Il corpo umano è una macchina perfetta, che ha bisogno di tantissimi elementi e ingranaggi per funzionare correttamente. Fra le sostanze necessarie all’organismo per rimanere in salute, c’è anche la lattoferrina, una proteina che, pur essendo poco conosciuta dai più, svolge diverse funzioni essenziali: oltre a legare il ferro e a trasportarlo nel plasma, possiede proprietà antibatteriche e antivirali e non solo. Per questo, è fondamentale per rafforzare il sistema di difesa.
Cos'è la Lattoferrina?
La lattoferrina, conosciuta anche come lattotransferrina, è una proteina molto piccola, ma essenziale per l’organismo. È una glicoproteina prodotta soprattutto dalla ghiandola mammaria dei mammiferi e quindi presente nel latte materno e in quello animale. È particolarmente abbondante nel colostro rispetto al latte maturo della fase successiva, per questo è estremamente importante l’allattamento al seno soprattutto nelle fasi iniziali di crescita del bambino. La sua principale funzione è di colonizzare le mucose nel bambino così da renderlo più protetto. In piccole quantità, la lattoferrina viene prodotta anche dai neutrofili (cellule del sistema immunitario) e dalle ghiandole lacrimali e salivari, pertanto possiamo trovarla anche in saliva e lacrime. Dal punto di vista strutturale, si tratta di una glicoproteina, costituita per il 3% da zuccheri come il mannosio e il fruttosio. Il lattosio non è presente nella struttura chimica della lattoferrina, pertanto può essere assunta tranquillamente anche dai soggetti che presentano intolleranza a tale zucchero. Anche chi presenta allergia alle proteine del latte può assumere la lattoferrina: l’allergia, infatti, è verso altre proteine ossia le caseine, l’alfa-lattoalbumina e la beta-lattoglobulina. La lattoferrina è una proteina di circa 80 kDa appartenente alla famiglia delle ferrochelatasi. È una glicoproteina che lega il ferro e lo trasporta all'interno dell'organismo. La lattoferrina è presente in numerosi fluidi corporei, ma si trova in concentrazioni particolarmente elevate nel latte materno, dove svolge un'importante funzione di protezione per il neonato. La lattoferrina è stata scoperta nel 1939 Sorensen nel latte vaccino. La lattoferrina è stata recentemente rivalutata per le sue proprietà immunomodulanti, antiossidanti e antinfettive. Tipica del latte, è una proteina presente nei granulociti neutrofili, cellule del sistema immunitario con funzioni di difesa.

A Cosa Serve la Lattoferrina? Le Sue Funzioni Principali
Nel dettaglio la lattoferrina a cosa serve? Innanzitutto, partecipa all’omeostasi del ferro, cioè il processo con cui questo minerale viene trasportato nel plasma e ne controlla la concentrazione all’interno dell’organismo. Inoltre, aiuta a regolare il modo in cui il ferro viene assorbito dall’intestino. La sua funzione principale, infatti, è di legare il ferro e trasportarlo nel plasma. Ogni molecola è in grado di trasportare fino a 2 ioni ferrici (Fe3+). La capacità della lattoferrina di legare il ferro la rende una potente molecola antimicrobica e antiossidante: il ferro è uno dei principali nutrienti che i batteri utilizzano per riprodursi e crescere. La lattoferrina, legando il ferro e sottraendolo quindi ai batteri, ne impedisce la moltiplicazione. Il ferro è un minerale che in eccesso può agire come pro-ossidante. La lattoferrina, sequestrando il ferro in eccesso, impedisce che da esso si generino specie reattive dell’ossigeno (mediante la reazione di Fenton).
