Le macchie scure sul viso sono una delle preoccupazioni più comuni, soprattutto quando compaiono improvvisamente o cambiano aspetto.
Le macchie scure della pelle, alla cui formazione molto contribuisce l'esposizione al sole, soprattutto se prolungata e incontrollata, sono molto comuni.
Chi pensa che siano prerogativa di chi è ormai più in là con gli anni, si sbaglia: oggi sempre più spesso si vedono sul volto di persone ancora giovani.
Le macchie scure sul viso sono un inestetismo molto comune che colpisce donne e uomini di tutte le età.
Si manifestano come chiazze di colore marrone o grigiastro, localizzate soprattutto su fronte, guance, labbro superiore e mento.
Il loro impatto estetico può essere significativo, tanto da influire sull’autostima e sul benessere psicologico.
Cosa sono le Macchie Scure della Pelle?
Le macchie scure sono manifestazioni di iperpigmentazione cutanea, ovvero un aumento localizzato della melanina, il pigmento responsabile del colore della pelle.
La melanina è un pigmento bruno contenuto in speciali cellule della cute (melanociti).
La melanina è una sostanza fondamentale per la salute e la funzione della pelle umana, svolgendo ruoli cruciali sia nella protezione dagli effetti dannosi dei raggi solari che nell’apporto di pigmentazione alla cute.
Questo composto chimico, prodotto dai melanociti situati nell’epidermide, conferisce alla pelle il suo caratteristico colore e svolge un ruolo critico nella difesa dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti (UV) del sole.
La produzione di melanina è regolata da una complessa interazione tra fattori genetici, ormonali e ambientali, compresi l’esposizione al sole, l’età e la salute generale della pelle.
La funzione primaria della melanina è quella di assorbire e dissipare l’energia dei raggi UV, agendo così come uno scudo naturale contro i danni causati dalla radiazione solare.
In risposta all’esposizione alla luce solare, i melanociti aumentano la produzione di melanina per proteggere la pelle dagli effetti dannosi dei raggi UV, riducendo il rischio di danni cellulari, scottature e persino lo sviluppo di tumori cutanei, come il melanoma.
Questa risposta fisiologica è il motivo per cui la pelle tende a scurirsi o ad abbronzarsi dopo l’esposizione al sole, un meccanismo di difesa naturale per ridurre ulteriormente l’assorbimento dei raggi UV e proteggere i tessuti sottostanti.
La melanina non è uniformemente distribuita nella pelle umana, e la sua quantità e distribuzione variano notevolmente tra individui di diversi gruppi etnici e con diversi tipi di pelle.
Ad esempio, le persone con pelle più scura tendono ad avere una maggiore concentrazione di melanina rispetto a quelle con pelle più chiara, offrendo loro una maggiore protezione naturale contro i danni solari.
Resta il fatto che anche se la melanina offre una certa protezione, nessun tipo di pelle è immune ai danni causati dai raggi UV, e l’eccessiva esposizione al sole può ancora portare a gravi conseguenze per la salute della pelle.
Oltre al suo ruolo protettivo contro i raggi UV, la melanina influisce anche sulla colorazione della pelle, dei capelli e degli occhi.
I diversi tipi di melanina - eumelanina e feomelanina - determinano la tonalità e l’intensità del colore della pelle e dei capelli.
La melanina si presenta in due forme: la feomelanina, che corrisponde ai colori dal giallo al rosso, e la eumelanina che va dal marrone scuro al nero.
La combinazione e la distribuzione di questi due tipi di melanina determinano la gamma completa di colori della pelle umana, che varia da tonalità molto chiare a tonalità molto scure.
La comprensione di queste due tipologie di melanina è cruciale per la dermatologia e la ricerca sulla salute della pelle, poiché influenzano non solo l’aspetto estetico, ma anche la risposta della pelle ai fattori ambientali e il rischio di sviluppare condizioni cutanee.
Le macchie scure nascono da e nei melanociti, cellule che producono pigmenti nello strato basale dell’epidermide.
Queste cellule reagiscono agli stimoli producendo troppa melanina.
Sia i melanociti sia il loro melanotopo giocano un ruolo chiave nella formazione, persistenza e ricomparsa delle macchie.
I raggi UV passano attraverso l’epidermide e stimolano le cellule responsabili della pigmentazione della pelle (melanociti).
