Olio di fegato di merluzzo: benefici, controindicazioni e come assumerlo

Le carenze nutrizionali dovute a cattive abitudini alimentari sono in aumento, soprattutto tra i professionisti che lavorano. Ad esempio, i professionisti IT sono inclini alla carenza di vitamina D a causa del fatto che il loro lavoro si svolge prevalentemente al chiuso. L’olio di fegato di merluzzo è un prodotto così prezioso e sfaccettato che merita più di un approfondimento: serve una guida. Coltiva la tua curiosità, nutri il tuo benessere con l’olio di fegato di merluzzo.

Cos'è l'olio di fegato di merluzzo e come si ricava

Tutto parte dai merluzzi che nuotano liberi nelle profondità di acque fredde e pure. Dal loro fegato si estrae un olio ricchissimo di Omega-3, vitamina A e vitamina D. Per garantirti tutti i benefici dispensati dai suoi nutrienti, bisognerebbe consumare regolarmente fegato di merluzzo crudo. Un alimento che, per ovvie ragioni, non abbonda sulle nostre tavole. Per questo, oggi è disponibile in forma di comodi integratori alimentari che permettono di integrare il benessere nella tua vita con più praticità e regolarità.

Come suggerisce il nome, l'olio di fegato di merluzzo è ottenuto dall'organo epatico del merluzzo atlantico (Gadus morhua). Oggi è considerato un alimento funzionale o integratore ricco di sostanze nutritive benefiche. In passato, veniva utilizzato come rimedio contro il rachitismo, un difetto di calcificazione ossea causato dal ridotto apporto di vitamina D. Sebbene questo suo impiego tradizionale sia caduto in disuso, l'olio di fegato di merluzzo è recentemente tornato alla ribalta grazie alla notevole importanza nutrizionale degli acidi grassi polinsaturi (PUFA), di cui è particolarmente ricco.

Estrazione dell'olio dal fegato di merluzzo

Olio di fegato di merluzzo e olio di pesce: le differenze

Spesso si fa confusione: l’olio di fegato di merluzzo e l’olio di pesce sono due prodotti diversi. Sì, sono entrambi preziosi alleati per il tuo benessere poiché ricchi di acidi grassi Omega-3, ma non sono interscambiabili.

A fare la differenza è, prima di tutto, la materia prima da cui vengono ricavati: il primo viene estratto dal fegato del merluzzo e il secondo dal muscolo dei pesci. E questo aspetto ha un impatto notevole sul profilo nutrizionale: il fegato, infatti, è ricco di vitamina A, mentre l’olio di pesce ne è privo.

Devi sapere che, in passato, l’assunzione prolungata di olio di fegato di merluzzo era sconsigliata. Il motivo? Le vecchie tecniche di purificazione dell’olio mantenevano pressoché intatta la sua composizione, e il prodotto finale conteneva dosi massicce di vitamina A e di vitamina D. Entrambe le vitamine sono essenziali per il benessere, certo, ma non devono essere assunte in eccesso. Per questo un tempo l’assunzione di olio di fegato di merluzzo veniva consigliata solo nei mesi invernali, per fare scorta dei suoi principi attivi.

Oggi le cose sono cambiate. Grazie alle moderne tecniche di purificazione molecolare, possiamo offrirti un prodotto adatto per un’assunzione prolungata. Come? Riducendo il contenuto di vitamina A a livelli ottimali per il tuo benessere. Ma non solo: trattamenti all’avanguardia ci permettono di purificare l’olio dai contaminanti e da altri componenti indesiderati e di aggiungere poi le molecole più preziose (come le vitamine) nei dosaggi desiderati.

Olio di fegato di merluzzo: i valori nutrizionali

Se andiamo a esaminare più da vicino cosa contiene l’olio di fegato di merluzzo, ci accorgiamo che al suo interno non troviamo solo Omega-3 e vitamine.

In 100 g di olio di fegato di merluzzo sono presenti circa:

  • 22,6 g di grassi saturi;
  • 46,7 g di grassi monoinsaturi;
  • 22,5 g di grassi polinsaturi, tra questi gli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico, 6,9 g) e DHA (acido docosaesaenoico, 11 g);
  • 30 mg di vitamina A;
  • vitamina D (250 microgrammi);
  • tracce di minerali (sodio, potassio e ferro).

