Lo zinco è un oligoelemento essenziale coinvolto in numerosi processi biologici, inclusi il metabolismo cellulare, la risposta immunitaria e la sintesi proteica.
L'organismo umano contiene circa 2 grammi di zinco, per un fabbisogno giornaliero di circa 4 milligrammi nel bambino, 20 nell'adulto e 25-30 nelle donne in gravidanza.
Lo zinco è il primo fattore nel gruppo 12 della tavola periodica. Lo zinco è il 24° elemento più abbondante nella crosta terrestre e ha cinque isotopi stabili. Il minerale a base di zinco più comune è la sfalerite (blenda di zinco - solfuro di zinco). Lo zinco è naturalmente diffuso in forma inorganica ed organica. Lo zinco è un oligoelemento necessario per l'uomo e per molti altri animali, ma anche per le piante e per vari microrganismi. Rappresenta la seconda "traccia metallica" più abbondante nell'uomo dopo il ferro ed è l'unico metallo che appare in tutte le classi di catalizzatori biologici ma non solo. Infatti, risulta anche necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni, inclusa l'insulina, l'ormone della crescita e gli ormoni sessuali. L'organismo ne contiene parecchio nei muscoli, nei globuli rossi e in quelli bianchi; tuttavia, grosse concentrazioni di zinco si possono trovare soprattutto negli organi. È indispensabile per il funzionamento di oltre 300 enzimi e 1000 fattori di trascrizione. Viene immagazzinato e trasferito in metallotioneine (MT) - una famiglia di proteine ricche di cisteina, a basso peso molecolare, localizzate prevalentemente nell'apparato del Golgi, capaci di legare metalli fisiologici e xenobiotici. Lo zinco è importantissimo anche per lo sviluppo dell'embrione e del feto, e per la crescita postnatale del neonato e del bambino.
Valori Normali di Zinco nel Sangue
I valori normali di zinco nel sangue variano leggermente a seconda del laboratorio e del metodo di analisi utilizzato, ma generalmente si attestano tra i 70 e i 120 microgrammi per decilitro (µg/dL) o 11-18 micromoli per litro (µmol/L).
È cruciale interpretare i risultati dell'analisi del sangue nel contesto clinico del paziente, tenendo conto di età, sesso, stato di salute generale e terapie farmacologiche in corso. Variazioni significative rispetto a questi intervalli possono indicare una carenza (ipozinchemia) o, meno frequentemente, un eccesso (iperzincemia).
La misurazione dei livelli di zinco avviene attraverso esami del sangue specifici, sebbene non faccia parte dei test di routine. È importante notare che lo zinco sierico rappresenta solo circa lo 0,1% dello zinco totale presente nell'organismo, con la maggior parte concentrata all'interno delle cellule, soprattutto in ossa, muscoli, fegato e pelle. Per questo motivo, i valori serici potrebbero non riflettere accuratamente lo stato complessivo di questo minerale nei tessuti.
Cause della Carenza di Zinco (Ipozinchemia)
La carenza di zinco, o ipozinchemia, può derivare da diverse cause, che possono essere classificate in base al meccanismo patogenetico sottostante:
1. Assunzione Inadeguata di Zinco
Una dieta povera di alimenti ricchi di zinco è una delle cause più comuni di ipozinchemia, soprattutto in popolazioni con accesso limitato a cibi nutrienti. Le principali fonti alimentari di zinco includono carne rossa, pollame, frutti di mare (soprattutto ostriche), legumi, noci, semi e cereali integrali. Vegetariani e vegani, se non pianificano attentamente la loro alimentazione, possono essere a rischio di carenza di zinco, poiché lo zinco presente nei vegetali può essere meno biodisponibile a causa della presenza di fitati, composti che ne inibiscono l'assorbimento intestinale.
