La menopausa è un periodo fisiologico della vita di una donna caratterizzato da una drastica diminuzione degli ormoni estrogeni circolanti. Proprio perché i sintomi della menopausa sono causati essenzialmente dalla riduzione degli ormoni estrogeni e progesterone circolanti, la terapia d’elezione per ridurre la frequenza e l’intensità dei sintomi della menopausa è stata per anni la terapia ormonale sostitutiva, costituita dalla somministrazione di estrogeni da soli o di estrogeni in associazione a progesterone o progestinici. Questa terapia può comportare delle controindicazioni come problemi cardiovascolari ed è sconsigliata in caso di pregresso tumore al seno, ovaie e utero.
A seguito dello studio del 2002 della WHI (Whomen’s health Initiative), nel quale è riportato un aumento del rischio di tumore al seno associato con la terapia ormonale sostitutiva, molte donne hanno cominciato a rivolgersi alla fitoterapia e ad assumere integratori a base di piante, in particolare isoflavoni di soia. Oggi, vivendo mediamente più a lungo, le donne si trovano a passare circa ⅓ della loro vita in menopausa.
Per quanto riguarda la soia, la sua coltivazione iniziò almeno 5000 anni fa in Cina, dove era classificata tra le cinque piante sacre insieme a riso, frumento, orzo e miglio. Dopo la Seconda guerra mondiale il suo uso si è enormemente diffuso in tutto il mondo. Botanicamente appartiene alla famiglia delle leguminose, ma si distingue dagli altri legumi per il suo elevatissimo contenuto proteico.
La soia (Glicine max L.) contiene inoltre isoflavoni che hanno una struttura chimica simile agli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili che vanno incontro ad una notevole diminuzione nel nostro organismo proprio durante la menopausa. Il fatto che sia risaputo che le donne asiatiche abbiano minor frequenza e intensità dei sintomi menopausali, tra cui le vampate, suggerisce che questi effetti possano essere associati alla loro dieta ricca in flavonoidi e che, conseguentemente, i fitoterapici ricchi in flavonoidi possano essere efficaci nel controllare i sintomi della menopausa.
I Fitoestrogeni: Cosa Sono e Come Agiscono
I fitoestrogeni sono prodotti di origine vegetale per lo più derivati della soia e dal trifoglio rosso. Essendo derivati da fonti vegetali, offrono un’alternativa più naturale per le donne in menopausa, con un meccanismo d’azione che conferisce loro effetti estrogenici deboli, riducendo potenzialmente il rischio di effetti negativi.
I fitoestrogeni esercitano i loro effetti legandosi ai recettori degli estrogeni presenti nell’organismo, con una preferenza per il sottotipo ER-β. Questo legame selettivo conferisce loro effetti estrogenici deboli che possono modulare diversi aspetti della salute femminile durante la menopausa, tra cui sintomi vasomotori, metabolismo osseo e funzione cardiovascolare.
Sono chiamati fitoestrogeni alcuni composti di origine vegetale che hanno una struttura chimica e una funzione simili a quelle degli estrogeni prodotti dall’organismo umano. Tre sono i principali gruppi di fitoestrogeni: isoflavoni, cumestani e lignani, ciascuno con caratteristiche specifiche. Le fonti principali di questi composti sono legumi, frutta e verdura. Tra gli alimenti più ricchi di fitoestrogeni, e più diffusi nell’alimentazione umana sin dai tempi remoti, la soia occupa senza dubbio il primo posto: contiene infatti fino a 100 diversi tipi di fitoestrogeni (soprattutto gli isoflavoni genisteina, daidzeina e gliciteina), oltre a una serie di altri composti che ne fanno un alimento chiave per un’alimentazione salutare.

Benefici dei Fitoestrogeni della Soia in Menopausa
Le ricerche scientifiche sui fitoestrogeni mostrano risultati eterogenei ma complessivamente promettenti. Le meta-analisi disponibili evidenziano che l’efficacia di questi composti dipende da molteplici fattori: tipo di fitoestrogeno utilizzato, dosaggio, durata dell’assunzione e metabolismo individuale.
Sintomi Vasomotori: Vampate di Calore e Sudorazione
Diversi studi riportano una riduzione modesta ma significativa delle vampate di calore e della sudorazione notturna, soprattutto con l’utilizzo di isoflavoni di soia e genisteina. L’evidenza scientifica è classificata come moderata, sebbene alcuni studi non abbiano rilevato differenze rispetto al placebo, particolarmente nei casi di sintomi severi o in donne con storia di tumore mammario.
Gli Isoflavoni di Soia sono risultati molto efficaci nel diminuire l’intensità delle vampate e il numero delle sudorazioni notturne, con un indiscutibile beneficio per la qualità della vita delle donne trattate. Infatti, le donne trattate con placebo hanno lamentato mediamente 1.89 risvegli notturni a causa delle vampate e sudorazioni, ridotti a 1.52 in quelle trattate con Isoflavoni di soia, con un beneficio quindi del 24%.