Trattandosi di una sostanza grassa (con un apporto pari 900 calorie per 100 g), l’olio di fegato di merluzzo facilita l’assimilazione delle vitamine A e D, entrambe liposolubili. Ma ora andiamo a osservare ancora più nel dettaglio ciascuna delle sostanze contenute in una goccia di olio di fegato di merluzzo.

Infografica sui valori nutrizionali dell'olio di fegato di merluzzo

Gli acidi grassi Omega-3: ALA, EPA e DHA

Tra i principi attivi dell’olio di fegato di merluzzo spiccano gli Omega-3, acidi grassi associati a più di un effetto benefico riconosciuto dall'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare:

  • proteggono il cuore e aiutano a tenere sotto controllo l’ipertensione (EPA e DHA);
  • tengono sotto controllo i livelli di trigliceridi (EPA e DHA) e di colesterolo (ALA) nel sangue;
  • favoriscono lo sviluppo e la salute del cervello e della retina (DHA).

E non solo! La letteratura scientifica associa agli Omega 3:

  • un’azione antitrombotica (con riduzione del rischio di infarti e ictus) e antiaritmica;
  • l'aumento del colesterolo “buono” HDL;
  • un’azione antinfiammatoria utile per contrastare patologie intestinali e altre condizioni correlate all'infiammazione;
  • la regolazione la risposta immunitaria;
  • il controllo della proliferazione delle cellule, un’azione utile contro i tumori;
  • la capacità di prevenire la degenerazione maculare senile, una delle principali cause di cecità nella terza età;
  • la riduzione dei sintomi di alcune patologie neurologiche e psichiatriche.

Nutrire il nostro corpo con gli Omega-3 è quindi fondamentale in ogni fase della vita. Purtroppo, però, pur avendone molto bisogno, il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da solo l’acido alfa-linolenico (ALA), il precursore degli Omega-3 EPA e DHA noti per gli effetti benefici sulla salute.

Inoltre, la conversione dell’acido alfa-linolenico in EPA, che viene poi convertito in DHA, non è efficiente: solo il 5% di ALA viene convertito in EPA e meno dello 0,1% si trasforma in DHA. Per questo non solo l'ALA, ma anche l'EPA e il DHA sono considerati nutrienti “essenziali”, cioè da assumere con l'alimentazione. E per questo, da un punto di vista nutrizionale, la strategia migliore non è assumere ALA, ma EPA e DHA “pronti all’uso”.

Ma dove si trovano questi preziosi nutrienti? Pesci come il salmone, lo sgombro e le aringhe sono tra le migliori fonti alimentari di EPA e DHA. Certo, non è facile inserirli nell'alimentazione in misura tale da soddisfare il nostro fabbisogno… ma è proprio per questa ragione che esistono gli integratori alimentari!

Tutte le vitamine contenute nell’olio di fegato di merluzzo

L’olio di fegato di merluzzo è una fonte naturale di vitamina A. Secondo l’EFSA questa vitamina:

  • aiuta a metabolizzare il ferro;
  • promuove il buon funzionamento del sistema immunitario;
  • aiuta a mantenere in salute la pelle (contrastando le rughe) e le mucose;
  • mantiene in salute i denti;
  • promuove la salute della vista (carenze di vitamina A possono compromettere le capacità visive).

Oltre che nell’olio di fegato di merluzzo, questa preziosa vitamina si trova anche nei latticini, nel pollame, nella carne rossa e nel pesce. E può essere assunta sotto forma di beta-carotene (la pro-vitamina A), un suo precursore che abbonda nelle carote, nelle albicocche e in diversi altri frutti o verdure (come broccoli, spinaci e nella maggior parte delle verdure con foglie verde scuro).

Nell’olio di fegato di merluzzo è contenuta anche la preziosa vitamina D, che vanta numerosi benefici riconosciuti dall’EFSA. Questa vitamina:

  • aiuta ad assorbire e utilizzare il calcio e il fosforo;
  • promuove la salute di ossa e denti (la sua carenza può infatti causare ritardi della crescita, rachitismo, sviluppo di gambe curve e addome sporgente nei bambini; mentre negli adulti può provocare fragilità ossea, contrazioni e spasmi muscolari);
  • favorisce il buon funzionamento dei muscoli e del sistema immunitario.