Pare sia possibile assumere zinco anche solo dai cibi di origine vegetale. È tuttavia innegabile che i fitati - presenti soprattutto nei cereali integrali, nei legumi ecc. - così come le fibre alimentari in eccesso, possano interferire con l'assorbimento dello zinco. L'acido fitico tende a chelare lo zinco presente nei semi e nella crusca di cereali, e ciò può contribuire al malassorbimento del minerale. Le fibre in eccesso invece, aumentano il transito intestinale e diminuiscono l'assorbimento generale. Alcuni dati suggeriscono che, in coloro la cui dieta è ricca di fitati come ad esempio alcuni vegani, può essere necessario un apporto di zinco superiore alla RDA statunitense (15 mg / die). Queste considerazioni devono tuttavia tenere conto della scarsità di adeguati biomarcatori per lo zinco; l'indicatore più utilizzato, lo zinco plasmatico, ha infatti scarsa sensibilità e specificità.
Quasi due miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo hanno una carenza di zinco. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) promuove l'aumento dello zinco nutrizionale per contrastare la malnutrizione grave e la diarrea. I supplementi di zinco aiutano a prevenire le malattie e ridurre i decessi, specialmente tra i bambini con basso peso alla nascita e/o rachitismo.
2. Malassorbimento Intestinale
Condizioni che compromettono l'assorbimento intestinale dei nutrienti, tra cui lo zinco, possono portare a ipozinchemia. Tra queste condizioni rientrano:
- Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI): La malattia di Crohn e la colite ulcerosa possono danneggiare la mucosa intestinale, riducendo l'assorbimento di zinco e altri nutrienti.
- Celiachia: L'intolleranza al glutine provoca danni alla mucosa intestinale nei soggetti predisposti, compromettendo l'assorbimento di nutrienti essenziali.
- Sindrome dell'intestino corto: A seguito di resezioni intestinali estese, la superficie assorbente dell'intestino si riduce, aumentando il rischio di malassorbimento di zinco e altri nutrienti.
- Fibrosi cistica: Questa malattia genetica provoca un'alterazione della secrezione di enzimi pancreatici, compromettendo la digestione e l'assorbimento dei nutrienti, tra cui lo zinco.
- Interventi chirurgici all'intestino: Bypass gastrici o altri interventi possono alterare l'assorbimento.
3. Aumentata Escrezione di Zinco
Alcune condizioni mediche e terapie farmacologiche possono aumentare l'escrezione di zinco, portando a ipozinchemia:
- Malattie renali: L'insufficienza renale cronica può compromettere la capacità dei reni di trattenere lo zinco, aumentandone l'escrezione urinaria.
- Diuretici: L'uso di diuretici, farmaci che aumentano la produzione di urina, può favorire l'escrezione di zinco.
- Alcolismo cronico: L'abuso di alcol può aumentare l'escrezione di zinco e comprometterne l'assorbimento intestinale.
- Sudorazione eccessiva: L'attività fisica intensa o l'esposizione a climi caldi possono causare una perdita significativa di zinco attraverso il sudore.
4. Interazioni Farmacologiche
Alcuni farmaci possono interferire con l'assorbimento o l'utilizzo dello zinco, causando ipozinchemia:
- Chelanti: Farmaci che si legano ai metalli, come la penicillamina.
- Tetracicline: Alcuni antibiotici.
- Integratori di ferro: Alte dosi di ferro possono competere con l'assorbimento dello zinco.
Anche alcuni farmaci possono interferire con la loro azione, nello specifico gli antibiotici, i diuretici e principi attivi usati per l’artrite reumatoide.
Sintomi della Carenza di Zinco
I sintomi della carenza di zinco possono essere vari e spesso aspecifici, rendendo difficile la diagnosi basata esclusivamente sulla sintomatologia. La gravità dei sintomi dipende dal grado di carenza e dalla durata della condizione. È importante notare che alcuni sintomi possono essere sovrapponibili a quelli di altre carenze nutrizionali o condizioni mediche.
Sintomi Comuni
- Dermatite: Eruzioni cutanee, soprattutto intorno alla bocca, al naso e all'ano. La pelle può apparire secca, squamosa e infiammata.
- Alopecia: Perdita di capelli, che può essere diffusa o localizzata.
- Diarrea: Episodi di diarrea, che possono essere persistenti o ricorrenti.
- Perdita dell'appetito: Riduzione dell'appetito e conseguente perdita di peso.
- Alterazioni del gusto e dell'olfatto: Diminuzione della capacità di percepire i sapori e gli odori (iposmia e ipogeusia).
