Ginkgo Biloba: Proprietà, Benefici e Controindicazioni di un Antico Rimedio Naturale

Il Ginkgo Biloba è una delle piante medicinali più antiche e utilizzate al mondo, tanto da meritarsi il nome di “fossile vivente”: esistono prove della sua esistenza risalenti fino a 200 milioni di anni fa, con ritrovamenti in Europa e Nord America antecedenti all’era glaciale.

L'albero, facilmente riconoscibile per le sue foglie a ventaglio, è diffuso oggi in tutto il mondo, sia come pianta ornamentale che per scopi medicinali. Il Ginkgo Biloba viene dalla Cina e le sue origini risalgono a ben 250 milioni di anni fa. È il Ginkgo Biloba, un albero antichissimo, nonché unica specie sopravvissuta della famiglia delle Ginkgoaceae. Il Ginkgo Biloba è una delle piante più antiche presenti al mondo. Il Ginkgo Biloba è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Ginkgoaceae. Il nome “ginkgo” deriverebbe dal giapponese yin-kuo (“albicocca d’oro”), mentre “biloba” farebbe invece riferimento alla forma “a due lobi” delle foglie. Il nome, attribuitole da Linneo nel 1771, significa: “albicocca d’argento”. Il Ginkgo infatti appartiene alle gimnosperme: le piante in cui i semi non sono protetti dall’ovario. In Europa è arrivato nel XVIII secolo come pianta ornamentale, divenendo poi un ingrediente per gli integratori alimentari. Il Ginkgo Biloba è inoltre una pianta molto apprezzata anche dal punto di vista ornamentale, per abbellire parchi e giardini pubblici.

Albero di Ginkgo Biloba con foglie a ventaglio

Le foglie del Ginkgo biloba sono particolarmente larghe e bilobate, e tendono ad assumere un colore verde brillante in estate e giallo intenso in autunno. Le foglie, dalla caratteristica forma a ventaglio, sono la parte utilizzata a scopo terapeutico. Le foglie sono l’unica parte della pianta utilizzata negli integratori, e che possiamo consumare sotto forma di estratto. I benefici del ginkgo biloba per il cervello risiedono nel nome stesso della pianta. Biloba infatti indica la forma bilobata delle sue foglie, che sono appunto divise in due lobi proprio come il cervello!

Proprietà e Benefici del Ginkgo Biloba

Gli estratti e gli integratori del ginkgo biloba vengono apprezzati per le loro proprietà antiossidanti, dovute al contenuto di flavonoidi, e per l’azione vasoprotettiva che invece viene esercitata dai cosiddetti terpeni. Il ginkgo biloba è una pianta di origine cinese nota fin dall’antichità per le sue proprietà energetiche e antiossidanti. L’estratto delle foglie di ginkgo biloba è ricco di antiossidanti e vitamine che migliorano l’ossigenazione dei tessuti e la circolazione sanguigna. I polifenoli e i flavonoidi di questo antico albero contrastano la formazione di radicali liberi. L’estratto di semi, meno studiato, contiene invece sostanze che potrebbero aiutare a uccidere batteri e funghi patogeni. Più nel dettaglio, l'azione antiflogistica attribuita a questa pianta è ascrivibile ai ginkgolidi in essa contenuti. Alcuni studi hanno dimostrato che il ginkgolide B in particolare è in grado di inibire l'attività del PAF (fattore di attivazione piastrinico) attraverso l'antagonizzazione del suo recettore. L'attività antiossidante del ginkgo, invece, è imputabile ai flavonoidi e ai derivati terpenici (ginkgolidi e lattoni sesquiterpenici) in esso contenuti.

Supporto Cognitivo e Neuroprotettivo

Una parte importante degli studi condotti finora sulle proprietà del Ginkgo Biloba riguarda l’azione di “attivatore cognitivo”, rivolta sia a persone con problemi di memoria e concentrazione o con patologie più serie, come l’Alzheimer, sia a soggetti sani per aumentarne le performance cognitive. In generale, in base a quanto riportato da molteplici studi condotti sull’argomento, il Ginko sembrerebbe in grado di migliorare i problemi cognitivi in persone con disfunzioni lievi o moderate, così come in pazienti con sintomi iniziali di demenza - se usato a lungo termine, per almeno 6 mesi. Nell’ambito delle malattie neurodegenerative e nelle forme di demenza senile, un’attenzione particolare è stata rivolta alla malattia di Alzheimer e al possibile effetto dell’integrazione con Ginkgo Biloba, sia come supporto terapeutico che come metodo preventivo. In un recente lavoro di revisione pubblicato nel 2016, sono stati presi in esame 21 studi per un totale di 2608 pazienti con diagnosi di Alzheimer: l’integrazione di Ginkgo biloba alla terapia tradizionale ha mostrato un effetto superiore sulle performance cognitive, dopo 24 settimane di trattamento, rispetto alla terapia convenzionale da sola. L’effetto potenziale sarebbe effettivamente legato all’aumento del flusso sanguigno a livello cerebrale, che a sua volta migliorerebbe l’apporto di ossigeno e nutrienti. Per questo motivo possiamo trovarlo come ingrediente principale o secondario all’interno di numerosi integratori per anziani. È proprio questa azione sul sistema vascolare che rende il ginkgo biloba utile per supportare le funzioni cognitive, rallentare il decadimento mentale e migliorare la memoria e l’attenzione.

