Il tubo digerente di ogni individuo ospita un vero e proprio ecosistema, noto come microbiota, composto da oltre mille specie batteriche, che costituisce un sistema complesso e dinamico, specifico per ogni segmento dell’apparato digerente e fondamentale sia per lo svolgimento delle funzioni intestinali sia per il benessere generale dell’individuo.
Il termine “probiotico” è ormai entrato nel gergo comune e indica quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l'organismo. Per completezza di definizione, alimenti/integratori con probiotici sono quegli alimenti che contengono, in numero sufficientemente elevato, microrganismi probiotici vivi e attivi, in grado di raggiungere l'intestino, moltiplicarsi ed esercitare un'azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. Si tratta quindi di alimenti in grado di promuovere e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell’organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.
In altri termini, sono stati identificati numerosi ceppi di “batteri buoni”, per lo più appartenenti alle specie Bifidobacterium e Lactobacillus, che permettono di ripristinare l’equilibrio della microflora intestinale rivelandosi utili in disturbi intestinali (classicamente gastroenterite, sindrome dell’intestino irritabile, diarrea da antibiotici) come pure extraintestinali.
Da circa una decina d’anni a questa parte, è stato introdotto il concetto di postbiotici, per distinguere i microorganismi vivi. I probiotici “tindalizzati”, detti anche probiotici non vitali o paraprobiotici, o più in generale postbiotici, sono ottenuti mediante la tindalizzazione che è un trattamento termico frazionato che richiama il fisico britannico John Tyndall, ideatore di un metodo di sterilizzazione basato su cicli di esposizione al calore (tra 70 e 100 °C) alternati a periodi di incubazione a temperatura più bassa.
I probiotici tindalizzati sono dunque ceppi batterici inattivati con questo procedimento, grazie al quale sono incapaci di riprodursi ma ugualmente in grado di impedire l’insediamento di germi patogeni e promuovere la ricolonizzazione dell’intestino da parte di batteri “buoni”.
Ma perché inattivare dei probiotici che, per imposizioni normative, devono soddisfare di per sé rigorosi requisiti normativi? I vantaggi sono molteplici: un’ulteriore garanzia di sicurezza, importante soprattutto per gli individui vulnerabili, legata al fatto che i batteri inattivati, come già detto, non sono in grado né di proliferare né di scambiare materiale genetico con altri microrganismi, il che azzera la probabilità di acquisizione e diffusione di resistenza agli antibiotici come pure di interferenza - in particolare nei neonati - con la formazione del microbiota fisiologico.
La tindalizzazione non impedisce, anzi facilita, il rilascio di sostanze benefiche da parte dei ceppi probiotici (tali sostanze possono essere così assorbite direttamente dall’intestino, mentre i probiotici vivi, per poter produrre i propri effetti utili, devono aderire alla mucosa) e ne agevola il trasporto e la conservazione, grazie alla maggiore stabilità.
I probiotici tindalizzati vengono impiegati nel trattamento di diarrea, colite, allergie, dermatiti atopiche e patologie respiratorie. Inoltre, possono essere associati a protettori della mucosa, come per esempio il tannato di gelatina, costituito dall’associazione di gelatina e acido tannico, un antiossidante naturale di origine vegetale.
Fin da piccoli abbiamo spesso sentito parlare di fermenti lattici vivi, noti anche come “probiotici”. Con il termine fermenti lattici si indica generalmente un gruppo di batteri capaci di metabolizzare il lattosio, lo zucchero presente nel latte, attraverso un processo enzimatico di fermentazione che porta alla produzione di acido lattico.
I fermenti lattici vivi, in particolare, sono quei microrganismi che apportano reali benefici all’intestino. Attenzione però a non confondere i probiotici con i cosiddetti fermenti lattici vivi non probiotici, in quanto questi ultimi, pur essendo vivi, non hanno alcuna funzione benefica sull’intestino. Il motivo? Non riescono a superare indenni il processo digestivo e si degradano prima di arrivare nell’intestino.