- Guarigione lenta delle ferite: Difficoltà nella guarigione di tagli, graffi e altre lesioni cutanee.
- Problemi di vista: Visione annebbiata o difficoltà ad adattarsi all'oscurità.
- Infezioni ricorrenti: Aumentata suscettibilità alle infezioni, a causa della compromissione del sistema immunitario.
- Stanchezza e affaticamento: Sensazione di stanchezza persistente e mancanza di energia.
- Unghie fragili: Unghie che si spezzano facilmente, con possibili striature bianche.
Sintomi Meno Comuni
- Problemi di crescita: Nei bambini, la carenza di zinco può compromettere la crescita e lo sviluppo.
- Ritardo della pubertà: Nei ragazzi, la carenza di zinco può ritardare l'inizio della pubertà.
- Impotenza: Negli uomini, la carenza di zinco può contribuire a problemi di disfunzione erettile.
- Problemi neurologici: In rari casi, la carenza di zinco può causare problemi neurologici come tremori, difficoltà di coordinazione e cambiamenti comportamentali.
La carenza di zinco è solitamente dovuta a un apporto dietetico insufficiente, ma può essere ricondotta a patologie. I sintomi più comuni sono: riduzione della crescita, diarrea, impotenza, ritardo della maturazione sessuale, alopecia, lesioni oculari e cutanee, alterazione dell'appetito, alterazione della cognizione, alterazioni immunitarie, difetti nel metabolismo dei carboidrati e teratogenesi riproduttiva.
Diagnosi della Carenza di Zinco
La diagnosi di ipozinchemia si basa su una combinazione di:
- Anamnesi: Raccolta di informazioni sulla storia clinica del paziente, abitudini alimentari, terapie farmacologiche in corso e presenza di eventuali condizioni mediche sottostanti.
- Esame obiettivo: Valutazione dei segni e sintomi fisici associati alla carenza di zinco.
- Analisi del sangue: Misurazione dei livelli di zinco nel siero o nel plasma. È importante notare che i livelli di zinco nel sangue possono essere influenzati da diversi fattori, come l'infiammazione, l'assunzione di farmaci e l'ora del giorno in cui viene eseguito il prelievo. Pertanto, è consigliabile eseguire l'analisi del sangue a digiuno e interpretare i risultati nel contesto clinico del paziente.
- Analisi delle urine: Misurazione dell'escrezione urinaria di zinco, che può essere utile per valutare la perdita di zinco attraverso i reni.
- Test di tolleranza allo zinco: In alcuni casi, può essere utile eseguire un test di tolleranza allo zinco, che consiste nel somministrare una dose di zinco e misurare la sua concentrazione nel sangue a intervalli regolari. Questo test può aiutare a valutare la capacità dell'organismo di assorbire e utilizzare lo zinco.
Un mineralogramma dei capelli è utile per determinare la quantità di zinco presente nel corpo, così come anche l'esame del sangue e delle urine.
Rimedi e Trattamento della Carenza di Zinco
Il trattamento dell'ipozinchemia dipende dalla causa sottostante e dalla gravità della carenza. Le strategie terapeutiche possono includere:
1. Modifiche Dietetiche
Aumentare l'assunzione di alimenti ricchi di zinco, come carne rossa, pollame, frutti di mare, legumi, noci e semi. In caso di diete restrittive (vegetariana, vegana), è importante pianificare attentamente l'alimentazione per garantire un adeguato apporto di zinco. Si consiglia di consumare alimenti ricchi di zinco in combinazione con alimenti che ne favoriscono l'assorbimento, come la vitamina C. Al contrario, è bene evitare di consumare alimenti ricchi di fitati (cereali integrali, legumi) insieme ad alimenti ricchi di zinco, poiché i fitati possono inibirne l'assorbimento.
2. Integrazione di Zinco
L'integrazione di zinco può essere necessaria per correggere rapidamente la carenza, soprattutto in caso di malassorbimento intestinale o aumentato fabbisogno. Gli integratori di zinco sono disponibili in diverse forme, tra cui zinco solfato, zinco gluconato, zinco acetato e zinco picolinato. La dose raccomandata di zinco varia a seconda dell'età, del sesso, dello stato di salute generale e della gravità della carenza. È importante consultare un medico o un nutrizionista prima di assumere integratori di zinco, poiché dosi eccessive possono causare effetti collaterali come nausea, vomito, diarrea e interferire con l'assorbimento di altri minerali, come il rame. L'assunzione a stomaco vuoto può aumentare il rischio di disturbi gastrointestinali.
