L’inizio della storia di Omega risale alla fine del XIX secolo e inizia con un piccolo negozio nel 1848 in una città subalpina svizzera chiamata La Chaux-de-Fonds, con un uomo di nome Louis Brandt. Nel 1848 Louis Brandt apre a La Chaux-de-Fonds un laboratorio di assemblaggio di orologi. Alla morte del fondatore, nel 1879, i due figli Louis-Paul e Caesar rendono la manifattura industriale e optano per trasferire la sede a Bienne nel 1880, dove si trova tuttora. Nel frattempo, Omega è diventato un marchio molto rispettato, specialmente tra le forze militari grazie alla robusta manifattura dei loro orologi, che ha dato loro slancio per spingere oltre. Oggi, Omega rappresenta uno dei marchi di orologi più riconosciuti e una delle prime associazioni ai giochi olimpici.
Il nome Omega verrà formalmente adottato dalla casa solo nel 1903, a seguito del famoso calibro 19, datato 1894, chiamato appunto Omega, che ottenne un successo tale da attribuire il nome alla Maison. Il nome Omega era comunque già apparso a partire dal 1895 in alcune pubblicità dell’epoca, recanti Crono, dio greco del tempo, troneggiare sul globo mentre impugna un Omega da tasca. Questo logo è utilizzato ancor oggi sui fondelli di alcuni segnatempo della Casa. Il primo calibro Omega fu introdotto nel 1894 e si chiamava 19-ligne. Fu prodotto dai figli del fondatore di Omega, Louis Brandt. Louis-Paul e César Brandt lo soprannominarono semplicemente calibro Omega (con la lettera greca), ma il 19-ligne deriva dalla sua dimensione, dove 1 pollice equivale a 12 lignes (1 ligne = 2,26 mm). Dove questo calibro ha cambiato la storia è il fatto che fu realizzato in un ambiente industrializzato. Fu prodotto in serie e aveva componenti intercambiabili che qualsiasi orologiaio poteva sostituire, il che trasformò l'intera industria orologiera svizzera, non solo Omega, in una forza.
Omega è sinonimo di affidabilità, grazie ai suoi movimenti certificati COSC e METAS. Ogni orologio è progettato per garantire la massima precisione, sia nei modelli meccanici che in quelli al quarzo. Omega è un marchio che ha saputo unire tradizione e innovazione, creando orologi che hanno fatto la storia. Dalle missioni spaziali alle profondità marine, passando per il grande schermo e le competizioni sportive, gli orologi Omega rappresentano l’eccellenza dell’orologeria svizzera.
Innovazione e Sviluppo dei Calibri Omega
Nel 1930 Omega entra a far parte della SSIH, Società Svizzera per l’Industria Orologiera, assieme a Tissot e Lemania (entrata a farne parte due anni dopo), producendo anche diversi modelli con sia il marchio Omega sia quello Tissot impresso sul quadrante. Negli stessi anni la casa sviluppa un primo prototipo di movimento automatico. Sempre nel 1932 viene progettato il cosiddetto “Marine”, il primo orologio per così dire “subacqueo”, di forma rettangolare, che sfruttava due casse che “scivolavano” una sopra l’altra al fine di evitare che l’acqua penetrasse ed intaccasse il meccanismo. L’orologio venne testato a una profondità di oltre 70 metri e cinque anni dopo a 135 metri, ed in entrambi i casi ha superato i test risultando perfettamente funzionante.
Negli anni trenta, inoltre, la Maison di Biel ottiene numerosi attestati d’eccellenza cronometrica presso l’osservatorio di Kew, tra tutti spicca il calibro 47.7 di manifattura che ha vinto numerosi riconoscimenti, il più prestigioso dei quali è stato conseguito nel 1936, quando ha guadagnato 97.8 punti su 100. Tra la fine degli anni '30 e l’inizio degli anni '40 nasce la famiglia dei calibri da 30mm, che riscuote un grandissimo successo grazie anche all’ottima tenuta del tempo e alla facilità di riparazione. Denominati inizialmente 30, ne seguono numerose evoluzioni con più rubini e con i secondi centrali, e dal 1949 viene cambiata la denominazione: il 30T2 PC, il capostipite di questa serie di movimenti, viene rinominato calibro 260. L’ultimo movimento di questa serie, il 286 con secondi centrali, è datato 1963. Complessivamente, sono stati prodotti quasi 3 milioni di calibri da 30 mm da parte di Omega, che li ha sostituiti soltanto a metà circa degli anni Sessanta, a testimonianza dell’elevatissima affidabilità degli stessi, molti dei quali sono anche stati certificati cronometro.