A cosa servono i fermenti lattici vivi? I fermenti lattici vivi probiotici sono veri alleati del benessere intestinale, in parole semplici, aiutano a ristabilire l’equilibrio tra i batteri buoni e quelli potenzialmente dannosi che vivono nel nostro intestino. Quando la flora batterica (o microbiota) è alterata, a causa di stress, antibiotici, cattive abitudini alimentari o cambi di stagione, sono proprio i batteri buoni, detti anche eubiotici, ad aver bisogno di una mano.
Quando l’intestino non è in perfetta forma i segnali non tardano ad arrivare: crampi addominali, episodi di diarrea, infiammazioni e, in alcuni casi, disturbi che possono risalire fino allo stomaco, come reflusso e bruciore.
In genere, i fermenti lattici vivi non causano nessun effetto collaterale, a meno che non si abbiano particolari intolleranze al glutine o lattosio. Assumerli regolarmente può fare davvero la differenza, infatti, oltre a favorire la ricostruzione della flora batterica, i fermenti lattici vivi hanno un’azione riequilibrante che contribuisce a rafforzare il sistema immunitario. Ma non solo: i probiotici sostengono il processo digestivo, facilitando la scomposizione degli alimenti e l’assimilazione dei nutrienti. Insomma, introdurli nella dieta è un gesto semplice ma prezioso per prendersi cura di sé ogni giorno, anche nell’ottica di una nutrizione equilibrata.
Come abbiamo visto, i fermenti lattici sono un gruppo di batteri capaci di digerire il lattosio, lo zucchero naturalmente presente nel latte, attraverso un processo di fermentazione. Tra questi ci sono i fermenti lattici vivi (o probiotici) che hanno la particolarità di resistere agli acidi gastrici dello stomaco, e arrivare vivi nell’intestino, dove svolgono un’azione benefica importante: si insediano nella mucosa intestinale, contrastano i microrganismi dannosi e rafforzano la flora batterica.
Un momento chiave per l'assunzione è durante i malanni di stagione, come la classica influenza, che spesso si presenta con disturbi quali diarrea, nausea o vomito frequenti. Quando ci si sente debilitati e affaticati, magari con lo stomaco irritato o la sensazione di rigetto, assumere ulteriori farmaci può risultare difficile. Capita spesso che, durante un’influenza intestinale senza febbre, si continui a lavorare normalmente, anche se si devono affrontare sintomi poco piacevoli come presenza di gas, gonfiore addominale, crampi o disagio. In queste situazioni, il medico può consigliare l’uso di fermenti lattici in bustina, pratici da sciogliere in poca acqua e da assumere all’occorrenza.
Riequilibrano la flora batterica intestinale. Un’alimentazione disordinata, l’assunzione di farmaci (come gli antibiotici) o la presenza di batteri nocivi possono alterare l’equilibrio del microbiota intestinale, portando a una condizione chiamata disbiosi, ovvero uno squilibrio della flora batterica. Questo può tradursi in disturbi come difficoltà digestive, dolore addominale, irregolarità intestinali (come diarrea o stitichezza), nausea o vomito.
Rafforzano le difese immunitarie. Una volta giunti nell’intestino, i fermenti lattici vivi interagiscono con le mucose intestinali, rafforzandole e contribuendo a creare una barriera naturale contro l’attacco di patogeni, ovvero quei microrganismi dannosi che possono alterare l’equilibrio della flora.
Aiutare in caso di stress e cambiamenti emotivi. L’intestino è spesso definito “secondo cervello” per via della connessione diretta con il sistema nervoso.
Sostenere la salute femminile.
Favorire il recupero dopo viaggi o disordini intestinali temporanei.
In conclusione, prendersi cura del proprio intestino è un passo fondamentale per stare bene ogni giorno, e i fermenti lattici vivi possono diventare alleati preziosi in questo percorso.
