La vitamina B1, nota anche come tiamina, è una vitamina idrosolubile essenziale per il corretto funzionamento dell'organismo dei nostri cani, svolgendo un ruolo cruciale nel metabolismo energetico e nell'integrità del sistema nervoso.
La tiamina cloridrato, specificamente, riveste un ruolo fondamentale nel metabolismo energetico degli animali, essendo essenziale per la salute del sistema nervoso, cardiaco e muscolare. Questa vitamina idrosolubile non viene immagazzinata dall'organismo in grandi quantità, rendendo cruciale un apporto costante attraverso l'alimentazione o, in caso di carenza, tramite l'integrazione.
L'Importanza della Tiamina nel Metabolismo
La vitamina B1 agisce come coenzima in diverse reazioni metaboliche, in particolare nella conversione dei carboidrati in energia. Un'insufficiente disponibilità di tiamina compromette questo processo, portando all'accumulo di sottoprodotti tossici e a un'inefficienza energetica a livello cellulare. Gli organi ad alto consumo energetico, come il cervello e il cuore, sono i primi a risentirne, manifestando sintomi neurologici e cardiaci che possono progredire rapidamente se non trattati.
Il pirofosfato di tiamina (TPP), principale forma coenzimatica della tiamina, è coinvolto nella decarbossilazione degli alfa-chetoacidi (sia ossidativa che non ossidativa) e nelle reazioni di transchetolazione. Il TPP è particolarmente concentrato nelle cellule neuronali e può influenzare la permeabilità al cloruro, controllando il numero di canali funzionali. Inoltre, la vitamina B1 è necessaria per la sintesi dell'emoglobina nel sangue e per la produzione di acido γ-amminobutirrico (GABA) a partire dall'acido glutammico.
Proprio per queste ragioni, essa è fondamentale per la crescita, lo sviluppo e la funzione delle cellule, nonché per il normale funzionamento di cervello, nervi e cuore, sia durante la crescita che nell'età adulta.

Carenza di Tiamina: Cause e Sintomi negli Animali Domestici
Sebbene le diete commerciali per cani e gatti di alta qualità siano generalmente fortificate con vitamine, una carenza di tiamina può comunque verificarsi. Le cause più comuni includono:
- Diete basate su pesce crudo o cotto: Alcuni pesci contengono un enzima chiamato tiaminasi, che distrugge la vitamina B1.
- Alimentazione prolungata con cibi non bilanciati: Diete casalinghe non formulate correttamente possono non fornire un adeguato apporto di tiamina.
- Malattie gastrointestinali: Condizioni che causano malassorbimento o vomito cronico possono impedire un corretto assorbimento della vitamina.
- Malattie epatiche o renali: Queste patologie possono influenzare il metabolismo della tiamina.
- Somministrazione di alcuni farmaci.
I sintomi della carenza di tiamina negli animali sono spesso subdoli e non specifici nelle fasi iniziali, rendendo la diagnosi difficile. Nei gatti, che hanno un fabbisogno di tiamina superiore rispetto ai cani, i segni possono progredire rapidamente, manifestandosi con anoressia, letargia, debolezza, atassia (mancanza di coordinazione muscolare) e, in casi gravi, con opistotono (contrazione spastica dei muscoli del collo che porta a una postura arcuata della testa) e convulsioni. Nei cani, i sintomi possono includere perdita di appetito, debolezza, disturbi neurologici come l'atassia e, in rari casi, cecità.
La carenza di vitamina B1 negli animali domestici si verifica soprattutto a causa della distruzione della vitamina stessa durante i processi per la conservazione alimentare. Una certa quantità di tiamina viene persa durante la cottura degli alimenti (legumi circa 40%, carni circa 30%, uova circa 25% e cereali circa 10%) e durante i processi di raffinazione. Anche se i cibi secchi possono essere carenti di tiamina, tale mancanza è più comune nei cibi in scatola per una serie di motivi. La fase di sterilizzazione, importante per distruggere i batteri patogeni, comporta la dispersione della tiamina, essendo questa una vitamina termolabile.
