L’uso di integratori alimentari è sempre più diffuso, spesso in associazione a terapie farmacologiche. Molti pazienti ritengono erroneamente che i rischi siano limitati ai soli farmaci "forti" prescritti dallo specialista, ma la realtà è che anche i prodotti da banco e gli integratori naturali possono interferire pesantemente con le terapie croniche. Gli integratori, così come certi cibi e bevande, sono in grado di influenzare il modo in cui i farmaci vengono assorbiti ed eliminati dall’organismo. Soprattutto quando sono assunti per un periodo prolungato, gli integratori possono comportare una maggiore concentrazione di farmaco nel sangue, aumentando di conseguenza il rischio di tossicità. Possono poi renderlo inefficace o al contrario potenziarne l’effetto, fino a produrre reazioni avverse.
Prima di iniziare la lettura di questo articolo ti ricordiamo che è fondamentale, se stai assumendo farmaci e integratori alimentari insieme, di chiedere sempre al tuo Medico di fiducia per scongiurare eventuali interazioni dannose. Gli integratori alimentari sono un prodotto sicuro, ma solo il tuo Medico può conoscere la tua storia clinica e sapere le eventuali interazioni di integratori rispetto al tuo piano di cura. Un’interazione si verifica quando una sostanza modifica l’effetto di un’altra, potenziandone la tossicità o, al contrario, annullandone l’efficacia terapeutica.
Negli ultimi anni sono aumentate le vendite di integratori alimentari, difatti si è registrato un aumento dell'8% su base annua e si stima che per il 2025 il fatturato sarà di circa 5 miliardi. La diffusione capillare degli integratori alimentari ha accresciuto il fenomeno della politerapia, che consiste nell'assunzione concomitante di farmaci e integratori, soprattutto nelle fasce più deboli come negli anziani e nei bambini. Le interazioni tra farmaci e integratori possono comportare degli effetti collaterali, quindi è sempre opportuno prestare attenzione e contattare il proprio medico di fiducia prima dell'assunzione. In questo articolo vedremo quali sono le interazioni da evitare e come assumere correttamente sia gli integratori che i farmaci.
Interazioni tra farmaci e integratori: come comportarsi
Gli integratori alimentari, nella maggior parte dei casi, vengono assunti per apportare alcune sostanze nutritive che l'organismo non produce a sufficienza come vitamine, antiossidanti, sali minerali ma anche per favorire la perdita di peso, rafforzare il sistema immunitario o prevenire i malanni di stagione. Per assumere gli integratori alimentari non è necessaria nessuna prescrizione medica, inoltre la quasi totalità dei prodotti non presenta controindicazioni e si consiglia solo di rispettare le dosi indicate nel foglietto illustrativo. Prendere gli integratori è sicuro, sempre se non si soffre di particolari patologie o si rispetta la posologia, ma la situazione può cambiare se insieme si assumono anche dei farmaci, perché l'interazione tra i due prodotti potrebbe provocare delle controindicazioni. Il consiglio è di contattare il medico di fiducia prima di assumere degli integratori alimentari se si soffre di malattie croniche, si hanno problemi cardiovascolari o allergie e se si è in gravidanza, evitando così qualsiasi tipo di controindicazioni. Tale raccomandazione è ancora più importante se si stanno assumendo dei farmaci, anche se si tratta di semplici antinfiammatori o analgesici da banco. Un altro suggerimento è di leggere attentamente il foglietto illustrativo sia delle medicine che degli integratori, dove nella sezione "interazione con altri farmaci" si specificano quali principi attivi non è assolutamente opportuno assumere in concomitanza.
È necessario controllare sempre sul foglietto illustrativo dei farmaci quali sono le interazioni (purtroppo non esaustive) con alimenti, bevande e integratori, in modo da minimizzare i rischi. Nella formulazione di un prodotto, inoltre, l’azienda produttrice tiene sempre presente i limiti massimi di apporto giornaliero, soprattutto per quanto riguarda vitamine e minerali, e modula la posologia anche sulla base di questi. Quello che il produttore non può prevedere è la concomitante assunzione di altri integratori a base dei medesimi componenti. Quando consigliamo un’associazione è bene quindi fare una verifica che la somma dei quantitativi di un ingrediente presente in entrambi gli integratori non superi il limite giornaliero consigliato. Infine consigliamo di distanziare l’assunzione tra integratori e farmaci di qualche ora (indicativamente 2 ore). Questo consiglio diventa fondamentale in presenza di sostanze che interferiscono in modo importante con l’assorbimento.