Contemporaneamente vengono prodotti anche movimenti di forma (calibri 210, 240, 300 ed altri), adatti in particolar modo ad animare segnatempo di dimensioni ridottissime, i cosiddetti “nanette” in voga negli anni Cinquanta e Sessanta, o per orologi con casse di forma. Ad inizio anni ’40 la Maison rilascia i propri movimenti calibri automatici con bumper, in cui la massa oscillante viene spinta in direzione opposta a quella del suo movimento da due piccole molle respingenti: trattasi dei calibri 330, 340 e dei loro derivati.

Nel 1948 nasce la prima collezione della casa chiamata Seamaster, accompagnata dal simbolo dell’ippocampo, presente tuttora, e caratterizzata da robustezza e da versatilità. Ben presto l’orologio, sia meccanico che automatico, viene proposto anche con datario nella versione chiamata Seamaster Calendar.
Nel 1957 nascono segnatempo professionali come il Seamaster 300, il Railmaster, resistente ai campi magnetici, e il cronografo Speedmaster, che nella versione originale (ben diversa dalla più nota "Moonwatch Professional") era soprannominata "broad arrow" per via della forma della sfera ore ed era identificata con la referenza CK2915. Questi tre modelli sono stati riproposti a distanza di sessant’anni sia separatamente, sia acquistabili come trio, in versione fedelissima agli originali. Il primo Speedmaster, almeno fino al 1968, montò il calibro cronografico manuale Lemania 2310, rinominato da Omega 321. A partire dal 1959 lo Speedmaster sostituisce l'iconica lancetta delle ore a forma di freccia con una di forma più consueta in stile dauphine. Nel 1958 la "trilogia" Seamaster, Railmaster e Speedmaster viene affiancata dal Ranchero.

Nel 1962 l’astronauta Walter Schirra effettua diversi voli spaziali con al polso il suo orologio privato, uno Speedmaster, modello che tre anni più tardi partecipa alla selezione effettuata dalla NASA per equipaggiare gli astronauti che atterreranno sul suolo lunare: insieme ad Omega, a partecipare al concorso c’erano Elgin, Hamilton, Bulova, Rolex (con la referenza 6238) e Longines-Wittnauer.
Nel 1966 viene lanciata la linea Cosmic del Seamaster con una cassa iconica monoblocco unishell. Nel 1967 nasce la linea Dynamic, pensata per un pubblico giovane e vivace, con casse monoblocco per lo più ellittiche, a televisore o a cuscino, bracciali integrati e colori inconsueti. Sempre concepita come sottocategoria di altre collezioni, ottiene un notevole successo tanto da aver consentito a Omega di sopravvivere anche durante gli anni più bui della crisi dell’orologeria meccanica.
Nel 1968 nasce il movimento Omega 1000, il quale si svilupperà in altri modelli (come il 1010 e 1020), i quali verranno prodotti fino a metà anni Ottanta.
La Conquista della Luna e l'Era del Quarzo
Il 21 luglio 1969, infine, lo Speedmaster ref. ST105.012 (la prima referenza Speedmaster a presentare sul quadrante la scritta "Professional") diventa il primo orologio ad arrivare sulla luna, al polso di Buzz Aldrin. Da quel momento verrà chiamato anche “Moonwatch”. Sul fondello dello "Speedmaster" è incisa la dicitura "The first watch worn on the Moon" (il primo orologio indossato sulla Luna) e "Flight-qualified by NASA for all manned space missions" (riconosciuto idoneo dalla NASA per il volo in tutte le missioni spaziali con equipaggio umano).

L’esperienza Omega al polso degli astronauti, però, non si limita al primo allunaggio: l’anno seguente, durante la sfortunata missione Apollo XIII, a seguito dell’esplosione di un serbatoio d’ossigeno, gli astronauti hanno dovuto affidarsi ai loro cronografi da polso per calcolare i tempi di accensione del motore del velivolo al fine di poter rientrare sulla Terra. Il fondamentale contributo di Omega ha valso alla Maison l’attribuzione del “Silver Snoopy Award”, e tutt’oggi si sprecano le edizioni celebrative degli Speedmaster, dedicate sia al premio ricevuto dalla casa, sia alle singole missioni spaziali.