Proprietà Antimicrobiche e Antivirali
Proprio questa capacità di legare il ferro rende la lattoferrina una potente molecola antimicrobica e antivirale. Occorre sapere, infatti, che alcuni virus e batteri utilizzano proprio il ferro per riprodursi: ebbene, la lattoferrina, legando questo minerale, lo sottrarrebbe agli agenti patogeni, che quindi non possono crescere. La lattoferrina è anche in grado di legarsi alla superficie dei microrganismi nocivi, ostacolandone l’ingresso nelle cellule dell’organismo. A cosa sono dovute le proprietà antimicrobiche della lattoferrina? Alla sua capacità di legare il ferro, alla capacità di prevenire la replicazione virale e le infezioni batteriche. Qui risulta evidente la sua funzione di sostegno alle difese immunitarie. La lattoferrina ha una forte attività antimicrobica contro una vasta gamma di batteri, virus, funghi e parassiti. La sua attività batteriostatica agisce principalmente su microrganismi come l’Escherichia Coli, patogeno intestinale, proliferante nei tessuti mucosi. La lattoferrina dimostra anche un’azione battericida nei confronti di batteri Gram negativi. Questo avviene attraverso la lesione dei sottili strati di membrana che proteggono questi batteri, degradandoli e neutralizzandoli. In campo antivirale, la lattoferrina svolge un ruolo importante. Essa si lega ai glicosamminoglicani presenti sulla membrana plasmatica delle cellule, impedendo l’ingresso di virus e prevenendo la diffusione delle infezioni. La lattoferrina, grazie alla sua spiccata capacità di trasportare il ferro, svolge un ruolo cruciale nell’eliminazione dei microrganismi patogeni. Essa priva questi agenti del ferro essenziale per il loro metabolismo, causandone la morte e l’eliminazione dal sangue ospite. Questo meccanismo d’azione conferisce alla lattoferrina proprietà antimicrobiche e antifungine notevoli. Oltre alla sua capacità di legare il ferro, la lattoferrina esercita un’azione antibatterica e antivirale legandosi alla superficie dei microrganismi inibendo la loro adesione e il loro ingresso nelle cellule dell’ospite. La lattoferrina ha dimostrato un’azione antivirale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), il virus dell’influenza A e i coronavirus. In vitro la lattoferrina ha dimostrato di bloccare adesione, replicazione e infezione del virus SARS, impedendo al virus di entrare nella cellula. È ipotizzabile che questo meccanismo possa essere applicato anche al virus SARS-CoV-2, vista l’alta omologia tra coronavirus e tra le strutture delle proteine di legame recettoriale.

Ruolo Immunomodulante e Antiossidante
Inoltre, stimola la crescita e l’equilibrio della flora batterica intestinale, che svolge essenziali funzioni di difesa, e l’attività di alcune cellule del sistema immunitario, come i Natural Killer e i neutrofili. Sembra anche in grado di controllare la risposta infiammatoria. La lattoferrina ha proprietà antinfiammatorie che contribuiscono a modulare la risposta immunitaria. La lattoferrina stimola la produzione di citochine e aiuta a regolare l’attività delle cellule immunitarie, come i macrofagi e i linfociti T. La capacità della lattoferrina di legare il ferro ne suggerisce anche un possibile ruolo come agente antiossidante. La lattoferrina è anche in grado di contrastare lo stress ossidativo, un processo che danneggia le cellule e i tessuti a causa di un eccesso di radicali liberi. Ha proprietà antimicrobiche anche perché stimola nell’ospite la crescita dei bifidobatteri (buona flora intestinale) e l’attività di cellule del sistema immunitario, soprattutto Natural Killer e neutrofili. In ambito immunostimolante incentiva la produzione di linfociti T, modulando anche l’attività delle citochinine infiammatorie.
Benefici per l'Assorbimento del Ferro e la Salute Ossea
La lattoferrina partecipa all’omeostasi del ferro, cioè il processo con cui questo minerale viene trasportato nel plasma e ne controlla la concentrazione all’interno dell’organismo. Aiuta a regolare il modo in cui il ferro viene assorbito dall’intestino. La lattoferrina, legando il ferro, aiuta a prevenire la carenza di ferro nell’organismo. La sua elevata capacità di legare gli ioni ferro interessa numerosi processi metabolici. Grazie al suo coinvolgimento nella regolazione dell’omeostasi del ferro, studi clinici hanno mostrato che la lattoferrina è utile nel trattamento dell’anemia in quanto è in grado di migliorare parametri ematologici come il numero dei globuli rossi, l’emoglobina, il ferro sierico totale, la ferritina e l’ematocrito. Il trattamento dell’anemia con lattoferrina risulta essere più sicuro e con meno effetti collaterali rispetto alla classica terapia con ferro. Ha così dimostrato di avere effetti positivi sul turnover osseo, aiutando a diminuire il riassorbimento minerale e ad aumentando il deposito.