Le macchie appaiono quando la produzione di melanina aumenta in modo anomalo e quando questa sovrapproduzione di melanina non è distribuita uniformemente sulla superficie della pelle.
Si accumula quindi in alcune zone e forma macchie antiestetiche.
Alterazioni patologiche dell’ipofisi e della corteccia surrenale possono provocare l’aumento o la diminuzione della sintesi della melanina con conseguente alterazione del colore della pelle.
I melanociti provengono embriologicamente dalla cresta neurale e durante la vita embrionale migrano non solo nella cute (strato basale, matrice del follicolo pilifero, derma), ma anche nelle mucose, nelle leptomeningi e nell’orecchio interno, nella retina e nel tratto uveale.
Questo è il motivo per cui in alcune sindromi caratterizzate da alterazioni pigmentarie, dovute ad un difetto dei melanociti, si possono ritrovare alterazioni a carico di altri organi.
I melanosomi possono essere chiari o scuri ad alto contenuto di melanina e questi ultimi sono quelli presenti in soggetti di pelle scura.
In un soggetto nero, i granuli di pigmento sono larghi e circondati individualmente da una membrana limitante, mentre nei caucasici i melanosomi sono più piccoli e impacchettati in unità multiple.
La cute delle popolazioni orientali presenta invece caratteristiche intermedie.
Il colore della pelle umana spesso si modifica anche in base al sesso.
Infatti, sembra che le donne in generale presentino una colorazione più chiara rispetto agli uomini.
La pelle chiara e quella scura presentano una diversa anatomia soprattutto nell’epidermide.
In considerazione di questo complesso sistema, i siti dove è possibile si realizzi una disfunzione sono molteplici e può avere origine un disordine della pigmentazione.
Oltre al suo ruolo protettivo contro i raggi UV, la melanina svolge anche altri ruoli biologici significativi.
Queste scoperte suggeriscono un ruolo più ampio e complesso della melanina nella fisiologia umana, oltre alla sua funzione ben nota di protezione solare.
Affermiamo pertanto che la melanina, oltre al suo ruolo predominante nella pigmentazione della pelle, dei capelli e degli occhi, svolge una serie di importanti funzioni biologiche che vanno oltre l’aspetto estetico.
Queste funzioni includono la protezione dai danni causati dai raggi ultravioletti (UV), la regolazione della temperatura corporea, la risposta immunitaria della pelle e persino il coinvolgimento nella cicatrizzazione delle ferite.
Esploriamo più nel dettaglio i diversi ruoli biologici della melanina:
- Protezione dai danni UV: La melanina è nota principalmente per il suo ruolo nella protezione della pelle dai danni causati dai raggi UV del sole. Assorbendo e dissipando l’energia dei raggi UV, la melanina agisce come uno scudo naturale, riducendo il rischio di danni cellulari, ustioni e lo sviluppo di tumori cutanei, inclusi il melanoma, il carcinoma basocellulare e il carcinoma spinocellulare.
- Regolazione della temperatura corporea: Studi recenti suggeriscono che la melanina possa svolgere un ruolo nella regolazione della temperatura corporea. La presenza di melanina nella pelle può influenzare la capacità del corpo di dissipare il calore, aiutando così a mantenere una temperatura corporea stabile. In particolare, le persone con una maggiore pigmentazione cutanea possono essere più adattate a condizioni climatiche calde e soleggiate.
- Risposta immunitaria della pelle: La melanina sembra influenzare la risposta immunitaria della pelle a vari agenti patogeni e stimoli esterni. Studi hanno dimostrato che la melanina può agire come un agente antimicrobico naturale, aiutando a proteggere la pelle dalle infezioni batteriche e fungine. Inoltre, la melanina può giocare un ruolo nella modulazione della risposta infiammatoria della pelle a lesioni e irritazioni.
- Cicatrizzazione delle ferite: Alcune ricerche suggeriscono che la melanina possa influenzare il processo di guarigione delle ferite cutanee. Si ipotizza che la melanina possa svolgere un ruolo nella modulazione della proliferazione cellulare, nella migrazione delle cellule e nella deposizione di collagene durante la cicatrizzazione delle ferite. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno il coinvolgimento della melanina in questo processo.
Pertanto e complessivamente, la melanina rappresenta una molecola polifunzionale che va ben oltre la sua funzione di pigmentazione della pelle.
La sua importanza nella protezione dai danni solari, nella regolazione termica, nella risposta immunitaria e nella cicatrizzazione delle ferite evidenzia la sua centralità nel mantenimento della salute e del funzionamento ottimale della pelle umana.
