Lattoferrina: Proprietà, Benefici e Studi Scientifici

La lattoferrina è una glicoproteina naturale, non tossica, presente in vari fluidi biologici. La sua concentrazione più elevata è nel latte materno. Il nome "lattoferrina" deriva dalla sua origine nel latte ("lacto") e dalla sua capacità di legare il ferro ("ferrina").

La lattoferrina appartiene alla famiglia delle transferrine, con la principale funzione di trasportare e legare il ferro. Essa è composta da circa 700 aminoacidi e presenta una struttura quaternaria che le permette di legare il ferro in due specifici siti. Ogni molecola di lattoferrina può legare a sé due ioni ferrici ed in base a tale saturazione può esistere in tre forme distinte: apolattoferrina (priva di ferro), lattoferrina monoferrica (legata ad un solo ione ferrico) e ololattoferrina (che lega a sé due ioni ferrici). La lattoferrina si trova in alte concentrazioni nel colostro, il primo latte prodotto dalle madri dopo il parto, ma è presente anche in latte bovino, caprino e in secrezioni mucose. Con il passare dei giorni la quantità di lattoferrina si riduce, parallelamente allo sviluppo delle difese immunitarie del piccolo.

La lattoferrina ha la capacità di legare il ferro in modo reversibile. La sua funzione è quella di inibire la crescita di batteri indesiderati nell'intestino, contribuendo a mantenere un ambiente intestinale sano e bilanciato. La lattoferrina gioca un ruolo chiave nella difesa dell'organismo contro le infezioni, svolgendo una serie di funzioni cruciali nel sistema immunitario. Attività antimicrobica: una delle sue azioni chiave è la capacità di legare il ferro, riducendo così la disponibilità di questo minerale per i batteri e altri microrganismi patogeni. La lattoferrina protegge dalle infezioni batteriche grazie alla sua capacità di privare i batteri del ferro di cui hanno bisogno per crescere. La lattoferrina svolge un ruolo cruciale come molecola antimicrobica, impedendo la crescita di batteri attraverso il sequestro del ferro, un nutriente essenziale per la proliferazione batterica.

La lattoferrina agisce come immunomodulatore. La sua azione immunomodulante contribuisce a regolare la risposta infiammatoria modulando la produzione di citochine pro-infiammatorie, proteine coinvolte nella funzione immunitaria. La lattoferrina è riconosciuta per la sua capacità di modulare il sistema immunitario, promuovendo l’attività dei macrofagi e delle cellule NK (natural killer) e stimolando la produzione di citochine. La lattoferrina promuove inoltre la proliferazione delle cellule del sistema immunitario (linfociti T e cellule NK) e la produzione di interferone gamma (IFNγ). Numerosi studi scientifici dimostrano che la lattoferrina rinforza il sistema immunitario, aumentando la resistenza alle infezioni e riducendo l’incidenza di malattie comuni come raffreddori e influenza. La lattoferrina ha l’importante funzione di proteggere il microbiota orale e di conservare il funzionamento del sistema immunitario. Questa proteina è naturalmente presente nella saliva: la sua presenza contribuisce alla protezione della bocca contro le infezioni e altri problemi orali. La lattoferrina è una sostanza immunomodulante che ha la capacità di contrastare le risposte immunitarie eccessive e anche di facilitare lo sviluppo dell’immunità adattativa.

La lattoferrina ha dimostrato attività antivirale contro diversi tipi di virus. Diversi studi in vitro su virus hanno prodotto dati interessanti anche per la clinica. La LF inibisce sia l’attacco che la crescita del virus respiratorio sinciziale (RSV), interagendo con la proteina F, la più importante glicoproteina di superficie per l’entrata virale nella cellula. Sia la lattoferrina bovina (bLF) che la lattoferrina umana (hLF) hanno inibito in vitro la sintesi di antigeni di adenovirus nella fase iniziale dell’infezione, specie se presente prima dell’attacco virale. Incapace in apparenza di inibire la replicazione del rhinovirus, la bLF in vitro inibiva invece l’apoptosi virale indotta da virus dell’influenza A. Il virus dell’influenza inizia l’infezione all’ospite con il riconoscimento di recettori, acidi sialici, sulla superficie cellulare. La LF previene le infezioni virali anche interagendo con recettori cellulari come heparin sulphate glycosaminoglycan (HSPG), che permettono l’ancoraggio virale sulla superficie cellulare nella prima fase delle infezioni, in particolare da coronavirus. Il virus si accumula sulla superficie e penetra nella cellula, per replicarsi poi attraverso recettori ad alta specificità come ACE2. La LF blocca l’interazione tra la proteina di aggancio virale e HPSG in una modalità indipendente dai recettori ad alta affinità. In vitro la LF ha dimostrato di bloccare adesione, replicazione e infezione del virus SARS, impedendo al virus di entrare nella cellula. È ipotizzabile che questo meccanismo possa essere applicato anche al virus SARS-CoV-2, vista l’alta omologia tra coronavirus e tra le strutture delle proteine di legame recettoriale. L'attività antivirale nei confronti di SARS-CoV-2 è stata osservata in vitro e si basa sulla capacità della lattoferrina di legarsi al virus ed alle cellule dell’ospite con conseguente inibizione nelle fasi precoci dell’infezione virale.