Dove si Trova la Lattoferrina?
La lattoferrina si trova nel latte animale e, in parte, anche nei suoi derivati, come formaggi e yogurt. Non sempre, però, la quantità assunta con l’alimentazione è sufficiente. La lattoferrina è naturalmente presente nel latte, soprattutto nel latte materno, dove svolge un ruolo fondamentale nella protezione del neonato. Latte di mucca e derivati: Anche il latte di mucca contiene lattoferrina, sebbene in quantità inferiori rispetto al latte materno umano. All'interno del latte materno, in particolar modo nel colostro. La ricchezza di lattoferrina comporta un buon sviluppo di batteri intestinali "buoni", evitando la comparsa di disturbi vari a livello intestinale (comprese le classiche coliche dei neonati). Nelle lacrime e nella saliva. Nei granulociti neutrofili, cellule del sistema immunitario. La lattoferrina è presente in numerosi fluidi corporei, come il latte, le lacrime, la saliva e il muco. Sebbene non sia così conosciuta come altre proteine, la lattoferrina ha un ruolo fondamentale nella salute del nostro organismo grazie alle sue proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e immunomodulatrici. La lattoferrina si trova naturalmente nel latte materno e in piccole quantità nel latte di mucca, ma può anche essere assunta come integratore per godere dei suoi numerosi benefici.

Lattoferrina e Infezioni: Un Alleato per il Sistema Immunitario
La lattoferrina è la principale difesa per le infezioni batteriche e virali nei bambini (e non solo) perché è in grado di stimolare in questi una risposta immunitaria innata. La lattoferrina è stata recentemente rivalutata per le sue proprietà immunomodulanti, antiossidanti e antinfettive. La lattoferrina (LF) è una glicoproteina multifunzionale che, prodotta dalle cellule epiteliali ghiandolari e dai neutrofili, è presente in diversi fluidi corporei. Una delle fonti maggiori di LF è il colostro, con concentrazioni che calano gradualmente nel latte maturo, ma è presente anche in saliva, lacrime, sperma, fluido vaginale, secrezioni gastrointestinali, nasali e bronchiali. Seppur la concentrazione di LF nel sangue sia normalmente bassa, la concentrazione è alta a livello d’organo; nel sito di infiammazione risulta significativamente aumentata, rilasciata localmente dai neutrofili. La LF è una proteina chelante ad alta affinità per il ferro e svolge diverse funzioni fisiologiche con attività antivirali, antimicrobiche, antiossidanti e immunomodulanti. Poiché nel corso di infezione i microorganismi necessitano di ferro per moltiplicarsi, la sua azione antibatterica principale è dovuta alla capacità di sequestrare il ferro, rendendolo non disponibile. Per l’attività antivirale contro le comuni infezioni virali, la LF aumenta la produzione di IFNγ, l’attività delle cellule NK e modula la risposta citochinica delle cellule Th1 del sistema immunitario. Diversi studi in vitro su virus hanno prodotto dati interessanti anche per la clinica. La LF inibisce sia l’attacco che la crescita del virus respiratorio sinciziale (RSV), interagendo con la proteina F, la più importante glicoproteina di superficie per l’entrata virale nella cellula. Sia la lattoferrina bovina (bLF) che la lattoferrina umana (hLF) hanno inibito in vitro la sintesi di antigeni di adenovirus nella fase iniziale dell’infezione, specie se presente prima dell’attacco virale. Incapace in apparenza di inibire la replicazione del rhinovirus, la bLF in vitro inibiva invece l’apoptosi virale indotta da virus dell’influenza A. Il virus dell’influenza inizia l’infezione all’ospite con il riconoscimento di recettori, acidi sialici, sulla superficie cellulare. La LF previene le infezioni virali anche interagendo con recettori cellulari come heparin sulphate glycosaminoglycan (HSPG), che permettono l’ancoraggio virale sulla superficie cellulare nella prima fase delle infezioni, in