Schema del cervello umano con evidenziate aree legate alla memoria e concentrazione

Una revisione sistematica pubblicata nel 2013 riguardante 8 studi randomizzati controllati, condotti su pazienti con problemi di demenza, ha evidenziato un miglioramento significativo, seppur modesto, sulle funzioni cognitive e sulla capacità di svolgere le azioni quotidiane. Una revisione sistematica del 2011 ha evidenziato un effetto superiore al placebo da parte di un particolare estratto standardizzato di foglie di Ginkgo biloba (EGb 761®) sia per il trattamento degli acufeni come disturbo primario, sia quando gli stessi erano concomitanti a declino cognitivo o sintomi di demenza.

Miglioramento della Circolazione Sanguigna

Il Ginkgo biloba è noto per migliorare la circolazione sanguigna, sostenere le funzioni cognitive e proteggere dall’invecchiamento cellulare. Sembra che il Ginkgo Biloba abbia un effetto molto potente nei confronti della circolazione sanguigna. Le foglie di Ginkgo biloba contengono terpeni (ginkgolide B), biomolecole che bloccano la perossidazione lipidica (un complesso processo di ossidazione dei lipidi della parete arteriosa causato dai radicali liberi) implicata nell’aggregazione delle piastrine. Oltre alle funzioni cognitive, può essere utilizzato per: Contrastare alcuni disturbi della circolazione periferica, in particolare legati alla ritenzione idrica; Contrastare l’ansia lieve, gli acufeni, le vertigini e la sindrome premestruale. Non solo gli integratori per il microcircolo a base di Ginkgo biloba come il Venactum aiutano a contrastare il gonfiore e la pesantezza alle gambe. Altri, come il Vistaltop, possono risultare particolarmente utili per chi trascorre molte ore al computer, in quanto favoriscono la circolazione sanguigna, migliorando l’apporto di nutrienti e antiossidanti essenziali alle cellule oculari.

Il Ginkgo biloba viene utilizzato all’interno degli integratori per anziani e per contrastare i disturbi della circolazione, tuttavia può provocare diverse controindicazioni. Il Ginkgo biloba può essere utilizzato per il trattamento di diversi disturbi, fra cui ricordiamo: deterioramento mentale, aterosclerosi e sue manifestazioni (prevenzione e cura), arteriopatie obliteranti degli arti inferiori, cerebrovasculopatie, cardiopatia ischemica, malattia di Raynaud, vasculiti, insufficienza vertebrobasilare, acufeni e sindromi vertiginose in genere, microangiopatia diabetica, ipertensione arteriosa e retinopatie.

Per quel che riguarda le vertigini, uno studio ha dimostrato che l'estratto di ginkgo è in grado di ridurre l'intensità, la durata e la frequenza degli attacchi vertiginosi. La claudicatio intermittens è un disturbo della deambulazione, spesso sintomo di una malattia occlusiva arteriosa periferica.

Altri Potenziali Benefici

Risultati interessanti, anche se ancora a livello preliminare, sono stati ottenuti in caso di alcune patologie del sistema visivo. L’effetto positivo potrebbe essere dovuto a molteplici meccanismi, che coinvolgono le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti del Ginkgo, la sua capacità di migliorare la circolazione a livello oculare e l’effetto protettivo nei confronti delle cellule gangliari della retina contro l’apoptosi (la morte cellulare programmata: fisiologicamente serve per eliminare le cellule vecchie e sostituirle con quelle nuove.

Un recente studio randomizzato controllato versus placebo su 85 partecipanti ha confermato i risultati di alcuni studi svolti in precedenza sulla capacità dell’estratto di Ginkgo di alleviare i disturbi sia fisici che psicologici caratteristici della sindrome premestruale, quando somministrato alla dose di 40 mg tre volte al giorno - dal 16mo giorno del ciclo fino al quinto giorno del ciclo successivo.

In uno studio condotto su 50 donne sofferenti di emicrania con aura, la somministrazione del preparato per 4 mesi ha portato a una riduzione degli episodi e dell’intensità del dolore. Stesso risultato in un altro studio analogo, condotto su 119 studenti sofferenti di emicrania: la somministrazione di Ginkgo, Coenzima Q10 e vitamina B per 3 mesi ha significativamente ridotto la frequenza degli episodi.

Alcune ricerche indicano che il Ginkgo Biloba può avere effetti positivi sull’umore, in particolare nei soggetti con ansia lieve o depressione lieve-moderata. Tuttavia in merito sono ancora in corso degli studi approfonditi, che non hanno ancora fornito risultati definitivi.

È utilizzato anche per alleviare sintomi come mani e piedi freddi, occhi stanchi e disturbi del microcircolo.

