La Chlorella vulgaris è una microalga verde unicellulare d’acqua dolce appartenente al phylum Chlorophyta, considerata una delle prime forme vegetali comparse sul pianeta. Considerata un superfood, è spesso paragonata alla spirulina, con cui condivide alcune proprietà, ma si distingue per altre caratteristiche peculiari. La microalga ha una forma sferica dal diametro di 2-10 µm ed è priva di flagelli. Oltre alla deducibile presenza di cloroplasti ricchi di pigmenti fotosintetici, condivide diversi elementi con le cellule delle piante superiori. Chlorella vulgaris è un organismo mixotrofo, ovvero in grado di adottare sia un metabolismo autotrofo che eterotrofo o una loro combinazione. Chlorella vulgaris si riproduce per autosporulazione, la più comune forma di riproduzione asessuata delle alghe. Dalla cellula madre si formano quattro cellule figlie dotate di propria parete cellulare. Al termine della maturazione le quattro cellule figlie vengono liberate grazie alla disgregazione della parete cellulare materna i cui resti diverranno la fonte del loro nutrimento.
La clorella è una microalga che sta guadagnando sempre più attenzione nel campo della nutrizione, soprattutto per la sua capacità unica di favorire la disintossicazione dell’organismo. Considerata uno dei superfood più completi presenti in natura, è apprezzata non solo per il suo contenuto di nutrienti, ma anche per le sue proprietà chelanti, in particolare nei confronti dei metalli pesanti come mercurio, piombo, cadmio e arsenico. La clorella è un integratore naturale dalle numerose proprietà benefiche, utile per disintossicare l’organismo, rafforzare le difese immunitarie e sostenere le funzioni epatiche e intestinali. I benefici attribuiti alla clorella sono numerosi, e molti di essi sono stati oggetto di indagini cliniche o osservazionali.
A Cosa Serve la Clorella?
La clorella viene utilizzata per numerosi scopi, grazie al suo profilo nutrizionale e al suo potenziale detossificante. Tra le sue proprietà più affascinanti, la clorella si distingue per l’incredibile capacità di legare e facilitare l’eliminazione dei metalli pesanti e delle tossine ambientali, grazie a un meccanismo naturale e non invasivo. L’efficacia detossificante della clorella non dipende da un solo elemento, ma da un insieme sinergico di azioni che coinvolgono intestino, fegato, sistema antiossidante e metabolismo cellulare.
Principali Azioni della Chlorella Vulgaris
- Azione antiossidante e antinfiammatoria: Il ricco contenuto di clorofilla, carotenoidi (come la luteina), vitamina C, vitamina E e beta-carotene conferisce alla clorella una forte azione antiossidante. Questi composti contrastano i radicali liberi generati dai metalli tossici (come il mercurio e il piombo), proteggendo le membrane cellulari, i mitocondri e il DNA dal danno ossidativo.
- Supporto alla salute cardiovascolare: Il polisaccaride β1→3 glucano, presente nella clorella, è di rilevante importanza per la salute, in quanto svolge una funzione di contenimento dei livelli ematici di colesterolo e glucosio riducendo il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari.
- Azione detossificante: La parete cellulare della clorella, composta da strati di fibre indigeribili e polisaccaridi complessi, agisce come una spugna molecolare selettiva. Le sue strutture porose e cariche elettricamente attraggono e legano metalli pesanti, pesticidi e altre molecole tossiche presenti nel lume intestinale, impedendone l’assorbimento o il riassorbimento attraverso la mucosa. La clorella è in grado di aumentare i livelli intracellulari di glutatione, uno dei più potenti antiossidanti naturali prodotti dal nostro organismo. Il glutatione svolge un ruolo chiave nei processi di detossificazione epatica di fase II, legando tossine solubili e facilitandone l’eliminazione attraverso la bile o l’urina.

Chlorella Vulgaris e il Biorisanamento
Ad oggi, considerata la crescente necessità, le potenzialità biorisananti di Chlorella vulgaris sono oggetto di studi sempre più mirati ed approfonditi. Fra tutte le applicazioni in termini di biorisanamento, sicuramente risulta di maggiore interesse la sua capacità di mitigare gli effetti della CO2 nell’ambiente. Chlorella vulgaris è infatti in grado di tollerare elevati livelli di CO2 e di convertirla in O2 e biomassa. Un’incubazione della microalga ad un’intensità luminosa superiore a 50 μmol m-2 s-1 alla concentrazione di CO2 pari al 40% porta ad una conversione completa di questa in O2 nell’arco di 4-6 giorni. Inoltre, a queste condizioni la biomassa di Chlorella vulgaris risulta quadruplicata senza l’aggiunta di ulteriori input energetici nel sistema.