Per minimizzare i rischi legati alla polifarmacoterapia, la regola d’oro è la centralizzazione delle informazioni. Il medico di medicina generale deve essere sempre informato su ogni sostanza assunta, inclusi vitamine, tisane e integratori alimentari. Un consiglio pratico di grande efficacia è la creazione di una “lista attiva dei farmaci”, un documento sempre aggiornato che riporti il nome del principio attivo, il dosaggio e l’orario di assunzione. Questa lista deve essere mostrata a ogni visita specialistica o in caso di accesso al pronto soccorso. Inoltre, è opportuno evitare l’automedicazione per sintomi nuovi che insorgono durante una terapia cronica, poiché potrebbero non essere nuovi disturbi, ma effetti collaterali del “mix” in corso. Infine, non bisogna mai sottovalutare il ruolo del farmacista: consultarlo prima di acquistare un prodotto da banco è un passaggio essenziale per verificare che non vi siano incompatibilità macroscopiche con il proprio piano terapeutico abituale.
Quando non prendere gli integratori?
Come abbiamo specificato in precedenza, gli integratori alimentari possono essere presi per diversi motivi, ma non sempre è necessario assumerli, bisogna prima valutare con attenzione se possono apportare dei benefici al proprio stato di salute. Se si è sani, non si soffre di nessuna malattia e non si hanno carenze nutrizionali, allora è meglio evitare di prendere qualsiasi tipo di integratore. Le donne incinte possono sicuramente assumere gli integratori, soprattutto a base di sali minerali, ma solo previa indicazione medica e seguendo correttamente la posologia indicata. Per i soggetti che soffrono di malattie croniche, è valido lo stesso discorso, sarà il medico a indicare gli integratori da assumere o se invece è necessario seguire solo un trattamento farmacologico, soprattutto se si hanno patologie dell’apparato gastrointestinale o si è pazienti oncologici.
Antibiotici e integratori: si possono assumere insieme?
Molte persone si chiedono se sia opportuno continuare a prendere gli integratori anche se si sta iniziando una terapia antibiotica, ma a questa domanda non vi è una risposta univoca. Secondo gli esperti, gli integratori possono essere assunti in concomitanza con gli antibiotici senza compromettere l'efficacia della terapia e non comportano controindicazioni, ma è sempre opportuno prendere anche un gastroprotettore. Gli unici integratori che possono compromettere l'efficacia degli antibiotici sono quelli che contengono zinco, anche se dipende dalla modalità di assunzione. Ad esempio, se si assume dello zinco subito prima di prendere l'antibiotico, allora il secondo potrebbe diminuire la sua azione. Per quanto riguarda invece i probiotici, i medici consigliano di interrompere l'assunzione quando si segue una terapia antibiotica perché i batteri probiotici potrebbero essere distrutti subito dall'antibiotico.

Interazioni tra anticoagulanti e integratori
Una recente indagine scientifica ha confermato che potrebbero esserci degli effetti collaterali se si assumono contemporaneamente dei farmaci anticoagulanti e alcuni tipi di integratori alimentari. I soggetti che seguono un trattamento con anticoagulanti orali dovrebbero evitare di assumere gli integratori, perché potrebbero aumentare l'efficacia della terapia o al contrario non avere efficacia. Gli studi condotti si sono concentrati su un farmaco anticoagulante in particolare, il warfarin e se si presentano delle controindicazioni in concomitanza con l'assunzione di integratori. Se si assumono prodotti che contengono Iperico (Erba di San Giovanni) si può aumentare il rischio di tromboembolie o limitare l'efficacia del warfarin. Vi sono altri integratori alle erbe che possono interferire con gli anticoagulanti come quelli a basi di rhodiola, cardo mariano, liquirizia, ginseng e ginkgo e causare sanguinamento improvviso ed eccessivo. Per non correre rischi, chi assume anticoagulanti deve sempre consultare un medico prima di procedere con l'assunzione di integratori che contengono le erbe sopraindicate.
