Curcuma: Benefici, Proprietà e Controindicazioni degli Integratori

La curcuma, nome comune con cui si indica sia la pianta Curcuma longa L., sia la spezia che si ottiene dalla lavorazione del suo rizoma, è una spezia originaria dell’Asia meridionale, usata da secoli nella cucina e nella medicina tradizionale ayurvedica. Si tratta di una pianta erbacea perenne originaria dell'Asia meridionale, dove è ampiamente coltivata e utilizzata da secoli. Negli ultimi anni, la curcuma ha trovato una diffusione crescente anche in Occidente. La parte della curcuma impiegata a scopo erboristico e fitoterapico coincide con quella utilizzata anche in ambito alimentare: il rizoma. Dopo la raccolta, il rizoma viene sottoposto a un processo di bollitura, successivamente essiccato e infine polverizzato. La specie più nota, denominata Curcuma longa, cresce rigogliosa in tutto l’Oriente. La Curcuma, conosciuta anche come Zafferano delle isole, è una pianta erbacea con grandi foglie verdi della famiglia delle Zingiberaceae che può crescere fino a 1 metro di altezza. È originaria del sud-est asiatico e cresce in terreni fertili e soleggiati. I suoi fusti sotterranei carnosi e cilindrici, noti come rizomi, sono utilizzati per il loro tipico colore giallo-arancio, il sapore piccante e le proprietà medicinali. La curcuma fa parte della cultura culinaria, tradizionale, religiosa e medicinale asiatica da migliaia di anni. Nel corso degli anni si è diffusa in tutto il mondo, diventando una spezia a tutti gli effetti, un colorante alimentare, un conservante naturale e un alimento funzionale, cioè un prodotto alimentare con interessanti proprietà medicinali che può essere consumato come integratore alimentare, per uso occasionale o come trattamento continuo.

Il principio attivo più noto della curcuma è la curcumina, una sostanza polifenolica responsabile del colore giallo intenso e di molte delle sue proprietà benefiche. Sul piano salutistico, il principio attivo più importante della curcuma è la curcumina, isolata per la prima volta nel 1815 da due ricercatori tedeschi, Vogel e Pelletier. Si tratta di una sostanza di natura polifenolica, in grado di regolare l’attività delle principali molecole coinvolte nei processi infiammatori: citochine, enzimi, recettori, fattori di trascrizione e di crescita, modulatori dei processi di morte cellulare programmata (apoptosi). Utilizzato fresco o essiccato e macinato in polvere, il rizoma della Curcuma contiene preziose molecole chiamate curcuminoidi (la maggior parte dei quali sono curcumina), che le conferiscono il caratteristico colore giallo-arancio e le potenti proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, digestive, stimolanti, fluidificanti e protettive. La Curcuma è anche ricca di vitamine (C, E, B1, B2, B3, B6, K) e di minerali e oligoelementi (Ferro, Manganese, Magnesio, Calcio, Potassio).

Alla curcuma vengono attribuite numerose proprietà, riconducibili principalmente ai componenti dell'olio volatile e ai curcuminoidi presenti nel rizoma, in particolare alla curcumina. Tradizionalmente, alla curcuma e ai suoi derivati vengono ascritte proprietà eupeptiche, colagoghe e coleretiche, oltre a un'azione di contrasto alla formazione di gas intestinali. Oltre a questi effetti, l'olio volatile e la curcumina hanno mostrato ulteriori proprietà di interesse, emerse da studi condotti in vitro. Negli ultimi anni, numerose ricerche si sono inoltre concentrate sulle potenziali proprietà antitumorali della curcumina. In base ai risultati ottenuti in ambito sperimentale, questo composto sembrerebbe in grado di esercitare un'azione antineoplastica attraverso l'inibizione dell'espressione di specifici geni proto-oncogeni e la modulazione dell'attività di alcune protein-chinasi coinvolte nei meccanismi di sviluppo e crescita tumorale.

La curcuma esercita effetti antinfiammatori e antiossidanti; inoltre sembra utile sia contro i gas intestinali che come antimicrobico. La ricerca scientifica ha dimostrato che alla base di molti dei suoi benefici vi è la presenza di curcumina, la molecola che conferisce a questa spezia il suo tipico colore arancione e che dal punto di vista chimico può essere classificata fra i composti polifenolici. La curcuma è poi una buona fonte di fibre che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, anche se è fonte sia di grassi "buoni" che di grassi "cattivi".