Oltre alla CO2, Chlorella vulgaris è in grado di sequestrare dall’ambiente grandi quantità di nutrienti e contaminanti, tra cui metalli pesanti e composti dell’azoto e del fosforo. Questo fa di Chlorella vulgaris una specie di spicco nei trattamenti delle acque di scarico, come acque reflue civili e industriali o effluenti zootecnici. Nel caso di acque di scarico trattate con Chlorella vulgaris, il contenuto di fosfati subisce una riduzione del 60% nei primi 10 giorni di trattamento e una riduzione dei nitrati dell’84%. Ciò rende questa microalga di rilevante importanza nel biorisanamento dei fertilizzanti.

Rimozione dei Metalli Pesanti
Chlorella vulgaris ha una notevole capacità di assorbimento di vari metalli pesanti tramite la tecnica del biosorbimento. Questo avviene perché nella parete cellulare della microalga sono presenti gruppi ossidrilici (-OH-). Questi gruppi rendono polare la cellulosa della parete cellulare che è in grado quindi di creare dei legami con gli ioni metallici e ad absorbirli, sequestrandoli dall’ambiente. A questo punto Chlorella vulgaris attua il processo della detossificazione, dove i metalli pesanti sono convertiti in forme non tossiche. Un’alternativa alla detossificazione è l’isolamento di questi metalli in modo che non interferiscano col metabolismo cellulare. Questo è dato dalla formazione di complessi metallo-proteine in grado di accumularsi nei vacuoli. Fra queste proteine le più presenti, in generale nelle microalghe, sono le metallotioneine e le fitochelatine.
Tra tutti i metalli pesanti, il mercurio rappresenta uno dei più pericolosi e al tempo stesso più studiati in relazione alla clorella. La clorella è stata ampiamente utilizzata in medicina ambientale e in odontoiatria biologica per supportare i protocolli di rimozione del mercurio, specialmente nei pazienti sottoposti alla sostituzione delle otturazioni in amalgama dentale. L'assunzione regolare di clorella può ridurre i livelli di metilmercurio nel sangue, nei capelli, nei reni e perfino nel tessuto cerebrale. L'effetto è particolarmente evidente nei soggetti esposti a mercurio da amalgami dentali o consumo di pesce contaminato. Anche il piombo è oggetto di studio: l’assunzione di Chlorella vulgaris ha mostrato una significativa riduzione dell’accumulo tissutale di piombo e una normalizzazione dello stress ossidativo, con benefici misurabili anche sulle funzioni cognitive compromesse a causa della neurotossicità del piombo.

Trattamento delle Acque Reflue
Più noto è invece l’utilizzo di Chlorella vulgaris per il trattamento delle acque di scarico del settore tessile. Queste acque presentano caratteristiche molto varie, ma sono tutte caratterizzate dalla presenza di coloranti, azoto ammoniacale, elevata presenza di solidi sospesi e metalli pesanti. A causa di queste caratteristiche, questi effluenti possono arrecare un considerevole danno alla vita acquatica portando a fenomeni di eutrofizzazione, alterazione di pH e aumento delle richieste chimiche e biochimiche di ossigeno. Differenti studi eseguiti sia su scala laboratoriale che industriale hanno svelato le eccellenti capacità di Chlorella vulgaris nel trattamento di questi effluenti. Questa microalga è in grado di degradare i coloranti azoici (il 60%-70% dei coloranti utilizzati nell’industria tessile) in composti organici più semplici o CO2 attraverso il biosorbimento. Si ipotizza che la microalga assimili i coloranti tramite adsorbimento e che li utilizzi per accrescere la propria biomassa. Studi hanno osservato una riduzione di colore nell’intervallo del 41.8 - 50% in acque trattate con Chlorella vulgaris. Inoltre, hanno riscontrato una riduzione dell’azoto ammoniacale del 44.4 - 45.1% e del COD del 38.3 - 62.3%. La riduzione del COD potrebbe essere dovuta alla produzione di ossigeno da parte della microalga, che stimolerebbe la degradazione della materia organica presente nelle acque di scarico.