Effetti collaterali se si combinano FANS e alcuni integratori
Gli integratori alimentari sono diffusi quasi quanto i FANS (antinfiammatori non steroidei), dei farmaci da banco che vengono usati per curare alcuni disturbi comuni come mal di testa, nausea, dolori muscolari, febbre, ecc. È opportuno sottolineare che la maggior parte degli integratori alimentari possono essere assunti in concomitanza con i FANS, senza che vi siano controindicazioni. Ad esempio, se si assume con regolarità il farmaco OKI e al contempo si prendono degli integratori alimentari per una carenza di vitamine o sali minerali non si presenteranno effetti collaterali, così come il discorso è valido per altri FANS come l'Aspirina, il VivinC, il Moment, il Brufen, il Dicoflenac e tanti altri. Le uniche interazioni che possono causare effetti collaterali tra FANS e integratori riguardano quei prodotti che contengono Ginkgo o Ginseng, due piante che vengono usate soprattutto per migliorare le performance fisiche e cerebrali. In questo specifico caso, l'interazione tra FANS e integratori a base di Ginseng o Ginkgo potrebbero provocare dei sanguinamenti improvvisi, quindi il nostro consiglio è di assumerli solo quando non si prendono altri farmaci.
Che cosa non prendere insieme al magnesio?
Il magnesio è un minerale utile al benessere e alla salute dell'organismo e che viene utilizzato soprattutto per ridurre la stanchezza fisica e mentale, ma anche per regolarizzare le funzionalità del sistema nervoso. In commercio si possono trovare integratori alimentari che contengono esclusivamente magnesio e che vengono soprattutto prescritti quando vi è una carenza di questo minerale, mentre altri possono essere dei multivitaminici che prevedono una limitata quantità di magnesio. Se si assume il magnesio per una carenza nutrizionale, si consiglia di evitare interazioni con alcune categorie di farmaci come anticoagulanti, diuretici e anestetici, che potrebbero provocare dei danni collaterali. Il magnesio deve essere evitato anche se si assumono farmaci per la cura dell'osteoporosi, perché potrebbero depotenziarne l'effetto dei cosiddetti "bifosfonati". Quando viene diagnosticato il reflusso acido o le ulcere peptiche si dovrebbe limitare o addirittura evitare l'assunzione di integratori a base di magnesio, limitando così gli effetti collaterali.
Altre interazioni tra farmaci e integratori
Per completare il discorso riguardo le interazioni tra integratori e farmaci, bisogna parlare anche di altri principi attivi che possono interferire con l'azione del trattamento farmacologico. La liquirizia che è presente in molti prodotti naturali può interferire con diversi tipi di farmaci: chemioterapici, corticosteroidi, diuretici e anticoagulanti, soprattutto se viene assunta in grandi quantità o per molti mesi. Insieme alla liquirizia, vi è un altro principio attivo molto comune negli integratori alimentari che può inibire l'efficacia dei farmaci, stiamo parlando della melatonina, che è usata per l'insonnia o per favorire il rilassamento. La melatonina può ridurre l'efficacia dei farmaci antiepilettici, così come può provocare degli effetti collaterali se combinata con medicine per curare i disturbi dell'umore o con gli anticoagulanti.
L'iperico, che abbiamo già menzionato in precedenza, può interagire anche con i contraccettivi orali, riducendone l'efficacia, quindi deve essere sospesa l'assunzione nel caso in cui si assume la pillola. Il Ministero della Salute si sta attivando per promuovere studi riguardanti le interazioni tra integratori e farmaci, perché le politerapie sono sempre più diffuse e non si desidera fornire ai cittadini guide complete ed esaustive in grado di tutelare la loro salute. Se ricercate online delle notizie riguardanti le interazioni tra farmaci e integratori, vi raccomandiamo di scegliere fonti attendibili e verificate, perché potreste trovare informazioni non veritiere e non confermate.
