Lo psillio è una pianta officinale diffusa nel bacino del Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae e al genere Plantago. Il termine "psillium" deriva dal greco “ψύλλα” (psylla, che significa pulce), in riferimento alla somiglianza tra i semi, brunastri e lucenti, e le pulci. Ciò spiega anche il nome popolare “erba delle pulci”. Lo Psillio è originario delle regioni mediterranee, Italia inclusa, dove cresce come pianta spontanea e infestante. Si tratta di una specie erbacea annuale, alta 30-50 centimetri, con infiorescenza a spiga e semi leggermente schiacciati e di colore bruno. In tal senso si tendono a sfruttare maggiormente la specie Plantago psyllium L. (syn. Plantago afra) e la specie Plantago ovata (syn. Plantago ispaghula). La principale caratteristica dei semi di psillio è legata proprio al rivestimento mucillaginoso che li ricopre, che a contatto con l'acqua si espande fino ad aumentare di 25 volte il proprio peso. Le mucillagini sono costituite da una miscela di polisaccaridi (soprattutto xilosio e arabinosio), appartenenti principalmente alla categoria delle fibre idrosolubili. I componenti non fermentabili (e in una certa misura quelli scarsamente fermentabili) dello psillio sono alla base della sua capacità di formare un gel a contatto con l’acqua, formando una massa rigonfia.
L'integratore a base di fibra di psillio (Plantago ovata Forsk.) è noto per favorire la normale regolarità del transito intestinale, svolgendo un’azione lenitiva ed emolliente sulla mucosa intestinale. Lo psillio è considerato un rimedio sicuro, ma in alcuni casi può dare reazioni allergiche. La sua efficacia si deve alla presenza di sostanze mucillaginose, fibre che a contatto con l’acqua si gonfiano formando un gel capace di favorire il transito intestinale. Questa mucillagine si ricava dalla cuticola del seme, ottenuta con una semplice macinazione dello strato esterno, e può aumentare il proprio volume fino a dieci volte. Utilizzato tradizionalmente nella medicina indiana, lo psillio è stato oggetto di molti studi che hanno dimostrato le sue molteplici proprietà importanti per la salute intestinale e il benessere di tutto l’organismo.
Benefici dello Psillio
In caso di stitichezza, le mucillagini dello Psillio, essendo igroscopiche e avendo cioè la capacità di assorbire acqua, hanno la funzione di aumentare il volume delle feci e di stimolare il movimento peristaltico e quindi il transito intestinale. Lo psillio ha un’azione lassativa naturale di tipo meccanico. Il più noto effetto dello psillio, quello lassativo, dipende quindi dalla sua capacità di richiamare liquidi nel lume dell'intestino, gonfiandosi, aumentando il contenuto intestinale e stimolando di conseguenza la peristalsi e l'evacuazione. Questo effetto, chiamato "bulk forming", è tipico dei lassativi che aumentano ed ammorbidiscono la massa fecale (detti "meccanici"), particolarmente apprezzati per la loro sicurezza ed efficacia. A differenza di altri lassativi fitoterapici (come gli antrachinoni della senna o dell’aloe), lo psillio non ha un’azione irritante sulle pareti intestinali. Per le sue caratteristiche, lo psillio può essere utilizzato anche per alleviare la stitichezza in caso di colon irritabile (o sindrome dell’intestino irritabile), diverticolosi e colite. Lo psillio inoltre riduce l’attività dei batteri “cattivi” del colon e inibisce la loro capacità tossica, quindi rende “pulito” l’intestino. La sua assunzione è sicura anche per le donne in gravidanza e per i bambini. Il già citato effetto meccanico delle mucillagini gelificanti dello psillio contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo LDL, altrimenti detto “colesterolo cattivo”. Lo psillio aiuta a ridurre il colesterolo totale e il colesterolo LDL in persone con colesterolo alto (grazie alla capacità di diminuire l’assorbimento degli acidi biliari e del colesterolo alimentare). Tra le attività dimostrate dello psillio vi è anche la sua capacità di ridurre il colesterolo LDL, quello “cattivo”, e i trigliceridi. Lo psillio, in particolare, ha un’azione ipoglicemizzante: può aiutare, infatti, a modulare la risposta glicemica dell’organismo ai pasti, riducendo i livelli di insulina e di zucchero nel sangue. Lo psillio e la fibra