Vitamina E e il suo impatto sul fegato: benefici, rischi e interazioni

L'industria degli integratori è in piena espansione con pillole e polveri che promettono di trasformare la salute dell'intestino, accelerare il metabolismo e persino aiutare a vivere più a lungo. Negli ultimi 30 anni, il nostro rapporto collettivo con gli integratori si è trasformato in una vera e propria ossessione: più della metà degli adulti negli Stati Uniti oggi assume integratori per "curare" quasi tutti i problemi di salute o tutte le disgrazie psicologiche nell’universo. Gli integratori possono sembrare una scorciatoia per migliorare l'umore o il fisico, ma prove emergenti suggeriscono che questi composti possono danneggiare più che aiutare. Nell'ultimo quarto di secolo, gli scienziati hanno registrato un forte aumento delle lesioni epatiche e delle insufficienze epatiche legate all'uso di integratori. L'84% dei consumatori è convinto che questi prodotti siano sicuri ed efficaci. Tuttavia, la maggior parte delle decine di migliaia di integratori presenti sul mercato statunitense non sono stati testati per verificarne l'efficacia o la sicurezza. L'accumulo di bilirubina nel sangue causato da un danno epatico può provocare l'ittero, ovvero l'ingiallimento di pelle, mucose e occhi.

Per alcune condizioni di salute, carenze e fasi della vita, può essere utile un'integrazione mirata. Le donne in gravidanza assumono acido folico per prevenire difetti nei nascituri, mentre le persone anziane spesso traggono beneficio da un'integrazione di vitamina B12. "Non ci sono dati convincenti sul fatto che gli integratori a base di erbe siano necessari per mantenere la salute generale", afferma Marwan Ghabril, epatologo e professore di medicina alla Indiana University School of Medicine. Per la maggior parte delle persone, l'assunzione di comuni integratori alimentari alle dosi consigliate è sicura e non comporta gravi rischi per la salute.

Il fegato svolge un ruolo fondamentale nella disintossicazione dei rifiuti dal sangue e nell'immagazzinamento e nel metabolismo dei grassi. Come si vede, gli intricati grappoli di vasi sanguigni del tessuto epatico si diramano dai vasi principali.

Struttura interna del fegato

Con la crescita vertiginosa dell'industria degli integratori sono cresciuti anche gli effetti collaterali a valle: secondo le stime del 2022, gli integratori possono causare fino al 43% delle lesioni epatiche indotte da farmaci negli Stati Uniti e il 19% dell'insufficienza epatica acuta indotta da farmaci che mette le persone in lista per un trapianto. Questi agenti nocivi hanno un impatto sulla salute in una miriade di modi: l'estratto di tè verde può infiammare il fegato, mentre gli integratori per il bodybuilding possono rallentare o bloccare il fluido biliare. Anche l'etichettatura errata e l'adulterazione dilagano nell'industria degli integratori, rendendo difficile individuare gli effetti collaterali. Mozaffarian spiega che dosi elevate di vitamine possono interferire con i normali processi dell'organismo, provocando effetti collaterali come sintomi gastrointestinali, mal di testa, palpitazioni o insonnia. È importante sapere che le reazioni si basano anche sui geni o sui sistemi immunitari individuali, spiega Ghabril. "L'evidenza è chiara: gli integratori a base di erbe e quelli dietetici possono causare danni al fegato proprio come i farmaci da prescrizione", afferma Ghabril.

Cos'è la Vitamina E e come agisce

Con il termine vitamina E si intende un gruppo di composti liposolubili tra cui l’alfa-tocoferolo, quello più attivo dal punto di vista biologico. Per questo motivo, quando si parla di vitamina E ci si riferisce all’alfa-tocoferolo. La vitamina E fa parte delle vitamine liposolubili, ossia quelle vitamine che vengono depositate nel nostro organismo per essere utilizzate al momento del bisogno. Una volta introdotta con gli alimenti, la vitamina E viene assorbita a livello intestinale e trasportata al fegato dove viene depositata. L’eccesso viene eliminato con le feci, con la bile oppure con le urine.

La vitamina E è uno dei più potenti antiossidanti ad oggi conosciuto. La sua più importante caratteristica infatti è proprio la capacità di ridurre drasticamente la perossidazione lipidica, processo che avviene a livello delle membrane cellulari e che porta alla formazione di perossidi lipidici (radicali liberi). La vitamina E sembra essere in grado di reagire anche con altri radicali liberi, non solo perossidi lipidici, trasformandoli in composti poco reattivi.

Grazie alla sua capacità antiossidante e immunostimolante, la vitamina risulta particolarmente utile contro le infezioni microbiche, nelle allergie e asma, malattie autoimmuni, malattie cardiovascolari (come ipertensione e aterosclerosi), malattie neurodegenerative, malattie metaboliche (diabete o dislipidemie) e cancro.