Per fare il pieno di vitamina D, come forse già saprai, è bene esporre la pelle alla luce del sole: i raggi UVB permettono infatti di utilizzare il colesterolo per produrre la vitamina D. Le sue fonti alimentari sono invece molto scarse (la troviamo nel tuorlo dell’uovo di gallina e nel tonno pinna gialla), per questo i prodotti a base di olio di fegato di merluzzo diventano un prezioso alleato.

Schema sui benefici della Vitamina D

Come viene utilizzato l’olio di fegato di merluzzo?

Sembra che già nel 1700 il fegato del merluzzo venisse fermentato, e l’utilizzo dell’olio a scopo medicinale risale almeno al XIX secolo, quando veniva impiegato nella cura del rachitismo. Oggi è presente sul mercato in forma di integratori alimentari utilizzati per numerosissimi scopi.

C’è chi, per esempio, usa l’olio di fegato di merluzzo come ricostituente o per mantenere in salute pelle e capelli. Chi lo assume per abbassare colesterolo e trigliceridi, chi per combattere i problemi renali associati al diabete, oppure contro la pressione alta, le malattie cardiovascolari, l’artrosi, la depressione, il lupus eritematoso sistemico, il glaucoma, l’otite… E non manca chi lo applica direttamente sulla pelle per accelerare la guarigione delle ferite. Insomma: i suoi benefici non si contano.

I benefici dell’olio di fegato di merluzzo: a cosa serve e quando assumerlo

Come già sai, sono davvero tante le applicazioni dell’olio di fegato di merluzzo. Concentriamoci sui benefici provati.

Gli integratori di olio di fegato di merluzzo possono essere utili per promuovere il buon funzionamento di cuore, cervello e vista e per abbassare i livelli di trigliceridi nel sangue. Questi grassi, se in eccesso, sono molto pericolosi per la salute, poiché aumentano il rischio di coronaropatia (una malattia delle arterie coronarie che irrorano il cuore). Bene, l’olio di fegato di merluzzo può aiutare a ridurli fino al 50%.

Inoltre, è un prezioso alleato in caso di ipertensione moderata, poiché ne promuove una lieve ma significativa riduzione. Tenere sotto controllo la pressione è importante per proteggere la salute del cuore e dei vasi sanguigni. L’ipertensione può infatti danneggiare il tessuto di rivestimento interno delle arterie, promuovendo la formazione di accumuli di colesterolo (le placche aterosclerotiche) e, quindi, l’aterosclerosi, una condizione che porta a un restringimento delle arterie con conseguente aumento della pressione. Si instaura così un vero e proprio circolo vizioso che può provocare problemi come aritmie, attacchi cardiaci e ictus.

Oltre che per questi usi certificati, l’olio di fegato di merluzzo sembra anche utile per combattere i problemi ai reni associati al diabete di tipo 2. Le prove? Alla sua assunzione corrisponde una riduzione del livello di proteine nelle urine, un marcatore della gravità delle patologie renali.

Nel corso degli anni, questo prezioso olio è stato consigliato anche per il trattamento della depressione, delle irregolarità del battito cardiaco associate alle malattie cardiovascolari, delle infezioni dell’orecchio in età pediatrica, del lupus eritematoso sistemico (una malattia autoimmune che colpisce vari organi) e di diversi altri problemi di salute. Per il momento, però, mancano le prove scientifiche che garantiscano l’efficacia dell’uso dell’olio di fegato di merluzzo a tutti questi ultimi scopi.

Insomma, nonostante i numerosi anni di utilizzo, non abbiamo ancora finito di scoprire i segreti di questo complesso elisir!

Olio di fegato di merluzzo: quali proprietà?

Olio di fegato di merluzzo per cani, gatti e cavalli

Sai che l’olio di fegato di merluzzo è un toccasana anche per il benessere dei nostri amici a quattro zampe?

Sembra, per esempio, che aiuti i cani a crescere sani e forti; viene infatti impiegato durante la gravidanza, per far fronte a carenze di vitamine, come ricostituente e per promuovere la salute della pelle e del pelo dopo i traumi.

Nei gatti viene invece consigliato per sopperire a carenze di vitamina A che potrebbero compromettere la vista, oltre che per promuovere la salute della pelle e del pelo. Non solo: c’è anche chi ne raccomanda la somministrazione per combattere le infiammazioni, promuovere la salute del cuore e del sistema immunitario, rinforzare le ossa, favorire il buon funzionamento del sistema nervoso, dei muscoli e per combattere il cancro.