particolare da coronavirus. Il virus si accumula sulla superficie e penetra nella cellula, per replicarsi poi attraverso recettori ad alta specificità come ACE2. La LF blocca l’interazione tra la proteina di aggancio virale e HPSG in una modalità indipendente dai recettori ad alta affinità. Gli effetti della supplementazione con LF su infiammazione, funzionalità immunologica e prevenzione delle infezioni delle vie aeree (RTI) nell’uomo sono stati oggetto di una recente revisione della letteratura. Sebbene gli studi clinici di supplementazione siano limitati, 10 trials sono stati considerati nella metanalisi, con pazienti di età pediatrica ma anche adulta/senile. Sei lavori su dieci hanno trovato un decremento significativo almeno in un parametro considerato (prevalenza, frequenza, durata e severità delle RTI). In particolare, la supplementazione con bLF era efficace nel ridurre l’incidenza di RTI nel 33%, nel diminuire la frequenza nel 50%, la durata degli episodi nel 50%. Solo due studi hanno valutato la severità degli episodi, ma senza differenze nei risultati. Tra gli studi, molti hanno utilizzato una supplementazione con bLF nel latte in formula. Basse dosi di bLF nel latte di formula (35 mg/die) hanno ridotto nei bambini la prevalenza e la durata di RTI, anche se in altri studi i dati sono stati discordanti: o negativi (<100 mg/die) oppure con effetto solo sulla durata. Le conclusioni della metanalisi che facciamo nostre sono che, anche se un trend alla significatività era evidente, la LF non era associata ad una riduzione della prevalenza di RTI riferita a tutti gli studi e a pazienti di tutte le età. Una subanalisi per età mostrava comunque che la LF riduceva le RTI nei lattanti e nei bambini. Abbiamo parlato dei meccanismi d’azione della LF, del blocco antagonista per HSPG, che risulta essere il recettore d’ancoraggio per i virus - e i coronavirus nello specifico. In vitro la LF ha dimostrato di bloccare adesione, replicazione e infezione del virus SARS, impedendo al virus di entrare nella cellula. È ipotizzabile che questo meccanismo possa essere applicato anche al virus SARS-CoV-2, vista l’alta omologia tra coronavirus e tra le strutture delle proteine di legame recettoriale. In alcuni studi è stata riportata una riduzione dei sintomi e un accorciamento della durata della malattia durante la somministrazione di dosi variabili tra 200 e 1000 mg/die di LF, in pazienti affetti da COVID-19. Inoltre, è stato dimostrato che esisteva una correlazione significativa tra età ed efficacia di LF nel ridurre la durata dei sintomi. Una recente revisione sistematica sottolinea come i dati esistenti siano pochi e spesso incoerenti. Sono necessari ulteriori studi sul ruolo di LF nel trattamento della SARS-CoV-2. Quando e come assumere la lattoferrina? Comunque, anche i dosaggi più bassi sono in grado di ridurre sia l’incidenza che la durata delle RTI. Nella prevenzione, quindi, dosaggi anche di 100-200 mg/die possono essere d’aiuto contro le infezioni respiratorie. Pochi dati sono invece disponibili - e molto controversi - sul dosaggio nel trattamento di infezioni, come nel caso di SARS-CoV-2, già in corso. Sebbene alcuni degli studi in pediatria abbiano inserito la bLF in un latte di formula, sembra razionalmente più efficace la supplementazione con questa sieroproteina da sola, non in associazione ad altre molecole e prima del pasto. Vi sono infatti evidenze che indicano come la bLF sia più efficace se assunta prima del pasto, quando la degradazione solo parziale assicura l’effetto della supplementazione. In conclusione, possiamo dire che la supplementazione con LF è sicura e non dà problemi. L’efficacia nella prevenzione delle infezioni respiratorie è promettente, specie nei lattanti e nei bambini. I meccanismi d’azione di LF sembrano agire su diversi agenti virali che quotidianamente rappresentano l’eziologia delle RTI.