Interazione tra farmaci e integratori
Tabella delle interazioni tra integratori e farmaci
| Integratore | Farmaco/Classe di farmaci | Possibile Interazione |
|---|---|---|
| Ashwagandha | Ormoni tiroidei | Può aumentare i livelli degli ormoni tiroidei |
| Ashwagandha | Farmaci iperglicemizzanti | Può ridurre la glicemia a livelli non sicuri |
| Ashwagandha | Farmaci antipertensivi | Può aumentare l'effetto antipertensivo e di riduzione della pressione arteriosa |
| Ashwagandha | Farmaci immunosoppressori | Può interferire con i farmaci che sopprimono la funzione immunitaria |
| Ashwagandha | Sedativi | Può portare a eccessiva sonnolenza |
| Astragalo | Immunosoppressori | Può stimolare il sistema immunitario e quindi diminuire l'efficacia dei farmaci che sopprimono il sistema immunitario |
| Astragalo | Litio | Può ridurre l'escrezione del litio causando un aumento dei livelli ematici e possibili gravi effetti avversi |
| Bacopa | Farmaci anticolinergici o farmaci che possono aumentare l'acetilcolina | Può diminuire l'effetto dei farmaci anticolinergici o aumentare gli effetti avversi dei farmaci colinergici |
| Bacopa | Ormoni tiroidei | Può aumentare i livelli degli ormoni tiroidei |
| Bacopa | Farmaci metabolizzati dal sistema del citocromo P450 | Può aumentare il rischio di sanguinamento o abbassare la pressione arteriosa con i calcio-antagonisti o causare sedazione con farmaci anticonvulsivanti |
| Cannabidiolo (CBD) | Sedativi e antidepressivi | Può aumentare l'effetto di questi farmaci e rendere le persone troppo sonnolente |
| Cannabidiolo (CBD) | Paracetamolo e acido valproico | Può aumentare la possibilità di danno epatico |
| Cannabidiolo (CBD) | Anticonvulsivanti | Può aumentare l'effetto di questi farmaci e può aumentare gli effetti avversi |
| Cannabidiolo (CBD) | Litio | Può aumentare la tossicità del litio |
| Camomilla | Barbiturici e altri sedativi | Può potenziare o prolungare gli effetti dei sedativi |
| Camomilla | Integratori di ferro | Può ridurre l'assorbimento di ferro |
| Camomilla | Warfarin | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Camomilla | Farmaci con effetti estrogenici | Può interferire con gli effetti estrogenici di questi farmaci |
| Camomilla | Ciclosporina | Può aumentare le concentrazioni sieriche di ciclosporina |
| Cromo | Insulina, sulfoniluree | Può abbassare la glicemia |
| Cromo | Terapia sostitutiva tiroidea | Può ridurre i livelli sierici di levotiroxina |
| Coenzima Q10 | Warfarin | Può diminuire la risposta al warfarin |
| Coenzima Q10 | Antipertensivi | Può aumentare l'effetto antipertensivo e di riduzione della pressione arteriosa |
| Coenzima Q10 | Farmaci chemioterapici | Può interferire con l'azione dei farmaci chemioterapici |
| Deidroepiandrosterone | Anticoagulanti | Aumenta il rischio di sanguinamento |
| Deidroepiandrosterone | Antidepressivi | Può innescare una mania |
| Deidroepiandrosterone | Farmaci con effetti anti-estrogenici | Può diminuire gli effetti anti-estrogenici |
| Deidroepiandrosterone | Triazolam | Può aumentare l'effetto sedativo |
| Deidroepiandrosterone | Vaccino BCG | Può ridurre l'efficacia del vaccino BCG |
| Efedra | Sostanze stimolanti | Aumenta gli effetti stimolanti di altri farmaci |
| Efedra | Inibitori della monoamino ossidasi | Può intensificare gli effetti di questi farmaci e aumentare il rischio di effetti avversi |
| Partenio | Farmaci contro l'emicrania | Possono incrementare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa |
| Partenio | Farmaci antiaggreganti piastrinici | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Partenio | FANS | Aumento del rischio di sanguinamento |
| Partenio | Warfarin | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Aglio | Antipertensivi | Può aumentare l'effetto antipertensivo e di riduzione della pressione arteriosa |
| Aglio | Farmaci antiaggreganti piastrinici | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Aglio | Isonicotinilidrazide | Può abbassare i livelli ematici |
| Aglio | Inibitori delle proteasi | Livello ematico ridotto dall'aglio |