I sintomi della carenza di tiamina sono alquanto vaghi e poco specifici, possono essere facilmente confusi con alcune patologie e possono rendere difficile la diagnosi. Il primo stadio, l'induzione, si verifica entro una o due settimane di carenza ed è caratterizzato da una combinazione di vomito, letargia e inappetenza, sebbene il comportamento dell'animale possa rimanere altrimenti invariato. Pochi altri segni si verificano in questa fase. I gatti possono anche presentare ventroflessione cervicale e dispnea.

Tiamina Cloridrato come Terapia: Dosaggi e Somministrazione
In medicina veterinaria, la tiamina cloridrato viene ampiamente utilizzata per trattare e prevenire patologie legate a una sua carenza. La tiamina cloridrato è disponibile in formulazioni iniettabili o orali e viene utilizzata come terapia sostitutiva in caso di carenza accertata. La somministrazione per via iniettabile (intramuscolare o endovenosa lenta) è preferita nei casi acuti e gravi, per garantire un rapido assorbimento e una pronta risoluzione dei sintomi neurologici. Il dosaggio varia in base alla specie, al peso e alla gravità della condizione, e deve essere sempre stabilito dal medico veterinario.
Prodotti come Biurto Forte o complessi vitaminici (es. Bicomplex Vet) contengono spesso tiamina cloridrato. Anche DOBETIN B1 è un medicinale veterinario in soluzione iniettabile sviluppato per supportare la salute di animali da reddito e da compagnia, indicato nei casi di carenza di vitamina B1 e B12, contribuendo al ripristino dell'equilibrio vitaminico nei soggetti debilitati. La formulazione della soluzione iniettabile DOBETIN B1 consente una rapida assimilazione dei principi attivi, risultando efficace in situazioni di affaticamento muscolare, disturbi neurologici e paresi, condizioni spesso legate a deficit vitaminici. Il prodotto è destinato a equini, bovini, suini, cani e gatti e viene somministrato per via intramuscolare o endovenosa, seguendo le indicazioni del medico veterinario.
Quando utilizzare DOBETIN B1:
- Sindromi da carenza di vitamina B1 (tiamina), spesso associate a disturbi neurologici e muscolari.
- Sindromi da carenza di vitamina B12 (cianocobalamina), responsabili di anemia, spossatezza e perdita di appetito.
- Paresi e paralisi flaccide derivanti da squilibri metabolici o nutrizionali.
- Debolezza muscolare e calo delle prestazioni fisiche negli animali da lavoro o sportivi.
- Supporto durante fasi di convalescenza o di intensa attività metabolica.
L'azione sinergica delle due vitamine del complesso B fornisce un valido supporto al sistema nervoso e muscolare, contribuendo a migliorare lo stato di salute generale dell’animale.
La somministrazione di DOBETIN B1 deve avvenire sotto controllo veterinario, adattando il dosaggio al peso e alla specie animale trattata. Le vie di somministrazione previste sono intramuscolare o endovenosa, secondo le necessità cliniche. È fondamentale rispettare le dosi raccomandate per evitare eventuali reazioni avverse. In caso di dubbi o peggioramento dei sintomi, è opportuno consultare tempestivamente il veterinario.
Vantaggi e benefici dell’utilizzo di DOBETIN B1:
- Ripristino delle normali funzioni nervose e muscolari.
- Recupero energetico in soggetti debilitati.
- Prevenzione di carenze vitaminiche in animali con alimentazione incompleta o squilibrata.
- Supporto terapeutico in caso di neuropatie periferiche o miopatie.
In ambito zootecnico, il mantenimento dello stato di benessere degli animali è un requisito essenziale per garantire una produttività costante. DOBETIN B1 rappresenta una soluzione efficace per supportare le funzioni fisiologiche fondamentali nei periodi critici.
Parkinson e Vitamina B1 - Il caso beriberi (dott. Costantini)
Prevenzione e Fonti Alimentari di Tiamina
Come si può intuire, l’alimentazione è il metodo migliore per prevenire la carenza di tiamina negli animali domestici. La prevenzione prevede, quindi, una dieta che contenga la vitamina B, che sia sana ed equilibrata e adatta agli animali domestici. È anche consigliabile l’aggiunta dei probiotici nel cibo, poiché i probiotici equilibrano il microbiota intestinale, indispensabile per cani e gatti che soffrono di malassorbimento.
