Ginkgo Biloba: Un Tesoro Vivente tra Storia e Benessere

Il Ginkgo biloba, noto anche come Ginko o Ginco, è un albero affascinante che affonda le sue radici in un passato remoto, tanto da essere considerato un vero e proprio fossile vivente. La sua storia millenaria, le sue caratteristiche uniche e i suoi molteplici benefici lo rendono una specie di straordinario interesse.

Originario della Cina, il Ginkgo biloba appartiene alle Gimnosperme, un gruppo di piante che si distingue per avere i semi "nudi", non protetti all'interno di un frutto come avviene nelle Angiosperme. Questa pianta è così antica che sono stati ritrovati fossili che la rappresentano, risalenti a circa 250 milioni di anni fa, durante l'era Mesozoica. È l'unica specie sopravvissuta della sua famiglia botanica, la Ginkgoaceae, testimoniando una resilienza incredibile attraverso ere geologiche.

Caratteristiche Uniche del Ginkgo Biloba

Il Ginkgo biloba è una pianta dioica, il che significa che esistono esemplari maschili e femminili distinti. Questa caratteristica è importante da considerare, soprattutto per quanto riguarda la produzione dei "frutti". Quelli che sembrano frutti sono in realtà falsi frutti: si tratta del seme ricoperto da un involucro carnoso. Nelle Gimnosperme, infatti, non si sviluppano veri frutti.

Le foglie del Ginkgo sono immediatamente riconoscibili per la loro forma a ventaglio (flabelliforme), spesso leggermente bilobate, con numerose nervature dicotome. In primavera, le foglie sono di un verde chiaro, ma in autunno regalano uno spettacolo visivo con una vivace colorazione giallo-dorata prima di cadere, a volte in una spettacolare cascata dorata.

La pianta è nota per la sua straordinaria longevità e resistenza. Può vivere fino a 1000 anni e superare indenne diverse ere, dimostrando una notevole tolleranza alle avversità ambientali, come il freddo (fino a -35°C), la siccità, l'inquinamento atmosferico e persino le radiazioni. Un esempio emblematico della sua resilienza è la sua sopravvivenza all'esplosione nucleare di Hiroshima nel 1945, dove alcuni esemplari sono miracolosamente rinati nella primavera successiva, guadagnandosi il titolo di simbolo di rinascita.

Foglie di Ginkgo Biloba in autunno

Utilizzo e Proprietà del Ginkgo Biloba

Sebbene in Italia sia principalmente utilizzato come pianta ornamentale, il Ginkgo biloba vanta un'importante tradizione d'uso in Oriente, dove è considerato sacro e associato a energie spirituali. In particolare, le foglie di Ginkgo sono ricche di principi attivi farmacologicamente attivi, tra cui flavonoidi e terpeni trilattoni (ginkgolidi e bilobalide).

Questi costituenti sono noti per le loro proprietà:

  • Antiossidanti: contrastano i radicali liberi, contribuendo a rallentare l'invecchiamento cellulare.
  • Vasoregolatrici: migliorano la circolazione sanguigna, sia a livello del sistema nervoso centrale che periferico, favorendo l'afflusso di sangue al cervello.
  • Antiaggreganti: contribuiscono a prevenire la formazione di coaguli.
  • Neuroprotettive: supportano la salute del sistema nervoso.

Per queste ragioni, il Ginkgo biloba viene impiegato per migliorare la memoria e le funzioni cognitive, contrastare il declino cognitivo, la demenza e i disturbi della concentrazione. Può essere utile anche in caso di acufeni e vertigini associati a disturbi circolatori.

In Italia, il Ginkgo è comunemente commercializzato come integratore alimentare per supportare la memoria, la circolazione sanguigna e la funzionalità del microcircolo. In alcuni paesi europei, estratti specifici di Ginkgo sono riconosciuti anche come medicinali.

Schema dei principi attivi del Ginkgo Biloba

La Raccolta e l'Utilizzo dei "Frutti"

I "frutti" del Ginkgo, che compaiono sugli esemplari femminili, sono rotondi e di colore giallastro-arancio a maturazione. L'involucro carnoso esterno è noto per il suo cattivo odore, dovuto alla presenza di acido butirrico, e può causare reazioni allergiche o disturbi digestivi se ingerito. Tuttavia, una volta liberati da questo rivestimento maleodorante e dopo adeguata preparazione (come la cottura o la torrefazione), la parte interna legnosa del seme può essere consumata e viene considerata una prelibatezza in Asia, ricca di nutrienti.

La raccolta di questi pseudo-frutti è possibile in autunno, quando cadono al suolo. È consigliabile utilizzare guanti per maneggiarli a causa dell'odore sgradevole. Dopo averli spolpati e puliti, i semi vanno fatti seccare all'aperto e conservati al freddo per ricevere il segnale biologico del passaggio di stagione, prima di essere piantati in terra.

Dal SEME alla PIANTA - GINKGO BILOBA (la germinazione)

Piantare e Coltivare il Ginkgo Biloba

Per chi desidera coltivare questa pianta unica, si consiglia di piantarne i semi in vaso per poi trapiantarli, dopo uno o due anni, in un luogo all'aperto spazioso. L'albero, infatti, può raggiungere dimensioni gigantesche nel corso dei decenni. È importante sapere che in alcune città italiane esistono ordinanze comunali che vietano la messa a dimora di esemplari femminili a causa del disagio causato dall'odore dei frutti maturi, privilegiando quindi gli esemplari maschili.

Il Ginkgo biloba si adatta facilmente a diversi tipi di terreno, preferendo quelli fertili, freschi e permeabili, preferibilmente su substrato siliceo e acido, evitando quelli ricchi di calcare. La sua resistenza alle condizioni urbane lo rende una scelta eccellente per parchi, giardini e viali alberati.

La sua capacità di adattamento, la sua storia millenaria e i suoi benefici per la salute lo rendono un albero di grande valore, un vero e proprio tesoro vivente che collega il passato al presente e offre un simbolo di resilienza e benessere.

Mappa delle zone di diffusione del Ginkgo Biloba in Italia

Avvertenza: Se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, consultare il medico prima dell'utilizzo di prodotti a base di Ginkgo biloba. L'uso è sconsigliato in gravidanza e allattamento.

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