Ginkgo biloba: una pianta che stimola la circolazione celebrale

Come si Assume il Ginkgo Biloba

Il Ginkgo biloba si assume sotto forma di integratore, solitamente in capsule, compresse o gocce contenenti estratti delle foglie. Il Ginkgo biloba si trova in erboristeria e in farmacia sotto forma di tavolette o capsule. Generalmente, l’integratore di ginkgo biloba si assume una o due volte al giorno per via orale, preferibilmente lontano dai pasti. Il Ginkgo viene generalmente assunto al mattino o a pranzo, per evitare eventuali effetti stimolanti che potrebbero interferire con il sonno. È tuttavia importante attenersi scrupolosamente alle indicazioni riportate in etichetta, senza superare le dosi consigliate. Il dosaggio più studiato nei trial clinici è quello di 120-240 mg di estratto standardizzato al giorno, suddiviso in due somministrazioni. A titolo indicativo, per trattare le vertigini e gli acufeni sopra menzionati, la dose solitamente consigliata è di 120 mg di estratto di ginkgo al giorno, da assumersi in 2-3 dosi frazionate. Quando si utilizzano preparazioni a base di ginkgo, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di principi attivi contenuta.

L’estratto di ginkgo biloba può potenzialmente rappresentare un supporto per la salute, ma solo purché inserito all’interno di una dieta equilibrata e uno stile di vita sano. Va tuttavia sempre ricordato che la “mera” assunzione di un integratore non può in alcun modo sostituire uno stile di vita sano.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Nonostante le sue proprietà benefiche e rigeneranti, il ginkgo biloba ha delle controindicazioni. Tuttavia, anche il Ginkgo biloba non è esente da controindicazioni e rischi. L’assunzione di ginkgo biloba non è, purtroppo, priva di controindicazioni. Il Ginkgo biloba è sconsigliato per donne in gravidanza o in allattamento, persone con disturbi della coagulazione, pazienti con epilessia o chi sta pianificando un intervento chirurgico.

Gli effetti collaterali più comuni sono lievi, e comprendono: Mal di testa; Disturbi gastrointestinali; Capogiri; Costipazione; Diarrea; Gonfiore; Flatulenza; Reazioni cutanee dolorose o pruriginose. In base agli studi pubblicati sinora, il Ginkgo ai dosaggi raccomandati risulta ben tollerato e privo di effetti collaterali indesiderati. Gli effetti collaterali comuni includono nausea, mal di testa, vertigini e problemi gastrointestinali. Ad alti dosaggi, o per l'impiego di estratti non purificati da acidi ginkgolici, dopo l'assunzione del ginkgo si possono lamentare disturbi a carico dell'apparato digerente, come nausea, vomito, diarrea.

Ad essere maggiormente pericolosa è, piuttosto, l’ingestione dei frutti o dei semi può essere pericolosa, a causa della presenza della cosiddetta ginkgotossina. In questi casi le reazioni vanno dalle convulsioni alla perdita di coscienza, fino allo shock anafilattico. È molto importante ricordare che sia i frutti, sia i semi del Ginkgo biloba sono tossici e, per questa ragione, non devono essere ingeriti in alcun caso. Tuttavia, in questo senso gli integratori alimentari sono considerati sicuri, poiché non prodotti a partire dai frutti e dai semi.

Interazioni Farmacologiche

Il Ginkgo biloba può interagire con numerosi farmaci, come anticoagulanti e antiaggreganti, aumentando i rischi di emorragie o riducendo l’efficacia dei trattamenti. Il Ginkgo può interagire con numerosi farmaci. In caso di terapia non deve essere associato a farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, a prodotti a base di aglio o di salice perché potrebbe aumentare il rischio di lesioni gastriche. Ma è da evitare anche in concomitanza con aspirina o cardioaspirina. Il Ginkgo può, infine, interferire con l’azione numerosi farmaci tra cui: Anticoagulanti; Antiaggreganti; Antidepressivi; Antinfiammatori e altri. È quindi fondamentale informare il proprio medico prima di iniziare l’assunzione.

Avvertenze Speciali

Per la stessa ragione è consigliabile evitarne l’assunzione nelle due settimane che precedono un intervento chirurgico. L’assunzione di integratori di ginkgo biloba va inoltre evitata in caso di: Gravidanza; Allattamento; Disturbi della coagulazione; Interventi chirurgici - in questi casi l’assunzione va sospesa per almeno due settimane prima dell’operazione. La pianta è da evitare assolutamente in caso di gravidanza e durante l’allattamento. Inoltre, è sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento e ai bambini. Posso assumere il ginkgo biloba in gravidanza? No. L’assunzione di ginkgo biloba è sconsigliata durante la gravidanza e durante l’allattamento.

L’assunzione deve sempre essere valutata caso per caso da un medico, in quanto un uso errato dell’integratore, oppure un suo utilizzo in concomitanza con terapie farmacologiche potrebbe causare danni anche gravi. Questa mancanza di certezze scientifiche non riduce l’interesse per le sue potenzialità, ma invita alla cautela.

Il ginkgo viene anche sfruttato dalla medicina omeopatica. Nota bene: le applicazioni del ginkgo per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate.

Tabella riassuntiva dei benefici e delle controindicazioni del Ginkgo Biloba

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