Nell'uomo la carenza di tiamina è stata ampiamente studiata ed è la causa della sindrome detta "beri-beri" che si manifesta principalmente con astenia, anoressia e stitichezza. Tuttavia, con il progredire della carenza si possono sviluppare anche neuropatia periferica (con iniziale debolezza muscolare degli arti inferiori), paresi o danno cardiovascolare caratterizzato da miocardite associata a tachicardia, dispnea da sforzo e palpitazioni. Nel cane e nel gatto la carenza di tiamina è stata studiata meno e i segni clinici sono spesso legati al sistema nervoso e al cuore. Essi includono anoressia, ritardo della crescita, debolezza muscolare, paraparesi, convulsioni, ventroflessione della testa, atassia e ipertrofia cardiaca.
Una delle patologie nervose su base carenziale più frequenti è proprio l'encefalopatia da carenza di tiamina. I sintomi sono inizialmente poco specifici, e includono vomito, letargia, perdita di peso. Dopo 1-2 settimane insorgono problematiche quali segni neurologici vestibolari, midriasi e cecità che possono evolvere rapidamente in segni neurologici ingravescenti e morte. La carenza di tiamina a livello cerebrale può, infatti, indurre necrosi emorragica di specifiche aree, tra cui i nuclei vestibolari. Lo studio di risonanza magnetica (RM) è utile nel riconoscimento di queste specifiche lesioni e, insieme ad un'anamnesi accurata, ai riscontri clinici indicativi e al dosaggio della vitamina, può aiutare nell'inquadramento diagnostico.
La tiamina alimentare può essere presente in natura in quattro forme: tiamina libera oppure nelle configurazioni mono-, di-(piro) o trifosfato. Qualsiasi sia la forma in cui viene assunta, essa viene idrolizzata a tiamina libera dalle fosfatasi intestinali e viene poi assorbita nel duodeno e nell'intestino tenue prossimale. Essa può essere assorbita attraverso due diversi meccanismi: il trasporto attivo e la diffusione passiva.
Nel trasporto attivo, la tiamina viene dapprima fosforilata grazie ad una pirofosfochinasi della mucosa intestinale che ne permette anche l'ingresso nelle cellule intestinali, dove viene ri-defosforilata e passa nel circolo. Questo processo è di tipo saturabile e quando esso è saturo la tiamina può essere assorbita tramite diffusione passiva. La vitamina B1 viene trasportata sia all'interno degli eritrociti che nel plasma verso i tessuti dove viene assorbita e trasformata nella sua forma coenzimatica. Dopo aver svolto il suo ruolo di coenzima, la tiamina viene degradata in diversi metaboliti che vengono escreti per via renale.
Gli organi che contengono una maggior quantità di tiamina sono il cuore, il rene, il fegato, il cervello e i muscoli, ma in nessuno di essi avviene un deposito o uno stoccaggio vero e proprio e, di conseguenza, le riserve tissutali sono basse e la possibilità che si presenti una carenza nell'organismo, se non assunta in quantità adeguate, abbastanza elevate.
Tra le cause nominate in precedenza, l'assunzione inadeguata con l'alimentazione è generalmente la causa principale. È dovuta al consumo di diete fresche, crude o cotte, non debitamente integrate, all'utilizzo in via esclusiva di alimenti complementari, o al consumo di PetFood, sia secco che umido, con contenuto inadeguato. Nonostante la tiamina sia presente in numerosi alimenti e materie prime utilizzate negli alimenti commerciali, essa è una vitamina termolabile e la cottura, nonché i processi di lavorazione degli alimenti PetFood, ne causano l'inattivazione. Essa viene denaturata, in mezzo acquoso ed alcalino, a 100 gradi. Inoltre, nel caso di alimenti freschi che vengono cotti in acqua, la tiamina, essendo una vitamina idrosolubile, viene dispersa nel liquido di cottura e l'aggiunta di quest'ultimo alla pappa può essere un buon modo per recuperarne almeno una parte. Queste perdite possono arrivare al 60% del contenuto iniziale. In assenza d'acqua (fritti, cottura al forno) le perdite sono minori (dal 20% al 30%). Tenere al caldo gli alimenti, e riscaldare degli alimenti già cotti, provoca ulteriori perdite. Viceversa, non sembra che i diversi tipi di forno, tradizionale o a microonde, abbiano un'incidenza sul livello delle perdite. La surgelazione non sembra avere effetto sul contenuto di tiamina degli alimenti.
