L'allergia è un'alterata risposta del sistema immunitario che si manifesta con reazioni esagerate verso sostanze che abitualmente nel soggetto normale sono ben tollerate.
Secondo dati statistici recenti, in Italia gli allergici rappresenterebbero circa il 20% della popolazione, ed il fenomeno appare in crescita costante soprattutto tra i più giovani e le donne. L’Organizzazione Mondiale della Sanità colloca le allergie respiratorie - prime delle quali l’asma - al quarto posto tra le malattie croniche più diffuse a tutte le età. È un’ipotesi tutt’altro che campata in aria e deriva proprio dall’osservazione che la frequenza delle malattie allergiche è in continua crescita nelle società sviluppate e più civilizzate e nei ceti più evoluti. In pratica, il sistema immunitario, non avendo più occasione di attaccare virus, batteri e parassiti efficacemente combattuti dalle norme igieniche di prevenzione che progressivamente si sono andate consolidando nei Paesi sviluppati, potrebbe avere rivolto la propria attività contro sostanze che erano in precedenza ben tollerate come, ad esempio, gli acari della polvere o i pollini.
Alla nascita, il sistema immunitario non è ancora sviluppato, perché all’interno dell’utero materno il bambino non ha incontrato quasi nessun antigene. Il neonato acquisisce i primi microorganismi già nelle prime 48 ore dalla nascita. Lo sviluppo del sistema immunitario nei primi giorni di vita è fondamentale: fin dalla nascita, quindi, il microbiota intestinale del bambino può modulare le risposte immunologiche e antinfiammatorie e, pertanto, influenzare l’insorgere di sensibilizzazioni e allergie.
Sebbene le cause delle allergie non siano ancora completamente note, molti studi hanno dimostrato che l'equilibrio della flora batterica nell'intestino può influire sulla comparsa di allergie e sulla loro entità. I fermenti sono i cosiddetti “batteri buoni” che popolano il tratto intestinale e altri organi del corpo umano. Uno studio condotto nel 2015, ha esaminato gli effetti di un integratore di fermenti lattici su 22 pazienti con allergie stagionali. Un ulteriore ricerca portata avanti dal Children’s Hospital dell’Università di Monaco, ha evidenziato che i bambini cresciuti in campagna possiedono una flora batterica intestinale più popolata ed equilibrata rispetto ai bambini che vivono in città.
Cosa sono i probiotici e il loro ruolo nelle allergie
“Probiotico” è una parola che deriva dal greco e che significa “a favore della vita”. L’azione principale è senza dubbio quella che esercitano sull’intestino in quanto numerosi studi confermano che il 70% del sistema immunitario risiede proprio al suo interno. Un’alterazione dell’ecosistema intestinale contribuisce all’evoluzione e alla manifestazione di patologie allergiche. Asma, allergie alimentari e riniti allergiche legate soprattutto ad allergie stagionali ai pollini colpiscono sempre più individui con tali alterazioni. È quindi ipotizzabile intervenire sulle popolazioni batteriche con l’utilizzo di probiotici per prevenire e trattare le patologie allergiche.
Esistono, infatti, diversi studi clinici che hanno dimostrato un’efficacia clinica reale dei probiotici in alcune malattie allergiche. Molti di questi studi sono stati condotti in Finlandia dov’è stata dimostrata una concreta efficacia terapeutica di taluni probiotici nel trattamento della dermatite atopica e anche dell’allergia alimentare in età pediatrica. Questi studi controllati valutavano l’effetto preventivo, considerato fino all’età di due anni, di trattamenti con specifici Lactobacilli somministrati alla madre 2-4 settimane prima del parto e poi o alla madre se allattava o al lattante direttamente nella pappa per 6 mesi.
Una ricerca promossa in Gran Bretagna dall’Institute of Food Research di Norwich e pubblicata qualche anno fa su Clinical and Experimental Allergy, ha dimostrato l’azione benefica dei probiotici in soggetti adulti con riniti allergiche. La ricerca dell’istituto inglese ha analizzato l’andamento clinico su due gruppi di pazienti affetti da rinite allergica: uno dei due gruppi ha assunto regolarmente per 2 settimane un latte fermentato contenente fermenti probiotici. L’altro gruppo, invece, ha ricevuto solo un placebo. Naso che cola e occhi irritati sono alcuni tra i sintomi tipici delle allergie stagionali ai pollini: recenti ricerche hanno dimostrato che l’uso dei probiotici ha alleviato notevolmente tali sintomi, in particolare la combinazione di bifidobatteri e lattobacilli.

