Creatinina nelle Urine: Quanto Tempo Rimane e Cosa Indica

La creatinina è un prodotto di scarto del metabolismo muscolare, normalmente filtrato dall’apparato urinario, generato dalla degradazione della creatina e della fosfocreatina. La creatina è un amminoacido naturalmente presente nei muscoli, che svolge un ruolo specifico nella produzione di energia durante l’attività fisica. La fosfocreatina, derivante dalla creatina, è una riserva energetica prontamente disponibile nelle cellule muscolari, in grado di ripristinare l’ATP. La creatinina è quindi il sottoprodotto di scarto della fosfocreatina. La produzione di creatinina avviene ad un ritmo costante e proporzionale alla massa muscolare della persona: viene in seguito rilasciata nel sangue ed eliminata attraverso le urine, rappresentando di conseguenza un valido indicatore della funzionalità renale.

Nella medicina di laboratorio, si distinguono le seguenti misurazioni della creatinina: S-Creatinina (o P-Creatinina), la concentrazione nel siero o nel plasma del sangue; U-Creatinina, la quantità presente nelle urine, valutata in un arco temporale di 24 ore. Il metodo più comune per analizzarla è dato dalla cosiddetta creatinina enzimatica: si basa sull’impiego di particolari enzimi, capaci di reagire con la creatinina, per produrre una sostanza misurabile in laboratorio, garantendo un buon grado di precisione e affidabilità. Le diverse modalità di misurazione della creatinina permettono una valutazione completa della funzione renale: spesso sono utilizzate insieme per calcolare la clearance della creatinina, un parametro che stima la velocità di filtrazione glomerulare dei reni.

Perché è bene analizzare la creatinina? L’esame della creatinina è determinante per valutare la salute dell’apparato urinario: quando i reni non funzionano correttamente la loro capacità di filtrazione si riduce, causando un accumulo di creatinina nel sangue (e potenzialmente anche nelle urine). Alcune condizioni in cui può essere richiesto l’esame della creatinina sono: come parte di controlli di routine; nei soggetti con ipertensione o diabete; in caso di sospetta disfunzione renale acuta; per monitorare l’andamento di malattie renali croniche; prima di eseguire procedure mediche con mezzi di contrasto; nei pazienti che assumono farmaci potenzialmente nefrotossici.

In particolare, l’analisi della creatinina è consigliata se il paziente presenta sintomi compatibili con un’insufficienza renale: affaticamento, difficoltà di concentrazione, perdita di appetito, disturbi del sonno, gonfiore (edema) in zone localizzate, alterazioni dell’urina (colore, presenza di sangue o schiuma, riduzioni nella quantità, difficoltà nella minzione), dolori lombari in prossimità dei reni, fiato corto e ipertensione arteriosa persistente. La misurazione della creatinina viene spesso abbinata ad altri esami, come il calcolo della clearance della creatinina e della velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR).

Schema del rene e dei nefroni

Come si misura la creatinina ematica e urinaria?

La creatinina può essere misurata sia nel sangue (creatininemia) che nelle urine (detta anche creatinuria), a seconda del tipo di valutazione richiesta dal medico curante. La creatinina nel sangue viene misurata tramite prelievo, permettendo di valutare un possibile accumulo: la misurazione nel siero o nel plasma è praticamente equivalente, anche se tecnicamente si riferiscono a componenti leggermente diverse del sangue.

La creatinina può essere analizzata anche nelle urine, spesso raccolte in 24 ore: questo test è fondamentale per il calcolo della clearance della creatinina, che fornisce una stima più precisa della quantità di sangue che i reni riescono a filtrare al minuto. Il dosaggio della creatininuria viene spesso richiesto per misurare la clearance della creatinina e si esegue sulla raccolta delle urine delle 24 ore. La creatinina è il prodotto del catabolismo della creatina fosfato (o fosfocreatina). Questa molecola è localizzata principalmente nel muscolo scheletrico e nel cuore. Per questi tessuti, la creatinina costituisce una fonte di energia immediatamente utilizzabile per la contrazione. La produzione di creatinina è correlata al metabolismo della creatina.