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Lattoferrina e Oncologia
Nel campo dell’oncologia la lattoferrina sta riscuotendo notevoli successi. Un esempio è stato lo studio effettuato in Giappone dalla Divisione di Patologia Sperimentale del National Cancer Center Research Institute di Tokio. In questi studi sperimentali, la lattoferrina bovina (BLF), è stata trovata capace di inibire significativamente i tumori del colon, dell’esofago, del polmone, della vescica e la cancerogenesi nei ratti, quando somministrata per via orale. Inoltre, la somministrazione concomitante con agenti cancerogeni ha provocato una inibizione della carcinogenesi del colon. È in grado di potenziare l’attività degli enzimi di fase II, come il glutatione S-transferasi, e potrebbe aver svolto un ruolo critico nella fase di post-soppressione in uno studio di carcinogenesi della lingua. Effetti anti-metastatici sono stati inoltre rilevati quando la lattoferrina è stata data oralmente ai topi recanti carcinoma del colon altamente metastatico, con evidente miglioramento in materia di immunità locale e sistemica. È stato trovato un notevole aumento del numero di linfociti T citotossici e delle cellule NK a livello della mucosa del piccolo intestino e le cellule del sangue periferico e questo a sua volta, ha fatto aumentare la produzione di interleuchina 18 (IL-18) e caspasi-1 nelle cellule epiteliali dell’intestino tenue, con possibile conseguente induzione di interferone (IFN)-gamma cellule positive. In un altro studio viene mostrata l’efficacia della lattoferrina in modelli di tumori multipli: in primo luogo è stato dimostrato che dosi farmacologiche di lattoferrina aumentano la IL-18 nell’intestino (775%, P <0,0001) e nel siero (132%, P = 0.0007). La IL-18, una citochina immunostimolante Th1 è nota per migliorare la citotossicità cellulo-mediata immunitario e inibire l’angiogenesi. La lattoferrina (1000 mg / kg bid x 8 giorni) ha inibito la crescita tumorale dell’80%, superiore alla inibizione intratumorale segnalata in precedenza. Sia come monoterapia che in combinazione con cisplatino (5 mg / kg), una terapia standard per il tumore del polmone, la lattoferrina ha dato un miglioramento dose-dipendente dell’attività del cisplatino (400 mg / kg) inibendo la crescita tumorale del 90% rispetto al placebo e 83% rispetto al solo cisplatino (P <0,05). Diversi regimi di associazione sono stati sottoposti a test per valutare i programmi di trattamento alternativo per la sperimentazione clinica. La lattoferrina rappresenta un sicuro e ben tollerato antagonista del cancro. Un recente articolo ha mostrato un caso in cui la lattoferrina è stata utilizzata nel trattamento del mesotelioma, un tipo di cancro al polmone associato con l’amianto. L’articolo riportava che il paziente aveva assunto semplicemente lattoferrina, vitamina C ed altri integratori riportando non solo benefici ma anche un sensibile miglioramento della patologia, soprattutto quando era aggiunta lattoferrina al programma. Il risultato finale è stato un recupero abbastanza completo da un tipo di cancro che è estremamente aggressivo.
Lattoferrina e COVID-19
Si stanno diffondendo sempre di più notizie sulla possibile capacità della lattoferina di “prevenire” e “combattere” l’infezione da SARS-Cov-2. Ma cosa mostrano esattamente gli studi che sono stati fatti? I più recenti sono proprio quelli dell’Università di Roma Tor Vergata e Sapienza. Lo spunto per iniziare gli studi sulla lattoferrina è stata proprio l’osservazione che i bambini piccoli (che beneficiano ancora degli effetti dell’allattamento) non sviluppano quasi per niente l’infezione da Sars-Cov-2. Questo ha fatto pensare che la responsabile possa essere proprio la lattoferrina, una glicoproteina presente nel latte materno di cui sono note già da tempo le proprietà antivirali. I primi studi in laboratorio hanno mostrato che la lattoferrina è in grado di interagire con la “spike”, glicoproteina esterna del Sars-Cov-2 impedendogli di entrare all’interno delle cellule. Dal laboratorio si è passati alla clinica: somministrando ai pazienti affetti da Covid la forma liposomiale pura della lattoferrina si è osservato che i tempi di negativizzazione e la vitalità del virus si riducono. Un altro importante dato osservato è che la sede di azione della lattoferrina: agisce soprattutto a livello della mucosa nasale, respiratoria e intestinale ossia le parti del nostro corpo in cui il virus si va a moltiplicare. Quali sono i limiti degli studi fatti? Al momento la ricerca sta osservando i risultati solo su pazienti affetti da Covid quindi che hanno già contratto l’infezione e hanno la malattia in corso. Non ci sono ancora dati circa gli effetti della lattoferrina in termini di prevenzione. Inoltre il campione studiato è costituito da un numero basso pertanto tali dati devono essere confermati anche su una popolazione più ampia. Infine non si tratterebbe di una cura in quanto la lattoferrina non è in grado di uccidere il virus ma è in grado di creare un ambiente sfavorevole al virus. Gli stessi ricercatori, affermano che, grazie a questi dati incoraggianti, il trattamento con lattoferrina può costituire un ottimo tamponamento alla situazione di emergenza in attesa del vaccino.
