Il bicarbonato di sodio è un componente cruciale nelle diete dei ruminanti, in particolare per le bovine da latte. La sua importanza è emersa con maggiore evidenza in periodi di difficoltà nel reperimento del bicarbonato di sodio stesso, stimolando un dibattito sulla sua indispensabilità e sulle possibili alternative. I ruminanti, specialmente le bovine in lattazione, attraversano fasi di bilancio energetico e proteico negativo, rendendo essenziale ottimizzare la produzione di acidi grassi volatili (AGV) nel rumine, con un focus particolare sull'acido propionico, precursore del glucosio.
Razioni ad alto contenuto di concentrati fermentescibili possono portare alla produzione di circa 110 moli di AGV al giorno, con una composizione che include circa il 55% di acido acetico, il 29% di acido propionico e il 12% di acido butirrico. Tuttavia, quando il rapporto foraggi/concentrati scende al di sotto del 40:60 e la quota di fibra fisicamente efficace (peNDF) si riduce a meno del 20% della sostanza secca, si possono creare le condizioni per un picco di produzione di acido propionico, con un pH ruminale che si avvicina a 5.80. Questo valore è la soglia d'ingresso nell'acidosi ruminale sub-clinica (pH < 5.6 per almeno 180 minuti al giorno).
L'acidosi ruminale è spesso causata da una ridotta ruminazione e, conseguentemente, da una minore produzione di saliva. La saliva bovina è ricca di bicarbonati e fosfati, molecole che svolgono un'importante azione tampone e forniscono sodio (Na+), essenziale per lo scambio con gli ioni idrogeno (H+) che potrebbero danneggiare le cellule della parete ruminale. Il meccanismo di stabilizzazione del pH ruminale è estremamente delicato, e un'alterazione può facilmente condurre all'acidosi sub-clinica, difficilmente diagnosticabile e a rischio di cronicizzazione.
Il nutrizionista dispone di diversi strumenti per supportare il rumine, bilanciando l'alta produzione di AGV con la prevenzione di cali di pH al di sotto di 5.80 e garantendo un adeguato apporto di sodio. È fondamentale evitare razioni eccessivamente "pericolose" (con peNDF < 21%), che riducono il flusso salivare e la concentrazione di tamponi nel rumine. Altrettanto importante è assicurare che la razione contenga almeno il 5% di proteina solubile, poiché l'ammoniaca agisce come tampone e nutriente per i batteri della fibra. L'aggiunta di bicarbonato di sodio, oltre a quello naturalmente presente nella saliva (oltre 3 kg al giorno), è una pratica raccomandata.
Per determinare il dosaggio di bicarbonato di sodio, si può seguire la raccomandazione dell'1-2% della sostanza secca della razione per le vacche in lattazione (250-500 g/capo/giorno), oppure utilizzare criteri più precisi. L'NRC 2001 suggerisce, per bovine frisona al picco produttivo con oltre 45 kg di latte, concentrazioni di sodio e cloro rispettivamente dello 0.22% e 0.28%. L'aggiunta di sale (cloruro di sodio) nelle diete per bovine da latte ha un triplice scopo: apportare cloro, aumentare l'appetibilità e stimolare l'ingestione d'acqua, solitamente in quantità di 60-100 g/capo/giorno. È consigliabile non superare lo 0.3% di cloruro di sodio sulla sostanza secca della razione. Il cloruro di sodio è composto per il 40% da sodio e per il 60% da cloro.
L'utilizzo del DCAD (Dietary Cation-Anion Difference) è utile per bilanciare cationi e anioni nelle razioni delle bovine in lattazione, con un valore ideale compreso tra 35 e 40 mEq/100 g di sostanza secca. Nelle diete per bovine da latte, si include spesso ossido di magnesio per il suo effetto tampone, con l'obiettivo primario di raggiungere almeno lo 0.30% di magnesio nella dieta. Il bicarbonato di sodio è quindi un additivo insostituibile, il cui dosaggio deve seguire regole precise.
L'Importanza del pH Ruminale
Le performance produttive e lo stato di salute degli animali negli allevamenti bovini sono strettamente legati all'equilibrio dell'ambiente ruminale. Il pH ottimale per un'efficiente attività ruminale è compreso tra 6 e 7. Valori inferiori a 6.0 inibiscono quasi totalmente la cellulolisi ruminale, fondamentale per l'omeostasi dei prestomaci, e la digeribilità della sostanza secca diminuisce progressivamente con il calo del pH.
Il pH ruminale fluttua durante la giornata in base alla dieta, alla disponibilità di alimento e alla frequenza dei pasti. Le caratteristiche fisiche della dieta, come la dimensione del foraggio e dei concentrati, nonché la loro degradabilità e fermentescibilità, influenzano il pH non solo attraverso i prodotti della fermentazione, ma anche tramite la quantità di saliva prodotta.

Tamponi Ruminali: Bicarbonato di Sodio e Alternative
I tamponi ruminali sono ampiamente utilizzati nell'allevamento bovino per i loro effetti positivi sulla produzione e sul benessere animale. L'impiego del bicarbonato di sodio risale a oltre 50 anni fa. Tuttavia, in diete ricche di concentrati e povere di NDF, la sua rapida solubilità e il transito ruminale veloce possono limitarne l'efficacia tampone.
L'ossido di magnesio è un agente neutralizzante a rilascio lento, con una capacità di inattivare l'acidità significativamente superiore a quella del bicarbonato di sodio. La sua solubilità in acqua è variabile e dipende dalla granulometria.
Il carbonato di calcio, pur avendo un elevato potenziale nell'inattivare gli acidi, svolge un ruolo tampone limitato nel rumine a causa della sua bassa solubilità ai valori di pH fisiologici, ma è efficace a livello intestinale.
Il litotamnio, costituito da residui fossili di alghe rosse, si è dimostrato più efficace del bicarbonato di sodio nel mantenimento di valori di pH ottimali in studi condotti su animali alimentati con diete potenzialmente subacidogene.

Bicarbonato di Magnesio: Un Potenziale Sostituto?
Sebbene il testo si concentri principalmente sul bicarbonato di sodio, è importante menzionare il bicarbonato di magnesio nell'uso zootecnico. Il bicarbonato di magnesio, simile al suo omologo di sodio, possiede proprietà tampone. Viene impiegato per fornire magnesio e per contribuire alla stabilizzazione del pH ruminale. La "dolomite alimentare", un doppio carbonato di calcio e magnesio, è apprezzata per il suo apporto di calcio e magnesio e per la sua capacità di regolare il pH, trovando impiego in integratori dietetici e nella conservazione degli alimenti.
Studi condotti per testare gli effetti del litotamnio sulla stabilità ruminale hanno coinvolto scottone in fase di ingrasso. L'apporto di litotamnio si è rivelato più efficace nel mantenere valori di pH ottimali rispetto all'inclusione di bicarbonato di sodio. Gli animali trattati con litotamnio hanno mostrato un pH ruminale più elevato e una migliore gestione del residuo indigerito nelle feci.
#Formadì - Efficienza Ruminale
Il Sodio Bicarbonato Riconfezionato è ampiamente utilizzato nell'alimentazione animale per le sue proprietà tampone, fondamentali per prevenire l'acidosi ruminale nei ruminanti e sostenere l'attività fisiologica dei microrganismi del rumine. Contribuisce al controllo dell'acidosi, favorendo migliori performance produttive nelle bovine da latte.
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