La lattoferrina può modulare la risposta infiammatoria, contribuendo a mantenere un equilibrio tra la protezione contro gli agenti patogeni e la prevenzione di reazioni immunitarie eccessive. L’infiammazione è una complessa risposta biologica dei tessuti vascolarizzati a stimoli ambientali dannosi, come infezioni dovute ad agenti microbici, o meccanismi provocati da traumi. La tempesta di citochine è la principale causa di mortalità e morbilità dei pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva a seguito di shock settico, lesioni o traumi post-chirurgici. L’eccessivo rilascio di citochine da parte di individui iper-reattivi è comune anche nei pazienti COVID-19. Numerose evidenze in letteratura a supporto dell’effetto protettivo della Lattoferrina in svariate tipologie di disturbi a base infiammatoria, per esempio, in caso di patologie auto-immuni, da cui si evince che la Lattoferrina è in grado di up-regolare o down-regolare la risposta infiammatoria endogena.

Alcuni studi suggeriscono inoltre che la lattoferrina possa avere effetti neuroprotettivi, in quanto aiuta a proteggere le cellule nervose da danni causati da vari fattori inclusi lo stress ossidativo e l'infiammazione, e possa influenzare la plasticità sinaptica, che è la capacità del sistema nervoso di adattarsi e modificare le connessioni tra i neuroni. La lattoferrina ha molte altre proprietà. È coinvolta, ad esempio, nella regolazione della crescita cellulare, limitando la crescita delle cellule tumorali e promuovendo la morte delle cellule cancerose per apoptosi. La lattoferrina inibisce anche l'angiogenesi. Questo meccanismo promuove la formazione di nuovi vasi sanguigni (neovascolarizzazione) ed è essenziale per la crescita dei tumori e lo sviluppo di metastasi all'interno dei vari organi, in quanto le cellule tumorali hanno bisogno di un apporto di nutrienti e ossigeno per proliferare. La capacità della lattoferrina di legare il ferro ne suggerisce anche un possibile ruolo come agente antiossidante. Legando il ferro libero, la lattoferrina impedisce la formazione di radicali liberi, molecole instabili che possono danneggiare cellule e tessuti.

La lattoferrina è naturalmente presente nel latte materno e svolge un ruolo chiave nella nutrizione del neonato. Poiché la lattoferrina è originariamente presente nel latte, i prodotti lattiero-caseari sono una fonte naturale di questa proteina. La lattoferrina è comunemente disponibile sotto forma di integratori alimentari. La lattoferrina utilizzata dal Laboratoire THERASCIENCE è un attivo brevettato Proferrin®, che garantisce il 96% di lattoferrina purificata con una biodisponibilità ottimale. La selezione dei nostri attivi fa costantemente riferimento a numerose pubblicazioni scientifiche, basate su studi clinici randomizzati in doppio cieco con controllo placebo, sull'uomo, che garantiscono un reale valore scientifico. Gli integratori di lattoferrina si presentano in varie forme: capsule, compresse, polvere o bustine. Solitamente, la lattoferrina presente negli integratori è di origine bovina, poiché risulta molto simile a quella umana e sicura per l’uso alimentare. La lattoferrina può essere combinata con altri nutrienti, come la vitamina C e lo zinco, per potenziare i suoi effetti benefici.

