La carnitina, o più specificamente la L-carnitina, è un derivato aminoacidico fondamentale per numerose funzioni corporee, in particolare per il metabolismo energetico. La sua importanza risiede nel ruolo di "carrier" degli acidi grassi a lunga catena attraverso la membrana mitocondriale, facilitando così il loro trasporto nei mitocondri dove vengono convertiti in energia. Questo processo è vitale per tessuti ad alto dispendio energetico come il cuore e i muscoli.
Il corpo umano sintetizza la carnitina a livello epatico a partire da lisina e metionina, in presenza di vitamine del gruppo B. Tuttavia, in determinate condizioni patologiche, la produzione endogena potrebbe non essere sufficiente a soddisfare il fabbisogno, rendendo necessaria un'integrazione. La carnitina è anche presente naturalmente nel latte materno.
Indicazioni Terapeutiche della Carnitina
CARNITENE® è indicato principalmente nel trattamento delle carenze primarie e secondarie di carnitina. Queste carenze possono manifestarsi in diverse condizioni:
- Deficienze primarie e secondarie a malattie genetiche: In questi casi, l'integrazione di carnitina mira a compensare la ridotta capacità dell'organismo di produrre o utilizzare questa molecola.
- Deficienze secondarie ad emodialisi: I pazienti sottoposti a emodialisi possono perdere carnitina durante il trattamento, rendendo necessaria la sua reintegrazione.
- Insufficienza cardiaca latente, ischemia miocardica cronica, miocardiosclerosi, cardiotossicità da antidepressivi triciclici: La carnitina può essere utilizzata per supportare la funzione cardiaca in queste condizioni.
- Lesione e/o infiammazione tronculare e radicolare di un nervo periferico: In alcuni casi, la supplementazione di carnitina può contribuire al recupero neurologico.
- Insufficienza cardiaca congestizia e Arteriopatia obliterante degli arti inferiori: In queste condizioni, la propionil-carnitina, una forma specifica, può essere prescritta per migliorare la circolazione e la funzione cardiaca.
È importante notare che la definizione del dosaggio preciso deve essere sempre formulata dal proprio medico curante, tenendo conto dell'età del paziente, delle sue caratteristiche fisiche e della gravità del quadro clinico.
Dosaggio della Carnitina Iniettabile e Orale
Il dosaggio della carnitina varia significativamente a seconda della via di somministrazione (orale o endovenosa) e della condizione da trattare.
Somministrazione Orale
- Deficienze primarie e secondarie a malattie genetiche:
- Bambini (0-2 anni): 150 mg per kg di peso corporeo al giorno.
- Bambini (2-6 anni): 100 mg per kg di peso corporeo al giorno.
- Bambini (6-12 anni): 75 mg per kg di peso corporeo al giorno.
- Adulti e adolescenti oltre i 12 anni: 2-4 grammi al giorno, suddivisi in più somministrazioni, a seconda della gravità della patologia e del giudizio medico.
- Deficienze secondarie ad emodialisi: 2-4 grammi al giorno. Per i giorni successivi alla dialisi, la dose può essere suddivisa in due somministrazioni (mattino e sera).
Le soluzioni orali devono essere assunte previa diluizione in un bicchiere d'acqua.
Somministrazione Endovenosa e per Infusione
- Deficienze secondarie ad emodialisi: 2 grammi per via endovenosa, da somministrare lentamente dopo ogni seduta dialitica. Il dosaggio da 2,5 g può essere indicato in pazienti con età dialitica superiore a 1 anno.
- Fiale da 5 ml: La somministrazione endovenosa va eseguita lentamente, nell'arco di 2-3 minuti.
- Sacche da 100 ml e 250 ml (soluzione per infusione): La somministrazione per infusione deve avvenire a una velocità di 3 ml al minuto, corrispondente a circa 30 minuti per le sacche da 100 ml e 1 ora e 20 minuti per le sacche da 250 ml.
- Insufficienza cardiaca, ischemia miocardica, cardiotossicità: 2-3 grammi al giorno, suddivisi in 2-3 somministrazioni. In caso di insufficienza cardiaca conclamata o ischemia miocardica acuta, la dose parenterale può essere aumentata fino a 6 grammi al giorno.
- Insufficienza cardiaca congestizia e Arteriopatia obliterante degli arti inferiori (con propionil-carnitina): 300-600 mg al giorno per un massimo di 3 settimane, seguiti da somministrazione orale.

Precauzioni e Avvertenze Speciali
L'uso della carnitina, sia in forma orale che iniettabile, richiede alcune precauzioni:
- Pazienti diabetici: La L-carnitina può migliorare l'utilizzazione del glucosio, potenziando l'effetto di farmaci insulinici o ipoglicemizzanti orali. Questo potrebbe portare a fenomeni di ipoglicemia. È fondamentale un monitoraggio frequente della glicemia per poter aggiustare tempestivamente la terapia ipoglicemizzante. La soluzione per infusione con glucosio è controindicata nei pazienti diabetici.
