Spirulina: il Superfood che Conquista lo Spazio

La spirulina è un'alga azzurra-verde che è stata utilizzata come integratore alimentare per decenni in quanto è una fonte eccezionale di proteine, che rappresentano fino al 70% del suo peso secco. La sua elevata densità nutrizionale la rende un alimento prezioso, ricco di vitamine essenziali come la vitamina B12 e di minerali come il ferro e il calcio. Queste caratteristiche hanno spinto agenzie spaziali come la NASA e l'ESA a condurre studi approfonditi per valutarne l'utilizzo nella dieta degli astronauti durante le missioni lunari e marziane.

La Spirulina: Un Tesoro Nutrizionale

La spirulina è conosciuta come alimento nutriente in quanto ricca di vitamine A, C, E e B, oltre a una vasta gamma di minerali come calcio, magnesio, zinco e selenio. Contiene anche amminoacidi essenziali, i mattoni delle proteine, e, in effetti, le proteine costituiscono circa il 60-70% del peso secco della spirulina. Nonostante il bassissimo contenuto calorico, la spirulina riduce il senso di fame grazie alla fenilalanina, uno degli amminoacidi che induce sazietà. Le vitamine e i sali minerali la rendono una fonte di energia particolarmente utile per chi deve recuperare da uno sforzo, come gli sportivi, o per le donne incinte.

Oltre ai suoi benefici nutrizionali, la spirulina vanta proprietà antiossidanti grazie alla presenza di antiossidanti che aiutano a proteggere le cellule del corpo dai danni causati dai radicali liberi. Grazie alla sua peculiare composizione chimica, la spirulina vanta una funzione rigenerante e purificante, apportando nutrienti fondamentali alla pelle quali vitamine e acidi grassi essenziali. In particolare, grazie al suo contenuto di vitamine B ed E e selenio, è in grado di proteggere e tonificare il tessuto cutaneo, mentre la vitamina A ha un’azione sebo regolatrice, contrasta l’insorgere di imperfezioni e dona luminosità alla pelle. L'azione detossinante della spirulina la rende adatta per maschere e scrub purificanti, nonché per trattamenti drenanti e riducenti.

Struttura chimica della spirulina

Spirulina e l'Esplorazione Spaziale

La concentrazione di nutrienti della spirulina l'ha resa un candidato ideale per le missioni spaziali. La NASA e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) l'hanno raccomandata come uno degli alimenti durante le missioni spaziali a lungo termine. La speranza degli scienziati è soprattutto quella di riuscire a coltivarla sulle navicelle spaziali: se l'alga blu mantenesse le sue proprietà nutrizionali anche in orbita, sarebbe una grande conquista, soprattutto in vista delle lunghe missioni su Marte.

Il motivo è semplice: la spirulina "Trasforma l'anidride carbonica in ossigeno, cresce rapidamente e può anche essere consumato come un delizioso pasto per astronauti ricco di proteine". Questo la rende un organismo ideale per creare un ecosistema autosufficiente nello spazio. Non è un caso che la spirulina sia stata studiata con grande attenzione dalla Nasa, tanto da essere scelta come alimento per gli astronauti.

Astronauta che coltiva spirulina nello spazio

"Food from Spirulina": L'Esperimento dell'ESA

Un esempio concreto di questo interesse è l'esperimento biologico innovativo "Food from Spirulina", lanciato dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Scopo dell'esperimento è studiare la spirulina (arthrospira platensis), un organismo unicellulare procariota responsabile della trasformazione della Terra 3,5 miliardi di anni fa. Tale organismo ha la capacità di trasformare l'anidride carbonica in ossigeno (fotosintesi) e per questo ha avuto un ruolo decisivo nell’evoluzione della Terra e nella colonizzazione del pianeta con nuove forme di vita.