In commercio esistono degli integratori, ma vanno assunti soltanto se il medico curante riscontra un’effettiva carenza. Gli integratori vanno evitati da persone allergiche allo zinco, con problemi renali oppure con una carenza di rame.
Per la carenza lieve o moderata, si utilizzano compresse o capsule. Il dosaggio standard per gli adulti varia solitamente tra 15 mg e 30 mg di zinco elementare al giorno.
L'integrazione di zinco può essere necessaria per correggere rapidamente la carenza, soprattutto in caso di malassorbimento intestinale o aumentato fabbisogno. Gli integratori di zinco sono disponibili in diverse forme, tra cui zinco solfato, zinco gluconato, zinco acetato e zinco picolinato.
L'assunzione a stomaco vuoto può aumentare il rischio di disturbi gastrointestinali.
La RDA per gli uomini adulti è di 8 mg / die; per le donne della stessa fascia di età è di 11 mg / die. La RDA per la donna gravida è di 11 mg / die. In allattamento è di 12 mg / die. In merito alla sicurezza dello zinco, l'IOM ha dichiarato un "Tolerable upper intake levels" (ULs - livelli massimi tollerabili di assunzione) per gli adulti di 40 mg / die - per i bambini è inferiore. Per le persone di età pari o superiore ai 18 anni i calcoli del PRI sono complessi, poiché l'EFSA ha fissato valori sempre più alti in relazione all'aumento del contenuto di fitati - antinutrienti chelanti - nella dieta. Per le donne con un'assunzione di fitati aumenta da 300 a 1200 mg / die, il PRI aumenta a 7,5 - 12,7 mg / die; per gli uomini il range è compreso tra 9,4 e 16,3 mg / die. Nota: questi PRI sono superiori agli RDA degli Stati Uniti. Nell'etichettatura degli integratori alimentari e degli alimenti dietetici negli Stati Uniti, l'apporto di zinco è espresso in percentuale del "Daily Value" (% DV). Sempre in merito all'etichettatura, prima del 27 maggio 2016, il 100% del valore giornaliero era di 15 mg, dopo questa data è stato revisionato a 11 mg.
3. Trattamento della Causa Sottostante
Se la carenza di zinco è causata da una condizione medica sottostante, come la celiachia o la malattia di Crohn, è fondamentale trattare la condizione di base per migliorare l'assorbimento e l'utilizzo dello zinco. In caso di interazioni farmacologiche, può essere necessario modificare la terapia farmacologica o assumere integratori di zinco sotto stretto controllo medico.
4. Monitoraggio
È importante monitorare regolarmente i livelli di zinco nel sangue durante il trattamento per valutare l'efficacia della terapia e prevenire il rischio di sovradosaggio.
Gluconato di Zinco: Un Approfondimento
Il gluconato di zinco è un sale di zinco dell'acido gluconico, una sostanza organica derivata dal glucosio. In ambito medico e nutrizionale, rappresenta una delle forme più comuni e biodisponibili di integrazione dello zinco, un oligoelemento essenziale per il corretto funzionamento dell'organismo umano. A differenza di altre forme saline come il solfato di zinco, il gluconato di zinco è generalmente meglio tollerato a livello gastrointestinale, rendendolo una scelta privilegiata per la formulazione di integratori alimentari, compresse masticabili e lozenges (caramelle medicate) per il trattamento dei sintomi del raffreddore comune. L'importanza del gluconato di zinco risiede nella sua capacità di correggere stati di carenza che possono compromettere seriamente la salute. Poiché il corpo umano non possiede un sistema specializzato per l'accumulo di zinco, è necessario un apporto costante attraverso la dieta o, quando necessario, tramite l'integrazione.
