Faecalibacterium prausnitzii: un nuovo probiotico per la salute intestinale

I probiotici sono microrganismi vivi e vitali che, somministrati in dosi adeguate, consentono di ottenere risultati benefici nell'ospite che li assume.

Diverse ricerche finora condotte confermano il ruolo che questi microrganismi vivi svolgono nel contrastare discretamente o notevolmente una serie di patologie, tra cui la sindrome dell'intestino irritabile, la sindrome metabolica, la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e le cardiopatie ischemiche.

Degno di nota è anche il grande settore degli psico-biotici, cioè quei probiotici che vengono somministrati per rispondere a patologie del sistema nervoso centrale o malattie psichiatriche.

L'ambito di ricerca più promettente riguarda l'ampliamento del numero di probiotici attualmente in uso, derivanti dalla categoria batterica dei lattobacilli, dei bifidobatteri e dal settore dei lieviti, e l'utilizzo di prodotti completamente nuovi.

Uno di questi prodotti nuovi potrebbe essere il Faecalibacterium prausnitzii, che è considerato un batterio dalle doti antinfiammatorie interessantissime e la cui carenza è stata notata in molte patologie organiche.

Per rendere questo batterio un probiotico, la ricerca ha lavorato negli ultimi tre anni proprio in questa direzione.

Schema del microbiota intestinale

La rivoluzione del microbiota: tra presente e futuro

Si parla spesso di "rivoluzione del microbiota", intesa come lo studio approfondito delle comunità microbiche presenti su tutte le superfici mucose, in primis il tratto gastrointestinale.

Il punto di partenza di questa svolta è stata la possibilità di determinare geneticamente quali sono i batteri che popolano non solo il nostro intestino ma anche altri organi come la pelle, le vie respiratorie e le vie urinarie.

La vera rivoluzione è iniziata quando si è passati dai metodi colturali alla determinazione genetica, attraverso sistemi di sequenziamento del cosiddetto meta-genoma, cioè il genoma del microrganismo presente nel nostro corpo, il microbiota.

Le ricerche più interessanti scaturiranno, a mio parere, dalla combinazione di varie omiche, cioè le tecniche che possono consentire di definire quali batteri, virus o altri costituenti sono presenti all'interno del nostro organismo e la loro funzione.

Molti studi, in effetti, sono già avviati non soltanto nel riconoscere un'alterazione nella cosiddetta "microbial signature", ovvero nella traccia microbica presente in una determinata malattia, ma nel comprendere quale è la conseguenza di questa alterazione.

Grafico che mostra l'aumento della ricerca sul microbiota

La ricerca sul microbiota e il Piano Nazionale di Ricerca

A testimoniare la rilevanza strategica di questo ambito della ricerca, microbiota e microbioma sono anche oggetto di interesse del Programma nazionale per la ricerca (PNR) 2021-27.

Le linee guida del PNR sono mirate alla promozione della salute ed uno stile di vita sano e sostenibile, lo stop al declino della biodiversità e l'efficientamento della produzione alimentare.

Entro il 2027 il PNR si ripromette di raggiungere:

  • +10% di miglioramento della prevenzione di malattie associabili ad un'alterazione del microbioma/microbiota;
  • + 15% di efficienza dei sistemi produttivi alimentari;
  • -30% di pesticidi ed antibiotici nella produzione primaria vegetale e animale sfruttando le interazioni positive tra microbioma-pianta e microbioma-animale.

Sono obiettivi ambiziosi ma la ricerca sta facendo passi da gigante su questo fronte.

Solo vent'anni fa si iniziava a prendere in considerazione l'idea che alcuni batteri, ingeriti soli o all'interno di alimenti, potevano apportare benefici all'organismo.

Tutto ciò ha portato oggi a riconsiderare il microbiota come un vero e proprio nuovo organo di fondamentale importanza.

Introdurre nella dieta quotidiana cibi funzionali, cioè alimenti che sono stati fermentati o ai quali è stata aggiunta una quantità di batteri in grado di nutrire questo organo, è necessario per garantire un microbiota in salute.

Questo rappresenta uno dei principali driver per cui oggi in Europa il nostro settore investe milioni di euro e l'Italia è uno dei paesi dove le imprese investono di più.

Qual è il ruolo dei probiotici nelle malattie infiammatorie dell'intestino

Immagine di integratori probiotici

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