Struttura chimica della lattoferrina

La lattoferrina gioca un ruolo chiave nella difesa dell'organismo contro le infezioni, svolgendo una serie di funzioni cruciali nel sistema immunitario. Difesa della mucosa: come abbiamo visto, la lattoferrina è presente in diverse secrezioni corporee, come la saliva, le lacrime e le secrezioni respiratorie. La lattoferrina favorisce l’equilibrio del microbiota intestinale, supportando la crescita dei batteri benefici e riducendo la presenza di patogeni. La lattoferrina interagisce con il microbiota intestinale, favorendo la crescita di batteri benefici come i Bifidobatteri e i Lattobacilli. Durante le terapie antibiotiche, la lattoferrina può da un lato aumentare la suscettibilità dei batteri alla terapie farmacologiche e dall'altro, in sinergia con i probiotici, promuovere la crescita di ceppi batterici intestinali benefici (Lactobacillus o Bifidobacterium) che dipendono meno dalla disponibilità di ferro.

La lattoferrina è stata oggetto di numerosi studi scientifici, che hanno consentito di associare a questa proteina una serie di benefici per la salute. Le ricerche suggeriscono che l'assunzione di lattoferrina aiuti a prevenire la diarrea da antibiotici nelle persone anziane. La sua funzione è quella di inibire la crescita di batteri indesiderati nell'intestino, contribuendo a mantenere un ambiente intestinale sano e bilanciato.

La lattoferrina è stata studiata per le sue numerose potenziali proprietà, tra le quali antitumorali, antinfiammatorie, antiossidanti, antiosteoporotiche, antifungine, antibatteriche, antivirali, immunomodulatorie, epatoprotettive e ha dimostrato un impatto significativo sul miglioramento della salute dell’uomo. In diagnostica, le concentrazioni di lattoferrina nelle feci possono essere valutate per ricercare la presenza di malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Discreta è la mole di studi sulle proprietà immunomodulanti della lattoferrina in modelli umani e animali.

In alcuni studi è stata riportata una riduzione dei sintomi e un accorciamento della durata della malattia durante la somministrazione di dosi variabili tra 200 e 1000 mg/die di LF, in pazienti affetti da COVID-19. Inoltre, è stato dimostrato che esisteva una correlazione significativa tra età ed efficacia di LF nel ridurre la durata dei sintomi. Uno studio [17, 19] ha riportato un miglioramento dei sintomi e nessun effetto collaterale. Ad oggi esistono solo due studi clinici che hanno studiato gli effetti della lattoferrina sulle infezioni da coronavirus. Considerando che molti studi in vitro hanno riportato che questa molecola può contrastare l’ingresso del coronavirus nelle cellule ospiti legandosi direttamente alle particelle virali o bloccando il recettore del virus o il co-recettore presente sulla cellula ospite [17, 20, 21]. Ciononostante è doveroso sottolineare che le prove che abbiamo raccolto in termini di benefici sono ancora limitate. Bisogna però dire che è stata riscontrata eterogeneità nei protocolli di reclutamento e trattamento, limitando ampiamente la comparabilità dei risultati e l’opportunità di fornire una sintesi quantitativa anche all’interno della stessa famiglia virale. Per concludere, vi sono prove a favore di un ruolo protettivo della lattoferrina, sia da studi in vitro, che su modelli animali e sulla base di alcuni studi clinici condotti su patologie e/o condizioni fisiopatologiche che condividono con il Covid 19 alcuni fattori in grado di indurre tempesta citochinica.

Schema dell'azione antivirale della lattoferrina

La somministrazione intra-tracheale di lattoferrina in aerosol in topi infettati da Pseudomonas aeruginosa ha prevenuto l’infiammazione polmonare acuta e cronica mediante una significativa riduzione delle citochine proinfiammatorie nel liquido broncoalveolare (BALF) e dell’infiltrazione dei neutrofili nei tessuti infetti [2]. Ancora, la somministrazione della lattoferrina ha attenuato anche l’infiammazione polmonare risultante dal virus dell’influenza.