| Aglio | Warfarin | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Aglio | Tacrolimus (orale) | Può aumentare i livelli ematici, forse abbastanza da danneggiare il fegato |
| Zenzero | Farmaci antiaggreganti piastrinici | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Zenzero | Warfarin | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Ginkgo | Anticonvulsivanti | Può ridurre l'efficacia degli anticonvulsivanti |
| Ginkgo | Antidepressivi | Può scatenare una sindrome serotoninergica |
| Ginkgo | Inibitori della monoamino ossidasi | Può intensificare gli effetti di questi farmaci e aumentare il rischio di effetti avversi |
| Ginkgo | FANS | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Ginkgo | Warfarin | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Ginseng | Farmaci antiperglicemici | Può intensificare gli effetti di questi farmaci, causando ipoglicemia |
| Ginseng | Aspirina e altri FANS | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Ginseng | I corticosteroidi | Può intensificare gli effetti avversi dei corticosteroidi o attenuare gli effetti immunosoppressivi |
| Ginseng | Digossina | Può aumentare i livelli di digossina |
| Ginseng | Estrogeni | Può intensificare gli effetti avversi degli estrogeni |
| Ginseng | Inibitori della monoamino ossidasi | Può causare cefalea, tremori ed episodi maniacali |
| Ginseng | Oppiacei | Possono ridurre l'efficacia degli oppioidi |
| Ginseng | Warfarin | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Idraste | Antipertensivi | Può aumentare gli effetti antipertensivi |
| Idraste | Ipoglicemizzanti | Può aumentare gli effetti ipoglicemici |
| Idraste | Warfarin ed eparina | Può aumentare gli effetti, aumentando il rischio di sanguinamento |
| Tè verde | Warfarin | Può ridurre l'efficacia del warfarin, aumentando il rischio di tromboembolismo |
| Basilico sacro | Ormoni tiroidei | Può ridurre l'efficacia dei farmaci ormonali tiroidei |
| Basilico sacro | Anticoagulanti e antiaggreganti | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Kava | Sedativi | Possono intensificare o prolungare gli effetti dei sedativi |
| Kava | Farmaci antiparkinsoniani | Può antagonizzare gli effetti della levodopa e peggiorare la malattia di Parkinson o ridurre il metabolismo del ropinirolo |
| Kava | Farmaci epatotossici | Può aumentare l'epatotossicità |
| Liquirizia | Antipertensivi | Può aumentare la ritenzione di acqua e sale e aumentare la pressione arteriosa |
| Liquirizia | Chemioterapici | Può diminuire gli effetti del paclitaxel e del cisplatino |
| Liquirizia | Corticosteroidi | Può aumentare gli effetti avversi dei corticosteroidi |
| Liquirizia | Digossina | Può diminuire i livelli di potassio, aumentando il rischio di tossicità per digossina |
| Liquirizia | Diuretici | Può aggravare gli effetti potassio-disperdenti o interferire con l'efficacia dei diuretici risparmiatori di potassio |
| Liquirizia | Inibitori della monoamino ossidasi | Può intensificare gli effetti di questi farmaci e aumentare il rischio di effetti avversi |
| Liquirizia | Warfarin | Può ridurre l'efficacia del warfarin |
| Melatonina | Anticoagulanti | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Melatonina | Anticonvulsivanti | Può ridurre l'efficacia dei farmaci anticonvulsivanti |
| Melatonina | Benzodiazepine | Può aumentare l'effetto sedativo |
| Melatonina | Metamfetamina | Può aumentare gli effetti avversi della metamfetamina |
| Cardo mariano | Farmaci antiperglicemici | Può intensificare gli effetti di questi farmaci, causando ipoglicemia |
| Cardo mariano | Inibitori delle proteasi | Può interferire con gli enzimi metabolizzanti, abbassando i livelli ematici |
| Cardo mariano | Sirolimus | Può ridurre la clearance del sirolimus |
| Cardo mariano | Warfarin | Può aumentare il rischio di sanguinamento |
| Rhodiola | Antidepressivi | Può causare una frequenza cardiaca rapida |
| Rhodiola | Anticoagulanti | Può aumentare i livelli ematici causando un aumentato rischio di sanguinamento |
| Rhodiola | Farmaci antinfiammatori | Aumento dei livelli ematici e possibili effetti avversi |
| Rhodiola | Immunosoppressori | Può ridurre l'efficacia degli immunosoppressori |
