Carbone Vegetale e Calcoli Renali: Benefici e Rischi

Il carbone vegetale, noto anche come carbone attivo, è un materiale composto da carbonio con una struttura molto disordinata e porosa. Il carbone vegetale è ottenuto dalla combustione di materiale di origine vegetale, come il legno o il guscio delle noci di cocco. Il carbone che si ottiene viene poi scaldato insieme a gas che portano alla creazione, al suo interno, dei pori che caratterizzano il carbone attivo. Questo fa sì che abbia una grande capacità di assorbimento, che lo rende utilizzabile in diversi ambiti, da quello industriale a quello medico. La sua porosità ne aumenta enormemente la superficie, per cui il materiale può interagire con molteplici sostanze allo stesso tempo. Questo lo rende uno dei materiali più assorbenti che esistono.

Il carbone vegetale è utilizzato sin dal 3700 a.C. in ambito manifatturiero e poi per le sue proprietà medicinali e di depurazione dell’acqua. Oggi, i materiali vegetali vengono carbonizzati e attivati con diversi metodi a seconda dell’origine, in ambienti con temperature superiori a 400 °C senza fiamma viva. Il carbone attivo ha affinità con numerosi tipi di molecole, per cui può “catturare” molte sostanze diverse.

Diagramma della struttura porosa del carbone attivo

Benefici del Carbone Vegetale

In ambito medico, il carbone vegetale viene impiegato soprattutto in caso di intossicazioni e avvelenamenti acuti da ingestione orale, poiché “cattura” molte tossine evitando che siano assorbite nel tubo digerente. Si impiega, ad esempio, in caso di assunzione di alcuni funghi velenosi, arsenico, ingestione eccessiva farmaci e altre sostanze. Il carbone attivo è molto utile in caso di sostanze tossiche presenti a livello intestinale, in quanto favorisce la loro escrezione. Il carbone attivo è in grado di legarsi a un'ampia varietà di farmaci, riducendone gli effetti. È consigliato assumere carbone vegetale entro la prima ora dopo un'overdose. Il carbone vegetale non viene assorbito dall'intestino e pertanto dopo averlo ingerito, raggiunge l’intestino nella sua forma invariata. Qui, grazie alla sua struttura si lega a molecole come farmaci, gas, tossine e molto altro. Queste tossine e sostanze chimiche vengono così intrappolate nell’intestino ed eliminate attraverso le feci invece di essere assorbite dall’organismo.

Nei casi di gonfiore e tensione addominale il carbone vegetale può dimostrarsi un alleato, perché assorbe parte dell’aria in eccesso, aiutando a contrastare fenomeni di meteorismo, dolori alla pancia e flatulenza. L'integrazione di carbone vegetale promuove il benessere intestinale, riducendo efficacemente l'aria in eccesso presente nello stomaco e nell'intestino ed alleviando così la spiacevole sensazione di gonfiore addominale causata da aerofagia e meteorismo. L'Efsa (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha riconosciuto la proprietà di questo principio nel ridurre la flatulenza dopo i pasti, anche se esclusivamente per i prodotti che ne contengono almeno 1 grammo per porzione. Diversi studi hanno dimostrato che il carbone attivo aiuta a ridurre i gas presenti nell’intestino.

Il carbone attivo ha anche buone capacità lenitive, combattendo acidità e bruciore di stomaco. Il carbone vegetale attivo è un integratore semplice ma efficace per chi soffre di gonfiore addominale, gas intestinali o digestione lenta. L'integratore HerbAmour Detox Carbon Active è pensato per supportare il benessere intestinale, riducendo gonfiori addominali e accumulo di gas. Il carbone vegetale ha quindi la capacità di trattenere sulla sua superficie liquidi, gas, batteri, patogeni, tossine e virus presenti nel tratto gastrointestinale.

Il carbone attivo può aiutare a ridurre gli odori sgradevoli negli individui che soffrono di trimetilaminuria (TMAU), nota anche come sindrome da odore di pesce. Questi individui non riescono a metabolizzare la trimetilammina (TMA), un composto dall’odore fortemente sgradevole, e la accumulano nel loro corpo ad alte concentrazioni. Uno studio dell’Università di Hokkaido in Giappone ha dimostrato che assumere per dieci giorni 1,5 grammi di carbone attivo riduce la concentrazione di trimetilanina ai livelli delle persone sane.

Il carbone attivo può aiutare la funzionalità dei reni, riducendo il numero dei prodotti di scarto che questi organi devono filtrare. È particolarmente utile nei pazienti che soffrono di malattie renali.

Il carbone attivo è in grado di legarsi al colesterolo e agli acidi biliari contenenti colesterolo nell'intestino, impedendone l'assorbimento. Alti livelli di colesterolo. Il carbone attivo è in grado di legarsi al colesterolo e agli acidi biliari contenenti colesterolo nell'intestino, impedendone l'assorbimento.

Infografica sui benefici del carbone attivo per la salute intestinale

Rischi e Controindicazioni

Pur essendo naturale, il carbone vegetale può interferire con l’assorbimento di farmaci e nutrienti. Il carbone attivo potrebbe anche ridurre l'assorbimento di alcuni farmaci e nutrienti importanti per la salute, se assunti in contemporanea. A causa della sua capacità di assorbimento, infatti, il carbone attivo interferisce con la digestione e con l'assimilazione di molti farmaci (inclusa la pillola anticoncezionale). È possibile che si abbiano altri sintomi leggeri, non degni di nota. Occorre invece porre attenzione quando si è sottoposti ad altri trattamenti per via orale.