Nel 1969 un consorzio di circa venti case orologiere, chiamato CEH (Centro Elettronico Orologiero) di cui fa parte anche Omega, dà alla luce il primo movimento al quarzo svizzero: si tratta del Beta21, oscillante a 8192 Hz e montato l’anno successivo proprio su un Omega, il cosiddetto Electroquartz. La casa di Biel continuerà ad utilizzare questi calibri quasi fino alla fine degli anni Settanta, seppure si rivelino molto più costosi e più difficili da produrre rispetto a quelli della concorrenza asiatica, nonostante siano stati adottati alcuni accorgimenti nel corso degli anni al fine di renderli maggiormente funzionali.
Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio del decennio successivo Omega, su richiesta di COMEX, studia e poi produce un orologio, dotato di cassa monoblocco, in grado di superare i 400 metri di profondità. È così che nasce il Ploprof (il nome è una contrazione di "Plongeur professional"). Agli inizi degli anni Settanta Omega inizia anche ad utilizzare i movimenti a diapason. Inizialmente la Maison provvede a realizzarli in house: si tratta dei calibri 1220 e 1230, i cosiddetti Megasonic, il cui sviluppo inizia già nel 1969 grazie a Max Hetzel. È possibile trovare i calibri 1220 e 1230 montato su molteplici collezioni, e anche su orologi da tasca, certificati cronometro grazie alla notevole precisione data dall'utilizzo del diapason.

Nel 1971 il gruppo SSIH ingloba il conglomerato ESTH (Economic Swiss Time Holding), comprendente marchi di primo prezzo quali AGON, Buler, Continental e Ferex.
L’evoluzione del calibro 861 finito sulla Luna ha inoltre trovato altre applicazioni (nella sua versione chiamata 865) come nel caso del Chronostop, un tre lancette in grado di misurare un tempo cronometrato per un massimo di un minuto attraverso la sfera secondi centrale e un apposito pulsante a ore 2. Nato come chronostop, ma in grado di cronometrare tempi fino a mezz’ora, è anche il Bullhead, così soprannominato per avere i pulsanti cronografici a ore 11 e 1.

Seguendo le richieste degli aviatori, viene lanciato il Flightmaster, un robusto cronografo concepito per essere impermeabile, resistere al vuoto spaziale e indicare un secondo fuso orario.
Nel 1974 viene presentato il movimento Megaquartz con frequenza di 2.4 Mega Hertz, capace di accumulare uno scarto giornaliero di soli 0.002 secondi. Grazie alla sua precisione viene certificato come “Cronometro Marino”, e tutt’oggi è l’unico orologio da polso a potersi fregiare di questo riconoscimento. Viene venduto al pubblico ad una cifra molto importante: basti pensare che uno Speedmaster era reperibile a 125 sterline, mentre un Marine Chronometer ne costava 760. Altri calibri Megaquartz, come il 1340 o il 1346 con certificazione cronometro vengono prodotti da Omega, seppur con oscillazioni molto inferiori (pari a 32 KHz) e su altri modelli della casa, come i Seamaster o i Genève, spesso all’interno di casse di forma, o con le ormai in voga linee gentiane.
La tecnologia degli orologi al quarzo con display LCD progredisce a grandi passi e nel 1980 viene presentato il Seamaster Sensor Quartz, dotato di molteplici funzioni. Omega tuttavia è in una situazione di instabilità economica, così come l'intera holding SSIH, la quale dev'essere fortemente risanata da Nicolas Hayek per evitare il fallimento. Questi momenti di tensione, che riguardano anche Peter Gross, incaricato di UBS di occuparsi del salvataggio di Omega, portano alle dimissioni volontarie di Fritz Ammann, vice presidente del marketing, che ambiva a diventare CEO del marchio e con idee differenti relativamente al salvataggio dell'azienda, la quale aveva fortemente puntato sull'orologeria al quarzo, riducendo la propria qualità.
È risalente al 1981 l’Omega La Magique, asceso alle luci della ribalta poiché indossato da Al Pacino nel film Scarface. Il segnatempo, dalla forma rettangolare ultrasottile ed animato da un movimento al quarzo, ha un quadrante trasparente in cui sembra che le lancette si muovano sospese.