Viene utilizzato anche sui cavalli per proteggere vista, ossa, pelo e zoccoli. Inoltre, sembra che aiuti a combattere le malattie polmonari, che favorisca la crescita e aumenti le energie.

Te l’avevamo anticipato: i benefici dell’olio di fegato di merluzzo sono davvero sorprendenti!

Come scegliere un integratore di olio di fegato di merluzzo di qualità

Dopo aver passato in rassegna tutti i benefici, veniamo alle informazioni più pratiche. Come… Che tipo di integratore acquistare? Sul mercato troverai diversi prodotti a base di olio di fegato di merluzzo, in differenti formulazioni. Puoi acquistarlo, per esempio, in forma di capsule (dure o molli), perle, softgel, opercoli contenenti un concentrato oleoso, in forma liquida o di sciroppo adatto per i bambini. Dove si compra? In erboristeria, farmacia, nelle parafarmacie o puoi acquistarlo anche online. L’importante è affidarti a canali di vendita sicuri.

Come capire se l’integratore è di qualità? Noi ti consigliamo di scegliere - anzi, di esigere - un prodotto di grado farmaceutico, ossia che risponda a standard adatti all’uso medicinale. Ti accorgerai che il prezzo degli integratori è molto variabile: accanto a prodotti che costano meno di 5 euro ne troverai altri che ne costano 50. Quindi, come orientarsi?

Per selezionare un prodotto di qualità leggi con estrema attenzione l’etichetta. La prima cosa da valutare è il contenuto di EPA e DHA per capsula (e non per confezione): moltiplicalo per il numero di capsule per risalire al contenuto di EPA+DHA totale della confezione. Se dividi il prezzo della confezione per il contenuto totale riuscirai a risalire al prezzo per 1.000 mg di Omega-3. Confronta poi questo prezzo con quello di altri prodotti, così riuscirai a individuare quello più conveniente.

Etichetta di un integratore di olio di fegato di merluzzo con indicazioni sulla qualità

Come prendere l’olio di fegato di merluzzo: i dosaggi

Ogni integratore è un pianeta a sé. Per questo il dosaggio dipende dal prodotto acquistato.

Il primo fattore che determina il dosaggio è la concentrazione dei principi attivi: il numero di capsule assunte in un giorno dipende infatti dal loro contenuto di EPA e DHA. Quante ne servono per arrivare al dosaggio richiesto? Maggiore sarà la concentrazione del prodotto, minore sarà il numero di capsule assunte.

Inoltre, il dosaggio dipende anche dal motivo per cui si assumono gli integratori di olio di fegato di merluzzo. La letteratura scientifica ci dice, per esempio, che per ridurre i livelli di trigliceridi e per abbassare la pressione sia necessario assumere 20 ml di olio di fegato di merluzzo al giorno. Se invece si assume olio di fegato di merluzzo contro il colesterolo alto le dosi dovrebbero arrivare fino a 30 ml al giorno.

Ci teniamo comunque a ricordarti che questi dosaggi sono solo indicativi: la posologia dipende dall’età di chi assume l’integratore e dalle esigenze particolari di ogni persona.

L'EFSA, dal canto suo, ci ricorda che:

  • per promuovere il buon funzionamento del cuore sono necessari 250 mg di EPA+DHA al giorno;
  • per promuovere il buon funzionamento di cervello e vista sono necessari 250 mg di DHA al giorno;
  • per mantenere i trigliceridi nella norma sono necessari 2 grammi al giorno di DHA, da assumere in combinazione con dell'EPA, o, più semplicemente, 2 grammi al giorno di EPA+DHA;
  • per mantenere la pressione nella norma sono necessari 3 grammi al giorno di EPA+DHA.

Gli effetti collaterali dell’olio di fegato di merluzzo

Buone notizie: l’olio di fegato di merluzzo è un rimedio sicuro per la maggior parte delle persone che godono di buona salute. Esistono, tuttavia, alcuni possibili effetti collaterali, come eruttazioni, alito cattivo, bruciori di stomaco e perdita di sangue dal naso - tutte problematiche che possono essere alleviate o evitate assumendo l’integratore in corrispondenza dei pasti. Il problema legato al sapore dell’olio di fegato di merluzzo, che può risultare sgradevole, può essere mitigato scegliendo prodotti in capsule o perle.

