioni. Gli effetti collaterali possono essere lo sviluppo di una alterazione elettrolitica, a seguito di una eccessiva diarrea, o una perforazione provocata dal posizionamento del tubo all’interno del colon. Le controindicazioni sono principalmente rappresentate dalle patologie acute intestinali, come le diverticoliti, o dalle malattie infiammatorie croniche intestinali. Per questo si consiglia l’idrocolonterapia solo in casi selezionati, in particolare in pazienti con problemi di stipsi ostinata non responsiva a terapia medica. Tale tecnica non è risolutiva del problema, può piuttosto essere utilizzata come procedura palliativa per migliorare la qualità di vita del paziente, ma presenta un effetto limitato nel tempo. Non esiste infatti un metodo “di purificazione intestinale” accreditato, uguale per tutti i pazienti e non è necessario programmare una “purificazione intestinale” se la funzionalità è regolare. Ai pazienti con stipsi ostinata è consigliabile l’utilizzo di lassativi per “ripulire” l’intestino, prima di valutare l’utilizzo di tecniche invasive come l’idrocolonterapia.

Infografica che illustra i benefici e i rischi dell'idrocolonterapia

Sembra ovvio affermare che bere in maniera adeguata acqua migliora lo stato di salute delle persone, ma questo obiettivo si può facilmente raggiungere, scientificamente, bevendo semplicemente l’acqua potabile che fuoriesce dai rubinetti delle nostre case, mentre l’utilizzo di quelle minerali naturali vengono consigliate dagli specialisti solo in alcune particolari patologie.

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