| Rhodiola | Farmaci antiperglicemici | Può ridurre la glicemia, innescando ipoglicemia |
| Rhodiola | Farmaci antipertensivi | Può ridurre ulteriormente la pressione arteriosa |
| S-Adenosyl-L-Methionine | Antidepressivi | Può aumentare i livelli della serotonina causando una sindrome serotoninergica |
| S-Adenosyl-L-Methionine | Levodopa | Può ridurre l'efficacia della levodopa |
| Serenoa repens | Antiaggreganti e anticoagulanti | Può aumentare gli effetti e può causare sanguinamento |
| Serenoa repens | Estrogeni (e altri prodotti) | Può ridurre l'efficacia degli estrogeni |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Ciclosporina e tacrolimus | Può ridurre i livelli, aumentando il rischio di rigetto di trapianti d'organo |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Digossina | Può ridurre il livello ematico, rendendola meno efficace |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Integratori di ferro | Può ridurre l'assorbimento di ferro |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Inibitori della monoamino ossidasi | Può incrementare gli effetti, causando possibili aumenti rilevanti di pressione arteriosa |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa | Aumenta il metabolismo di questi farmaci, riducendo la loro efficacia |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Contraccettivi orali | Aumenta il metabolismo di questi farmaci, riducendo la loro efficacia |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Ossicodone, metadone e tramadolo | Riduce le concentrazioni sieriche e gli effetti analgesici di questi farmaci |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Farmaci fotosensibilizzanti | Può aumentare la sensibilità al sole |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Inibitori della proteasi | Può ridurre il livello ematico, riducendo la loro efficacia |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina | Può aumentare gli effetti di questi farmaci |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Antidepressivi triciclici | Può aumentare gli effetti di questi farmaci |
| Erba di San Giovanni (iperico) | Warfarin e altri anticoagulanti | Può ridurre i livelli ematici, aumentando il rischio di tromboembolia |
| Valeriana | Sedativi | Può intensificare gli effetti dei sedativi |
| Zinco | Antibiotici | Può diminuire l'assorbimento e l'effetto degli antibiotici se assunti entro poche ore dallo zinco |
| Zinco | Cisplatino, penicillamina e inibitori della chelato integrasi | Può diminuire l'assorbimento e l'effetto |
Consigli utili per evitare effetti collaterali
Se si hanno dei dubbi riguardo un particolare integratore è preferibile chiedere un parere al proprio medico o cercare ulteriori informazioni sul web o presso farmacie e altri negozi specializzati. Se i vostri bambini stanno assumendo dei farmaci e pensate che abbiano una carenza nutrizionale o necessitano di alcuni integratori, evitate di farlo senza contattare prima il pediatra per scongiurare eventuali effetti collaterali. Chi assume benzodiazepine o farmaci antidepressivi deve sempre evitare la concomitanza con gli integratori, salvo se prescritti dal proprio medico. Gli effetti collaterali per chi assume questo particolare tipo di medicine potrebbero essere abbastanza gravi, soprattutto se si abbinano degli integratori a base di kava o rhodiola. Nonostante tra molti integratori e farmaci non vi siano abbastanza studi per confermare se possono esserci degli effetti collaterali, il nostro consiglio è di evitare di prenderli nello stesso momento, ma a distanza di almeno 2-3 ore e osservare con attenzione se si presentano dei sintomi non comuni.
In conclusione, assumere degli integratori e dei farmaci in concomitanza è quasi sempre sicuro e non provoca nessuna controindicazione, ma bisogna sempre fare attenzione e leggere il foglietto illustrativo. Nel caso di malati cronici o di anziani, meglio chiedere al proprio medico prima di assumere qualsiasi tipo di integratore, anche se si tratta di prodotti naturali.

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