La digestione è un processo fisiologico fondamentale che consente al nostro corpo di assimilare i nutrienti e l'energia dal cibo che consumiamo. Tuttavia, diversi fattori possono rallentare questo processo, portando a sensazioni di pesantezza, gonfiore e disagio. Comprendere come supportare la digestione e aumentare naturalmente gli enzimi digestivi è cruciale per il benessere generale.
Il tempo di digestione varia in base a diversi fattori, come l'età, il sesso e la quantità di cibo consumato. Dopo aver mangiato, il cibo impiega dalle 3 alle 6 ore per attraversare lo stomaco, a seconda del tipo di pasto, se più leggero come uno spuntino o più elaborato come un pasto principale. Alcuni comportamenti, come mangiare troppo e troppo velocemente, o sdraiarsi subito dopo aver mangiato, possono ostacolare la digestione, sovraccaricando lo stomaco, che tarda a svuotarsi, con conseguenti pesantezza e tensione.
Cosa Sono e Come Funzionano gli Enzimi Digestivi?
Gli enzimi digestivi sono sostanze proteiche prodotte fisiologicamente all'interno del nostro organismo. Il loro compito è scomporre il cibo che mangiamo in nutrienti, in modo che il nostro corpo riesca ad assimilarli per svolgere tutte le proprie funzioni biologiche. Sono prodotti naturalmente nel pancreas, nello stomaco, nel fegato, nell'intestino tenue e nella bocca, dove iniziano a scomporre le molecole del cibo durante la masticazione.
Quando l'attività enzimatica è lenta o gli enzimi digestivi non sono in numero sufficiente, il processo digestivo potrebbe essere alterato. La digestione lenta è accompagnata da una prolungata sensazione di pienezza e di tensione a livello gastrico (che compare dopo i pasti), riconducibile a un inadeguato svuotamento dello stomaco o a un'anomala risalita del cibo lungo l'esofago. Le difficoltà digestive riguardano una serie di disturbi dell'apparato digerente che possono manifestarsi dopo i pasti. Questa condizione è molto comune e può dare sintomi riconoscibili, come ad esempio senso di pesantezza, bruciore di stomaco, nausea. Possono essere presenti anche eruttazione, alitosi, gonfiore addominale.

Cause della Digestione Lenta
Dietro alla digestione lenta si nascondono spesso più fattori che, sommati, rallentano il normale svolgimento del processo digestivo. Le cause della digestione lenta, nella maggior parte dei casi, sono legate a pasti troppo abbondanti o a cibi difficili da digerire. La digestione difficile nei neonati può essere dovuta anche allo sviluppo fisiologico dell'apparato digerente, mentre negli anziani può essere causata da un rallentamento dei movimenti dello stomaco e da una diminuzione dell'acido dello stomaco adibito alla digestione.
Tra le principali cause della dispepsia ci sono i fattori che possono rallentare lo svuotamento dello stomaco e rendere la digestione difficile:
- Alimentazione scorretta o non equilibrata, ricca di dolci, di alimenti grassi e con metodi di cottura lunghi e pesanti, come fritture, stufati, brasati e stracotti.
- Pasti eccessivamente veloci o abbondanti.
- Cambiamenti ormonali che possono verificarsi durante la gravidanza, per il ciclo mestruale o la menopausa.
- Ansia, stress, tensioni, paure e insicurezze.
- Intolleranze alimentari come l'intolleranza al lattosio o l'intolleranza al glutine.
- Sovrappeso e obesità.
- La presenza di alcune malattie dello stomaco come l'infezione causata dal battere Helicobacter Phylori o disturbi del fegato, ad esempio fegato ingrossato o fegato grasso.
È da notare che la digestione difficile in gravidanza, nei primi mesi, è causata principalmente dai cambiamenti ormonali, mentre quando si manifesta negli ultimi periodi può essere dovuta anche alla pressione sullo stomaco della futura madre.
Inoltre, la ridotta produzione di enzimi digestivi, con l'avanzare dell'età o in presenza di infiammazioni come gastriti o pancreatiti, porta a una diminuzione di amilasi, lipasi, proteasi e lattasi. L'ipocloridria (ovvero un basso livello di acido gastrico) rallenta la digestione delle proteine e impedisce l'attivazione corretta degli enzimi pancreatici, causando sensazione di pesantezza, eruttazioni acide e talvolta reflusso. Anche lo stress cronico e i ritmi di vita frenetici attivano il sistema nervoso simpatico, "distogliendo" risorse dalla digestione, diminuendo la produzione di succhi gastrici e rallentando l'azione degli enzimi, innescando nausea e digestione difficoltosa.