Astronauti impegnati sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove si trova anche l'italiana Samantha Cristoforetti, si dedicano costantemente alla coltivazione di spirulina per trarne nutrimento e ossigeno e per osservare quali sono le reazioni dell’organismo in assenza di gravità. Per l'ESA è importante scoprire se la spirulina coltivata in assenza di gravità subisce delle trasformazioni o se si comporta esattamente come sulla Terra. Questo perché per gli astronauti poter contare su questo cianobatterio per prodursi cibo e ossigeno darebbe loro la possibilità di avere più autonomia e di intraprendere anche missioni spaziali di lunga durata.

Alga spirulina made in Tuscany

La Spirulina e le Sfide delle Missioni su Marte

Le sfide per le future missioni spaziali, in particolare quelle su Marte, sono immense. Marte, nonostante sia vicino alla Terra e risulti raggiungibile in nove mesi, è tutt’altro che un luogo ospitale: presenta una temperatura media di -63 °C, un’atmosfera satura al 95 per cento di anidride carbonica, un suolo diverso dal nostro (la regolite priva di materia organica) e una gravità dimezzata. Di qui, la necessità di studiare meglio gli effetti di un simile contesto sulla spirulina.

In questo contesto, scienziati sardi hanno sviluppato un kit serra che riproduce le condizioni inospitali del Pianeta Rosso per testare la resistenza dell’alimento. L’idea è studiare la possibilità, nell’ambito delle future missioni spaziali, di coltivare l’alga spirulina oltre i confini terrestri. Un alimento scelto anche per le sue ottime proprietà nutraceutiche. L’innovazione consentirebbe la limitazione del materiale da trasportare nel tragitto Terra-Marte utilizzando elementi disponibili in loco quali la CO2 atmosferica, il suolo marziano e l’urina degli astronauti per il sostentamento di missioni umane sul pianeta rosso.

Il brevetto, depositato a livello internazionale, riguarda un kit/serra, composto da un clinostato (strumento per annullare gli effetti dell’attrazione gravitazionale) e da una camera con atmosfera di anidride carbonica, che riproduce in modo fedele i parametri ambientali extraterrestri. Questo dispositivo permette di studiare la crescita di microalghe in assenza di gravità, nonché valutare il comportamento in tali condizioni di cellule umane, vegetali e animali anche in atmosfera marziana simulata.

Serra per la coltivazione di spirulina su Marte

Il Futuro della Spirulina nell'Alimentazione Spaziale

La spirulina non è solo un integratore per gli astronauti, ma una potenziale soluzione per rendere le missioni spaziali più sostenibili ed economiche. Mandare una navicella di provviste alimentari nello spazio richiede l’utilizzo massiccio di miscele di carburanti, gas e propellenti pericolosi per l’ambiente. Rendendo autosufficienti i futuri astronauti attraverso la coltivazione di spirulina, si potrà invertire la rotta, riducendo l’impatto ambientale delle esplorazioni spaziali.

La spirulina, grazie alla sua capacità di utilizzare la CO2 prodotta dagli astronauti per crescere, funge anche da filtro per migliorare la qualità dell’aria e contribuire alla produzione di ossigeno. Durante la fotosintesi, queste alghe assorbono CO2 e rilasciano ossigeno, creando un ciclo utile per gli astronauti nelle missioni a lungo termine. Diversi studi, come quelli condotti dalla NASA e dall’ESA, hanno incluso la spirulina tra gli alimenti testati per le missioni spaziali, esplorando il suo utilizzo in esperimenti di coltivazione e integrandola nei pacchetti alimentari.

Sebbene ci siano sfide significative da affrontare nell’implementazione della spirulina nelle missioni spaziali, come la necessità di creare sistemi di coltivazione adeguati e stabili, le ricerche condotte offrono spunti significativi non solo per l’esplorazione dello spazio, ma anche per l’alimentazione sulla Terra. La spirulina, considerata da Nazioni Unite e OMS "cibo del futuro" e "miglior alimento del XXI secolo", continua a essere oggetto di studio per il suo potenziale rivoluzionario.

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