Durante l'assorbimento di questo amminoacido da parte dei muscoli, una piccola quota viene convertita in creatinina in maniera irreversibile e pressoché costante nel tempo. La creatinina prodotta si riversa nel sangue e viene filtrata, successivamente, dai glomeruli renali. Se la presenza di creatinina nel sangue è troppo elevata, significa che i reni non riescono a farla passare nelle urine, quindi non svolgono bene il loro lavoro. In presenza di una condizione patologica che compromette la capacità renale di filtrazione, la creatinina non viene eliminata correttamente; a risentirne sono i valori urinari e plasmatici. Il dosaggio della creatinina nelle urine raccolte nel corso di 24 ore (creatininuria delle 24 h) è una valutazione spesso associata alla contemporanea misura del composto nel sangue (creatinemia).

In un intervallo di tempo definito, questi parametri permettono di calcolare quanto plasma (parte liquida del sangue) viene filtrato nei glomeruli renali e viene depurato della creatinina ogni minuto (“clearance” renale della creatinina). Dal momento che tutta la creatinina filtrata dal glomerulo viene completamente escreta (non vi è riassorbimento), il suo livello nelle urine costituisce un indice sensibile e specifico di funzionalità renale. Se questo è troppo basso significa che l'attività filtrante del rene è compromessa e si avrà, di riflesso, un aumento della concentrazione di creatinina nel sangue. Il dosaggio della creatininuria viene eseguito anche per monitorare il trattamento delle patologie dei reni (ad esempio, nei pazienti dializzati) o la funzionalità degli stessi organi durante certi tipi di terapie.

MEMO 2: Che confusione tra “Clearance Creatininica” e “Filtrato Glomerulare”!

Valori normali di creatinina nel sangue e nelle urine

I valori di creatinina variano in base a fattori come l’età, il sesso, la massa muscolare e lo stato fisiologico: in linea generale, i range di riferimento della creatininemia e della creatinuria devono essere interpretati all’interno del contesto clinico del paziente. Di seguito una breve indicazione dei livelli normali di creatinina nel sangue:

  • Uomini adulti: 0,7 - 1,2 mg/dL
  • Donne adulte: 0,5 - 1,0 mg/dL
  • Bambini: da 0,4 a 1,0 mg/dL (variabile con l’età)
  • Donne in gravidanza: da 0,4 a 0,7 - 0,9 mg/dL (a seconda del trimestre)

Riguardo ai valori di riferimento della creatinina urinaria, negli adulti il range va da 0,5 a 3,0 g/L (500-3000 mg/L), a seconda della massa muscolare e dell’apporto proteico in dieta. In aggiunta, la clearance della creatinina si calcola combinando la concentrazione di creatinina nel sangue e quella nelle urine, fornendo una stima attendibile della velocità di filtrazione glomerulare dei reni. Indicativamente, i livelli normali della clearance sono:

  • Uomini adulti: 90 - 140 mL/min
  • Donne adulte: 80 - 125 mL/min

In neonati e bambini i valori aumentano progressivamente fino all’età adulta, mentre con l’invecchiamento un calo della clearance è fisiologico, anche senza patologie renali.

Creatinina alta: possibili cause e conseguenze

Un livello alto di creatinina nel sangue (ipercreatininemia) è uno dei principali indicatori di malfunzionamento renale: anche l’aumento della creatinina nelle urine può fornire ulteriori informazioni utili, specialmente se valutato per calcolare la clearance. La concentrazione della sostanza nell’urina (espressa in mg/dL) può variare in relazione alla quantità di liquidi assunti e quindi non rappresenta da sola un valore particolarmente utile (al contrario dei valori derivati, che sono in grado di annullare l’impatto di questo fattore).

Alcune delle possibili cause di creatinina alta nel sangue sono: Insufficienza renale, sia acuta che cronica; Ostruzioni urinarie (tra cui calcoli renali), comprese le patologie prostatiche; Infezioni renali (pielonefrite) o malattie croniche (glomerulonefrite, rene policistico); Ridotto flusso ematico ai reni (ad es. shock, emorragia, insufficienza cardiaca); Patologie muscolari (es. rabdomiolisi). Un aumento della creatinina nelle urine indica un deterioramento della funzione renale, acuto o cronico, che può essere provocato da inadeguata perfusione (shock, emorragia, insufficienza cardiaca), da nefropatie (glomerulonefriti, pielonefriti, necrosi tubulare acuta ecc.) o da ostruzioni delle vie urinarie.