Il Rilancio e le Collezioni Iconiche
Nel 1982 la SSIH di Omega-Tissot (Lemania nel frattempo era stata venduta a Piaget) si fonde con ASUAG, consorzio raggruppante oltre 100 aziende del settore, tra cui anche ETA e Longines. Nasce così la SMH, Società di Microelettronica ed Orologeria, guidata da Nicolas Hayek, che fonda anche il marchio Swatch, il quale contribuisce in maniera fondamentale a riaffermare l’industria orologiera svizzera grazie a un aspetto giocoso e a prezzi modici.
Sempre nel 1982 Omega stravolge la collezione Constellation: il celebre orologio vincitore dei premi di cronometria viene completamente rivisitato con una cassa con bracciale integrato in linea con le tendenze del mercato di quegli anni e con un movimento al quarzo. Nella seconda metà degli anni Ottanta la collezione Seamaster si arricchisce del Polaris, in versione due toni (alcuni dei quali in titanio) con il particolare disegno “a ragnatela” sulla cassa. È proposto in diverse versioni, sia al quarzo multifunzione anche con display LCD, sia automatico. Contestualmente, anche la linea Speedmaster viene ampliata con nuovi modelli, come il cosiddetto “Speedymoon” con fasi lunari (calibro Omega 866, di derivazione Lemania 1883), un automatico (con base Valjoux 7750 e derivati in base alle complicazioni proposte, come nel caso del triple date ref. 3600).

Altra collezione del medesimo periodo è la Louis Brandt, comprendente una molteplicità di segnatempo molto classici e per lo più con cassa in oro, solo tempo o cronografi, alcuni dei quali riportanti la replica della firma del fondatore della Maison. Sebbene i calibri montati non siano in house, viene mantenuta una certa cura nella loro rifinitura, dal momento che sono cesellati a mano.
Dopo la felice esperienza a Blancpain, Jean-Claude Biver diventa il nuovo uomo di punta di Omega, con l'obiettivo di rilanciare anche l'immagine del brand, che nel decennio passato si era arenata con numerosi modelli al quarzo, alcuni dei quali non all'altezza della reputazione della casa. Questo nuovo corso porta a sviluppare con maggior forza la strategia del marketing (da sempre elemento distintivo del manager lussemburghese), legando il nome Omega a diversi testimonial di spicco, come Michael Schumacher, Cindy Crawford, Pierce Brosnan.
Nel 1994, per celebrare il centesimo anniversario dall’utilizzo del nome Omega, la Maison di Biel realizza una serie di orologi commemorativi in edizioni limitata e alimentati dai celebri calibri della serie 30mm. Lo stesso anno viene presentato un segnatempo con tourbillon al centro del quadrante, il primo al mondo, reinterpretato oggi nella collezione De Ville ed animato dal movimento 2640. Questa innovazione ha portato l'azienda di Biel a rivedere la classica gabbia del tourbillon, privandola del classico ponte, sostituito nella forma con il logo della Maison in titanio, e facendo ruotare il tourbillon con un cuscinetto a sfere apposito.
Nel 1996 la linea Constellation viene restilizzata, ma mantenendo le caratteristiche che ne hanno fatto la fortuna della precedente versione datata 1982.

A metà anni ’90 inizia la partnership tra Omega e 007: in “Golden Eye” del 1995, infatti, al polso di Pierce Brosnan c'è un Seamaster 300 metri al quarzo. La collezione Seamaster diventa la compagna perfetta al polso dell’agente segreto britannico e lo accompagna fino ai giorni nostri: nel recente “No Time to Die”, infatti, Daniel Craig indossa un Seamaster 300 metri in titanio.


Nel 1998 la SMH cambia nome in “Swatch Group”. Nel posizionamento aziendale, chiaramente piramidale, Omega viene posta un gradino sopra Longines, ma al di sotto delle varie Breguet, Blancpain, Glashütte Original, Jaquet-Droz che nel frattempo entrano a far parte della holding. Nel 1998 viene presentato lo Speedmaster X-33, anche grazie alle idee di astronauti americani, europei e russi. L'orologio ha una cassa in titanio antimagnetica, resistente a temperature...
Calibri e Movimenti Iconici
Quando inizi a indagare sui movimenti che Omega ha rilasciato con il suo nome, scopri che il numero di essi è incredibilmente grande ed è piuttosto facile perdere la testa in tutte le referenze. In termini semplici, i movimenti Ebauche sono quelli privi di scappamenti e molle principali. Sono anche chiamati movimenti grezzi, realizzati per i produttori di orologi, per essere integrati nei loro orologi. La rivoluzione del Quarzo è stata un colpo per tali movimenti poiché non erano in grado di competere con i nuovi calibri più economici che inondavano il mercato.