Iniziamo dicendo che vi sono senz’altro delle persone che dovrebbero assumere gli acidi grassi essenziali, poiché soffrono di determinate carenze nutrizionali. Molto spesso, per via di una vita fin troppo frenetica o per questione di gusti personali, si rischia di servire in tavola sempre i soliti alimenti, lasciando da parte quelli che contengono omega 3. Proprio per questo, sorge spontanea la necessità di prendere degli integratori. Ecco che, chi dovrebbe assumere omega-3, inizia un trattamento ad hoc per cercare di porre rimedio a questa situazione. Come al solito, però, gli integratori non devono completamente sostituire gli alimenti da cui possiamo ricavare queste sostanze.

Ma cosa succede se si assume omega-3 tutti i giorni? Come potete ben immaginare l’assunzione con costanza di questi integratori può fare la differenza. Si possono notare già dei piccoli segnali del fatto che il nostro organismo gode di ottima salute e, soprattutto, non accusa delle carenze nutrizionali di omega 3. Per esempio, i capelli e le unghie sono più sani e luminosi, mentre la pelle è decisamente meno spenta e idratata. Anche il colesterolo cattivo e i trigliceridi sono tenuti a bada dall’assunzione corretta di omega 3 nell’organismo.

Sicuramente, avrete sentito parlare di frequente dei benefici derivanti dall’assunzione degli omega tre: noi stessi, sul nostro sito, lo abbiamo fatto più volte. Spesso, però, ci sono state rivolte delle domande per quanto riguarda gli effetti collaterali a lungo termine degli omega-3 e se vi fossero problemi nell’integrare la dieta anche con alimenti con altri omega 3, senza subirne delle controindicazioni.

Gli acidi grassi essenziali non rappresentano un pericolo per la salute dell’uomo: anche in caso di gravidanza, con gli omega 3 non ci sono controindicazioni assumendo i nostri integratori vegetali a base di olio di rosa mosqueta biologico Omegarosa e Omegarosa Plus. Qualcuno ha detto che con gli omega 3 potrebbero esservi delle controindicazioni con effetti collaterali su organi precisi come la prostata. In realtà, spesso si tratta di notizie non verificate dal punto di vista scientifico. Anche in questa circostanza, è quindi sempre meglio adottare delle precauzioni e parlare con il proprio medico.

La prima fra tutte le notizie non verificate dal punto di vista scientifico riguarda proprio la possibilità di danneggiare il fegato con l’assunzione degli omega-3. Per tutti quelli che sostengono che gli omega-3 fanno male al fegato, si può dimostrare l’esatto contrario, proprio grazie a degli studi che hanno evidenziato che aiuta a diminuire il grasso localizzato in questo organo. Quindi, non è possibile affermare che questi acidi grassi essenziali facciano male.

Alcune persone, invece, sostengono che l’omega-3 fa male ai reni: in realtà, sembra non essere così. Infatti, negli omega 3 non sono evidenti delle controindicazioni per questo organo umano. Pensate che uno studio pubblicato su BMJ Journal ha messo in evidenza che gli acidi grassi essenziali possono ridurre in maniera importante la presenza di malattie renali croniche e rallentano anche il declino delle funzionalità dei reni. Nonostante queste affermazioni, possiamo dire che non vi sono evidenze scientifiche che sostengono tutto ciò.

Dopo esserci preoccupati di avere una panoramica sugli integratori di acidi grassi essenziali, è il momento di chiudere questa parentesi informativa sugli effetti collaterali a lungo termine degli omega-3. Gli studi scientifici evidenziano controindicazioni degli omega 3 nel caso di assunzione di farmaci anticoagulanti. Posto che il medico va sempre consultato, in questa particolare casistica, ricordatevi di chiedere il suo parere per stabilire se potete usare tranquillamente gli integratori.