Affinché i fermenti lattici vivi siano davvero efficaci, è importante assumerli in modo corretto. Il momento ideale? Il contenuto di bustine o flaconcini va diluito in poca acqua, mescolato e bevuto subito. Se l’obiettivo è prevenire squilibri intestinali o rafforzare le difese, può bastare una sola dose al giorno, al mattino; se, invece, il fine è curativo (ad esempio in presenza di disturbi gastrointestinali), è sempre meglio seguire le indicazioni del medico.
In alternativa agli integratori, è possibile assumere fermenti lattici vivi anche attraverso l’alimentazione quotidiana. Non solo latticini fermentati come yogurt e kefir, ma anche alcuni alimenti di origine vegetale, come le banane contengono quantità utili di probiotici. Integrare questi alimenti nella dieta è un modo semplice per rinforzare la barriera immunitaria giorno dopo giorno.
Non è necessario avere disturbi intestinali per iniziare ad usarli.
Per ottenere il massimo beneficio dai fermenti lattici vivi, ci sono alcune piccole accortezze da tenere a mente. Attenzione alle temperature. I fermenti lattici vivi sono sensibili al calore, se li consumate sotto forma di bevande o yogurt, è importante non riscaldarli perché temperature troppo alte possono uccidere i microrganismi e annullarne l’efficacia.
Se li usate per prevenzione, potete assumerli a cicli, ad esempio 2-3 settimane al mese, soprattutto nei cambi di stagione o nei periodi di maggiore stress.
Attenzione agli antibiotici. Se state facendo una cura antibiotica, è consigliabile assumere i fermenti lattici a distanza di almeno 2 ore dall’antibiotico.
Toccasana naturale per il benessere del corpo, i fermenti lattici possono essere facilmente integrati nell’alimentazione quotidiana, sia tramite integratori da assumere prima dei pasti principali (colazione, pranzo o cena) sia attraverso alimenti che ne sono naturalmente ricchi.
Se l’obiettivo è dimagrire o mantenere la linea, i fermenti lattici possono essere un valido supporto, anche durante lo sport.
Un modo semplice per assumerli? Inseriteli negli spuntini! Per esempio, uno yogurt contenente fermenti lattici vivi è perfetto a metà mattina o nel pomeriggio. Meglio optare per la versione magra, che ha meno zuccheri ma lo stesso apporto di calcio e sali minerali dello yogurt intero.
I fermenti lattici possono diventare anche ingredienti versatili in cucina, soprattutto se presenti in alimenti come lo yogurt greco con fermenti vivi. Nei primi piatti può trasformarsi in una crema leggera per condire pasta o risotti. Nei secondi a base di carne o pesce si presta alla preparazione di fondi di cottura e salse delicate, ideali anche con le verdure.
Lo yogurt è, per eccellenza, l’alimento più ricco di fermenti lattici vivi, ma non è l’unico. Anche altri latticini come il latte e il kefir, una bevanda fermentata a base di latte e particolarmente ricca di batteri lattici, ne contengono in quantità elevate. In commercio, inoltre, si trovano molti alimenti con fermenti lattici vivi, soprattutto bevande funzionali. In questi casi, è importante controllare sempre l’etichetta: la confezione deve riportare chiaramente la presenza di fermenti lattici vivi.
Infine, una buona dose di fermenti lattici vivi, si trova anche in alimenti fermentati a base vegetale, come il miso, ottenuto dalla fermentazione di soia e orzo, e il tempeh, un derivato dei semi di soia fermentati.
Un altro momento in cui la prevenzione fa la differenza è il cambio di stagione, quando il corpo si trova ad affrontare sbalzi di temperatura, variazioni nell’alimentazione o un calo generale delle difese. In questi periodi, l’intestino può diventare più vulnerabile all’attacco dei cosiddetti “batteri cattivi”. Ecco perché iniziare un breve ciclo di fermenti lattici vivi, anche una settimana prima dell’arrivo della nuova stagione, può aiutare a proteggere la barriera intestinale e favorire l’equilibrio dell’organismo.
I fermenti lattici vivi si trovano facilmente in farmacia o in erboristeria sotto forma di bustine, capsule, compresse, gocce e formulazioni orosolubili, quest’ultime particolarmente indicate per i bambini. Ma bastano anche un paio di yogurt al giorno scelti con attenzione al banco frigo del supermercato, per offrire un supporto valido.