I livelli di creatinina tendono ad essere più elevati negli uomini a causa della maggiore massa muscolare. Una dieta molto ricca di carne può influenzare i valori, aumentandoli. Dopo un intervento chirurgico è possibile riscontrare livelli di creatinina elevati nelle urine. Innanzitutto, il trauma chirurgico può causare un aumento della degradazione muscolare, e determina una maggiore produzione di creatinina, che viene poi eliminata attraverso le urine. Inoltre l’uso di alcuni farmaci anestetici e antidolorifici può influenzare il metabolismo della creatinina, con un aumento temporaneo dei suoi livelli. In condizioni normali, i reni riescono a mantenere la creatinina entro un intervallo stabile, ma quando i reni non funzionano correttamente, i livelli di creatinina nel sangue possono aumentare, indicando potenziali problemi renali. Un aumento della creatinina può essere indice di diverse condizioni, come insufficienza renale acuta o cronica, disidratazione, infezioni o patologie muscolari. Quando l’organismo esprime valori alti di creatinuria, i sintomi possono essere molteplici. Problemi renali: se i reni hanno difficoltà a regolare i livelli di creatinina nel sangue, possono cercare di compensare con un aumento nell’eliminazione urinaria.

Livelli elevati di creatinina nelle urine possono indicare che i reni stanno lavorando in modo efficiente per eliminare la creatinina in eccesso, il che è generalmente positivo. Tuttavia in alcuni casi, ad esempio in presenza di sintomi quali debolezza generale, stanchezza che persiste e una certa mancanza di energia, si è forse in presenza di funzionalità renali ridotte. Nelle malattie renali croniche, accompagnate, in particolare, da una riduzione della massa muscolare, la creatinuria tende a ridursi. Occorre ricordare, inoltre, che i risultati delle analisi devono essere valutati nell'insieme dal medico di base, che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.

Grafico che mostra i livelli normali e alti di creatinina

Cosa fare per far abbassare la creatinina?

Bere acqua in quantità adeguate aiuta i reni a filtrare meglio le sostanze di scarto, inclusa la creatinina. Alcuni integratori, specialmente quelli a base di creatina, aumentano i livelli di creatinina. Un’attività fisica troppo intensa può aumentare la produzione di creatinina. L'esame prevede la raccolta delle urine emesse durante un'intera giornata (per esempio: dalle 8 del mattino, alle 8 di quello successivo), nel medesimo contenitore di plastica pulito e senza aggiunta di additivi. Chiudere sempre bene il recipiente e conservarlo in luogo fresco e al buio. Nelle 8-12 ore che precedono l'esame della creatininuria, è importante evitare di praticare un intenso esercizio fisico.

Si noti che la concentrazione della sostanza nell’urina (espressa in mg/dL) può variare in relazione alla quantità di liquidi assunti e quindi non rappresenta da sola un valore particolarmente utile (al contrario dei valori derivati, che sono in grado di annullare l’impatto di questo fattore). Si tenga presente che i risultati delle analisi devono essere oggetto di approfondimento da parte del proprio medico curante e, se necessario, dello specialista nefrologo. Questo test, e la sua valutazione, possono essere spesso associati alla misura della creatinemia, ovvero ai livelli di creatinina nel sangue. Di conseguenza è possibile sapere la quantità di plasma depurata, azione che viene indicata con l’espressione medica clearance della creatinina. Poiché tutta la creatinina che è stata filtrata dal glomerulo non viene riassorbita ed è escreta con le urine, conoscere la sua concentrazione nelle urine è un indice di funzionalità renale.

In alternativa, è possibile svolgere un esame delle urine che prevede la raccolta delle urine prodotte nell’arco di 24 ore: dalle 7 della mattina del primo giorno, fino alle sette di mattina del giorno successivo, per dare un orario esemplificativo. Il contenitore dovrebbe essere chiuso e conservato al buio, in un luogo fresco. Variazioni di queste formule tengono conto di diverse variabili come sesso, etnia, età, peso, altezza, o altri valori come albumina o azotemia. Una insufficiente clearance renale, che corrisponde ad una GFR inferiore a 60 ml/min, avvalora il sospetto di insufficienza renale.

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

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