Gli effetti collaterali legati all'assunzione di lattoferrina sono generalmente lievi e rari: in generale, la lattoferrina è considerata sicura per la maggior parte delle persone quando viene assunta secondo le dosi raccomandate. Interazioni con farmaci: la lattoferrina potrebbe interagire con alcuni farmaci. Allergie: le persone con allergie o intolleranze al latte o ai prodotti lattiero-caseari dovrebbero prestare attenzione quando assumono lattoferrina, poiché può essere derivata dal latte. Anche se la lattoferrina è generalmente ben tollerata, esiste un potenziale rischio di allergenicità nei soggetti sensibili alle proteine del latte. Lattoferrina e oncologia: Nel campo dell’oncologia la lattoferrina sta riscuotendo notevoli successi. Un esempio è stato lo studio effettuato in Giappone dalla Divisione di Patologia Sperimentale del National Cancer Center Research Institute di Tokio. In questi studi sperimentali, la lattoferrina bovina (BLF), è stata trovata capace di inibire significativamente i tumori del colon, dell’esofago, del polmone, della vescica e la cancerogenesi nei ratti, quando somministrata per via orale. Inoltre, la somministrazione concomitante con agenti cancerogeni ha provocato una inibizione della carcinogenesi del colon. Effetti anti-metastatici sono stati inoltre rilevati quando la lattoferrina è stata data oralmente ai topi recanti carcinoma del colon altamente metastatico, con evidente miglioramento in materia di immunità locale e sistemica. La lattoferrina rappresenta un sicuro e ben tollerato antagonista del cancro. Un recente articolo ha mostrato un caso in cui la lattoferrina è stata utilizzata nel trattamento del mesotelioma, un tipo di cancro al polmone associato con l’amianto. L’articolo riportava che il paziente aveva assunto semplicemente lattoferrina, vitamina C ed altri integratori riportando non solo benefici ma anche un sensibile miglioramento della patologia, soprattutto quando era aggiunta lattoferrina al programma. Il risultato finale è stato un recupero abbastanza completo da un tipo di cancro che è estremamente aggressivo.

Controindicazioni ed effetti collaterali: Integratori di lattoferrina possono essere assunti anche per lunghi periodi senza controindicazioni particolari e anche in condizioni patologiche. Essendo la lattoferrina un importante regolatore del ferro, particolare attenzione all’assunzione dovrebbero farla i pazienti affetti da malattie neurodegenerative (Parkinson, sclerosi multipla…) in quanto sono patologie caratterizzate da un alterato metabolismo del minerale: non ci sono, infatti, sufficienti studi che dimostrano l’efficacia o i possibili effetti collaterali di tale integrazione. Anche i bambini la possono assumere. Donne in gravidanza o durante l’allattamento, invece, dovrebbero evitarla in quanto non sono stati fatti studi che dimostrano che l’integrazione è priva di rischi. Oltre alla capacità di legare il ferro, la lattoferrina è anche in grado di legare (anche se con affinità minore) altri metalli come rame e manganese. In caso quindi di assunzione di dosi elevate di lattoferrina può verificarsi carenza di tali minerali. Al momento non sono note interferenze farmacologiche.

Il ruolo della lattoferrina nelle infezioni virali - Diego Peroni

Quando e come assumere la lattoferrina? Comunque, anche i dosaggi più bassi sono in grado di ridurre sia l’incidenza che la durata delle RTI. Nella prevenzione, quindi, dosaggi anche di 100-200 mg/die possono essere d’aiuto contro le infezioni respiratorie. Pochi dati sono invece disponibili - e molto controversi - sul dosaggio nel trattamento di infezioni, come nel caso di SARS-CoV-2, già in corso. Sebbene alcuni degli studi in pediatria abbiano inserito la bLF in un latte di formula, sembra razionalmente più efficace la supplementazione con questa sieroproteina da sola, non in associazione ad altre molecole e prima del pasto. Vi sono infatti evidenze che indicano come la bLF sia più efficace se assunta prima del pasto, quando la degradazione solo parziale assicura l’effetto della supplementazione. In conclusione, possiamo dire che la supplementazione con LF è sicura e non dà problemi. L’efficacia nella prevenzione delle infezioni respiratorie è promettente, specie nei lattanti e nei bambini. I meccanismi d’azione di LF sembrano agire su diversi agenti virali che quotidianamente rappresentano l’eziologia delle RTI.

La lattoferrina è una proteina multifunzionale con numerosi benefici per la salute, che spaziano dal supporto immunitario alla protezione contro le infezioni e allo sviluppo di nuove terapie. Per sfruttare al meglio i benefici della lattoferrina, è importante scegliere prodotti di alta qualità e seguirne le indicazioni di dosaggio. Con l’evidenza crescente dei benefici della lattoferrina, considerarla come parte integrante di una strategia di salute preventiva e di supporto immunitario è altamente consigliato.

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