Altri consigli utili? Se usate fermenti lattici in bustine o capsule, non scioglieteli mai in bevande calde perché il calore potrebbe “uccidere” i batteri buoni prima ancora che arrivino dove servono.
Nei periodi di forte stress, come un trasloco, un viaggio lungo o una sessione di esami, potete fare un piccolo ciclo di fermenti lattici anche solo per tenere l’intestino in equilibrio, anche se vi sentite bene.
Se non potete o non volete assumere latticini, non ci sono problemi: in commercio ci sono fermenti lattici senza lattosio, perfetti anche per chi ha intolleranze. Un’idea in più? Create una “settimana probiotica” con uno yogurt al giorno, qualche piatto a base di verdure fermentate e, se serve, un integratore su consiglio del medico. In sintesi, i fermenti lattici vivi non sono solo un rimedio occasionale, ma possono diventare una vera e propria modalità di trattamento preventiva, adatta a diverse situazioni e fasce d’età. Inserirli nella routine quotidiana è un piccolo gesto che rientra in uno stile di vita consapevole, attento al benessere e alla salute dell’intestino.
Da qualche tempo si è aperta una discussione sui cosiddetti probiotici tindalizzati. Sono probiotici sottoposti a trattamento termico a 56°C per 30 minuti. Praticamente vengono sterilizzati, ma in questo modo i batteri vengono anche uccisi. I probiotici tindalizzati avrebbero questi vantaggi: più stabili, perché inattaccabili da acidi gastrici e succhi biliari; più sicuri, perché non possono riprodursi e perciò non possono nemmeno essere causa di potenziali infezioni.
Sull’efficacia dei tindalizzati, rispetto ai probiotici vivi, vanno fatte delle precisazioni. 1) A rigore, non possono essere considerati probiotici. 2) Sono stabili in quanto “morti”. 3) Non esiste un numero di studi clinici ricco e consolidato nel tempo come nel caso dei probiotici vivi.
1. NO vivi, NO probiotici.
Il concetto di vitalità è determinante per distinguere i probiotici da altri microrganismi. FAO e Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, definiscono i probiotici come “Microrganismi vivi che, ingeriti in adeguate quantità, esercitano funzioni benefiche sull’organismo”. Questa definizione è stata ripresa in Italia dal Ministero della Salute nelle “Linee Guida sui probiotici e prebiotici”. Le diverse organizzazioni della salute, dunque, sottolineano come solo i prodotti contenenti cellule vive e vitali possono chiamarsi probiotici. I tindalizzati non lo sono, perché il trattamento di sterilizzazione a cui sono sottoposti blocca tutte le loro attività vitali e riproduttive.
2. Tindalizzati: stabili, ma inattivi.
Ma non si tratta soltanto di una questione di definizione. Anni e anni di documentazione scientifica hanno dimostrato che i probiotici devono essere vivi per esplicare il loro effetto benefico. Devono riprodursi e colonizzare l’intestino per combattere i microrganismi nocivi e favorire la diffusione di quelli benefici. L’attività dei probiotici dipende proprio dalla loro vitalità. E’ vero che i tindalizzati sono stabili. Ma lo sono perché sono resi inattivi. E’ come se fossero morti.
3. Probiotici: sicurezza dimostrata.
Non è vero, perciò, che i probiotici siano meno sicuri dei tindalizzati. Il fatto che si riproducano non rappresenta una causa potenziale di infezione. Al contrario, favorisce un’attività di controllo e riequilibrio delle alterazioni intestinali. D’altra parte i probiotici sono selezionati fra le specie batteriche che hanno una lunga storia di uso sicuro e sono stati sottoposti nel tempo a numerosissimi test in vitro e in vivo. Particolare attenzione è prestata alla scelta di ceppi batterici che non presentino resistenze di tipo antibiotico, potenzialmente trasmissibili ai batteri patogeni. Infine, tutti gli studi clinici e di sicurezza fanno riferimento alle linee guida sui probiotici di diverse organizzazioni internazionali: FAO/Organizzazione Mondiale della Sanità, Autorità Europea di Sicurezza Alimentare (EFSA), Ministero della Salute italiano.