A proposito dei già citati effetti antinfiammatori, va menzionata la capacità, descritta in un cospicuo numero di lavori scientifici, di ridurre il dolore in persone che, affette per esempio da artrosi, grazie alla contestuale somministrazione di curcuma riducono la quantità di farmaci antidolorifici assunti. Un’ulteriore applicazione della curcuma è sul rischio di malattie cardiovascolari. Opportunamente dosata, la curcuma sarebbe in grado di sortire effetti simili a quelli dei farmaci “gastroprotettori”, contrastando condizioni di iperacidità, bruciore di stomaco e turbe digestive.

Pianta di Curcuma longa

La curcumina, principale composto attivo della curcuma, presenta una scarsa biodisponibilità, il che significa che viene assorbita in minima parte dal nostro organismo. La sfida principale della curcumina è infatti la sua bassa biodisponibilità, ovvero la difficoltà del nostro corpo di assorbirla e utilizzarla in modo efficace se non accompagnata da specifici accorgimenti. La curcumina è una molecola “idrofoba”, cioè non si scioglie bene in acqua, e viene metabolizzata ed eliminata molto rapidamente dal fegato. Per ottimizzare l’assunzione, la medicina moderna suggerisce due alleati fondamentali: i grassi sani e il pepe nero. Consumare la curcuma insieme a olio extravergine d’oliva, avocado o frutta a guscio permette alla curcumina di essere veicolata meglio attraverso le membrane cellulari. Allo stesso modo, la piperina contenuta nel pepe nero è in grado di inibire temporaneamente i processi metabolici che eliminano la curcumina, aumentandone la permanenza nel sangue in modo significativo. Molti integratori di nuova generazione utilizzano oggi tecnologie a base di fosfolipidi o formulazioni micellari per superare questo limite naturale senza dover ricorrere a dosaggi eccessivi.

Ottimo integratore completo con curcuma ad alto dosaggio (1440 mg), potenziata da zenzero e piperina per un migliore assorbimento. Formula naturale, senza OGM né allergeni, adatta a vegani. Prodotto in UK secondo standard GMP, con buon rapporto qualità-prezzo (120 capsule per 2 mesi). Ideale per chi cerca supporto naturale per infiammazione, digestione e benessere generale. L'integratore Longlife di curcuma titolata al 95% in curcuminoidi e oli essenziali, con ar- turmerone, è indicato per la funzionalità articolare e per contrastare i disturbi del ciclo mestruale. Noi abbiamo sviluppato una formula avanzata con Curcuma biologica, Pepe nero BioPerine® e Zenzero.

In dosi alimentari, la curcuma è considerata sicura. La curcuma è generalmente sicura se consumata in quantità moderate. In alcuni casi, però, può generare effetti indesiderati specialmente quando viene assunta a dosi elevate, tanto in forma di alimento quanto sotto forma di integratori. Il sovradosaggio di questa spezia può, infatti, causare nausea, diarrea, gonfiore e dolori addominali e può indurre reflusso gastrico in soggetti sensibili. La curcuma non è priva di effetti indesiderati, soprattutto sotto forma di integratori. La Curcuma ha pochissimi effetti collaterali se assunta nelle dosi consigliate. Tuttavia, se ingerita in dosi elevate, può causare feci gialle, flatulenza, bruciore di stomaco, secchezza delle fauci, eruzioni cutanee, mal di testa e persino nausea, vomito e diarrea.

Schema di assorbimento della curcumina

La Curcuma è controindicata in caso di: allergie, problemi epatici, patologie dei dotti biliari (calcoli, ostruzioni…), ulcere gastriche o duodenali. La Curcuma può avere alcune interazioni con i farmaci anticoagulanti (fluidificanti del sangue). Se stai seguendo questo tipo di trattamento, ti consigliamo di chiedere consiglio al tuo medico prima di assumere la Curcuma. Questo vale anche per l'associazione di Curcuma con piante dalle proprietà anticoagulanti, come il Gingko, il Ginseng, il Salice bianco, lo Zenzero, l'Eleuterococco… A causa delle sue forti proprietà antinfiammatorie, la Curcuma può potenzialmente interagire con altri farmaci antinfiammatori. Trattamenti antibiotici, antitumorali, antitumorali o immunosoppressivi: Se stai seguendo un trattamento immunosoppressivo, antitumorale, chemioterapico o radioterapico, ti consigliamo di non consumare la Curcuma prima, durante o dopo i giorni di trattamento.