solubile in generale, grazie alla "solita" formazione di gel nell’intestino tenue, sembrano ridurre la velocità di assorbimento del glucosio, migliorando il controllo della glicemia. Chiaramente, l’entità di tale effetto dipende sia da caratteristiche individuali, sia dalla composizione del pasto, con effetti verosimilmente maggiori in caso di pasto ricco di zuccheri. Non solo, viene usato anche come coadiuvante nelle diete per la sua capacità di assorbire anche gli zuccheri e i grassi in eccesso, regolando così il metabolismo del glucosio e del colesterolo. In più inducono senso di sazietà, contribuendo alla ingestione di meno calorie. Per il controllo del peso, lo Psillio dev’essere impiegato nell’ambito di una dieta ipocalorica adeguata, seguendo uno stile di vita sano con un buon livello di attività fisica. Un piccolo studio clinico ha indagato gli effetti della buccia di psillium in 45 adolescenti maschi a rischio di sviluppare la sindrome metabolica. Lo psillio può essere assunto con continuità (tutti i giorni). Lo psillio vanta anche proprietà prebiotiche, grazie alla sua capacità di favorire la crescita di una flora batterica acidofila a discapito di specie batteriche ad azione putrefattiva. I semi di psillio vantano anche proprietà prebiotiche, grazie alla loro capacità di favorire la crescita di una flora batterica acidofila a discapito di specie batteriche ad azione putrefattiva. La fermentazione delle mucillagini nel colon dà inoltre origine ad acidi grassi a corta catena, che rappresentano un prezioso substrato energetico per le cellule della mucosa del colon. Come prebiotico, lo psillio supporta la salute intestinale, del sistema immunitario e la salute digestiva generale. I prebiotici nutrono i batteri intestinali benefici, supportando un microbioma intestinale diversificato e stimolando la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) come il butirrato e il propionato, che nutrono il rivestimento intestinale e possono contribuire a ridurre l'infiammazione. A parità di peso, gli effetti sono nettamente superiori per gli estratti mucillaginosi di psillio rispetto ai semi interi, dal momento che le mucillagini si concentrano nella cuticola ("tegumento esterno"). In questi casi è sufficiente un'assunzione di 2 grammi/die. Attualmente si ritiene che un consumo quotidiano di 5-7 grammi di semi di psillio sia utile per normalizzare le funzioni intestinali e per prevenire i disturbi cardiocircolatori (accelerando il transito intestinale riducono l'assorbimento del colesterolo, delle sostanze nocive e rallentano quello degli zuccheri semplici; ne consegue un effetto normalizzante sui valori glicemici e sul colesterolo LDL). Gli integratori di psillio sono indicati come lassativi di massa, utili in caso di stitichezza occasionale non rispondente alle modificazioni dietetiche. II medico o il farmacista potrebbero prescrivere l’utilizzo dello psillio per facilitare l’evacuazione in caso di emorroidi o dopo interventi chirurgici, o quando è necessario evitare sforzi eccessivi durante l’evacuazione. La sua capacità di richiamare liquidi nel lume intestinale e gonfiarsi, è utile non solo in caso di stitichezza, ma anche in presenza di diarrea. Per questo suo effetto normalizzante sul transito intestinale e sulla consistenza delle feci, lo psillio si è dimostrato utile anche nella colite e nei casi di colon irritabile e diverticolosi; il suo effetto lubrificante, legato alla capacità di aumentare la morbidezza delle feci, lo rende utile anche in presenza di emorroidi e ragadi anali. Studi epidemiologici hanno dimostrato che l’integrazione di psyllium riduce i livelli di PCR nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. In uno studio RCT di 4 settimane su 81 bambini con sindrome dell’intestino irritabile, l’integrazione di psillio ha prodotto notevoli miglioramenti nei sintomi, con circa il 44% dei bambini che ha raggiunto la remissione completa (contro il 10% nel gruppo placebo). Le mucillagini di psillio vengono utilizzate anche nell’industria alimentare come additivo addensante in gelati, dessert e altre preparazioni. Le mucillagini dello psillio possono essere utili anche per uso esterno, come rimedio lenitivo contro punture di insetti e lievi ustioni.

