La lecitina di soia è una sostanza naturale ricavata dai semi della soia, ricca di fosfolipidi, come la fosfatidilcolina. Sintetizzata a partire dalla colina, presente in numerosi alimenti, questa sostanza può derivare da fonti vegetali, come appunto la soia, ma anche da alimenti come arachidi e frumento, oppure da fonti animali, come le uova. La lecitina è stata scoperta 160 anni fa a partire dal tuorlo d’uovo e successivamente trovata anche nel sangue, nei pesci, nella bile ed in tantissimi altri alimenti. Oggi sappiamo che tutte le membrane cellulari, sia vegetali che animali, hanno una componente di lecitina. La lecitina di soia è una sostanza di origine vegetale utilizzata nell’industria come elemento necessario per creme e gelati ma anche come integratore per i numerosi effetti sul colesterolo. La lecitina di soia è una sostanza naturale ricavata dai semi della soia, ricca di fosfolipidi, come la fosfatidilcolina, ed è spesso usata come integratore alimentare. La sua funzione principale è quella di favorire il metabolismo dei grassi, sostenere la funzione epatica e migliorare la salute cardiovascolare. La lecitina di soia, un fosfolipide estratto dai fagioli di soia, appartenenti alla famiglia delle Leguminose. La lecitina di soia è estremamente versatile e utile in più contesti. Nell’industria alimentare, la lecitina di soia è ampiamente impiegata come emulsionante in alcuni cibi confezionati, contribuendo a stabilizzare le frazioni grasse e acquose nelle miscele. Dal punto di vista della cosmetica, questa sostanza agisce non solo come emulsionante naturale ma anche come alleato per la salute e l’aspetto della pelle e dei capelli. Oltre a queste applicazioni, la lecitina di soia è anche un componente chiave in molti integratori alimentari.
La lecitina di soia è apprezzata per una vasta gamma di benefici, tra cui: riduzione del colesterolo LDL (colesterolo “cattivo”) e aumento dell’HDL, protezione del fegato grazie all’azione epatoprotettiva, supporto alla memoria e alle funzioni cognitive, per via della colina, regolarità intestinale, migliorando l'assorbimento dei grassi, e azione antiossidante, utile per contrastare i radicali liberi. La lecitina di soia ricopre un ruolo di grande importanza per il nostro organismo. La fosfatidilcolina, ampiamente presente nella lecitina di soia, è infatti coinvolta nella produzione diretta delle lipoproteine ad alta densità (ovvero le HDL). Grazie a questo meccanismo d’azione, la lecitina di soia rientra nella formulazione di diversi integratori in virtù dei suoi effetti positivi sulla salute cardiovascolare. La lecitina di soia ricopre un ruolo come supporto nel metabolismo dei lipidi, infatti, grazie ai suoi fosfolipidi, può favorire il trasporto dei grassi nel corpo. Questo contribuisce a regolare i livelli di lipidi nel sangue ed in particolar modo del colesterolo. La lecitina di soia, inoltre, grazie alla presenza della fosfatidilcolina, costituente importante delle membrane cellulari, è in grado di supportare la struttura e la funzione delle cellule nervose, andando a favorire numerosi benefici per la salute cerebrale e la trasmissione dei segnali nervosi. Infine, la lecitina viene selezionata come componente di diversi integratori per i suoi benefici diretti verso la salute del fegato.