In caso di patologie del fegato o dei dotti biliari, il consumo di Curcuma sotto forma di integratori alimentari dovrebbe essere evitato, soprattutto a causa della sua azione coleretica. La Curcuma è spesso descritta come un protettore epatico grazie alle sue proprietà antiossidanti e coleretiche. Anche in questo caso, i curcuminoidi che contiene sono i principali responsabili. Infatti, l'ESCOP (Coordinamento Scientifico Europeo sulla Fitoterapia) riconosce l'uso della curcuma nel trattamento sintomatico di lievi disturbi digestivi e piccoli problemi biliari. Stimola la secrezione di bile dalla cistifellea e poi dal fegato, facilitando la digestione e alleggerendo il ruolo del fegato.

Nonostante la curcuma sia un prodotto naturale, non è priva di rischi per alcune categorie di persone. La sua azione coleretica, ovvero la capacità di stimolare la secrezione di bile, la rende controindicata per chi soffre di calcoli biliari o ostruzioni delle vie biliari, poiché potrebbe scatenare coliche dolorose. Inoltre, la curcuma possiede una blanda attività antiaggregante piastrinica. Questo significa che chi assume farmaci anticoagulanti o antiaggreganti deve prestare estrema cautela e consultare il proprio medico per evitare un potenziamento indesiderato dell’effetto del farmaco, con conseguente aumento del rischio di sanguinamento. Anche in vista di interventi chirurgici, è spesso raccomandato di sospendere l’integrazione di curcuma almeno due settimane prima della procedura. Infine, dosi molto elevate possono causare disturbi gastrointestinali come nausea o diarrea in soggetti sensibili. La moderazione e il consiglio professionale restano, come sempre, le basi per una corretta integrazione alimentare.

La Curcuma viene spesso combinata con la piperina (estratta dal Pepe nero) per aumentare la biodisponibilità dei suoi preziosi curcuminoidi, in modo che possano essere assorbiti dall'organismo. Questa combinazione può essere molto irritante per l'apparato digerente e, a lungo andare, può portare alla permeabilità intestinale. Sono state sviluppate altre formulazioni naturali prive di effetti collaterali, come il nostro integratore alimentare Curcumina ottimizzata BIO Aroma-Zone. Negli ultimi anni sono nate alcune forme di integratori alimentari con una biodisponibilità "ottimizzata". Si tratta di formule specifiche che utilizzano l'"incapsulamento" della curcumina o la sua combinazione con la piperina (estratta dal Pepe nero), una micella, nanoparticelle o un fitosoma. Queste nuove formule non sono pericolose in quanto tali, ma sono i dosaggi che possono esserlo. Infatti, molti integratori alimentari a base di Curcuma con "curcumina ottimizzata" sono etichettati senza alcuna indicazione del fatto che si tratta di una formula non standard, che richiede un dosaggio giornaliero molto specifico, diverso da quello delle tradizionali capsule di Curcuma in polvere. Il rischio di sovradosaggio è quindi notevolmente aumentato.

Il mio Medico, Curcuma: come usarla per stare bene

Secondo l'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), la dose giornaliera raccomandata di curcumina negli alimenti è di 180 mg al giorno per un adulto di 60 kg. Secondo l'ANSES (Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell'alimentazione, dell'ambiente e del lavoro), non dovrebbe superare i 153 mg al giorno per un adulto di 60 kg. Questi dosaggi corrispondono all'uso alimentare. In caso di esigenze terapeutiche specifiche (per un'azione precisa sulla salute), ad esempio un'azione digestiva o antinfiammatoria, sono necessarie dosi più elevate di curcumina per un'efficacia ottimale. Il dosaggio dipende principalmente dalla forma di Curcuma che si sceglie di assumere:

  • In polvere: da 1,5 a 3 g (cioè da ½ a 1 cucchiaino) al giorno, da cospargere sui piatti o nei succhi, frullati, composte…
  • Come infuso: da 1 a 2 g di polvere di rizoma di Curcuma essiccato da mettere in infusione in una tazza di acqua bollente, da 1 a 2 tazze al giorno.
  • In capsule: ti consigliamo di seguire sempre le raccomandazioni riportate sull'etichetta dell'integratore alimentare, poiché il dosaggio dipende dalla concentrazione di Curcuma per capsula e dal processo di produzione.
  • Per le capsule di polvere di rizoma di Curcuma classica: da 1 a 3 g al giorno.
  • Per le capsule di Curcuma con curcumina ottimizzata: 300 mg al giorno, ovvero 1 capsula (controlla sempre il dosaggio indicato dal produttore del tuo prodotto).

Determinare una dose universale non è semplice, poiché il fabbisogno dipende dagli obiettivi di salute e dallo stato fisiologico della persona. Secondo il consenso scientifico attuale, per un adulto sano che desideri beneficiare delle proprietà della spezia attraverso l’alimentazione, una quantità compresa tra 1 e 3 grammi di polvere al giorno (circa un cucchiaino scarso) è ritenuta sicura e potenzialmente utile nel lungo periodo. Quando si parla invece di integratori standardizzati, le dosi comunemente suggerite variano dai 500 ai 1.000 milligrammi di curcuminoidi al giorno. È importante sottolineare che superare queste soglie senza una supervisione medica non aumenta necessariamente i benefici, ma può esporre il sistema digerente a irritazioni. Il dosaggio deve essere sempre personalizzato, specialmente se l’obiettivo è il supporto a condizioni croniche, dove la continuità dell’assunzione conta più della quantità massiccia presa sporadicamente. Assumere grandi quantità di curcuma non garantisce automaticamente un beneficio se la sostanza non raggiunge il torrente circolatorio.

EMA: l'Agenzia Europea per i Medicinali considera "tradizionale" l'uso della curcuma per alleviare la "digestione difficile". Raccomanda una durata massima del trattamento di due settimane. OMS: l'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce come "clinicamente giustificato" l'uso della curcuma in caso di "digestione difficile con iperacidità e flatulenza". Riconosce come "tradizionale" il suo uso nel trattamento di "ulcere gastriche, artrite, dolori mestruali o irregolari, diarrea e problemi cutanei". COMMISSIONE E: la Commissione E del Ministero della Salute tedesco riconosce l'uso della curcuma nel "trattamento dei disturbi digestivi". ESCOP: il Coordinamento Scientifico Europeo sulla Fitoterapia riconosce l'uso della curcuma nel "trattamento sintomatico di lievi disturbi digestivi e problemi biliari minori".

Sul tema degli integratori alimentari contenenti curcumina: dopo aver esaminato i dati scientifici, nel 2018 le autorità sanitarie europee (EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare e Commissione europea) hanno emesso un parere su alcune indicazioni sulla salute fornite da integratori alimentari contenenti curcumina. Hanno rilevato che questi prodotti non possono affermare di contribuire ad una buona funzione articolare. La Curcuma è famosa come ingrediente "anticancro" grazie alle sue numerose proprietà medicinali. Si ritiene che rallenti lo sviluppo di alcuni tipi di cancro (limitando la formazione di metastasi e promuovendo la morte cellulare delle cellule tumorali) come complemento alla chemioterapia e alla radioterapia. Si pensa anche che possa contribuire a ridurre gli effetti collaterali di questi trattamenti. Tuttavia, la sua azione rimane complementare e non provata. Inoltre, ti sconsigliamo di consumare la Curcuma il giorno del trattamento chemioterapico o radioterapico, nonché per alcuni giorni prima e dopo. Potrebbe interferire o addirittura ridurre l'azione della chemioterapia e interagire con l'effetto ossidante della radioterapia. La Curcuma è sconsigliata anche in caso di cancro che richiede una terapia ormonale, poiché la sua azione potrebbe ridurne l'efficacia.

Per precauzione, l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sconsiglia l'integrazione (assunzione di integratori alimentari) alle donne in gravidanza o in allattamento. Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Prima di utilizzare la curcuma o prodotti che la contengono o ne contengono gli estratti per qualsiasi scopo curativo, terapeutico o simil-terapeutico, è di fondamentale importanza rivolgersi preventivamente al proprio medico.

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