- Omega 321 (Lemania 2310/Lemania 2320) - Cronografo a carica manuale, 18000, 17 rubini (1946)
- Omega 860 (Lemania 1872) - Cronografo a carica manuale, 21600 boh, 17 rubini (1968)
- Omega 1040 (Lemania 1340) - 28800 bph, 17 rubini (1970)
- Omega 1041 (Lemania 1341) - Cronografo, 28800 bph, 22 rubini (1973)
- Omega 1045 (Lemania 5100) - 28800 bph, 17 rubini (1974)
- Omega 861 (Lemania 1873), 28800 bph, 17 rubini fino al 1992 e 18 rubini dopo (1968) e Omega 1861 (Lemania 1873), la sua versione placcata in rodio di cal.
Il decennio ottavo e nono del secolo scorso ha portato quella che oggi è chiamata la rivoluzione del quarzo (a volte riferita come crisi del quarzo). Fondamentalmente, questo è l'ascesa dei movimenti al quarzo che hanno iniziato a sostituire i movimenti meccanici in tutto il mondo. Il colpo è stato in gran parte subito dall'industria meccanica svizzera che ha scelto di rimanere con gli orologi meccanici tradizionali, anche se i produttori di orologi asiatici hanno abbracciato la tecnologia al quarzo. Oltre ai movimenti al quarzo elencati, c'è anche Omega 1270 (Piguet 1270) - Meca-Quartz prodotto nel 1997 da Frederic Piguet SA (F.
Quando si tratta di movimenti prodotti internamente, Omega è sempre stata desiderosa di esplorare, quindi c'è una lunga lista di calibro prodotti esclusivamente dal marchio nel corso degli anni. L’argomento del nostro prossimo articolo sarà ciò che viene chiamato "movimenti Omega moderni" poiché la loro lista è anche piuttosto ampia da digerire.
Il movimento Coassiale è stato inventato dal Dr. Nel 1999, è stato introdotto il primo movimento Co-Axial, basato sull'invenzione dell'inglese George Daniels negli anni '70. Il calibro 2500, come veniva chiamato, includeva il cosiddetto movimento Co-Axial e 39 rubini. Il cal. 2500 è stato il primo calibro commerciale con il movimento Co-Axial che non richiedeva praticamente lubrificazione e utilizzava attrito radiale invece di attrito scorrevole, eliminando i problemi con il tradizionale movimento a leva. I risultati sono stati una maggiore precisione nel tempo e intervalli di servizio più lunghi. Il cal. 2500 è in realtà un calibro cronometro la cui precisione rientra nei limiti COSC: -4/+6 secondi al giorno. Presenta una piccola lancetta dei secondi e ha un indicatore di riserva di carica, dove la sua riserva di carica è valutata a 48 ore. Il diametro del calibro è di 25.6 mm e il display presenta ore, minuti, secondi e una data. Il Calibro 2500 è stato originariamente progettato per battere a 28800 bph ma è stato successivamente ridotto a 25200 bph, al fine di prolungare il ciclo di manutenzione.
Il movimento 8500 è un altro onorevole menzione, ampiamente utilizzato nella collezione Seamaster. Fondamentalmente, il cal. 8500 è la versione aggiornata del cal. 2500, essendo il suo fratello più preciso e più durevole. Presenta un rotore bi-direzionale, che riduce il tempo di carica. A partire dal 2011, tutti gli orologi con il cal. 8500 hanno una molla di bilanciamento Si14 aggiuntiva che aggiunge stabilità nell'ambiente frenetico. Dobbiamo anche menzionare la versione decorata senza data del cal. 8500, che è chiamata calibro 8400.