La lecitina è stata scoperta nel 1850 dal ricercatore francese Maurice Gobley, che per primo la isolò dal tuorlo d'uovo. Dal punto di vista chimico si tratta di un fosfolipide, cioè di una molecola costituita da una regione lipidica (non solubile in acqua) e da un residuo di acido ortofosforico con caratteristiche opposte (idrosolubile). Grazie a tale particolarità chimica, la lecitina è in grado di tenere insieme due sostanze, come i grassi e l'acqua, normalmente non mescolabili. Nel nostro organismo la lecitina rientra nella struttura delle membrane cellulari, di cui rappresenta il principale costituente. Il LCAT preleva l'acido grasso polinsaturo presente in posizione 2 della lecitina e lo trasferisce al colesterolo, esterificandolo. Questa reazione è molto importante poiché favorisce la distribuzione del colesterolo ai vari tessuti. La Lecitina Colesterolo Acil Transferasi facilita l'incorporazione nelle HDL del colesterolo presente in eccesso nei tessuti periferici. A loro volta, le HDL possono scambiare il loro carico lipidico con altre lipoproteine o veicolare direttamente il colesterolo al fegato. La lecitina rientra inoltre nella composizione della stessa bile e, insieme ai sali biliari, contribuisce a solubilizzare il colesterolo evitando che questo precipiti sotto forma di microcristalli; ha quindi un'azione preventiva sulla formazione di calcoli alla cistifellea. Grazie alle sue particolarità biochimiche, la lecitina è un ottimo regolatore del colesterolo sanguigno. Per questo motivo è tra i complementi alimentari più comunemente prescritti dai medici quando non sono sufficienti le misure dietetiche e comportamentali (aumento dell'attività fisica). La sua efficacia ipocolesterolemizzante sembra essere addirittura superiore ai supplementi a base di acido linoleico (omega 6), a differenza dei quali abbassa il colesterolo totale mantenendo pressoché inalterati i livelli di quello buono. Va detto, peraltro, che l'assunzione di lecitina con la dieta si è notevolmente ridotta negli ultimi anni, a fronte di un'alimentazione sempre più povera di vegetali e alimenti integrali. La lecitina di soia è inoltre ricca di tocoferolo (vit. E). Spesso la lecitina viene associata a vitamine (E, B6) e minerali (selenio) per aumentarne le proprietà terapeutiche e ricostituenti.
La lecitina di soia agisce sul colesterolo attraverso i suoi fosfolipidi, che aiutano a emulsionare i grassi e a impedire l’accumulo di colesterolo LDL nelle arterie. Inoltre, la presenza di colina stimola il metabolismo dei lipidi e supporta la funzione del fegato, che gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del colesterolo plasmatico. La lecitina sembrerebbe essere in grado di legare il colesterolo assunto con l’alimentazione (ma anche quello biliare), al livello del lume intestinale, zona dell’organismo dove si verifica una riduzione dell’assorbimento di questo grasso. Inoltre questo è permesso anche attraverso un secondo meccanismo d’azione, ovvero l’aumentata sintesi di uno specifico enzima epatico definito LCAT (Lecitina Colesterolo Acil Trasferasi), coinvolto nel metabolismo inverso del colesterolo, grazie all'esterificazione del colesterolo che consente di favorirne la distribuzione nei tessuti e la sua incorporazione nelle HDL (il colesterolo viene eliminato tramite la bile).
Oltre alla funzione ipocolesterolomizzante sono state individuate altre proprietà della lecitina legate all’affaticamento mentale ed allo stress. L'utilizzo di lecitina è consigliato anche in caso di affaticamento mentale, poiché, essendo donatrice di colina (una sostanza essenziale per la funzionalità nervosa) migliora l'efficienza intellettuale e le capacità mnemoniche. La lecitina di soia, inoltre, grazie alla presenza della fosfatidilcolina, costituente importante delle membrane cellulari, è in grado di supportare la struttura e la funzione delle cellule nervose, andando a favorire numerosi benefici per la salute cerebrale e la trasmissione dei segnali nervosi.
La lecitina di soia si configura come una sostanza con numerosi benefici naturali per l’organismo grazie alla presenza di acido linoleico, che sembrerebbe avere una importante funzione di prevenzione contro il diabete. Abbassando i livelli di colesterolo a livello ematico riesce parallelamente a ridurre il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e metaboliche come appunto il diabete mellito. In particolar modo, in quest’ultimo caso, si pensa che la lecitina di soia possa influenzare positivamente il metabolismo dei lipidi e la sensibilità all'insulina, due aspetti fondamentali da tenere in considerazione nelle persone affette da diabete. Riducendo la percentuale di grassi circolanti si argina uno dei problemi fondamentali nelle persone con diabete, in quanto presentano, solitamente, un tasso più elevato di grassi come colesterolo e trigliceridi circolanti, e si contrasta, di conseguenza, un loro accumulo. Migliorando la sensibilità all'insulina, si può monitorare e favorire dei livelli di glucidi più bassi nel sangue.
La lecitina di soia ha un sapore neutro o leggermente tostato, con una consistenza oleosa se in forma liquida o granulare. Per questo motivo può essere facilmente mischiata a yogurt, frullati, minestre o insalate senza alterarne significativamente il gusto. La lecitina di soia granulare può essere assunta aggiungendola a cibi o bevande. Le dosi possono variare a seconda degli scopi desiderati, ma solitamente si aggirano intorno ai 5-10 grammi al giorno. In cucina, altri emulsionanti come gomma di xanthano, gomma di guar o gelatina possono essere usati come sostitutivi alla lecitina di soia. Tuttavia, l’azione della lecitina di soia come emulsionante potrebbe non essere completamente simile rispetto a quella offerta dalle alternative.