I batteri tindalizzati vengono trattati termicamente insieme al loro terreno di coltura, costantemente controllato ed ottimizzato, che contiene quindi anche le sostanze prodotte dal loro metabolismo. Il liofilizzato così ottenuto contiene quindi sia le parti cellulari che le sostanze del normale metabolismo dei ceppi (vitamine, glicoproteine, micronutrienti), pertanto può risultare efficace quanto l’apporto degli stessi ceppi vivi nelle stesse condizioni.
Gli alimenti per cani e gatti che contengono batteri tindalizzati non possono essere definiti “Probiotici”, in quanto non possono direttamente apportare all’organismo un inoculo di cellule batteriche vitali che vanno poi a colonizzare i vari distretti intestinali. Il loro effetto fisiologico è quindi più simile ad un effetto “prebiotico”, in quanto ostacola l’insediamento di germi patogeni, stimola il sistema immunitario e il benessere generale, e facilita l’insediamento di una flora batterica benefica. Pertanto, nella pratica clinica, essi vengono utilizzati nella formulazione di mangimi complementari, anche dietetici, che evidenziano una particolare praticità ed efficacia di utilizzo.
I fermenti lattici vivi e vitali, detti anche “batteri probiotici”, sono batteri benefici presenti normalmente nel nostro intestino. Si tratta di particolari microorganismi in grado di trasformare chimicamente (metabolizzare), il lattosio (lo zucchero maggiormente presente nel latte) mediante un processo enzimatico.
La differenza tra fermenti lattici probiotici e prebiotici
Si tratta di due categorie differenti di fermenti lattici. I fermenti lattici probiotici sono quelli che interessano maggiormente la salute dell’uomo in quanto sono in grado di apportare un beneficio al nostro organismo. Con il termine probiotici si fa quindi riferimento a microorganismi vivi appartenenti a specifici ceppi di batteri lattici (i più importanti appartengono ai generi Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium) in grado di colonizzare positivamente l’intestino. Per essere utili, i probiotici assunti per bocca, devono superare l’ambiente acido dello stomaco e sopravvivere fino all’intestino, dove possono modificare la microflora batterica (microbiota), un complesso ecosistema composto da circa 300-500 specie batteriche che, in condizioni di salute, si mantiene più o meno costante; mentre in caso di diarrea o problemi digestivi risulta alterato.
I prebiotici invece sono sostanze non digeribili contenute in natura in alcuni alimenti, le quali promuovono la crescita, nel colon, di una o più specie batteriche utili allo sviluppo della microflora probiotica. Essi sono presenti in molti integratori di fermenti lattici, ma anche in diversi cibi in particolar modo nella farina di frumento, nelle banane, nel miele, nel germe di grano, nell'aglio, nella cipolla, nei fagioli e nei porri. L'assunzione di prebiotici attraverso la dieta costituisce un fattore importante per il mantenimento di un buon equilibrio della flora batterica, soprattutto nell'ambito di una dieta sana, variata ed equilibrata.
A cosa servono i fermenti lattici
Ecco le principali azioni dei fermenti lattici probiotici sul nostro organismo:
- Favoriscono il buon funzionamento del sistema immunitario intestinale.
- Riequilibrano la flora batterica in caso di diarrea.
- Sono utili in caso di disturbi intestinali in caso di viaggio.
- Agiscono contro la debilitazione post trattamenti con farmaci e antibiotici.
QUANDO PRENDERE I FERMENTI LATTICI
Fermenti lattici in capsule utili in caso di dismicrobismi intestinali da terapia antibiotica, diarree infettive acute, (batteriche e virali) inclusa la diarrea del viaggiatore, diarrea e gonfiore addominale da contaminazione batterica del tenue.
