L’Artemisia annua, conosciuta anche come “Assenzio dolce”, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria della provincia di Hunan in Cina.
Si tratta di una pianta che nell’antica Cina veniva già impiegata da più di 2.000 anni, sia per la prevenzione che per il trattamento di numerose patologie.
Queste patologie includevano infezioni virali, influenza, febbre, parassiti intestinali, mancanza di appetito, difficoltà digestive, mestruazioni scarse o assenti, e la malaria.
L’Artemisia annua è una pianta annuale originaria dell’Asia, molto conosciuta ed utilizzata in Cina con il nome tradizionale di “qinghao”.
Nella medicina popolare la pianta è stata infatti per secoli utilizzata come febbrifugo e nel trattamento della malaria.
Indagini fitochimiche hanno, in tempi più recenti, portato all’isolamento del principio attivo, l’artemisinina (“qinghaosu”), un lattone sesquiterpenico prodotto nelle parti aeree della pianta, capostipite di una serie di importanti farmaci antimalarici.
Fatto rivelante e singolare è che la specie A. annua è praticamente l’unica del genere Artemisia a produrre tale principio attivo.
A livello mondiale, la malaria rappresenta una delle più importanti e diffuse infezioni parassitarie e costituisce una delle sfide più ardue che i paesi poveri del mondo affrontano quotidianamente nella lotta per lo sviluppo ed il miglioramento delle loro condizioni socio-economiche e sanitarie.
È una patologia che secondo le stime della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) determina ogni anno la morte di circa un milione di persone, soprattutto bambini, ed è particolarmente endemica in Africa, nella zona a sud del Sahara.
La scoperta dell’artemisinina, principio attivo anti-malarico estratto dall’Artemisia annua, valse alla ricercatrice 84enne Youyou Tu il Premio Nobel per la medicina.
Grazie a questa importantissima scoperta oggi l’Artemisia e il suo principio attivo, l’artemisinina, vengono impiegati in molte zone del Mondo per la cura della malaria.
Nel 2001, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) aveva dichiarato: “l’Artemisia annua rappresenta la più grande speranza del mondo contro la malaria”.
Eppure, nel 2012 i membri dell’OMS sembrano aver cambiato idea ed iniziano a sconsigliarne l’utilizzo, in quanto a loro giudizio, non ci sono sufficienti studi che ne dimostrino la sicurezza.
Sulla scia di tali raccomandazioni paesi come Francia e Belgio arrivano addirittura a proibirne la commercializzazione.
Mentre nella lotta alla Malaria si continuano ad impiegare farmaci con pesanti effetti collaterali, come appunto il Lariam®.
Il dott. Jérôme Munyangi, ex membro OMS e oggi in prima linea nella lotta alla malaria insieme alla ONG francese “La Maison De L’artemisia”, solleva interrogativi su questi apparenti interessi economici.

Parlando di malaria, è una pianta che oggi, nel bene e nel male, fa molto discutere: definita nel 2001 dall’OMS “la più grande speranza per la cura della malaria“, a partire dal 2012 è stata messa al bando dalla stessa OMS e in seguito ne è stata proibita la commercializzazione in molti paesi, tra cui Francia e Belgio.
Eppure in molte zone dell’Africa, non hanno mai smesso di utilizzarla.
Tra questi vi è il Madagascar, dove l’Artemisia annua non soltanto viene impiegata per la cura della malaria, ma anche per un’altra piaga che continua a dilagare in tutto il Mondo: Il Covid-19.
Il 21 Aprile 2020, per mezzo di un comunicato stampa, il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, ha lanciato ufficialmente un farmaco che ritiene possa prevenire e curare l’infezione da Covid-19.
Sviluppata dal Malagasy Institute of Applied Research e marchiata COVID Organics, la presunta nuova cura contiene proprio Artemisia annua.
Inizialmente in molti erano convinti che si trattasse solamente di un enorme bufala, ma recentemente è stato pubblicato un nuovo studio, che sembra proprio confermare l’attività antivirale di questa pianta.
Infatti dopo mesi di analisi, il Max Planck Institute di Potsdam in Germania, ha annunciato che l’estratto di Artemisia annua essiccata ha dimostrato di essere efficace contro il Coronavirus e che presto saranno avviate ulteriori sperimentazioni cliniche negli Stati Uniti e in Messico su pazienti affetti da Covid-19.

E non è tutto, l’Artemisia annua sembra promettere bene anche in campo oncologico.