Ulteriori studi su questi ruoli biologici possono portare a una migliore comprensione della fisiologia cutanea e a nuovi approcci terapeutici per una vasta gamma di condizioni della pelle.
Riassumendo, la melanina rappresenta non solo un elemento chiave per la colorazione e la protezione della pelle umana, ma anche un composto molecolare che svolge una serie di funzioni biologiche vitali.
Il suo studio continua a suscitare interesse sia nella comunità scientifica che nella dermatologia clinica, poiché una comprensione più approfondita della melanina potrebbe portare a nuovi trattamenti e approcci per la protezione e il mantenimento della salute della pelle umana.

Cause delle Macchie Scure
Le origini dell’iperpigmentazione cutanea sono spesso multifattoriali e possono variare da persona a persona.
Comprendere le cause è essenziale per adottare le giuste misure preventive e scegliere i trattamenti più adatti.
Le cause più comuni includono:
- Esposizione solare non protetta: i raggi ultravioletti (UVA e UVB) stimolano i melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina.
- Invecchiamento cutaneo: con il passare del tempo, la pelle subisce modifiche strutturali e funzionali.
- Cosmetici e profumi fotosensibilizzanti: alcuni ingredienti contenuti in profumi, creme o oli essenziali possono rendere la pelle più sensibile alla luce solare.
- Cambiamenti ormonali: squilibri ormonali, tipici ad esempio durante la gravidanza o la menopausa, possono contribuire alla comparsa di macchie scure. La pillola contraccettiva e certi medicinali che alterano l'equilibrio ormonale del corpo possono causare la formazione di macchie scure dopo l'esposizione al sole.
- Predisposizione genetica: la genetica gioca un ruolo fondamentale nella produzione e nella distribuzione della melanina.
- Farmaci: alcuni farmaci possono causare iperpigmentazione come effetto collaterale.
- Infiammazioni cutanee o traumi: lesioni cutanee, acne o altre forme di infiammazione possono portare a iperpigmentazione post-infiammatoria.
Identificare la causa specifica delle macchie è il primo passo per intraprendere un percorso correttivo efficace.
Le persone che lavorano all'aperto (marinai, lavoratori nell'ambito delle costruzioni ...) tendono a sviluppare queste macchie prima di altri.
Inoltre, il rischio di iperpigmentazione aumenta con l'invecchiamento delle cellule e solitamente si verifica nelle zone più esposte al sole nel corso del tempo (viso, collo, mani ...).
I cambi ormonali che si manifestano durante la gravidanza o il consumo di contraccettivi orali possono essere responsabili dell' iperpigmentazione.
Si tratta di macchie situate nella parte superiore del viso, che arrivano al bordo del cuoio capelluto e diventano più pronunciate in estate.
Questa pigmentazione comune compare di frequente, anche se diminuisce o scompare definitivamente dopo che gli ormoni tornano alla normalità ( dopo il parto, per esempio).
Una pigmentazione residua può, tuttavia, rimanere per alcuni mesi se non anni.
Le disfunzioni della melanina possono derivare da una varietà di cause, che vanno da fattori genetici a influenze ambientali e condizioni mediche.
Ecco alcune delle cause più comuni associate alle disfunzioni della melanina:
- Predisposizione genetica: La genetica gioca un ruolo fondamentale nella produzione e nella distribuzione della melanina. Mutazioni genetiche che influenzano l’attività dei geni responsabili della produzione di melanina possono portare a disfunzioni della melanina. Ad esempio, nel caso dell’albinismo, le mutazioni genetiche possono interferire con la produzione di tirosinasi, un enzima coinvolto nella sintesi della melanina.
- Esposizione ai raggi UV: L’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (UV) del sole può influenzare la produzione e la distribuzione della melanina. Sebbene la melanina agisca come un meccanismo di difesa naturale contro i danni solari, l’esposizione prolungata e non protetta ai raggi UV può danneggiare i melanociti e interferire con il processo di produzione della melanina, portando a iper...
Le macchie scure sul viso si formano perché la melanina non ha una distribuzione uniforme e tende a creare macchie di colore diverso.
All'origine della comparsa delle macchie sul viso può esservi anche uno squilibrio ormonale, tipico ad esempio durante la gravidanza o la menopausa.
La comparsa di macchie sull’epidermide può essere legata ad alcune malattie da alterazione della melanina che causano discromie della superficie cutanea.