- Pazienti con insufficienza renale: La sicurezza e l'efficacia della levocarnitina per somministrazione orale non sono state dimostrate in pazienti con insufficienza renale. La somministrazione cronica orale di alte dosi in pazienti con grave compromissione renale o insufficienza renale allo stadio terminale (ESRD) e dializzati può causare un accumulo di metaboliti potenzialmente tossici (trimetilamina e trimetilamina-N-ossido), normalmente escreti con le urine. Questo fenomeno non si verifica con la somministrazione endovenosa.
- Pazienti con scompenso cardiaco congestizio, edema con ritenzione salina: La soluzione per infusione deve essere usata con grande cautela.
- Pazienti in trattamento con corticosteroidi o corticotropinici: Usare con cautela.
- Ipokaliemia: La somministrazione continua senza aggiunta di potassio può causare ipokaliemia. È necessario monitorare il bilancio dei fluidi e gli elettroliti.
- Crisi convulsive: In pazienti con precedenti di attività convulsiva, la somministrazione di L-carnitina può aumentare l'incidenza o la gravità delle crisi.
- Interazioni con farmaci cumarinici: È stata riportata una rara interazione con un aumento dell'INR in pazienti in terapia con farmaci cumarinici. È necessario un controllo settimanale dei test di coagulazione fino alla stabilizzazione dei valori, e successivamente mensile.
- Interazioni con farmaci che inducono ipocarnitinemia: La somministrazione concomitante con acido valproico, profarmaci contenenti acido pivalico, cefalosporine, cisplatino, carboplatino e ifosfamide può ridurre la disponibilità di L-carnitina.
- Eccipienti: Alcune formulazioni orali contengono saccarosio e sorbitolo, che devono essere considerate da pazienti diabetici o con intolleranza al fruttosio. I para-idrossi-benzoati possono causare reazioni allergiche. Le soluzioni per infusione contengono sodio.
Essendo la L-carnitina un prodotto fisiologico, non presenta rischi di assuefazione o dipendenza.
Effetti Indesiderati
Le reazioni avverse più comuni riportate includono lievi disturbi gastrointestinali dopo somministrazione orale, come bruciori, nausea, dolori addominali, diarrea e vomito. In pazienti uremici sono stati segnalati lievi sintomi miastemici. Altri effetti riportati, sebbene meno comuni o di frequenza non nota, includono:
- Patologie del sistema nervoso: Cefalea, convulsioni, capogiro.
- Patologie cardiache: Palpitazioni.
- Patologie vascolari: Ipertensione, ipotensione.
- Patologie respiratorie: Dispnea.
- Patologie gastrointestinali: Disgeusia, dispepsia, bocca secca.
- Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Odore anormale della cute, prurito, eruzione cutanea.
- Patologie del sistema muscoloscheletrico: Miastenia, tensione muscolare.
- Patologie sistemiche: Dolore toracico, sensazione di malessere, piressia, reazione in sede di iniezione.
- Esami diagnostici: Pressione arteriosa aumentata; molto raro: aumento dell'INR.

Carnitina in Ambito Sportivo e Metabolico
L'uso della carnitina in ambito sportivo è legato alla sua capacità di facilitare l'ingresso degli acidi grassi nei mitocondri, promuovendo l'utilizzo dei lipidi come fonte energetica. Questo può tradursi in un miglioramento della resistenza durante sforzi prolungati e una riduzione del dolore muscolare post-esercizio. Studi suggeriscono anche una possibile riduzione dei livelli di lattato.
Numerosi studi hanno evidenziato il legame tra l'uso di L-carnitina e una riduzione dei sintomi del diabete di tipo 2 e dei relativi fattori di rischio. La carnitina può inoltre svolgere un ruolo nel migliorare le funzioni cerebrali, cardiache e muscolari.
Carnitina: a cosa serve la super molecola presente nel cuore e nei muscoli | Dott. Massimo Spattini
È importante distinguere la L-carnitina dalla L-acetil-carnitina (ALC), una forma acetilata che presenta una migliore biodisponibilità e la capacità di attraversare la barriera ematoencefalica, con potenziali benefici per le funzioni cognitive e la sensibilità neuronale. Alcune ricerche suggeriscono che l'ALC possa anche stimolare l'ormone luteinizzante (LH), influenzando potenzialmente i livelli di testosterone.
La carnitina è spesso commercializzata impropriamente come integratore termogenico o "brucia grassi", ma le sue proprietà non sono direttamente legate a questi effetti. La sua funzione principale è il trasporto degli acidi grassi per la produzione di energia.
Conservazione
Generalmente, non vi sono particolari precauzioni da osservare per la conservazione della carnitina, ad eccezione della soluzione per infusione con glucosio, che non deve essere conservata a temperature superiori ai 25 gradi Celsius.
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