Sintomi della Digestione Lenta
I segnali più comuni della digestione lenta includono senso di pienezza precoce, gonfiore e flatulenza, eruttazioni acide, nausea dopo i pasti, stanchezza marcata e dolori o crampi addominali. Spesso ci si sente sazi già dopo pochi morsi, come se lo stomaco fosse pieno pur avendo mangiato poco.
Rimedi Naturali per Migliorare la Digestione
Per agire tempestivamente in caso di cattiva digestione, può essere utile un integratore alimentare con una formulazione equilibrata di enzimi, estratti vegetali, citrati e carbonati. Gli enzimi sostengono l'attività degli enzimi digestivi già presenti nell'organismo, agendo sui diversi componenti degli alimenti come grassi, proteine e zuccheri.
Alimentazione e Stile di Vita
Per alleviare i sintomi della cattiva digestione, cosa mangiare? Anche per prevenire il problema, è molto importante seguire una corretta alimentazione. La fretta è nemica della nostra digestione; le nostre giornate lavorative frenetiche ci portano a consumare i pasti frettolosamente, magari al volo seduti davanti al PC. Può capitare anche di saltare qualche pasto. Questo modo di gestire l'alimentazione è nocivo per il funzionamento dell'apparato digerente. Il cibo va masticato lentamente. È inoltre importante evitare i pasti troppo abbondanti; meglio organizzare la propria alimentazione distribuendo il cibo in cinque momenti della giornata: colazione, pranzo, cena e due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio.
L'alimentazione giusta per chi soffre di cattiva digestione dovrebbe prevedere l'esclusione di cibi grassi e difficilmente digeribili, fritture e dolci farciti ed elaborati. Stesso dicasi per salse, intingoli e condimenti piccanti. Attenzione anche a peperoni, aglio, cipolla, cetrioli. Limitiamo poi alimenti acidi come agrumi, kiwi e pomodoro, che potrebbero favorire o peggiorare un problema di reflusso gastrico.
Meglio preferire alimenti che favoriscono la digestione, per esempio carciofi e finocchi. Per insaporire le pietanze, utilizziamo erbe aromatiche quali rosmarino, salvia e alloro. Sì anche a carne magra e pesce magro cotti alla griglia, al forno, a vapore. Frutti come mele e banane hanno un'azione equilibrante. Via libera a pasta, pane, avena, cereali integrali, riso. Una valida fonte proteica vegetale è data dai legumi: se non tolleriamo le fibre in essi contenute, possiamo passarli al passaverdure. Non rinunciamo poi a una colazione a base di yogurt al naturale.

Inoltre, sarebbe opportuno dedicare il giusto tempo alla preparazione del cibo. La mancanza di tempo ci porta a includere nella nostra dieta piatti pronti o confezionati spesso troppo ricchi di grassi e sale, dannosi per una corretta digestione. Se non si dispone di molto tempo da dedicare alla cucina, meglio optare per piatti semplici e veloci da realizzare. Un esempio? Petto di pollo alla piastra con un contorno di verdure cotte e una fetta di pane integrale. Anche una crema di ceci (quelli già cotti andranno benissimo) con rosmarino, olio d'oliva e pane integrale è una valida soluzione.
Per favorire la digestione, è molto importante rimanere ben idratati. È quindi importante aumentare l'idratazione e bere molta acqua perché consente a fegato e reni di facilitare l'eliminazione delle scorie se si è mangiato troppo. Inoltre, non apporta calorie, aiuta ad eliminare le tossine e stimola la sazietà, aiutando a evitare eccessi alimentari. Chi soffre di cattiva digestione e acidità dovrebbe ridurre il consumo di alcolici, bibite gassate e caffè, poiché tendono ad aumentare l'acidità gastrica. Bere alcune acque effervescenti naturali può, in alcuni casi, essere d'aiuto.
Una vita troppo sedentaria non è mai raccomandabile; un'attenzione particolare va data a cosa si fa dopo i pasti: andare a dormire subito dopo avere cenato non favorisce la digestione. La cena andrebbe consumata circa tre ore prima di mettersi a letto. Fare sport o attività fisiche intense subito dopo aver mangiato non favorisce una buona digestione e va evitato. Svolgere alcuni esercizi che favoriscono la digestione. Alcune attività, lontano dai pasti, sono invece molto utili per regolare l'attività gastrointestinale, come: andare in bicicletta, meglio all'aperto, ma anche la cyclette in casa va bene; fare ginnastica: mettersi sdraiati sul letto a pancia in su, porre le mani sui fianchi e le gambe piegate in alto e muovere in cerchio i piedi come se si stesse pedalando per circa 10 minuti al giorno; saltare la corda regolarmente per 10 minuti al giorno.