Tipi di Macchie Scure
Esistono diverse tipologie di macchie cutanee, ognuna con caratteristiche specifiche:
- Melasma: predilige le donne e si presenta soprattutto sul volto, sotto forma di macchie scure irregolari, che tendono a confluire e ad accentuarsi con l'esposizione al sole. Non sono ancora chiari i meccanismi che causano questa iperpigmentazione, ma diversi fattori, tra cui la predisposizione genetica, l'esposizione ai raggi solari o artificiali (lampade), i contraccettivi orali, la gravidanza e, più in generale, i cambiamenti ormonali, giocano un ruolo importante. Il melasma, spesso chiamato “maschera della gravidanza”, può essere influenzato da cambiamenti ormonali durante la gravidanza o l’assunzione di contraccettivi orali. Oltre all’esposizione al sole e agli squilibri ormonali, altri fattori come lo stress e l’uso di cosmetici irritanti possono contribuire allo sviluppo del melasma. Il trattamento può richiedere una combinazione di approcci, tra cui creme depigmentanti, peelings chimici e terapie laser.
- Lentigo solari (o senili): dette anche senili, perché più comuni negli anziani, sono macchie scure circoscritte della cute esposta ai raggi solari o alle lampade abbronzanti. Sono il risultato di un'eccessiva e incontrollata fotoesposizione. Oltre a essere più diffuse negli anziani, hanno una predilezione per chi ha un fototipo chiaro (I e II) e quindi una pelle più delicata. Le macchie o le lentiggini solari si formano a causa dell'esposizione diretta e prolungata e non adeguata ai raggi UV. Le cosiddette macchie di vecchiaia sono comuni a partire dai quarant'anni.
- Macchie post-infiammatorie: derivano da processi infiammatori cutanei come acne, eczemi o ferite.
- Efélidi (o lentiggini comuni): piccole macchie piatte di colore marrone chiaro, più evidenti dopo l'esposizione al sole.
- Nevi (nei): lesioni pigmentate che possono essere presenti dalla nascita o comparire nel tempo.
Le macchie scure sul viso sono una delle preoccupazioni più comuni, soprattutto quando compaiono improvvisamente o cambiano aspetto.
Nella maggior parte dei casi, queste macchie sono formazioni benigne legate a fattori come l’esposizione solare, i cambiamenti ormonali o l’invecchiamento cutaneo.
Tuttavia, è importante sottolineare che in una minoranza di casi, le macchie scure potrebbero rappresentare lesioni precancerose o, più raramente, melanomi, una forma aggressiva di tumore della pelle.
Segni come variazioni di colore, forma irregolare, bordi frastagliati o prurito persistente meritano un’attenzione particolare.
Le macchie scure possono comparire precocemente (alla nascita o nei primi mesi), oppure tardivamente.
Le precoci possono essere dovute a cause ereditarie (neurofibromatosi, incontinentiapigmenti, ecc.) o essere di natura nevica (macchia mongolica, nevo ipercromico, ecc.).
Le macchie scure a comparsa tardiva sono prevalentemente secondarie ad altre malattie, tipo le malattie bollose, o possono essere dovute a farmaci (eritema fisso da medicamento).
Le macchie scure inoltre possono essere caratterizzate dall’accumulo di pigmenti melanici (ipermelanosi melanotiche), oppure da un aumento dei melanociti (ipermelanosimelanocitiche) o ad accumulo di cellule neviche (lentiggini).
In entrambe l’accumulo di pigmento può avere sede epidermica o dermica.
L’esame con la luce di Wood può aiutare a svelare questa localizzazione (solo nei soggetti di razza bianca): le iperpigmentazioni di origine epidermica risultano accentuate, mentre quelle di origine dermica non aumentano di intensità.
Le chiazze caffellatte Sono macchie di colorito marrone chiaro, omogeneo, di forma per lo più ovalare, margini netti, di dimensioni variabili da 0,5 a 15 cm.
Possono essere presenti alla nascita o comparire nel corso dell’accrescimento.
Sono caratterizzate da un aumento del pigmento melanico nello strato basale dell’epidermide e da un aumentato numero di melanosomi nei cheratinociti.
In forma isolata non rivestono alcun significato patologico.
Chiazze caffellatte multiple possono ritrovarsi in varie sindromi: neurofibromatosi, sclerosi tuberosa, sindrome di Albright, sindrome di Silver Russel, sindrome di Bloom.
