Carbone Vegetale e Igiene Orale: Benefici, Rischi e Verità Scientifiche

Se segui anche vagamente i trend nel campo dell’igiene orale, avrai sicuramente sentito parlare del dentifricio al carbone attivo. Molti marchi promuovono risultati sbalorditivi dopo l’uso del dentifricio nero. Ma è davvero così? Cosa dicono gli studi scientifici?

Il carbone vegetale, conosciuto anche col nome di carbone attivo, è un prodotto ottenuto attraverso la combustione di materiale di origine vegetale, come il legno o il guscio delle noci di cocco. Il carbone che si ottiene viene poi scaldato insieme a gas che portano alla creazione, al suo interno, dei pori che caratterizzano il carbone attivo. La consistenza molto porosa del carbone attivo lo renderebbe efficace nell’assorbire e rimuovere i pigmenti e le altre sostanze che macchiano i denti. Proprio grazie a queste proprietà i produttori di dentifrici al carbone attivo sostengono che tali prodotti siano in grado di assorbire lo sporco e rendere i denti più bianchi.

Struttura porosa del carbone attivo

Il carbone attivo è comunemente considerato una sostanza naturale e anche economica per sbiancare i denti. È una polvere nera che si ottiene a seguito di un processo di carbonizzazione in assenza di ossigeno di un mix di tipologie di legno, quali salice, pino, pioppo e betulla. Il prodotto che si ottiene deriva dal legno sottoposto ad un processo di carbonizzazione a temperature altissime, circa 600° e più, in assenza di ossigeno. Viene infatti consigliato non solo per l’igiene orale, ma anche come utile rimedio contro gonfiore addominale, problemi di digestione e areofagia, in virtù delle sue proprietà assorbenti e disintossicanti.

L’uso del carbone attivo in medicina è una pratica molto antica. In passato, infatti, questa sostanza veniva usata per trattare le infezioni della pelle e anche per curare le intossicazioni dovute ad agenti chimici, veleni e farmaci. Negli ultimi anni, il carbone attivo ha trovato un impiego anche nei prodotti di igiene orale, per le sue proprietà antimacchia.

I Benefici Dichiarati del Carbone Attivo per l'Igiene Orale

Sul mercato, di conseguenza, hanno preso sempre più piede non solo i dentifrici e collutori, ma anche le polveri e le paste di carbone attivo puro. Il carbone attivo, dal tipico colore nero, può rappresentare spesso un rimedio per eliminare macchie superficiali dai denti e farli tornare al loro colore naturale. Grazie alla sua struttura porosa, agisce come una spugna: si attacca alla superficie del dente e assorbe le impurità, contribuendo alla rimozione delle macchie. Inoltre, nuovi studi hanno dimostrato che la placca dentale e la saliva di persone che fanno uso di carbone vegetale contengono meno batteri nocivi. Il carbone attivo ha proprietà assorbenti che agiscono contro microbi e tossine. Contribuisce persino nel ristabilire il normale pH del cavo orale, altro fattore che previene carie e gengiviti.

Diagramma che mostra come il carbone attivo assorbe le macchie dai denti

Cosa Dice la Scienza: Efficacia e Sicurezza

Sulle proprietà sbiancanti dei dentifrici a base di carbone è intervenuto anche un altro studio più recente apparso sulla rivista Operative Dentistry, nel quale si legge: “i produttori sostengono che tali prodotti a base di carbone abbiano proprietà sbiancanti, remineralizzanti, antimicrobiche e antimicotiche. Tuttavia, non ci sono prove scientifiche statisticamente significative per tali affermazioni”. Un report del 2017 della American Dental Association evidenzia come non vi siano studi scientifici che dimostrino la sicurezza del carbone attivo per i denti. Nella ricerca condotta da un team di ricercatori, che ha setacciato i database di Medline e Scopus, sono stati presi in esame 118 articoli pubblicati fino al febbraio 2017. I risultati hanno mostrato che le caratteristiche vantate dalla pubblicità di alcuni prodotti a base di carbone non riescono a rispecchiarne i reali benefici. Ad esempio, dicono gli autori, il 38 per cento dei prodotti è stato pubblicizzato come rinforzante o remineralizzante. Secondo i ricercatori, per fornire la prova definitiva dell’efficacia e sicurezza dei dentifrici a base di carbone, occorrono studi su più ampia scala.