Mentre siamo in tema di resistenza all'antimagnetismo, nel 2013, Omega ha creato il movimento resistente a campi magnetici superiori a 1,5 Tesla / 15.000 Gauss, che non solo era significativamente migliore di qualsiasi calibro precedente, ma ha anche stabilito il record mondiale. Qualcosa di simile è stato utilizzato nel James Bond di Daniel Craig, ma quello era etichettato per la resistenza di 15.007 Gauss in onore del nome in codice dell'agente fittizio. Utilizzando materiali non ferrosi, Omega ha eliminato la necessità della gabbia di Faraday in ferro dolce utilizzata all'epoca, rimuovendo la necessità di procedure di de-magnetizzazione del case. Questo ha portato all'idea della Certificazione Master Chronometer che conferma che, insieme al certificato COSC dell'Istituto Ufficiale Svizzero dei Cronometri, un movimento ha anche superato una serie di test da parte di METAS, l'Istituto Federale di Metrologia. In parole semplici, i Master Chronometer hanno un'accuratezza di 0/+5 secondi al giorno, riserve di carica di almeno 60 ore, resistenza all'acqua di almeno 100 metri e sono resistenti a campi magnetici di 1,5 Tesla. Il primo orologio a ricevere la Certificazione Master Chronometer è stato il famoso Globemaster, della collezione Omega Constellation.
Con tutti i suoi progressi finora, è difficile sapere dove Omega stia andando in futuro, ma possiamo essere certi che sarà qualcosa di grande. Da quello che sappiamo finora, il cal. 8500 è stato infine sostituito con la versione più recente, un movimento automatico Co-Axial etichettato 8900, lanciato a Baselworld nel 2015.
Le Collezioni Iconiche di Omega
L’orologio Omega è sinonimo di precisione, innovazione e prestigio. Fondata nel 1848 a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, Omega è diventata nel tempo una delle maison più rinomate nel settore dell’orologeria di lusso. La sua storia è costellata di successi, dalle competizioni sportive internazionali alle missioni spaziali della NASA, fino a diventare il segnatempo ufficiale di James Bond.
Speedmaster: Il Cronografo per Eccellenza
Il Speedmaster è il modello più iconico di Omega. Nato nel 1957, è stato il primo orologio a raggiungere la Luna ed è ancora oggi uno dei cronografi più apprezzati dagli appassionati. L'Omega Speedmaster, lanciato nel 1957, è uno dei cronografi più documentati nella storia dell'orologeria. Inizialmente progettato per il motorsport - con la sua scala tachimetrica incisa sulla lunetta - è stato selezionato dalla NASA nel 1965 come attrezzatura ufficiale, dopo aver superato rigorosi test di resistenza (urti, temperature estreme, vuoto spaziale). Il 21 luglio 1969, ha accompagnato i primi passi dell'uomo sulla Luna. Nel mercato vintage, i riferimenti più studiati includono: lo Speedmaster "pre-moon" (rif. 2998, CK2915) equipaggiato con il calibro originale 321 (cronografo a ruota a colonne), lo Speedmaster Professional degli anni '70-'80 alimentato dal calibro 861 (a forma di navetta), e lo Speedmaster Reduced (automatico, dimensioni 39 mm). Il cosiddetto "step dial" (caratterizzato da un leggero gradino in rilievo) è particolarmente apprezzato sui primi riferimenti.
Seamaster: Il Re degli Abissi
Lanciato nel 1948, il Seamaster è un orologio subacqueo con un design sportivo ed elegante. È noto per la sua resistenza all’acqua e per essere stato l’orologio di James Bond dal 1995 in poi. L'Omega Seamaster, nato nel 1948, affonda le sue radici negli orologi impermeabili forniti alla Royal Navy e alla RAF. I primi Seamaster non sono puri orologi subacquei, ma pezzi versatili e robusti. L'evoluzione avviene nel 1957 con l'apparizione del Seamaster 300 - un vero strumento subacqueo dotato di ghiera girevole e resistenza all'acqua fino a 200 metri. I modelli vintage più ricercati sono il Seamaster 300 degli anni '60 (ref. 165.024, lancette "spada"), il Seamaster De Ville (versione elegante con quadrante pulito), il Seamaster Cosmic e Dynamic con casse asimmetriche degli anni '70, e il Seamaster Polaris degli anni '80.
Constellation: Eleganza e Precisione
Il Constellation, lanciato nel 1952, è sinonimo di precisione e lusso. Questo modello è noto per il suo design sofisticato e la sua eccezionale qualità costruttiva. Introdotto nel 1952, l'Omega Constellation è la linea storicamente dedicata alla precisione del cronometro. La variazione vintage più emblematica è la Constellation "Pie Pan", così chiamata per il suo quadrante sfaccettato che ricorda il fondo di una tortiera rovesciata. I modelli Pie Pan degli anni '50-'60 ospitano i calibri 354 (bumper, cosiddetto "bumper"), poi 501/505 e 551/561 (rotore completo). La dodici facce del quadrante sono caratteristiche del Constellation degli anni '50-'60.