In recenti studi (1, 2) l’Artemisia annua e alcuni dei suoi derivati, tra cui l’artemisinina, hanno mostrato interessanti e promettenti attività antitumorali.
Le sostanze sicuramente più abbondanti sono rappresentate dai sesquiterpeni, seguiti da altri antiossidanti polifenolici e da differenti chetoni.
L’artemisinina ei suoi derivati stanno suscitando molto interesse nella ricerca per la loro capacità di eliminare selettivamente le cellule cancerose.
È interessante notare che i dimeri di artemisinina hanno mostrato un'attività antitumorale più potente rispetto alla forma monomerica.
I ricercatori hanno visto che l'Artemisinina, rilasciando radicali liberi, colpisce selettivamente le cellule contenenti quantità eccessive di ferro (le cellule cancerose ne contengono molto più della media) portandone l'eliminazione.
In esperimenti in vitro, uno dei suoi principi attivi, l'artemisinina e i suoi derivati, hanno dimostrato un effetto tossico sulle cellule tumorali e che questa classe di farmaci è utilizzata come trattamento della malaria con un profilo di tossicità estremamente favorevole.
Alcuni ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori sono direttamente coinvolti nella valutazione di un altro principio attivo dell'Artemisia Annua, la diidroartemisinina, e del suo ruolo antineoplastico valutato per ora sempre su modelli preclinici: i risultati sono convincenti ed è in corso di preparazione una pubblicazione scientifica.
In merito all'uso clinico i dati disponibili in letteratura sono limitati a un solo studio cinese in pazienti affetti da tumore del polmone "non a piccole cellule" che ha confrontato l'utilizzo di chemioterapia (cisplatino e vinorelbina) in combinazione o meno con artesunato (un derivato semisintetico dell'artemisinina) e qualche "case report" con diversi preparati e vari dosaggi, in combinazione con differenti trattamenti chemioterapici in neoplasie con varia eziologia.
Lo studio cinese, purtroppo, non ha dimostrato che l'aggiunta di artesunato modifichi la durata della sopravvivenza dei malati e i "case report" sono molto difficili da interpretare e hanno scarso valore per la generalizzazione di una cura.

Per millenni l’Artemisia annua è stata utilizzata nella sua forma naturale, ovvero come polvere, o per la preparazione di tisane.
Ancora oggi in molti paesi africani, l’Artemisia viene impiegata in questo modo.
La tisana di Artemisia annua si prepara così: si aggiunge un cucchiaino da caffè di foglie e/o fiori essiccati di Artemisia, ad una tazza d’acqua calda (circa 250 ml).
L’Artemisia annua è indicata in caso di intossicazione sia di natura alimentare sia per forme di metabolismo rallentato, per cui il nostro organismo necessita di essere depurato.
Ha un’azione antiemetica, dimostrandosi utile anche nella nausea e nel vomito indotti da radio e chemioterapia.
Ha spiccate proprietà antiossidanti e antiaging, che contrastano l’azione dei radicali liberi.
Ha un ruolo importante nella depurazione del fegato proteggendolo dall’azione delle sostanze tossiche.
L’uso di Artemisia Annua dovrebbe essere assolutamente evitato in caso di coesistenza delle seguenti patologie:
- Anemia sideropenica
- Ittero
- Emorragie e difetti nella coagulazione del sangue
- Ulcere gastriche, specie se a rischio di perforazione
- Gravidanza (soprattutto nel primo trimestre) e allattamento per il possibile passaggio trans-placentare e attraverso il latte dell’artemisina.
Inoltre, quando l'artemisinina viene assunta per più di poche settimane, il corpo inizia a sviluppare un certo livello di tolleranza.
L'uso prolungato dell'erba è molto dannoso, gli effetti indesiderati iniziano ad aumentare col tempo e alcuni di essi possono essere molto pericolosi.
Artemisia annua, Pianta Antimalarica per eccellenza
La specie, diffusa e conosciuta come pianta medicinale non solo in Asia ma anche in Europa, in entrambe le Americhe e in Australia, è diventata oggetto di un particolare interesse dopo l’assegnazione del Premio Nobel per la Medicina 2015 alla ricercatrice cinese Youyou Tu per i suoi studi sull’artemisinina, un principio attivo naturale efficace contro il plasmodio della malaria.
Di Artemisia a. si utilizzano come droga il fusto e le foglie (Artemisia annuae folium e Artemisiae annuae herba).
Le foglie sono inserite nella farmacopea cinese e in quella vietnamita; nel 2006 è stata pubblicata anche una monografia OMS della pianta (Artemisia annua. monograph on good agricultural and collection practices).