Non solo l’efficacia del carbone attivo per la cura dei denti non è stata ancora dimostrata, ma un uso intensivo e continuativo di tali prodotti potrebbe portare a effetti contrari a quelli desiderati. Essendo una sostanza porosa e abrasiva, il dentifricio al carbone attivo potrebbe addirittura rovinare lo smalto rendendo i denti ancora più sensibili ed esposti al rischio di carie. Il carbone, notoriamente riconosciuto sostanza abrasiva per i denti e le gengive, può provocare danni accentuando la predisposizione alla carie oltre ad essere causa di possibile perdita di smalto. La polvere di carbone ha un certo effetto abrasivo e quindi può favorire lo sbiancamento dei denti per eliminazione di colorazioni superficiali acquisite. Non è in grado di eliminare le colorazioni profonde, ma potrebbe essere di aiuto per combattere l’alitosi.

Rischi e Considerazioni Importanti

Un altro aspetto poco considerato nella promozione di questi prodotti è il loro basso contenuto di fluoro. Generalmente, infatti, un dentifricio efficace nella protezione dei denti contiene dalle 1350 alle 1500 ppm (parti per milione) di fluoro con azione mineralizzante. La maggior parte dei dentifrici al carbone attivo non contiene fluoro e, quindi, non è adatto nel contrastare la carie. Come dicevamo prima, può sbiancarli in maniera superficiale con il rischio però di rovinare lo smalto. Inoltre particelle di carbone attivo (che è di colore nero) potrebbero accumularsi nelle crepe o fessure dei denti (ma anche su faccette, ponti, corone e otturazioni bianche) lasciando un colore nero-grigiastro.

Se usi (o vorresti usare) prodotti sbiancanti a base di carbone attivo, potresti chiederti se c’è il rischio di rovinare i denti. Se non si sceglie il prodotto giusto, si corre il pericolo di danneggiare lo smalto. Certo, questo vale per tutti i dentifrici, non solo quelli sbiancanti: l’abrasività e l’assenza di agenti remineralizzanti possono mettere a rischio la struttura dei denti. Per quanto riguarda i prodotti a base di carboni attivi, l’abrasività varia in base alla natura, al metodo di preparazione, alla concentrazione e alla grandezza delle particelle presenti. Se decidi di utilizzare un dentifricio o un collutorio a base di carbone attivo, assicurati che non siano troppo abrasivi. Inoltre, è bene che contengano anche degli agenti remineralizzanti, come il fluoro o l’idrossiapatite, per rinforzare lo smalto durante l’uso ed evitare l’abrasione.

Grafico comparativo dell'abrasività dei dentifrici

Alternative Sicure per Denti Bianchi

Per la tua igiene orale non affidarti a soluzioni fai da te o ad informazioni reperite da fonti non attendibili. Lavare i denti almeno due volte al giorno e usare uno spazzolino di qualità sono abitudini fondamentali per un sorriso luminoso. Per mantenere il candore naturale è essenziale rivolgersi al proprio dentista di fiducia. Infatti, la rimozione del tartaro, tecnicamente detta detartrasi, e lo sbiancamento professionale sono trattamenti molto utili. Esistono però anche rimedi casalinghi che possono contribuire a mantenere i denti più bianchi.

Se il nostro obiettivo è sbiancare i denti ci sono modi del tutto sicuri per farlo! Una buona igiene orale quotidiana previene le macchie sui denti e il loro ingiallimento. Evitare fumo di sigaretta, vino rosso, tè, caffè e bevande / alimenti acidi aiuta a mantenere il bianco naturale dei denti più a lungo. È comunque fisiologico e normale che il colore dei denti cambi con il passare del tempo: per ripristinare il bianco naturale si può ricorrere allo sbiancamento dentale professionale! Il prodotto migliore e la modalità più idonea devono essere consigliati individualmente dall’odontoiatra o dall’igienista dentale. La terza possibilità consiste nel sottoporsi a sedute professionali di sbiancamento con l’impiego di sostanze a base di perossidi a concentrazione maggiore, con l’aiuto o meno di luci a particolari frequenze, che consentono in tempi più rapidi l’eliminazione di decolorazioni anche profonde e persistenti. Nessuna di queste sostanze danneggia lo smalto dentale, al massimo può comparire una transitoria sensibilità agli stimoli termici. Assolutamente sconsigliato è, invece, l’utilizzo di metodi fai-da-te senza aver consultato prima il proprio dentista.

SBIANCAMENTO DEI DENTI: ISTRUZIONI PER L''USO!

In conclusione, il dentifricio al carbone attivo può essere un’opzione interessante per l’igiene orale e lo sbiancamento dentale, ma è importante usarlo con cautela. Sempre più spesso si trovano in farmacia o negli scaffali dei supermercati dentifrici con la pasta scurissima, data dalla presenza del carbone attivo vegetale. Se, però, può essere vero che la sua elevata capacità assorbente contribuisce a rimuovere la placca, il tartaro e le altre sostanze che rovinano il bianco naturale dei denti, non si può non considerare l’azione abrasiva del prodotto, che a lungo andare potrebbe rovinare in modo permanente lo smalto dei denti.

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