L'utilizzo del gluconato di zinco è principalmente indicato per contrastare la carenza di zinco, una condizione che può derivare da diverse cause. Una delle cause principali è un apporto dietetico insufficiente, frequente in popolazioni che consumano prevalentemente cereali e legumi ricchi di fitati. I fitati sono composti che legano lo zinco nel tratto digerente, impedendone l'assorbimento. Fattori di rischio aggiuntivi includono l'età avanzata, la gravidanza e l'allattamento, periodi in cui le richieste metaboliche di zinco aumentano drasticamente per sostenere lo sviluppo fetale e la produzione di latte materno.
La carenza di zinco si manifesta con un quadro clinico estremamente variegato, riflettendo l'ubiquità di questo minerale nelle funzioni biologiche. Apparato Tegumentario: Si osserva frequentemente perdita di capelli e la comparsa di una lesione cutanea simile a un'eczema, specialmente intorno alla bocca e all'ano. Sensi e Sistema Nervoso: Uno dei sintomi più caratteristici è l'perdita del gusto (o alterazione della percezione dei sapori) e l'perdita dell'olfatto.
La diagnosi di una carenza di zinco che giustifichi l'uso di gluconato di zinco è prevalentemente clinica, supportata da esami di laboratorio. Dosaggio dello zinco sierico o plasmatico: È l'esame più comune.
L'uso di lozenges a base di gluconato di zinco è popolare per ridurre la durata del raffreddore. Gli studi suggeriscono che, se assunte entro 24 ore dalla comparsa dei primi sintomi, possono accorciare il decorso della malattia. Assunzione: Per massimizzare l'assorbimento, il gluconato di zinco dovrebbe essere assunto almeno 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti.
Interazioni Farmacologiche: Lo zinco può ridurre l'efficacia di alcuni antibiotici (come tetracicline e chinoloni) e dei farmaci per l'osteoporosi (bisfosfonati).
La prognosi per i soggetti che iniziano una terapia con gluconato di zinco per correggere una carenza è eccellente. Nel caso del raffreddore comune, l'uso tempestivo di gluconato di zinco può ridurre la durata dei sintomi di circa il 30-40%. La prevenzione della carenza di zinco si basa principalmente su una dieta varia ed equilibrata. Per chi è a rischio di carenza, come le donne in gravidanza o i pazienti con patologie intestinali, può essere indicata una supplementazione preventiva a basso dosaggio con gluconato di zinco.
Zinco Alto (Iperzinchemia): Cause e Gestione
Quando i suoi livelli nel sangue superano i valori di riferimento (70-120 μg/dL o 10,7-18,4 μmol/L), si parla di zinco alto o iperzinchemia. Questa condizione è relativamente rara rispetto alla carenza di zinco, poiché il corpo umano possiede meccanismi efficaci per regolare i livelli di questo minerale, principalmente attraverso l'assorbimento intestinale e l'escrezione renale e intestinale.
Cause dell'Iperzinchemia
La causa principale di zinco alto nel sangue è legata all’assunzione eccessiva di integratori contenenti zinco. Molti prodotti da banco, usati per rinforzare il sistema immunitario o per contrastare raffreddori e infezioni, contengono dosi elevate di questo minerale. Se usati in modo prolungato, specialmente in combinazione con altri multivitaminici, possono determinare un accumulo progressivo e potenzialmente dannoso.
Oltre alla supplementazione orale, altre fonti meno comuni di iperzincemia includono l’esposizione professionale a sostanze contenenti zinco (industrie metallurgiche o chimiche) e l’inalazione di vapori di ossido di zinco, ad esempio durante la saldatura. Anche l’uso di creme o pomate topiche ad alto contenuto di zinco, se impiegate su superfici cutanee estese o lesionate, può contribuire all’assorbimento sistemico.
I casi di assunzione eccessiva di zinco possono esser causati dalla contaminazione di cibi e bevande da parte dei contenitori usati per la conservazione.
Sintomi dell'Eccesso di Zinco
L'eccesso di zinco nell'organismo può manifestarsi con una varietà di sintomi, la cui intensità dipende dall'entità e dalla durata dell'esposizione. Un'intossicazione acuta, generalmente dovuta all'ingestione di dosi molto elevate in un breve periodo, produce sintomi più immediati e severi rispetto a un accumulo graduale.
In alcuni casi, la somministrazione prolungata di dosi alte dosi di zinco ha causato la riduzione del livello di colesterolo HDL, quello buono.