Sintomi Urogenitali
L’applicazione locale di fitoestrogeni ha dimostrato un miglioramento della secchezza vaginale e di altri disturbi urogenitali, con un’evidenza moderata di efficacia.
Disturbi dell’Umore
Studi recenti evidenziano una riduzione dei sintomi depressivi e dell’ansia nelle donne in menopausa che assumono fitoestrogeni, con particolare efficacia degli isoflavoni di soia. L’azione modulatrice sull’umore rappresenta un beneficio importante per la qualità di vita complessiva.
Salute Ossea
Emerge un possibile beneficio sulla densità ossea, sebbene l’evidenza rimanga limitata e siano necessari ulteriori studi per confermare questi effetti protettivi contro l’osteoporosi.
L’incidenza di fratture riferibili all’osteoporosi è inferiore in Asia che nei paesi occidentali. Questa differenza è stata ascritta al largo uso degli alimenti a base di soia. L’efficacia degli Isoflavoni di soia sul trofismo delle ossa nella postmenopausa è stata dimostrata in uno studio prospettico in doppio cieco della durata di 6 mesi in 66 donne il cui cibo è stato integrato con proteine di soia arricchite di Isoflavoni di soia. La DXA (dual-energy X-ray absorptiometry) ha dimostrato un significativo aumento della BMD (bone mineral density) in L2-L4 in confronto alle donne il cui cibo è stato integrato con proteine di soia non arricchite o con caseina.
Rischio Cardiovascolare
I dati disponibili suggeriscono un potenziale miglioramento del profilo cardiovascolare, ma anche in questo caso l’evidenza è ancora limitata e richiede approfondimenti.
Dove Trovare i Fitoestrogeni: Fonti Alimentari
I fitoestrogeni sono naturalmente presenti in numerosi alimenti comuni, facilmente integrabili nella dieta quotidiana:
- Soia e derivati: tofu, tempeh, latte di soia e edamame rappresentano le fonti più concentrate di isoflavoni, con particolare presenza di genisteina e daidzeina.
- Trifoglio rosso: utilizzato frequentemente negli integratori specifici per la menopausa grazie all’elevata concentrazione di isoflavoni.
- Semi di lino: ricchissimi di lignani, possono essere aggiunti facilmente a yogurt, insalate o prodotti da forno.
- Luppolo: oltre al suo impiego nella produzione della birra, costituisce una fonte significativa di fitoestrogeni.
- Cereali integrali: forniscono lignani e altri composti benefici per l’equilibrio ormonale.
La soia, elemento imprescindibile della cucina orientale, è ormai entrata a far parte anche della nostra alimentazione e può essere consumata come: edamame (fagioli di soia); soia fermentata (es. tempeh, miso). In commercio esistono anche dei prodotti contenenti fitoestrogeni, in capsule o compresse.

Sicurezza e Precauzioni
I fitoestrogeni sono generalmente ben tollerati, con pochi effetti collaterali documentati. Gli eventi avversi più comuni sono lievi e includono disturbi gastrointestinali e rare reazioni allergiche. Non emergono rischi significativi per tumori ormono-dipendenti dagli studi attualmente disponibili, ma la sicurezza a lungo termine resta da chiarire completamente, soprattutto in donne con patologie pregresse.
Nelle donne che hanno già avuto un tumore al seno sensibile agli ormoni il consumo dei fitoestrogeni non è invece consigliato. Nonostante oltre due decenni di intensa ricerca sul ruolo degli isoflavoni e malgrado molti studi siano stati pubblicati sugli effetti di queste molecole, non c’è ancora consenso nella comunità medica sulla loro reale efficacia. Questo probabilmente è dovuto a diversi fattori: differenti formulazioni e dosaggi di isoflavoni utilizzati negli studi o una durata di trattamento variabile oltre al fatto che gli studi sono limitati dalla piccola dimensione del campione e da alti tassi di abbandono.
Sebbene i fitoestrogeni siano considerati sicuri, è cruciale mantenere un equilibrio adeguato nella dieta e non eccedere con gli integratori senza supervisione medica. Alcuni studi sollevano domande riguardo al possibile legame tra fitoestrogeni e sviluppo tumorale in specifiche popolazioni, rendendo consigliabile un approccio prudente e personalizzato. L’uso eccessivo o non controllato può comportare rischi, pertanto è essenziale seguire le indicazioni del proprio medico o nutrizionista per dosaggi e durata dell’integrazione.
La dose giornaliera di 50 mg di Isoflavoni di soia non ha provocato variazioni significative dell’FSH o dello spessore dell’endometrio. Si è visto invece un lieve aumento, non significativo, dell’SHBG. A livello vaginale c’è stata una lieve diminuzione del pH. Nessuna donna ha lamentato disturbi alla mammella (mentre nel gruppo placebo un soggetto ha accusato mastodinia). Evidentemente la dose giornaliera di 50 mg di Isoflavoni di soia non ha provocato effetti estrogeni secondari indesiderati.
Le dosi di Isoflavoni di soia usate in questi studi sono state di 50-60 mg al giorno. Queste dosi sono efficaci, e non conviene usare dosi molto più elevate per non scatenare effetti estrogeni indesiderati.
Come Incorporare i Fitoestrogeni nella Dieta Quotidiana
Aggiungere fitoestrogeni alla propria alimentazione è semplice e può essere fatto gradualmente:
- Includere prodotti a base di soia (tofu, tempeh, latte di soia) nei pasti principali.
- Aggiungere semi di lino macinati a yogurt, frullati o insalate.
- Scegliere cereali integrali invece di quelli raffinati.
- Integrare legumi nella dieta settimanale.
Oltre alle fonti alimentari, esistono integratori specificamente formulati che possono essere assunti secondo le indicazioni del proprio medico o nutrizionista, particolarmente utili quando l’apporto dietetico risulta insufficiente.
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In conclusione, il profilo di tollerabilità degli isoflavoni unitamente al beneficio per la salute, li rende una valida opzione di trattamento per le donne in postmenopausa che non vogliono o non sono in grado di sottoporsi a terapia ormonale sostitutiva.