La somministrazione di alimenti crudi per evitarne la perdita non è, però, una soluzione. Non solo per i rischi microbiologici associati all'assunzione di diete rawfood, ma anche per la presenza in alcuni alimenti di sostanze antagoniste, come le tiaminasi, presenti ad esempio nel pesce crudo e nei molluschi, che impediscono l'assorbimento intestinale della tiamina. Anche le tiaminasi vengono inattivate con la cottura.
Per quanto riguarda l'assorbimento inadeguato, vanno sicuramente menzionati il malassorbimento determinato da enterite cronica, le alterazioni a livello di trasportatori, come nella FeLV e nell'encefalopatia dell'Alaskan Husky (quest'ultima di origine genetica), e nelle patologie croniche in generale. L'aumento dell'eliminazione, invece, può presentarsi in concomitanza ad altre patologie che provocano aumento della diuresi, in virtù dell'idrosolubilità della vitamina, come ad esempio nel diabete e nell'insufficienza renale cronica o con l'utilizzo di diuretici.
Tra gli alimenti più ricchi di tiamina troviamo le carni, le frattaglie, alcuni cereali integrali e le uova mentre la frutta, la verdura fresca e i prodotti caseari non sono delle buone fonti di tiamina. Tra le carni, quelle più ricche sono quelle di maiale, come il coscio che ne contiene 1,35 mg ogni 100 grammi di alimento o la bistecca (0,80 mg/100 gr), quella di cervo (0,22 mg/100 gr) e quella di gallina (0,30 mg/100 gr). Pollo e vitellone, invece, ne contengono una minor quantità, variabile tra 0,05 e 0,2 mg/100 grammi a seconda della parte utilizzata. Le frattaglie con maggior contenuto di tiamina sono il cuore bovino (0,58 mg/100 gr), quello di cavallo (0,51 mg/100 gr) e quello di suino (0,40 mg/100 gr), mentre un po' meno ricchi sono i fegati (cavallo 0,30 mg/100 gr, bovino 0,26 mg/100 gr, suino 0,40 mg/100 gr). Tra i cereali quello che ne risulta più ricco è la crusca di avena (1,17 mg/100 gr), ma anche il kamut (0,566 mg/100 gr), il riso integrale (0,40 mg/100 gr) e la pasta integrale (0,48 mg/100 gr) ne contengono in adeguata quantità. Dell'uovo è il tuorlo, invece, a contenerne la maggior quantità. Altri alimenti ad elevato contenuto sono: i semi di girasole essiccati (1,48 mg/100 mg), i semi di sesamo tostati (1,20 mg/100 gr), il coriandolo essiccato in foglie (1,25 mg/100 gr) e il lievito di birra secco (2,33 mg/100 gr).
Nonostante, guardando i dati sopracitati, si potrebbe pensare che con una dieta fresca si riesca facilmente a soddisfare i fabbisogni minimi di tiamina, sia dei cani che dei gatti, la termolabilità e l'idrosolubilità di questa vitamina la rendono particolarmente suscettibile alla cottura e a qualunque trattamento, ragion per cui è sempre bene, in caso di dieta casalinga o di alimentazione con alimenti commerciali complementari, integrarla con integratori mineral-vitaminici, specificando al proprietario di aggiungere questi ultimi subito prima di somministrare la razione al proprio animale. Nel caso invece di diete commerciali complete, sono le aziende PetFood stesse ad integrare questa vitamina all'interno dei loro prodotti. Tuttavia, in rari casi, a seguito di errori di formulazione o di degradazione durante i processi di lavorazione, anche gli alimenti PetFood possono risultarne carenti. Dal 2010 ad oggi, infatti, sono stati effettuati ben 17 richiami di PetFood umidi, 5 di PetFood secchi e uno di alimento raw in relazione alla carenza rilevata di questo nutriente.
| Specie/Fase Vitale | Fabbisogno Minimo |
|---|---|
| Cani in crescita e riproduzione | 0.45 mg |
| Cani adulti | 0.54 mg |
| Gattini e gatti in riproduzione | 1.40 mg |
| Gatti adulti | 1.10 mg |
L'assenza di depositi di riserva di vitamina B1 nell'organismo giustifica la necessità di un apporto quotidiano adeguato.