Integratori di Lattoferrina: Quando e Come Assumerla
Gli integratori di Lattoferrina sono molto diffusi e disponibili per l’acquisto sia nei negozi fisici che negli store online. Tali integratori sono venduti liberamente e non richiedono ricetta medica. Tuttavia, è sempre prudente chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di iniziare un ciclo di terapia. La dose consigliata di Lattoferrina è intorno ai 200 mg al giorno. L’integrazione garantisce un livello di assunzione più alto rispetto a quella che si potrebbe avere con il consumo di latte. La lattoferrina come integratore è disponibile in capsule, compresse o polveri ed è utilizzata per supportare il sistema immunitario, trattare la carenza di ferro e migliorare la salute intestinale. È importante seguire le indicazioni del medico o del nutrizionista per determinare la dose appropriata, che può variare in base all'età, alle condizioni di salute e agli obiettivi individuali.
Esempi di Integratori
Lattoferrina 200 Immuno di PromoPharma è un integratore alimentare di lattoferrina, che supporta il sistema immunitario rinforzando le difese ed è un valido alleato in caso di malanni stagionali indesiderati. Questo prodotto, senza glutine e al 100% naturale, è consigliato per il sostegno del sistema immunitario e delle difese dell'organismo, è utile anche in caso di disturbi gastrointestinali, è ideale per tutta la famiglia. Contiene lattoferrina 100% naturale di origine bovina e può essere assunto anche dai diabetici perché contiene solo edulcorante 100% naturale. L'integratore di Lattoferrina proposto da HerbAmour conta 90 compresse per 45 giorni di uso continuato. La formula di questo prodotto è arricchita con Echinacea, Vitamina D3 e Vitamina C. L'Echinacea è una pianta dotata di numerose proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antivirali e immunostimolanti. La Vitamina D3 contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario, mentre la Vitamina C aiuta a rinforzare il funzionamento del sistema immunitario. L'integrator ein questione è prodotto in Italia. La dose consigliata è di 2 compresse al giorno, contenenti 200 mg di Lattoferrina, 200 mg di Echinacea, 160 mg di Vitamina C e 10 mcg di Vitamina D3. Questo prodotto assicura una dose di ben 200,00 mg di Lattoferrina per ogni 2 compresse. La sua formula è stata studiata per garantire la massima efficacia e sicurezza nel momento in cui risulta utile avvalersi delle proprietà antibatteriche e antivirali della Lattoferrina. Inoltre, la Lattoferrina si è dimostrata efficace nel ridurre l’incidenza e la durata dei sintomi dei malanni stagionali.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali
Integratori di lattoferrina possono essere assunti anche per lunghi periodi senza controindicazioni particolari e anche in condizioni patologiche. Essendo la lattoferrina un importante regolatore del ferro, particolare attenzione all’assunzione dovrebbero farla i pazienti affetti da malattie neurodegenerative (Parkinson, sclerosi multipla…) in quanto sono patologie caratterizzate da un alterato metabolismo del minerale: non ci sono, infatti, sufficienti studi che dimostrano l’efficacia o i possibili effetti collaterali di tale integrazione. Anche i bambini la possono assumere. Donne in gravidanza o durante l’allattamento, invece, dovrebbero evitarla in quanto non sono stati fatti studi che dimostrano che l’integrazione è priva di rischi. Oltre alla capacità di legare il ferro, la lattoferrina è anche in grado di legare (anche se con affinità minore) altri metalli come rame e manganese. In caso quindi di assunzione di dosi elevate di lattoferrina può verificarsi carenza di tali minerali. Al momento non sono note interferenze farmacologiche.

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