Struttura chimica della Vitamina E (alfa-tocoferolo)

Vitamina E e il fegato

Il fegato svolge un ruolo centrale nel metabolismo della vitamina E. Questo organo è responsabile dell'assorbimento, dello stoccaggio e della distribuzione della vitamina E nell'organismo, grazie a proteine specifiche come l’α-TTP. La vitamina E contribuisce alla protezione delle cellule epatiche dai danni ossidativi. In particolare, può avere un ruolo protettivo nelle fasi iniziali e avanzate di patologie come la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH).

La malattia epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) è una delle patologie del fegato croniche più comuni al mondo, con una prevalenza che si avvicina al 30% nel mondo. La forma più grave, la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), è caratterizzata da danno e infiammazione epatocellulare, con o senza fibrosi, con maggiore impatto a livello di morbilità e mortalità. Lo stress ossidativo è il principale fattore che contribuisce allo sviluppo della MASH. In questo senso, la vitamina E, un antiossidante naturale, è uno dei trattamenti più promettenti.

I pazienti con steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH) che ricevono 300 mg di vitamina E al giorno hanno un miglioramento del 29,3% dell’istologia epatica, rispetto al 14,1%, nel gruppo placebo. Inoltre, nel gruppo trattato, sono state osservate significative riduzioni nei punteggi di steatosi, infiammazione lobulare e fibrosi. Sono i risultati del trial clinico VENS, pubblicati su Cell Reports Medicine. Lo studio è stato condotto da un team cinese guidato da Yu Song della Hangzhou Normal University.

Dall’analisi è emerso che un numero maggiore di partecipanti ha avuto un miglioramento dell'istologia epatica nel gruppo vitamina E, il 29,3%, rispetto al gruppo placebo, il 14,1% (p =0,04). Inoltre, i pazienti che hanno ricevuto vitamina E hanno mostrato significative riduzioni di steatosi (p =0,01), infiammazione lobulare (p =0,04), punteggio della fibrosi (p =0,04) e punteggio NAFLD Activity Score totale (p =0,03), rispetto al placebo.

Schema che illustra la progressione della MASH e il ruolo della Vitamina E

Fonti alimentari e fabbisogno di Vitamina E

Le fonti alimentari di vitamina E sono esclusivamente vegetali: olive, olio di oliva, olio di soia, olio di girasole, olio di mais, mais, germe di grano, frutta secca (nocciole, pinoli, arachidi, noci). La vitamina E è sensibili al calore pertanto la cottura eccessiva degli alimenti determina la perdita di vitamine. Essendo anche sensibile alla luce, è consigliato conservare gli alimenti ricchi di vitamina in un luogo buio o comunque dove non batte il sole.

Le principali fonti alimentari di vitamina E includono oli vegetali (come quello di germe di grano, girasole, mandorla), frutta secca, semi e verdure a foglia verde. In genere, una dieta equilibrata è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero di circa 12 mg. L’integrazione è raccomandata solo in presenza di carenze documentate o condizioni mediche particolari, e deve essere effettuata sotto controllo medico.

La vitamina E è contenuta soprattutto in frutti oleosi, come olive, germe di grano e semi. Una carenza di vitamina E, generalmente associata a malnutrizione, comporta difetti generali dello sviluppo, compresi disturbi al sistema nervoso e al metabolismo generale.

Fabbisogno giornaliero raccomandato (RDA) di Vitamina E per età
Età RDA (mg)
0-6 mesi3 mg
6-12 mesi4 mg
1-3 anni6 mg
4-6 anni7 mg
7-10 anni7 mg
Maschi 11-14 anni10 mg
Maschi 15-18 anni10 mg
Maschi 19-24 anni10 mg
Maschi 25-50 anni10 mg
Maschi 51+10 mg
Femmine 11-14 anni8 mg
Femmine 15-18 anni8 mg
Femmine 19-24 anni8 mg
Femmine 25-50 anni8 mg
Femmine 51+8 mg
Gravidanza10 mg
Allattamento 1-6 mesi12 mg
Allattamento + 7 mesi11 mg

Nota: 1 mg di vitamina E è pari a 1 IU. Sull'etichetta si possono indicare le dosi in mg o in IU.

Controindicazioni ed effetti collaterali

La carenza di vitamina E è abbastanza rara ma può comunque verificarsi in caso di ridotta introduzione con la dieta o in presenza di problematiche intestinali che ne comportano un ridotto assorbimento. La carenza si può verificare anche a causa di un difetto genetico a carico della proteina che si occupa del trasporto plasmatico della vitamina. La carenza può essere responsabile di disturbi al sistema nervoso (neuropatia), ritardi di crescita o compromissione del sistema immunitario.

L’eccesso di vitamina E, che è raggiungibile solo con alte integrazioni, non è associato a grandi effetti collaterali. Sicuramente in caso di dosi eccessive si verifica un sovraccarico a livello epatico. A causa delle sue proprietà anticoagulanti, l’integrazione di vitamina E è controindicata nei pazienti che seguono terapia anticoagulante.