La lecitina di soia può essere assunta in diverse forme: granuli, compresse o capsule, e forma liquida. È consigliabile assumerla ai pasti principali, per facilitarne l’assimilazione e migliorare la digestione dei lipidi. Negli integratori è sempre importante rispettare le indicazioni presenti nel foglietto illustrativo. La durata dell'assunzione dipende dalle ragioni per cui si sta assumendo la lecitina di soia, infatti molte persone possono usarla a breve termine per affrontare specifici problemi di salute o per favorire la digestione dei grassi, mentre altre possono utilizzarla come parte di una dieta a lungo termine.
Nonostante i suoi benefici, la lecitina di soia non è adatta a tutti. Dovrebbero evitarla: persone allergiche alla soia, individui con disturbi ormonali sensibili agli estrogeni, poiché la soia contiene isoflavoni, chi segue una dieta priva di OGM (salvo prodotti certificati no-OGM), e donne in gravidanza o allattamento, solo se non espressamente consigliata dal medico. L'assunzione di lecitina di soia attraverso gli alimenti generalmente non presenta particolari controindicazioni, a meno che non si manifesti un’allergia a questo componente. Per quanto riguarda l’assunzione di lecitina di soia sotto forma di integratore, è preferibile consultare il medico, soprattutto durante la gravidanza e l’allattamento. La lecitina di soia potrebbe interferire con l'assorbimento di alcuni farmaci, come quelli a base di vitamine liposolubili (A, D, E, K) o farmaci che richiedono un ambiente acido per l'assorbimento. Qualsiasi sia la tua condizione medica e nel caso in cui tu assuma farmaci concomitanti, ricorda di informare il medico o il farmacista se stai usando integratori a base di lecitina di soia, poiché potrebbero esserci delle probabili interazioni farmacologiche.
Sebbene sia generalmente ben tollerata, la lecitina di soia può causare alcuni effetti collaterali se assunta in eccesso o in soggetti sensibili, come: nausea o disturbi gastrointestinali, diarrea o flatulenza, mal di testa, e reazioni allergiche nei soggetti intolleranti alla soia. A dosaggi normali, l’assunzione di lecitina di solito non causa effetti collaterali significativi. Tuttavia, è importante prestare attenzione all’uso prolungato o all’assunzione di dosi elevate, poiché in tali circostanze potrebbero verificarsi disturbi gastrointestinali come nausea e diarrea. Nella maggior parte dei casi, la lecitina di soia è considerata sicura quando consumata nelle quantità normalmente presenti negli alimenti e negli integratori alimentari. Tuttavia, è importante tenere presente che le persone con problemi renali o epatici dovrebbero consultare il proprio medico prima di apportare significative modifiche alla loro dieta o iniziare a prendere integratori, inclusi quelli contenenti lecitina di soia. Inoltre, alcuni integratori possono contenere quantità di fosforo più elevate.
Il dosaggio giornaliero consigliato varia a seconda della forma e della concentrazione, ma in generale: granuli: 1-2 cucchiai (10-20 g) al giorno; compresse/capsule: secondo indicazioni del produttore, solitamente 1-3 capsule da 1.200 mg al giorno. È importante non superare le dosi consigliate, e seguire un’assunzione costante per almeno 4-6 settimane per valutare gli effetti reali. Per le dosi di assunzione, essendoci una certa variabilità tra i vari prodotti, è bene fare affidamento ai consigli riportati in etichetta. In genere viene consigliato di assumere due o tre cucchiaini (10 grammi) di lecitina al giorno, in forma pura o aggiunta ai vari alimenti (yogurt, latte e minestre a cottura ultimata).