Il carbone vegetale non deve essere assunto insieme allo sciroppo di ipecac perchй, legandolo a livello dello stomaco, puт ridurne l’efficacia. Inoltre, l’assunzione di carbone attivo potrebbe interferire con l’assorbimento dei farmaci assunti per via orale. È bene ricordare anche che il consumo contemporaneo di alcol e di carbone attivo puт ridurre la capacitа di quest’ultimo di agire come antidoto agli avvelenamenti. Quando l’assunzione di carbone vegetale è contestuale a quella di alcol, quest’ultimo potrebbe ridurre la capacità del carbone di agire come antidoto in caso di intossicazioni o avvelenamenti.

L'uso eccessivo di carbone vegetale può causare diarrea, stitichezza, vomito o dolori addominali. A dosi troppo alte e usato troppo a lungo può provocare un effetto costipante. Raramente, a seguito del consumo di dosi elevate o di un consumo prolungato nel tempo di carbone attivo, può portare a blocchi intestinali, più frequentemente a semplice costipazione. Sono più esposte a questo rischio le persone affette da disturbi della motilità intestinale, o che assumono farmaci oppioidi o antimuscarinici. Il carbone attivo va tenuto in contenitori chiusi, lontano dalla portata dei bambini, a temperatura ambiente e al riparo dalla luce diretta. È bene mantenerlo a distanza dalle fonti di calore ed evitare di congelarlo.

Il carbone attivo non funziona, invece, con acidi e basi forti, alcol, ioni (come cianuro, litio, ferro, altri metalli) e prodotti derivati dal petrolio (come carburanti, petrolio lampante e diluenti).

Non risulta che il carbone attivo provochi problemi all’embrione in caso di gravidanza o al neonato durante l’allattamento. Tuttavia, a causa delle sue proprietà assorbenti può sequestrare diverse sostanze nutritive utili al bambino. Durante la gravidanza e l’allattamento, l’assunzione di carbone vegetale è sconsigliata, salvo prescrizione medica.

Non va mai fatto assumere a persone che non siano completamente coscienti. Il carbone vegetale non va confuso con quello che si usa per fare il barbecue, anche se i materiali con cui è costruito sono gli stessi. Il carbone vegetale intrappola le tossine e gli agenti chimici nell’intestino, rallentandone o impedendone l’assimilazione. Ha una carica elettrica negativa che attrae le molecole positive che compongono le tossine e i gas. Poiché il carbone vegetale non viene assorbito dal nostro corpo, trasporta le tossine all’esterno attraverso le feci.

Schema che illustra le interazioni del carbone attivo con farmaci e nutrienti

Come Assumere il Carbone Vegetale

Per il gonfiore intestinale o l’acidità di stomaco, si raccomanda l’assunzione di 1-2 grammi di carbone vegetale in pastiglie, compresse o tavolette, da prendere dopo i pasti. Per gli avvelenamenti acuti, in genere viene usato il carbone vegetale in polvere disciolto in acqua (occorre agitare bene prima di berlo e poi aggiungere un altro po’ d’acqua per essere certi di assumere anche i residui rimasti sul fondo). Il medico potrebbe prescrivere emetici (come lo sciroppo di ipecac), per cui potrebbe essere necessario aspettare 30 minuti prima di prendere il carbone attivo. La singola dose varia da 25 a 100 g per gli adulti e da 10 a 25 per i bambini sopra l’anno d’età. Per più dosi, quella iniziale potrà essere da 10 a 25 g fino ai 13 anni e da 50 a 100 g per gli adulti, seguita da dosi inferiori ogni ora, ogni 2 ore oppure ogni 4 ore.

In caso di avvelenamento o intossicazione, quindi quando il carbone attivo viene assunto come antidoto, esso va somministrato per via orale, dopo essere stato mescolato con dell’acqua. La dose media, va generalmente assunta ogni 4 ore, specialmente in caso di intossicazioni acute, anche se può risultare efficace assumerlo anche alcune ore dopo l'ingestione del principio tossico, specialmente quando quest’ultimo causa gastro paresi.

Per il gonfiore intestinale o l’acidità di stomaco, di solito si impiegano fino a 1-2 grammi di carbone vegetale in pastiglie (da ingoiare insieme a dell’acqua), compresse orosolubili o masticabili (circa 6 in totale, 3 dopo ogni pasto) e tavolette, da assumere dopo i pasti.

Carbone vegetale: cos'è e a cosa serve

Si consiglia di assumere 4 compresse di Carbone Vegetale al giorno lontano dai pasti. Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso: dopo breve periodo di trattamento senza risultati apprezzabili, consultare il Medico. Terapie a lungo termine, considerate le specifiche proprietà del carbone vegetale potrebbero causare diminuzione dell'assorbimento - quindi carenza relativa - di fattori alimentari, quali vitamine e sali minerali; l'uso andrà pertanto limitato a brevi periodi di tempo.

La dose giornaliera raccomandata è di 2000 mg, il che significa 6 capsule al giorno: 3 capsule mezz'ora prima dei pasti e 3 subito dopo mangiato.

Carbone Vegetale in Cucina

Il carbone vegetale in polvere può anche essere impiegato per uso alimentare, aggiungendolo alle proprie ricette di pizza, pane, brioche, biscotti, torte. Il carbone attivo in cucina risulterà più gradevole da assumere; per quanto riguarda i valori nutrizionali, è costituito fondamentalmente da carboidrati; un cucchiaio (circa 5 g) fornisce 2 calorie.

Il carbone vegetale è un additivo alimentare, riportato con la sigla E153. Viene per lo più utilizzato in prodotti di panificazione e pasticceria o all’interno di alcuni formaggi.

La comparsa di feci nere dopo l'assunzione di carbone vegetale non ha alcun significato patologico.

Immagine di prodotti da forno con carbone vegetale

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