Come si assume lo Psillio
Si consiglia di assumere 1 bustina al giorno. La polvere va sciolta in un abbondante bicchiere d’acqua, mescolando e bevendo immediatamente. Per la regolarità intestinale preferibilmente la sera prima di coricarsi, per modulare l’assorbimento dei nutrienti mezz’ora prima del pasto. Le dosi consigliate vanno da 10 a 30 grammi al giorno mentre per la modalità di assunzione si può procedere in due modi. In generale, si raccomanda di assumere lo psillio e gli integratori di fibre in generale con abbondanti quantità di acqua o altri liquidi, come succhi di frutta, latte, tisane ecc., per consentire alle mucillagini di gonfiarsi e formare il gel, ed evitare così il rischio di costipazioni o blocchi intestinali e di adesione alle pareti della gola. Le dosi suggerite variano in ordine all’età e al tipo di alimentazione, se ricca o meno di fibre. Generalmente, è consigliabile iniziare con una dose bassa (ad esempio, ½ cucchiaino) e aumentarla gradualmente, bevendo abbondante acqua (almeno 240 ml per dose) per evitare gas o gonfiore. I farmaci vanno assunti almeno due ore prima o dopo lo psillio. La buccia di psillio è disponibile in diverse forme: polvere, capsule, granuli e wafer, ed è anche incorporata in alcuni alimenti ad alto contenuto di fibre. La quantità giornaliera raccomandata varia in base agli obiettivi: per un supporto generale alle fibre, da 5 a 10 grammi; per il sollievo dalla stitichezza, da 7 a 40 grammi; per la gestione del colesterolo, da 10 a 15 grammi; per l’equilibrio della glicemia, 10 grammi prima dei pasti. È importante ricordare che se non si è abituati a un elevato apporto di fibre, è bene iniziare lentamente per permettere al sistema digestivo di adattarsi ed evitare disagi.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali
L’importante è assumere sufficienti liquidi perché le sue fibre non facciano effetto contrario e diano stitichezza. Bisogna inoltre fare attenzione alla possibile riduzione di efficacia di eventuali farmaci assunti in concomitanza (o poco prima o poco dopo) lo psillio. Si consiglia di assumere lo psillio almeno 1 ora prima o dopo l’assunzione di farmaci per via orale. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Non superare la dose giornaliera consigliata. Non assumere integratori di Psillio senza acqua. Se utilizzato per lunghi periodi di tempo e a dosi superiori a quelle consigliate, lo psillio può provocare flatulenza e gonfiore addominale. Nel complesso, la buccia di psillio è associata a pochissimi effetti collaterali. Nei primi giorni di trattamento sono possibili disagi intestinali, tra cui tensione addominale, meteorismo, gonfiore, flatulenza e crampi intestinali. Tuttavia, in generale, lo psillio è ben tollerato. È sconsigliato in caso di occlusioni intestinali, stenosi gastrointestinali, endometriosi e in alcune malattie croniche. Lo psillio è generalmente indicato per combattere la stipsi, poiché ricchi di mucillagini. A contatto con l'acqua, i semi si aprono, assorbono acqua e aumentano di volume. L'effetto emolliente e lubrificante rende efficace lo psillio per la stitichezza, oltre che utile in caso di emorroidi e ragadi anali. I lassativi di massa non vanno utilizzati in presenza di stenosi esofagee o gastrointestinali, cioè in quei casi in cui la stipsi è dovuta ad un'ostruzione meccanica (cancro, infiammazione e ischemia cronica, endometriosi, ernie, neoplasie dell’ovaio o dell’utero). Cautela in presenza di megacolon tossico, per la sua capacità di alterare la motilità del colon. È importante infatti ricordare che gli integratori di fibre possono diminuire l’assorbimento di alcuni farmaci, di minerali (per esempio il litio) e di alcune vitamine. Se soffri di stitichezza e cerchi un lassativo naturale delicato, lo psillio ((Plantago psyllium) può essere la risposta giusta. Una volta ingerito con acqua, si gonfia formando un gel che ammorbidisce le feci e stimola il transito intestinale senza irritare. Come tutte le fibre, anche lo psillio va assunto con abbondante acqua: senza la giusta idratazione, infatti, può avere più rischi che benefici. In condizioni normali e con le corrette modalità d’uso, non provoca effetti indesiderati, ma negli anziani disidratati può ostacolare il transito intestinale. È sconsigliato in caso di occlusioni, stenosi gastrointestinali, diabete non controllato, endometriosi e altre patologie croniche. Attenzione anche alle interazioni con alcuni farmaci, come anticoagulanti, antidiabetici o integratori. In generale, è sempre meglio consultare il medico o il farmacista prima di aggiungere alla dieta quotidiana lo psillio per verificare se interferisca o meno con eventuali terapie farmacologiche in corso o con patologie preesistenti.
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Agar-Agar: Un'Alternativa Vegetale
L'agar-agar è un polisaccaride ottenuto da alghe rosse marine, utilizzato principalmente come addensante e gelificante nell'industria alimentare. Come lo psillio, anche l'agar-agar è una fonte di fibre solubili e può contribuire alla regolarità intestinale e a un senso di sazietà. Le sue proprietà gelificanti lo rendono utile in diverse preparazioni culinarie, ma può anche essere impiegato come integratore per favorire il transito intestinale. A differenza dello psillio, l'agar-agar non possiede le stesse proprietà prebiotiche o l'azione benefica sul colesterolo e sulla glicemia. Tuttavia, rappresenta un'ottima alternativa vegetale per chi cerca un aiuto naturale per la regolarità intestinale, specialmente in caso di intolleranze o allergie allo psillio.

Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Consultare il medico in caso di dolori al ventre di origine ignota o in caso di alterazioni dell’evacuazione che durano più di 2 settimane.
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