Spesso i fermenti lattici in caso di diarrea sono una delle principali terapie per contrastare il fastidio, soprattutto se si tratta di un virus stagionale.
Trattamento sintomatico della diarrea acuta. Profilassi e trattamento del dismicrobismo intestinale e sindromi diarroiche correlate.
Nel corso di un viaggio è infatti normale che il nostro organismo subisca momenti di stress che vanno a colpire il sistema immunitario e, di conseguenza, l'apparato gastro-intestinale.
Particolarmente indicato per favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale. Grazie alla sua formulazione specifica a base di S.boulardii arricchita con Vitamina A, Vitamina D e Vitamine del gruppo B, Enterogermina Viaggi è ideale per essere portato con sé durante viaggi o vacanze.
Aiuta a ristabilire l'equilibrio naturale della flora batterica che può risultare alterata e dare luogo a episodi di diarrea e gonfiore intestinale: a causa di alimentazione disordinata, durante l'assunzione di antibiotici e farmaci.
I probiotici, al contrario degli antibiotici (che uccidono indistintamente batteri benefici e nocivi), sono in grado di ripristinare l’equilibrio della flora batterica compromessa dall’azione di antibiotici o farmacia.
A base di fermenti lattici arricchito da complesso vitaminico per favorire il benessere intestinale.
A base di fermenti lattici tipizzati e tindalizzati (non vitali), fibre prebiotiche utili per favorire l'equilibrio e il benessere dell'intestino e vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6, B12). Favorisce il riequilibrio della flora intestinale. Studiato per rispondere alle diverse esigenze del bambino e dell'adulto. Senza glutine.
In generale si consiglia di prendere i fermenti lattici a stomaco vuoto, magari al mattino, lontano dai pasti. Questo perché se lo stomaco è pieno il loro passaggio all'intestino può essere più lento.
È molto importante prendersi cura della salute intestinale dei più piccoli: basti sapere che, alla nascita, l’intestino del neonato è sterile, il suo microbiota inizia a svilupparsi nel momento del parto e dal quinto giorno di vita in poi inizia a somigliare a quello di un adulto e può essere influenzato da fattori esterni come dieta, terapie antibiotiche, allattamento ed ipotetiche infezioni. Non tutti i ceppi probiotici sono adatti ai bambini, vediamo insieme quali sono quelli utili e qual è la loro azione specifica:
- Il Lactobaillus Casei infantis può essere utile nel trattamento della stipsi infantile. Lo trovi in Enterolactis Baby Gocce, utile per ripristinare la flora batterica compromessa da squilibri alimentari o trattamenti antibiotici.
- Il Lactobacillus Reuterii, è un cooperante nella terapia della diarrea di origine virale.
- Il Lactobacillus Casei Shirota (LcS) ha effetti benefici tramite la modulazione immunitaria dell’ospite supportandola. Utile durante disturbi intestinali o per contrastare gli effetti collaterali della terapia antibiotica.

Con la gravidanza il corpo e l’organismo della mamma si modificano di giorno in giorno: sappiamo già che l’alimentazione spesso deve essere modificata e l’appetito varia molto: soprattutto durante i primi mesi, a causa delle nausee, alcuni cibi non vengono tollerati; successivamente l’appetito può crescere notevolmente. Di conseguenza anche l’apparato gastrointestinale si adegua e l’intestino in particolare rischia di modificare i suoi ritmi. Per aiutare la microflora intestinale a lavorare bene e rafforzare le difese immunitarie, le future mamme possono assumere i fermenti lattici (consigliamo sempre di richiedere il parere del ginecologo o del medico curante che segue la gravidanza).
Un integratore a base di fico e l’ispagula (psillio biondo) che aiuta a mantenere il transito intestinale regolare e contribuisce così ad una buona salute della mamma.
Come noi, anche i nostri animali, possono avere momenti di irregolarità intestinale. Le cause possono essere diverse: la più comune è l’intolleranza ad un particolare tipo di alimento. Esistono in commercio molti fermenti lattici specifici per animali, possono essere utilizzati sia per scopo preventivo che per curare un disturbo (consigliamo sempre di ascoltare il parere del veterinario prima dell’utilizzo).