L'olio di fegato di merluzzo, oltre che di omega 3, è anche ricchissimo di vitamina A e di vitamina D - la concentrazione varia in base all'integratore. Gli omega 3 sono acidi grassi fortemente instabili e soggetti al deperimento causato da calore, luce, ossigeno e radicali liberi. Essendo chimicamente instabili, gli oli marini - principali fonti di EPA e DHA - si ossidano rapidamente durante lo stoccaggio - soprattutto se malfatto - dando origine a perossidi lipidici e prodotti di ossidazione secondaria a concentrazioni crescenti. Esistono prove del coinvolgimento perossidativo nell'eziopatogenesi di certe malattie umane. Studi sugli animali mostrano che i lipidi ossidati possono causare danni agli organi, infiammazione, cancerogenesi e aterosclerosi avanzata. È questo inconveniente che, negli ultimi anni, ha spinto le aziende più ferrate nel settore a perfezionare le tecniche di lavorazione di questa materia prima estremamente delicata. Inoltre, come tutela dallo stress ossidativo, l'industria può far uso di antiossidanti quali vit. A, vit. D.

L'ossidazione può quindi essere una delle principali cause di queste incongruenze, richiedendo semplicemente di scegliere integratori di buona qualità. Non ci dilungheremo troppo su questo aspetto degli omega 3. Iniziamo specificando che tutti quelli presenti in commercio sono da considerare sicuri. La perossidazione e le sue complicazioni dovrebbero avvenire solo nel caso in cui si assumessero acidi grassi già deperiti, per un ciclo produttivo di bassa qualità o mal conservazione, oppure se si creasse uno squilibrio tra questi e gli antiossidanti necessari - soprattutto tocoferoli. In conclusione, gli integratori di omega 3 sono attualmente considerati sicuri e ben tollerati ma non privi di potenziali criticità.

L'olio di fegato di merluzzo potrebbe potenziare gli effetti dei farmaci antipertensivi, degli anticoagulanti e degli antiaggreganti. Infatti la sua supposta capacità di abbassare la pressione e di rallentare la coagulazione del sangue potrebbe sommarsi all'azione dei principi attivi di questi medicinali; in caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico.

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

Grafico che mostra le potenziali interazioni tra olio di fegato di merluzzo e farmaci

In generale, l'integrazione è controindicata in chi soffre di patologie emorragiche e deve essere sospesa prima di interventi chirurgici.

FAQ: Domande frequenti sull'olio di fegato di merluzzo

L’omega 3 fa male al fegato?

No, al contrario. Dosi terapeutiche di omega-3, specialmente l'epa, sono spesso utilizzate come parte della strategia per migliorare la salute del fegato, in particolare per la steatosi epatica non alcolica (fegato grasso). L'omega-3 aiuta a ridurre i livelli di grasso (trigliceridi) accumulato nelle cellule epatiche e può mitigare l'infiammazione associata. Solo dosi massicce e non necessarie, o integratori di scarsa qualità contenenti impurità (es. metalli pesanti), potrebbero teoricamente rappresentare un rischio, ma il prodotto purificato e certificato è considerato sicuro e benefico.

Omega 3 e vitamina D: c’è una relazione?

Sì, esiste una relazione logistica e clinica con la vitamina D. Fonte comune: i pesci grassi (salmone, sgombro) sono eccellenti fonti sia di omega-3 (epa/dha) sia di vitamina d. Per questo motivo, molti integratori di olio di fegato di merluzzo contengono naturalmente entrambi i nutrienti. Azione sinergica: sia l'omega-3 che la vitamina d hanno forti proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti. Combinarli è spesso una strategia nutrizionale mirata a supportare l'immunità e ridurre l'infiammazione cronica. Non vi è un'interazione negativa: possono essere assunti insieme senza problemi di assorbimento.

Qual è il miglior rapporto EPA/DHA per la salute cardiovascolare?

Per la salute cardiovascolare, la ricerca suggerisce che un rapporto con un'alta concentrazione di EPA (acido eicosapentaenoico) è particolarmente efficace. Il ruolo antinfiammatorio dell'epa e la sua capacità di ridurre i trigliceridi sono considerati di primaria importanza per la protezione del cuore e dei vasi sanguigni. Molti integratori specificamente formulati per la salute cardiaca presentano un rapporto epa:dha di 2:1 o superiore (ad esempio, 600 mg di epa e 300 mg di dha) per massimizzare l'azione antitrigliceridica e antinfiammatoria. Tuttavia, per lo sviluppo neurale (bambini, gravidanza) il dha rimane il componente più critico.

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