La lecitina di soia non le creerebbe nessun problema relativamente alla storia di carcinoma mammario. Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

Erbe e Salute le proprietà della soia Antenna 2 TV 20072012
La lecitina di soia è una componente naturale estratta dai semi di soia, nota per i suoi molteplici benefici per la salute e le sue diverse applicazioni culinarie. La soia appartiene alla famiglia delle Leguminose e ha caratteristiche nutrizionali molto particolari. Oltre ad avere un quantitativo proteico superiore rispetto agli altri legumi, la soia è ricca di grassi polinsaturi, fibre e minerali come calcio, potassio, ferro e fosforo. Una delle principali caratteristiche che contraddistingue questo legume è la presenza di fitoestrogeni, in particolare i cosiddetti isoflavoni. Questi ultimi sono sostanze naturali con attività ormonale e hanno una struttura molto simile a quella dell’estradiolo, il principale estrogeno prodotto dalle ovaie. Proprio a causa della presenza di queste sostanze l’utilizzo della soia nell’alimentazione è argomento controverso. Da un lato, infatti, gli isoflavoni hanno degli effetti positivi come ad esempio nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue e nel trattamento dei sintomi della menopausa. Durante la menopausa, infatti, l’arresto della produzione di estrogeni da parte delle ovaie determina l’insorgenza di una serie di disturbi quali alterazione della termoregolazione con conseguenti vampate di calore, comparsa di dolori articolari, riduzione della densità ossea e aumento del rischio di sviluppare osteoporosi. In questo senso i fitoestrogeni della soia sembrerebbero rappresentare un valido supporto alla terapia ormonale sostitutiva della menopausa: la loro analogia strutturale con gli estrogeni femminili, infatti, fa si che questi siano in grado di legarsi agli stessi recettori con cui interagiscono gli estrogeni e di regolare le funzioni che sono controllate da questi ormoni prima della menopausa. Dall’altro lato, però, in determinate condizioni il consumo di soia può avere controindicazioni. È il caso, ad esempio, delle persone che soffrono di alterazioni tiroidee e che assumono farmaci per la tiroide. Studi per lo più animali hanno evidenziato che in soggetti con ipotiroidismo subclinico il consumo di elevate quantità di soia associato a una condizione di deficit di iodio può determinare una più facile progressione vero una forma conclamata di ipotiroidismo. Nei soggetti con diagnosi conclamata di ipotiroidismo e che assumono farmaci per il trattamento di questo, invece, è stato dimostrato che i fitoestrogeni presenti nella soia possono interferire con l’assorbimento della Levotiroxina. In questo caso, quindi, il consiglio generale è quello di consumare alimenti a base di soia lontano dall’assunzione del farmaco. Alla luce di questo, quindi, nei soggetti in cui la tiroide funziona correttamente non ci sono rischi dal consumo della soia, mentre le persone che presentano già una funzionalità tiroidea compromessa dovrebbero limitarne il consumo. L’utilizzo della soia è stato molto discusso anche in ambito oncologico. L’attenzione è stata rivolta soprattutto ai tumori più sensibili agli estrogeni come quelli del seno, dell’endometrio e della prostata. Recenti studi hanno evidenziato un possibile effetto protettivo dei fitoestrogeni nei confronti di questo tipo di tumori e, in particolare, nei confronti del tumore al seno. Gli isoflavoni presenti della soia, in particolare genisteina e daidzeina, sembrerebbero in grado di contrastare la proliferazione delle cellule tumorali. Allo stesso tempo, però, alcune perplessità sorgono per le donne che hanno avuto in passato diagnosi di tumore al seno. Alcuni dati, infatti, suggeriscono che i fitoestrogeni potrebbero stimolare la proliferazione delle cellule tumorali residue o interferire con le cure ormonali. I dati ad oggi disponibili non chiariscono ancora con certezza la correlazione tra fitoestrogeni e tumore al seno; tuttavia in linea precauzionale è bene che le donne con precedente diagnosi di tumore al seno limitino il consumo di soia e non utilizzino integratori a base di quest’ultima. In conclusione, la soia è un valido alimento dal punto di vista nutrizionale e può essere inserita all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata. In commercio si trovano moltissimi alimenti derivati da questo legume quali germogli, olio, latte, yogurt, lecitine, tofu, salsa fermentata. Il consumo di soia, quindi, non ha controindicazioni per quanto riguarda la salute tuttavia, in alcune particolari condizioni, è consigliabile limitarne l’utilizzo.
In conclusione, la lecitina non è un integratore essenziale ma può essere d’aiuto qual ora la persona assuma pochi alimenti vegetali, soprattutto cereali integrali, con lo scopo di migliorare lo stato di salute (valori del colesterolo) e anche le funzioni cerebrali.
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