De Ville: La Collezione Classica
La collezione De Ville è perfetta per chi cerca un orologio classico ed elegante, con movimenti meccanici di alta qualità e un design raffinato. L'Omega De Ville raccoglie gli orologi da sera della manifattura. Inizialmente apparso negli anni '60 come sottocollezione (con la doppia dicitura "Seamaster De Ville"), si è emancipato nel 1967. Questi orologi sono caratterizzati da casse ultrasottili, quadranti minimalisti e bracciali raffinati. Sono spesso equipaggiati con i calibri 620 (manuale) e 1002 (automatico).
Genève: L'Accesso al Mondo Vintage Omega
Prodotto dagli anni '60 agli anni '80, l'Omega Genève è spesso il punto di ingresso nel mondo vintage del marchio. Utilizza gli stessi calibri di alta qualità del Seamaster (552, 565, 1012) ma esplora design di cassa più diversi.
Perché Scegliere un Orologio Omega?
Qualità e precisione: Omega è sinonimo di affidabilità, grazie ai suoi movimenti certificati COSC e METAS. Design senza tempo: Che si tratti di un Speedmaster, un Seamaster o un Constellation, gli orologi Omega mantengono un design iconico che resiste alle mode passeggere. Un investimento sicuro: Molti modelli Omega, in particolare le edizioni limitate e i vintage, aumentano di valore nel tempo. Acquistare un Omega non è solo un piacere estetico, ma anche un investimento intelligente.
Omega ha legato il suo nome al mondo dello sport fin dal 1932, diventando il cronometrista ufficiale delle Olimpiadi. Questa collaborazione ha consolidato la reputazione del marchio nella misurazione del tempo, grazie a innovazioni tecnologiche come il cristallo al quarzo e il sistema di cronometraggio elettronico. Nel 1948, Omega rivoluzionò il cronometraggio sportivo con l’introduzione della tecnologia racetime, che permetteva di catturare immagini al millesimo di secondo, eliminando qualsiasi margine d’errore nelle competizioni.
Uno dei traguardi più iconici di Omega è stato il suo coinvolgimento nelle missioni spaziali della NASA. Nel 1965, l’Omega Speedmaster fu scelto dalla NASA come l’orologio ufficiale per gli astronauti, grazie alla sua resistenza a condizioni estreme. Il 20 luglio 1969, quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla Luna, il Speedmaster Professional era al loro polso, guadagnandosi il soprannome di Moonwatch. Questo evento consacrò Omega come il marchio dell’orologeria spaziale.
Dal 1995, Omega è il segnatempo ufficiale di James Bond, sostituendo Rolex nella saga cinematografica. Il modello Seamaster Diver 300M, indossato da Pierce Brosnan in “GoldenEye”, ha segnato l’inizio di una collaborazione iconica che continua ancora oggi con Daniel Craig.
Omega è stata la prima maison a introdurre il movimento Co-Axial, una tecnologia che riduce l’attrito all’interno del meccanismo, garantendo maggiore precisione e durata nel tempo. Questo sistema ha rivoluzionato l’orologeria moderna, consolidando la reputazione di Omega come pioniere dell’innovazione.
Omega calibri dalla serie 5xx offrono ingegneria e finiture (Côtes de Genève, perlage) che sono abbastanza comparabili, a volte anche superiori, agli standard Rolex dell'epoca. L'attuale divario di valutazione nel mercato dell'usato deriva principalmente dalle strategie di posizionamento adottate dagli anni '80 in poi. Gli osservatori considerano regolarmente Omega come uno dei produttori che offrono il miglior rapporto qualità-prezzo nell'orologeria vintage. I modelli più richiesti includono lo Speedmaster pre-moon (calibro 321), il Constellation Pie Pan e lo storico Seamaster 300. Il Genève è l'ideale punto di ingresso: calibri di manifattura (552, 1012) e prezzi dell'usato accessibili. Il Seamaster automatico offre una dimensione storica aggiuntiva. Si sconsiglia vivamente di immergere un orologio vintage, poiché le guarnizioni impermeabili non soddisfano più gli standard di fabbrica. Sì. Il De Ville ultrasottile, il Constellation di piccolo formato e il Genève si adattano perfettamente. Offriamo un'ampia gamma di cinturini compatibili (18 mm, 19 mm, 20 mm).
Qualcosa che non sai su Omega Co-axial
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