I probiotici si devono oggi chiamare con nome e cognome, definiti dalla selezione di singoli ceppi batterici. Ci sono evidenze validate che dimostrino scientificamente l’effetto protettivo dei probiotici verso la comparsa di allergie? Solo per fare un esempio, lo yogurt semplice può contenere specie di batteri (come, ad esempio, il Lactobacillus bulgaricus e/o lo Streptococcus thermophilus) che vengono distrutti dagli acidi gastrici. Il riferimento alla reattività alimentare e alla infiammazione da cibo arriva dal lavoro di Tang (3) che ha evidenziato che il recupero della tolleranza orale verso allergeni alimentari, anche nel caso di allergie gravi da shock anafilattico come quella dovuta alle noccioline americane è reso molto più agevole dalla somministrazione contemporanea di un probiotico. La rieducazione alla tolleranza, stimolata attraverso la graduale reintroduzione dell’alimento per mezzo di piccole dosi, è grandemente facilitata dalla contemporanea somministrazione di Lactobacillus rhamnosus. Anche Aitoro (4) ha documentato che questo ceppo riduce la sensibilizzazione alle proteine bovine, mentre una ricerca sudcoreana (5) ne ha precisato l’azione importante nella dermatite atopica, grazie alla capacità di ridurre anche il livello di Immunoglobuline E (IgE).
Recenti studi confermano che l’integrazione con fermenti lattici migliora le condizioni di vita dei soggetti allergici. In molti casi invece, i fermenti rappresentano una vera e propria forma di prevenzione nei confronti dello sviluppo della allergie. Nel caso specifico delle intolleranze alimentari, sono stati individuati alcuni ceppi di fermenti lattici specifici che possono ridurre i sintomi delle allergie alimentari.
Fermenti lattici negli alimenti e nei formaggi
Dottore mi può spiegare in termini semplici che cos’è l’allergia? E, in quanto soggetto allergico, è bene che io assuma prodotti utili a rinforzare il mio sistema immunitario? E quali dovrei scegliere e in quali periodo dell’anno sarebbe più opportuno prenderli? In quanto all’opportunità per un allergico di assumere prodotti di vario genere finalizzati a “rinforzare” il suo sistema immunitario, proprio la precedente definizione di allergia ne escluderebbe l’impiego, visto che il soggetto allergico di tutto può aver bisogno meno che di stimolare ulteriormente un sistema immunitario già di suo iper-reattivo.
E negli allergici vanno bene tutti i fermenti lattici o bisogna operare delle scelte specifiche? Se nell’ingrediente probiotico che si intende qualificare come “fermenti lattici”, aggiunto nella composizione di un formaggio, si è certi che non vi sia la presenza di sostanze in grado di nuocere ai soggetti allergici o intolleranti, i fermenti lattici di per sé non vanno considerati “allergeni”. Non si comprende la necessità di qualificare i fermenti lattici aggiunti nella composizione del formaggio come “autoctoni”, dicitura che può dare luogo a letture equivoche e poco comprensibili per il consumatore.
Infatti oltre ai prodotti reperibili in farmacia e parafarmacia molti alimenti contengono probiotici naturali quali yogurt, formaggi fermentati, the kombucha (bevanda fermentata a base tra l’altro di aceto di mele), miso (pasta fermentata ottenuta dai fagioli gialli), kefir (bevanda fermentata simile allo yogurt), crauti.
Lactobacillus reuteri e il suo impatto sui disturbi intestinali e la dermatite atopica
Il nostro lavoro mostra che i sintomi, quali il meteorismo e i disturbi gastro-intestinali nelle allergie o nelle intolleranze alimentari degli adulti, sono significativamente migliorati già dopo una settimana con il trattamento di dieta in associazione al probiotico Lactobacillus reuteri. Lo studio, nonostante risulti limitato nella numerosità della casistica, ha mostrato che il trattamento con il probiotico Lactobacillus reuteri ha un benefico effetto non solo sui disturbi gastrointestinali, ma sullo stato di salute generale dei soggetti trattati, apportando miglioramenti anche nella sintomatologia da dermatite atopica.

Dai 19 pazienti appartenenti al gruppo di trattamento con Lactobacillus reuteri, 17 (89%) hanno seguito la terapia completa assumendo regolarmente il probiotico per un mese, mentre 2 (11%) hanno seguito, per scelta solo la dieta con reintroduzioni. I due pazienti che hanno seguito la sola dieta-terapia hanno riferito di aver ottenuto miglioramenti dei disturbi intestinali, ma in modo non continuativo ed essere asintomatici solo se continuavano ad alimentarsi seguendo la dieta oligoanallergica. Nell'analisi finale al loro gruppo sono stati aggiunti i due pazienti che non hanno assunto Lactobacillus reuteri. Dei 13 pazienti con sintomatologia intestinale accompagnata da dermatite atopica 6 sono rientrati nel gruppo di trattamento e 7 nel gruppo di controllo.
Microbe Mania: gli spettacolari benefici di L. reuteri
Alcuni di essi mostravano positività a più allergeni alla volta (20/57), mentre alcuni sono risultati negativi a tutti i test (8/57).