Prodotto pensato per ripristinare la flora microbica intestinale dei cani quando la loro flora intestinale è alterata a causa di diarrea, disturbi cronici della motilità, stress di tipo dietetico o climatico, intensa attività fisica, repentini cambiamenti di tipo ambientale o nella dieta quotidiana, trattamenti farmacologici, intossicazioni alimentari o debilitazione dell’organismo dovuta a malattie infettive e parassitarie dell’apparato digerente. Questo prodotto è in compresse: la posologia varia a seconda della taglia. Solitamente la terapia non dura più di 7-10 giorni.
L’intestino è un ecosistema complesso, fondamentale per la salute di tutto l’organismo. I suoi alleati più preziosi sono senza dubbio i probiotici. La tindalizzazione è un processo termico controllato che inattiva i probiotici, uccidendoli ma senza alterarne le strutture cellulari. Questa inattivazione non compromette la loro efficacia.
I fermenti lattici tindalizzati sono una soluzione innovativa che offre molti benefici per il benessere intestinale. In sintesi, i principali vantaggi sono:
- Elevata resistenza: essendo inattivi, non vengono danneggiati dal calore, dall’acidità gastrica o dagli antibiotici.
- Efficacia immunomodulante: possono contribuire a modulare la risposta immunitaria interagendo con le cellule del sistema immunitario presenti nell’intestino.
Il mercato dei farmaci da banco è invaso da decine di prodotti gergalmente definiti come "fermenti". Quali sono le differenze? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza. Negli ultimi anni il mercato dei farmaci da banco è stato letteralmente invaso da decine e decine di prodotti definiti nel linguaggio comune come fermenti, probiotici, prebiotici. Ma sono tutti la stessa cosa? Questi termini sono sinonimi? La risposta è No. Facciamo prima un passo indietro. Numerose ricerche scientifiche internazionali hanno evidenziato l'importanza e la centralità del Microbiota intestinale non solo nel mantenimento della salute dell'apparato digerente ma anche nel possibile sviluppo, in caso di alterazione (disbiosi), di patologie infiammatorie, croniche, neuro-degenerative, autoimmuni e perfino tumorali. Come è noto infatti, il Microbiota intestinale è un vero proprio "apparato" composto da oltre 100.000 miliardi di batteri (ma anche da miceti, protozoi, parassiti e virus) che prendono parte attiva e centrale alla fisiologia e fisiopatologia dell'organismo umano interagendo con il sistema immunitario dell'ospite, proteggendoci dai micro-organismi patogeni (l'importanza del Microbiota è riportata anche in corso di infezione da Coronavirus), provvedendo all'integrità della barriera intestinale ed intervenendo in svariati processi chimici e neuroendocrino-metabolici come la sintesi di vitamine, il metabolismo degli acidi grassi e biliari, la fermentazione dei carboidrati ecc.

Grande interesse scientifico e farmaceutico è stato pertanto rivolto allo studio del Microbiota intestinale ed alla produzione di prodotti in grado di poterlo modulare con beneficio. Sul mercato sono comparsi numerosi prodotti con differenti denominazioni, vediamone dunque in dettaglio le varie caratteristiche.
Le Linee guida ministeriali definiscono:
- Probiotici: "Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo". Nel probiotico devono essere contenuti microrganismi probiotici vivi e attivi, in numero sufficientemente elevato in grado di raggiungere l'intestino, moltiplicarsi ed esercitare un'azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. Si tratta quindi di integratori in grado di promuovere e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell'organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.
- Prebiotici: La definizione di prebiotico è riservata alle sostanze non digeribili di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l'attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico.
- Fermenti lattici: il termine fermento lattico non si riferisce ad una classificazione tassonomica ma semplicemente alla capacità di specifici microrganismi di fermentare il lattosio producendo acido lattico. I fermenti lattici spesso non sopravvivono al passaggio in stomaco ed in genere non vengono forniti dati né sulla quantità, né sul dosaggio, né sulla capacità di raggiungere vivi l'intestino e il colon.