Chlorella Vulgaris come Risorsa Alimentare e per la Bioenergia
Come la più nota Spirulina, chiamata erroneamente “alga” anche se trattasi di cianobatteri ascrivibili al genere Arthrospira, Chlorella vulgaris possiede eccellenti proprietà nutrizionali, il che la rende eccellente come additivo o integratore alimentare e persino come colorante ad uso alimentare. Essa presenta un ampio spettro di biomolecole la cui funzione risulta essenziale per gli organismi viventi tra cui proteine, lipidi, carboidrati, vitamine e minerali. Chlorella vulgaris presenta un contenuto totale di proteine pari al 42 - 58% del peso secco ed il suo profilo aminoacidico risulta in linea, se non addirittura migliore, rispetto a quello suggerito dal World Health Organisation (WHO) e dal Food and Agricultural Organisation (FAO) per la nutrizione umana.
Di crescente interesse è anche la possibilità di sfruttare Chlorella vulgaris per la produzione di biocombustibili, bioetanolo e biogas. Questo grazie al contenuto di amido e lipidi, abbondantemente presenti nella microalga. Cresciuta in particolari condizioni di stress, come la carenza di azoto, fosforo e zolfo, il contenuto lipidico o di amido di Chlorella vulgaris può raggiungere il 50 - 60% del suo peso secco. I biocombustibili prodotti da microalghe sono in generale non tossici e biodegradabili. Inoltre, grazie al loro elevato contenuto di acido palmitico, palmitoleico, oleico e linoleico, rispettano i requisiti europei per la produzione di biodiesel.
Bioenergia dalle alghe
Rilevante è anche la produzione di bioetanolo dall’amido. Questo è idrolizzato dall’enzima glucoamilasi che lo converte in zuccheri semplici (d-glucosio). La biomassa è successivamente utilizzata come substrato al quale viene aggiunto un lievito (Saccharomyces cerevisiae) che inizia il processo di fermentazione del glucosio. Il prodotto di questa fermentazione è proprio l’etanolo. Nonostante il potenziale, il mais è attualmente la materia prima principale per la produzione di bioetanolo a livello globale. La versatilità e i rapidi tassi di crescita di Chlorella vulgaris e microalghe in genere porta ad una produzione superiore rispetto ad altre coltivazioni (soia e colza) sfruttando spazi nettamente inferiori.
Nonostante la già ampia letteratura scientifica riguardante le potenzialità di Chlorella vulgaris per la produzione di biocarburanti e bioenergia, dovranno essere condotti ulteriori studi. Questi in particolare dovranno essere indirizzati alla risoluzione dei principali problemi legati all’uso della microalga, come l’abbattimento dei costi.
Considerazioni sulla Sicurezza e il Dosaggio
La clorella è una microalga che, sebbene offra numerosi benefici, richiede un'assunzione consapevole. È consigliabile iniziare con dosi più basse (es. 1-2 grammi al giorno) e aumentare gradualmente, monitorando la risposta del proprio corpo. La sua efficacia è ottimale quando viene ingerita a stomaco vuoto o prima dei pasti, momento in cui può legarsi più facilmente alle tossine presenti nel tratto gastrointestinale. Il dosaggio abituale varia tra 2 e 5 grammi al giorno, suddivisi in una o due assunzioni, preferibilmente al mattino e prima di pranzo.
Tuttavia, non è adatta a tutti: va evitata in caso di allergie specifiche, in concomitanza con farmaci anticoagulanti e nei soggetti con patologie autoimmuni non controllate. Chi ha problemi tiroidei si chiede spesso se la clorella sia sicura. No, la clorella non è intrinsecamente pericolosa per la tiroide, ma può contenere iodio in tracce e interagire con farmaci tiroidei. Nei soggetti particolarmente sensibili o con un elevato carico tossico, un dosaggio iniziale troppo elevato può provocare “reazioni da mobilizzazione” come mal di testa, nausea, affaticamento, irritabilità o disturbi intestinali. Questi sintomi sono generalmente transitori e indicano che il corpo sta liberando le tossine più velocemente di quanto riesca ad espellerle.
Per ottenere il massimo beneficio dalle proprietà detossificanti della clorella, è importante scegliere prodotti certificati, senza metalli pesanti, testati per purezza e provenienti da coltivazioni controllate.
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