Studi farmacologici recenti hanno confermato le principali applicazioni tradizionali e spiegato il meccanismo d’azione rilevando nuove evidenze di attività biologica, tra le quali le proprietà antinfiammatoria, analgesica, antiossidante e nefroprotettiva.

L'Artemisia annua è un'asteracea nota alla medicina tradizionale cinese per diversi usi, anche per la moxibustione in prossimità dei punti di agopuntura, per i suoi supposti poteri infrarossi.
I Romani la usavano per intrecciare delle corone scaccia sfortuna, mentre i Greci la bruciavano per propiziarsi l’attenzione degli dei.
Informazioni Botaniche sull'Artemisia Annua
- Portamento: La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme; sono inoltre munite di asse fiorale eretto con, a volte, poche foglie. Le piante sono fondamentalmente glabre ed hanno un forte odore aromatico.
- Fusto: Il fusto (generalmente uno per pianta) è ramoso ed eretto; la superficie è striata.
- Foglie: Le foglie sono colorate di verde-brillante ed hanno la lamina a forma da triangolare a largamente ovata ed è divisa in sottili lacinie (foglie 2 - 3 pennatosette) leggermente revolute ai bordi. I segmenti del secondo ordine sono dentati (o partiti con 3 - 6 lobi per lato). Le facce dei segmenti sono glabre, rugose e punteggiate da ghiandole. Dimensione della lamina: larghezza 2 - 4 cm; lunghezza 2 - 10 cm. Lunghezza delle foglie: 3 - 4 cm.
- Infiorescenza: Le sinflorescenze sono formate da numerosissimi piccoli subsferici capolini raccolti in pannocchie fogliose terminali. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino subsessile, biancastro e pendulo di tipo disciforme. I capolini sono formati da un involucro, con forme globose, composto da 2 a 20 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori del disco. Le brattee, con una forma largamente ovato-ellittica, di colore paglierino, con nervature verdi, con margini di tipo ialino (trasparenti) e a consistenza erbacea, sono disposte in modo più o meno embricato su più serie. Il ricettacolo è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta. Dimensione dell'infiorescenza: larghezza 10 - 20 cm; lunghezza 15 - 40 cm. Dimensione dell'involucro: larghezza 1,5 - 2,5 mm; lunghezza 1,5 - 2,5 mm.
- Fiori: I fiori sono tetra-ciclici e pentameri. Sono numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi. Corolla: le corolle dei fiori periferici sono affusolate con lembi più o meno ligulati o filiformi; le corolle di quelli più centrali sono pentalobate a forma deltata. Androceo: l'androceo è formato da 5 stami (alternati ai lobi della corolla) sorretti da filamenti generalmente liberi e sottili; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere possono essere sia di tipo basifissa che medifissa. Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo (il recettore del polline) è profondamente bifido (con due stigmi divergenti).
- Frutti: Il frutto è un achenio marrone chiaro sprovvisto di pappo, con superficie glabra. La forma è oblunga-compressa. Lunghezza dei frutti: 0,3 - 0,8 mm.
- Distribuzione: In Italia è presente in modo discontinuo ed è considerata rara e alloctona naturalizzata.
- Habitat: L'habitat tipico per queste piante sono le zone ruderali, gli incolti ghiaiosi e sabbiosi; ma anche lungo i sentieri, le scarpate ferroviarie, discariche e bordi delle strade (è una pianta sinantropa).
Tipi di Artemisia:
- Artemisia annua in soluzione alcolica: più forte, con grado alcolico pari al 65% vol., e quantità di principio attivo presente pari a circa 1,9 mg/ml.
- Idrolito di Artemisia annua: meno forte, senza alcool e con quantità di principio attivo presente pari a circa 0,5 mg/ml.
Benefici dell'Artemisia Annua:
- Efficace nelle febbri fino alle forme anche gravi di malaria.
- Utile a combattere i tipici dolori premestruali.
- Potente antinfiammatorio naturale.
- Favorisce le funzioni digestive stimolando la produzione di succhi gastrici.
- Ha un’azione antiemetica, dimostrandosi utile anche nella nausea e nel vomito indotti da radio e chemioterapia.
- Efficace nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile.
- Ha spiccate proprietà antiossidanti e antiaging, che contrastano l’azione dei radicali liberi.
- Ha un ruolo importante nella depurazione del fegato proteggendolo dall’azione delle sostanze tossiche.