Una nuova sindrome detta di Legius (SL), a trasmissione dominante, si caratterizza per manifestazioni cutanee simili alla NF1 (macchie caffellatte, talvolta associate a lentiggini ascellari e inguinali), non presenta le altre manifestazioni tipiche della malattia.
L’analisi genetica ha confermato la presenza della mutazione a carico del gene SPRED1.
La SL non presenta le complicanze neoplastiche e ossee tipiche della NF1, né i noduli di Lisch, ma può presentare macrocefalia e disturbi neuro-comportamentali.
Nevo ipercromico è definito come un nevo per eccesso di pigmento melanico intraepidermico.
Viene notato dai genitori nei primi 3 anni di vita e in qualsiasi sede (tronco, arti inferiori e superiori, volto e collo) come una macchia scura pianeggiante di dimensioni variabili da pochi centimetri fino ad alcuni decimetri, con contorni frastagliati e irregolari.
Assume spesso una distribuzione lineare, interessando un segmento corporeo da un solo lato.
Quanto più è esteso, tanto più è precoce la sua comparsa.
Il nevo ipercromico può subire delle variazioni di colorito in rapporto con l’esposizione al sole.
La diagnosi differenziale più importante è con la chiazza caffellatte soprattutto per escludere la NF, con il nevo di Becker e con il nevo epidermico.
Nevo di Becker Si presenta come una chiazza scura iperpigmentata, con contorni irregolari, soprattutto nella regione scapolare.
Con l’accrescimento tende a ricoprirsi di peli ipertrofici di tipo terminale.
L’istologia depone per un amartoma organoide epidermico e pilare, in cui l’ipermelanosi costituisce un fenomeno secondario che rende visibile il nevo solo tardivamente.
Colpisce i maschi con una frequenza 5 volte superiore a quella delle femmine.
La causa etiopatogenetica è sconosciuta, ma la prevalenza nel sesso maschile, l’esordio alla pubertà e l’ipertricosi acquisita suggeriscono una iperplasia androgeno-mediata.

Incontinentia pigmenti È una malattia che si manifesta in quattro fasi con lesioni infiammatorie (eritemato-vescicolari), verrucose e pigmentarie con caratteristica distribuzione lineare a mosaico.
Si trasmette in maniera dominante legata al cromosoma X ed è letale nel maschio.
La distribuzione delle lesioni segue le linee di Blaschko, che assumono un aspetto a V in sede vertebrale, ad S sulle regioni laterali e anteriori del tronco, lineari lungo gli arti.
Le linee di Blaschko si evidenziano perché una striscia di cute interessata si alterna con una striscia di cute sana conferendo un aspetto a “mosaico “, dovuto ad un mosaicismo cellulare.
Le lesioni cutanee si possono associare a lesioni del sistema nervoso (ritardo mentale, convulsioni, diplegia), difetti oculari, difetti dentali, anomalie scheletriche e distrofie ungueali.
La diagnosi di Incontinentia pigmenti si basa sui risultati clinici e test di genetica molecolare del gene IKBKG (precedentemente NEMO), un gene che è responsabile della produzione di una proteina che aiuta a proteggere le cellule dall’apoptosi.
Lentiggini Sono lesioni pigmentate molto comuni che possono essere presenti alla nascita o comparire nei primi anni di vita.
Hanno un diametro di 1-2 millimetri e sono dovute ad un allungamento delle creste epidermiche e ad un aumento dei melanociti dello strato basale.
Non sono influenzate dalla fotoesposizione (al contrario delle efelidi).
Talora aumentano improvvisamente in modo eruttivo.
Pazienti con numerose e diffuse lentiggini meritano un esame fisico completo e particolarmente del sistema cardiovascolare.
Alcune malattie ereditarie si associano a lentiggini con caratteristica distribuzione (sindrome di Peutz-Jeghers, sindrome di Leopard).
Melanocitosi dermiche: macchia mongolica...
Diagnosi e Trattamenti
Prima di mettere in atto qualsiasi contromisura, è fondamentale un'accurata diagnosi basata non solo sulla valutazione delle macchie, ma anche, quando opportuno, su ulteriori metodiche che permettono di definirne le caratteristiche per poter meglio indirizzare le terapie.
In particolare, tanto più va in profondità nella cute la macchia, tanto maggiore sarà la difficoltà a eliminarla.