- Fermenti lattici tindalizzati: Per tindalizzazione si intende che i microrganismi sono stati sottoposti ad una serie di trattamenti termici che hanno influito sulla vitalità degli stessi (fondamentalmente sono microrganismi morti). I fermenti lattici e i tindalizzati NON possono dunque essere definiti come probiotici in quanto non possiedono la certezza di numerosità, capacità di colonizzazione intestinale ed efficacia che è prerogativa dei probiotici per definizione.
Come riconoscere un vero probiotico?
L'Etichetta è la carta d’identità di un integratore alimentare contenente probiotici. La normativa ministeriale, armonizzata con quella europea, prevede che il produttore riporti in etichetta:
- Corretta descrizione del microrganismo indicando genere, specie e ceppo di ogni probiotico presente nel prodotto, in accordo con le nomenclature tassonomiche internazionalmente riconosciute (es. genere = Lactobacillus; specie = L. reuteri; ceppo = ATCC 55730).
- Numero minimo di cellule vitali di ogni ceppo probiotico al termine della durata di conservazione (shelf-life). La quantità minima per ottenere una colonizzazione temporanea di un ceppo batterico è di almeno 1.000.000.000 di cellule vive per giorno.
- Dosi consigliate relative alle indicazioni d’uso.
- Indicazione d’uso (es. «Favorisce l’equilibrio della flora intestinale»).
- Modalità di conservazione.
- Contatti dell'azienda produttrice per l’informazione del consumatore.
Quali probiotici scegliere e quando?
Come abbiamo visto il Microbiota intestinale è oggetto di grande interesse scientifico e numerose ricerche sono state effettuate, tuttavia molteplici aspetti di questo magnifico apparato rimangono ancora oggi non del tutto chiariti. Nonostante il nostro Microbiota intestinale sia composto da miliardi di batteri appartenenti ad oltre 500 differenti specie, solamente poche specie sono disponibili nelle formulazioni in commercio (alcuni tipi di lattobacilli e bifidobatteri, E. coli, streptococchi..) a cui si aggiungono alcuni mix di probiotici che includono anche lieviti e miceti come Saccharomyces.
La composizione del Microbiota intestinale tuttavia non è uguale per tutti. Ognuno di noi possiede infatti una propria composizione di microrganismi che è peculiare essendo il risultato di numerosi fattori che intervengono nel corso della nostra vita. Questo significa anche che il nostro stesso Microbiota può subire variazioni significative nel tempo.
Studi clinici e ricerche scientifiche hanno dimostrato l'efficacia di differenti formulazioni probiotiche nel trattamento di patologie gastro-intestinali ed extra-intestinali. Ad esempio composizioni di lattobacilli e bifidobatteri si sono mostrate utili in casi di diarrea, intestino irritabile o per prevenire effetti collaterali in corso di antibioticoterapie. Studi su topi hanno dimostrato effetti benefici dei bifidobatteri sulla steatosi epatica e obesità. Lattobacilli ed E. coli si sono dimostrati d'aiuto in alcuni casi di malattia diverticolare o malattie infiammatorie croniche intestinali. Ulteriori studi hanno evidenziato i possibili effetti benefici di supplementazioni con mix di probiotici o/o miceti nel trattamento di cistiti, patologie autoimmuni, dermatologiche, sindromi ansioso-depressive ed in altri casi ancora.
In conclusione, diverse formulazioni probiotiche hanno mostrato poter avere effetti benefici sulla Salute. Tuttavia, la complessità ed importanza del Microbiota intestinale, la peculiarità della sua composizione che, come abbiamo visto, è differente per ognuno di noi e la numerosità delle formulazioni in commercio, rende la scelta di quando e quale prebiotico, probiotico e/o mix di probiotici utilizzare non sempre semplice. Appare dunque preferibile rivolgersi allo specialista gastroenterologo di riferimento evitando l'automedicazione.
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