Erbe Aromatiche e Tisane Digestive
Usare erbe aromatiche come la menta può aiutare. In erboristeria o in farmacia si possono trovare varie tisane digestive miscelate con piante dalle proprietà carminative. Tra cui semi di finocchio (con eventuale aggiunta di un cucchiaino di aghi di rosmarino): bevuta dopo i pasti, aiuta a digerire e combatte i gonfiori addominali; non adatta però per chi soffre di gastrite o ulcere gastriche; cicoria: ha un'azione disintossicante; anice: utile in caso di gonfiore addominale, dovuto a fermentazioni; cumino, coriandolo, cardamomo: semi simile all'anice da mettere in infusione o masticare a fine pasto; liquirizia. È possibile anche preparare degli infusi casalinghi come quello di camomilla e salvia.
Molti fitoterapici possono essere di supporto in forma di tisana o estratti secchi ai processi digestivi e al benessere di tutto il tratto gastrointestinale. L'anice, ad esempio, ha una lunga storia di utilizzo nella medicina tradizionale e nel settore farmaceutico per i suoi effetti benefici sul sistema gastrointestinale. L'estratto ha proprietà stomachiche (azione tonica e corroborante per lo stomaco), supportate da numerosi studi scientifici, in grado di favorire la peristalsi dello stomaco e la secrezione di succhi gastrici. Il finocchio agisce come spasmolitico e carminativo, utile in caso di flatulenza, riducendo la produzione di gas intestinali. L'estratto può anche essere utile per favorire la digestione, specie in caso di gonfiore e dolore addominale. Il cardamomo è un'altra spezia molto comune in India, tradizionalmente usato come rinfrescante per la bocca e agente digestivo. Lo zenzero ha proprietà eupeptiche e carminative facilitando la digestione e limitando la formazione di gas intestinali.
Integratori di Enzimi Digestivi
La digestione lenta può essere dovuta a una carente produzione di enzimi digestivi da parte dell'organismo. In questo caso può essere utile cercare in farmacia un integratore adatto alle diverse esigenze. Gli enzimi contenuti in questi prodotti possono essere di origine animale: pepsina, tripsina e pancreatina (simili a quelli prodotti dal nostro corpo) oppure di origine naturale, ovvero vegetale, come bromelina, papaina e ficina. Questi enzimi scindono i nutrienti nei loro componenti fondamentali in modo da renderli assorbibili e assimilabili.
Molte persone si rivolgono a tisane di finocchio, zenzero o menta per accelerare la digestione, ma quando il problema è legato a una carenza enzimatica la soluzione più efficace è quella di integrare con enzimi specifici. Un integratore efficace funziona al meglio se accompagnato da semplici abitudini giornaliere che favoriscono la digestione.
ENZIMI: cosa sono e come funzionano?
Alimenti Specifici
Mangiare alimenti di facile digestione come alcuni ortaggi (finocchi e carciofi ad esempio) può aiutare. Mangiare più fibre: aiutano i processi digestivi e la peristalsis intestinale, ammorbidendo le feci e prevenendo la costipazione. Alimenti che contengono fibre sono le verdure, come accennato sopra, preferibilmente consumate crude, i cereali integrali e la frutta, quest'ultima ricca anche in vitamine e sali minerali. Consumare grassi insaturi: aiuta il corpo ad assorbire le vitamine. Si combina anche con la fibra per aiutare a incoraggiare i movimenti intestinali. Consumare cibi fermentati come yogurt, miso, quinoa, crauti.
La papaya e l'ananas sono due frutti tropicali molto ricchi di enzimi che supportano la digestione. La papaya, in particolare, è una pianta che contiene molti principi attivi ed è riconosciuta per il suo notevole potenziale curativo. In particolare, gli enzimi presenti nella papaya hanno notevoli proprietà digestive e terapeutiche. La papaina, estratta da papaya, è un complesso enzimatico che si può considerare l'analogo vegetale della pepsina umana e possiede attività proteolitica (converte le proteine in elementi più semplici), amilolitica (converte gli amidi) e lipolitica (disgrega i grassi), supportando digestione e assorbimento di numerosi nutrienti.
Quando Consultare uno Specialista
È importante consultare uno specialista quando i sintomi si presentano dopo aver mangiato determinati alimenti (potrebbe trattarsi di intolleranza alimentare o allergia), se si protraggono per 2-3 mesi (potrebbe trattarsi di dispepsia cattiva digestione cronica), o se incidono sulla qualità di vita del paziente. Se si sospettano patologie organiche (ulcera, reflusso grave, gastrite acuta), è sempre necessario seguire la prescrizione del medico.