Chi cerca macchie scure sul viso come toglierle dovrebbe affidarsi a un centro medico con esperienza, in grado di effettuare una corretta diagnosi e proporre trattamenti ad alta tecnologia.
Presso la Clinica Pallaoro, i protocolli di trattamento si basano su tecnologie laser di ultima generazione, in grado di agire con precisione, efficacia e sicurezza.
I cardini della terapia sono prodotti depigmentanti locali, sempre abbinati a prodotti solari protettivi, preparati che favoriscono l'esfoliazione della cute, peeling chimici, crioterapia (per le lentigo solari) nonché laser specifici e luce pulsata.
A seconda dei casi, poi, si possono abbinare tra loro più trattamenti.
Molti pazienti chiedono come togliere macchie scure sul viso o cercano una crema per macchie scure sul viso.
Tuttavia, da sole non sono sufficienti per eliminare completamente l’iperpigmentazione profonda.
Presso l’Isituto Dermacademy di Pisa, guidato dal Dr.Menchini, è possibile richiedere la visita di un dermatologo specializzato che saprà valutare la situazione attraverso l’utilizzo di apparecchiature avanzate di ultima generazione.
I trattamenti laser più efficaci includono:
- Laser frazionato non ablativo: questo dispositivo stimola i naturali processi di rigenerazione della pelle, agendo in profondità senza compromettere gli strati superficiali. È particolarmente indicato per il trattamento di melasma, cloasma e discromie diffuse.
- Laser Picosecond Nd:YAG: grazie alla tecnologia a impulsi ultra-brevi, questo laser è in grado di frammentare selettivamente i depositi di melanina responsabili delle macchie. È ideale per lentigo solari, macchie da invecchiamento e iperpigmentazioni circoscritte.
Entrambi i trattamenti sono personalizzabili in base alle caratteristiche della pelle e alle esigenze del paziente.
La procedura è generalmente ben tollerata, non invasiva e non richiede tempi di inattività significativi.
Il trattamento laser è ben tollerato e può essere accompagnato da una sensazione di lieve bruciore.
Oggi la tecnologia mette a disposizione dei trattamenti mirati per ogni problema estetico e dermatologico.
Ad oggi esistono trattamenti laser che possono trattare con successo queste tipologie di macchie, ma è fondamentale trattare sempre la pelle con rispetto e cure.
Presso lo Studio medico Colombo è possibile richiedere una visita medica specialistica per indagare nel problema e adottare la soluzione migliore.

Prevenzione
Per evitare la formazione di nuove macchie sono fondamentali alcuni accorgimenti, a partire dalla protezione delle pelle dai raggi solari.
È fondamentale l'uso quotidiano di una protezione solare ad ampio spettro con un alto fattore di protezione (SPF 50+), anche nelle giornate nuvolose o durante i mesi invernali.
Evitare l'esposizione prolungata al sole nelle ore centrali della giornata, quando i raggi UV sono più intensi.
Indossare abbigliamento protettivo, come cappelli a tesa larga e occhiali da sole, quando si è all'aperto.
Evitare l'uso di lampade abbronzanti, che emettono raggi UV dannosi per la pelle.
Mantenere una corretta routine di cura della pelle, utilizzando prodotti delicati e idratanti.
Il mantenimento dei risultati ottenuti è altrettanto fondamentale.
Una corretta routine domiciliare, l’applicazione costante di protezione solare ad ampio spettro e, se indicato, l’uso di creme depigmentanti mirate aiutano a prevenire la ricomparsa delle macchie.
In molti casi, è consigliata una seduta di mantenimento annuale per consolidare gli effetti a lungo termine.
Come ridurre e prevenire le macchie cutanee da iper pigmentazione
Il miglioramento delle macchie scure sul viso dipende da molteplici fattori: la causa scatenante, la profondità dell’accumulo di melanina, il tipo di pelle del paziente e naturalmente il trattamento scelto.
Nel caso di melasma o iperpigmentazione profonda, il processo di schiaritura può richiedere più tempo, ma grazie all’efficacia delle tecnologie laser utilizzate presso la Clinica Pallaoro, anche le discromie più ostinate possono essere trattate con successo.
Sì, in caso di nuova esposizione solare senza protezione o di squilibri ormonali persistenti.
Alcuni trattamenti laser sono più indicati in autunno-inverno per evitare effetti rebound.
Sì, ma le modalità e i parametri variano a seconda del tipo di pelle.