I danni che può arrecare un consumo eccessivo e ingiustificato di integratori sono oggetto di studi da anni. Nel 2012 i ricercatori giapponesi dell’università di Keyo, a Tokyo, hanno scoperto che gli integratori di vitamina E in commercio possono erodere le ossa. È accaduto nei topi di laboratorio ai quali il team guidato dal professor Shu Takeda ha iniettato una dose simile a quella contenuta negli integratori di uso comune registrando preoccupanti effetti collaterali. Secondo gli esperti un iperdosaggio della vitamina E incoraggia la formazione degli osteoclasti che causano la riduzione del tessuto osseo. Le conseguenze di un’eccessiva assunzione di vitamina E (tocoferolo) possono essere negative, ma accade molto raramente. La conferma arriva dagli esperti dell’Irccs Humanitas. Alla vitamina E vengono riconosciute importanti qualità nella prevenzione al cancro, grazie alla sua potente azione antiossidante che le permette di proteggere le membrane cellulari. Tuttavia il tocoferolo è una vitamina liposolubile che viene accumulata nel fegato e non è dunque necessario assumerla con regolarità, attraverso i cibi. Una condizione di eccessiva assunzione di vitamina E è rara, soprattutto attraverso la nutrizione. Il Manuale medico Msd individua nell’utilizzo di troppi integratori a base di tocoferolo una delle cause che possano portare alla tossicità da vitamina E. Soprattutto quando l’utilizzo di integratori vitaminici è ingiustificato e non consigliato da un medico esperto.

Gli integratori alimentari sono diventati una scelta sempre più popolare per migliorare la salute, supportare il corpo in specifiche funzioni o colmare carenze nutrizionali. Tuttavia, il loro utilizzo non è sempre privo di rischi. Molte persone sottovalutano che un consumo eccessivo o non controllato di alcuni integratori può avere effetti tossici. L’iperico (Hypericum perforatum), ad esempio, utilizzato per il trattamento della depressione lieve, può ridurre l’efficacia di molti farmaci, come anticoncezionali e anticoagulanti. Un consumo eccessivo di kava, usato tradizionalmente per alleviare l’ansia, è stato collegato a danni al fegato. Gli integratori a base di proteine e aminoacidi ramificati (BCAA) sono molto diffusi tra gli sportivi. Anche se in generale sono sicuri, un consumo eccessivo può affaticare reni e fegato, soprattutto in persone con problemi di salute preesistenti. La creatina, ad esempio, è considerata sicura se assunta in dosi moderate.

La controindicazione principale è l'interazione con i farmaci anticoagulanti e antiaggreganti. Dosi elevate di vitamina E possono potenziare l'effetto di fluidificazione del sangue, aumentando il rischio di emorragie e sanguinamenti, anche gravi. È pertanto fondamentale che i pazienti in terapia anticoagulante evitino integrazioni di vitamina E oltre l'apporto dietetico normale senza la stretta supervisione del proprio medico curante.

Nel 2019 alcuni test di laboratorio americani hanno rinvenuto tracce di acetato di vitamina E nelle sigarette elettroniche E-cig. L’acetato di vitamina E veniva utilizzato come additivo nella produzione di prodotti per sigarette elettroniche o vaping, contenenti Thc, uno dei principi attivi della cannabis.

Integratori di Magnesio | Benefici, Dosi, Effetti Collaterali | Fanno Bene o Fanno Male?

Come si è arrivati a questo punto? Innanzitutto, la FDA statunitense non regolamenta gli integratori alimentari nello stesso modo in cui regola i farmaci da prescrizione o da banco. I produttori di integratori non devono dimostrare la sicurezza o l'efficacia dei loro prodotti prima di immetterli sul mercato. In Italia, come in tutti i paesi dell’Unione Europea, esiste una regolamentazione apposita che prevede che i produttori devono attenersi alle Linee Guida emanate dal Ministero della Salute relativamente agli apporti ammessi di vitamine e minerali per ciascun integratore immesso in commercio. Inoltre, una sostanza, per poter essere impiegata in un integratore alimentare, deve aver fatto registrare in ambito UE un pregresso consumo significativo, antecedente al maggio 1997, come prova di sicurezza. "È davvero spiacevole che negli Stati Uniti le aziende produttrici di integratori possano realizzare profitti per milioni di dollari senza testare i loro agenti", afferma Mozaffarian. Con oltre 80.000 prodotti unici venduti, è difficile distinguere quelli di alta qualità da quelli scadenti. Ed è questa, in definitiva, la vera chiave per migliorare la propria salute. "La formula magica per una vita lunga e sana è ben nota: una dieta sana con cibi poco elaborati, soprattutto vegetali, molto esercizio fisico, sonno, poco stress, evitare le droghe e dare un senso alla vita", dice Mozaffarian.

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