Lo ione di zinco libero, in soluzione, è altamente tossico per: piante, invertebrati e persino pesci vertebrati. Quantità anche solo micromolari dello ione libero Zn2+ sono in grado di uccidere alcuni organismi. Lo ione di zinco libero è un potente acido di Lewis e può risultare corrosivo. I succhi gastrici contengono acido cloridrico, in cui lo zinco metallico si dissolve facilmente dando luogo ad un composto corrosivo. I principali effetti tossici si verificano in conseguenza di prolungate assunzioni a dosaggi superiori ai 150 mg / die e sono rappresentati da: anemia, riduzione del colesterolo HDL - colesterolo buono - e depressione della funzione immunitaria. La tossicità acuta è rara perché l'assunzione di forti dosi provoca vomito. I soggetti che assumono quotidianamente 100-300 mg di zinco possono soffrire di carenza di rame secondaria. Uno studio del 2007 ha osservato che gli anziani che assumevano 80 mg / die di zinco sono stati più spesso ricoverati in ospedale per complicanze urinarie di quelli che assumevano un placebo. Livelli di 100-300 mg possono interferire con l'assorbimento del rame e del ferro, o influenzare negativamente la colesterolemia - riduzione delle HDL. Apporti superiori a 500 ppm (parti per milione) nel suolo interferiscono con l'assorbimento della pianta di altri metalli essenziali, come il ferro e il manganese. L'inalazione di fumi di zinco - ad esempio durante la saldatura di materiali zincati - può indurre un quadro clinico noto come "zinc shakes". Lo zinco è un ingrediente comune delle protesi odontoiatriche o delle paste destinate alle riparazioni, che possono contenerne 17-38 mg / g. La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti afferma che lo zinco danneggia i recettori nervosi del naso, causando anosmia. Casi di questa complicazione sono stati osservati anche negli anni '30, quando i preparati di zinco venivano usati per tentare di prevenire le infezioni da polio. Il 16 giugno 2009, la FDA ha ordinato il ritiro degli spray nasali a base di zinco. Nel 1982, la "US Mint" iniziò a coniare penny rivestiti di rame ma contenenti principalmente zinco. Il contenuto di zinco di alcune monete può causare avvelenamento da zinco fatale nei cani, causando grave anemia emolitica e danni al fegato o ai reni; vomito e diarrea sono sintomi possibili. Lo zinco è altamente tossico per i pappagalli e l'avvelenamento è spesso fatale.
Gestione dell'Eccesso di Zinco
Il modo più efficace per abbassare i livelli di zinco nel sangue è interrompere immediatamente l’assunzione di integratori contenenti questo minerale. In assenza di patologie croniche, l’organismo è in grado di ristabilire da solo l’equilibrio, eliminando gradualmente l’eccesso di zinco attraverso le vie urinarie e biliari.
Nei casi in cui siano presenti sintomi da accumulo o quando lo zinco è stato assunto in dosi molto elevate, è opportuno consultare il medico per valutare l’opportunità di terapie di supporto. Talvolta, può essere indicata un’integrazione di rame, per riequilibrare il rapporto tra i due minerali e contrastare eventuali effetti collaterali neurologici o ematologici.
Oltre a questi accorgimenti in materia di alimentazione, anche una corretta e abbondante idratazione può aiutare ad affrontare l’eccesso di zinco, perché porta l’organismo a filtrare ed eliminare le sostanze in eccesso attraverso le urine. Esporsi alla luce solare stimola la produzione di vitamina D, la quale aiuta a regolare l’assorbimento di minerali e migliorare il metabolismo generale.

I benefici dello Zinco, un elemento maschile per il benessere della Prostata e non solo!
Lo zinco interagisce con numerosi altri nutrienti nel corpo, creando un delicato equilibrio con altri minerali, in particolare rame, ferro e calcio. Un eccesso di zinco può interferire con l'assorbimento del rame, portando potenzialmente a una carenza di quest'ultimo, con conseguenti anomalie ematologiche e neurologiche. Inoltre, lo zinco compete con il ferro e il calcio per i siti di assorbimento intestinale, potendo influenzare i livelli di questi minerali essenziali.

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