L'acne è una condizione dermatologica comune, soprattutto nei giovani, principalmente gli adolescenti, ma può manifestarsi anche in età adulta. Si caratterizza per la comparsa di comedoni (punti neri e bianchi), papule (piccoli rigonfiamenti rossi), pustole (papule piene di pus) e noduli (rigonfiamenti grandi e solidi) sulla pelle. È una dermatosi infiammatoria che coinvolge l'unità pilo-sebacea, ovvero i follicoli piliferi e le ghiandole sebacee. Le lesioni cutanee possono variare da piccole pustole a cisti e microcisti, e possono comparire anche sul dorso e sul torace.
Le ghiandole sebacee sono responsabili della produzione di sebo, un olio naturale che aiuta a mantenere la pelle idratata e protetta. Tuttavia, un’eccessiva o insufficiente produzione di sebo può portare a problemi della pelle come acne o dermatite seborroica. Una dieta equilibrata può influenzare la salute di queste ghiandole e contribuire a regolare la produzione di sebo.
Cisti sebacea: una protuberanza piena di liquido che si sviluppa sotto la pelle.
Soprattutto negli ultimi tempi, gli Omega 3 hanno saputo catturare l’attenzione di un numero crescente di persone, attente alla loro salute e desiderose di rimettersi in forma. La loro presenza è particolarmente diffusa nel pesce azzurro, come acciughe, salmone, pesce spada, trota, merluzzo (in particolar modo nell’olio di fegato), oltre che nei crostacei, nelle alghe e nei semi di lino. Tuttavia, il numero di alimenti che contengono gli Omega 3 non è poi così elevato.
Questi acidi grassi rendono la pelle idratata e la loro carenza può causare un’importante secchezza della cute. Alleati della salute, gli Omega 3 sono acidi grassi che entrano nella formazione delle membrane di tutte le cellule, permettendone il corretto funzionamento. Inoltre, sono fondamentali per garantire il turnover cellulare e rendere la pelle idratata: «Una loro mancanza determina, infatti, una grande secchezza», spiega la professoressa Mariuccia Bucci, dermatologa a Sesto San Giovanni e Segretario scientifico dell'Isplad.
Gli Omega 3 possiedono anche una funzione antinfiammatoria, perciò una carenza di questi acidi grassi causa la comparsa di problemi della pelle come dermatiti, eczemi, psoriasi e acne. Non solo: vantano un'azione benefica sul sistema immunitario e sono molto presenti a livello del sistema nervoso centrale e nella retina.
Recenti studi hanno evidenziato l’importanza degli acidi grassi omega-3 nel ridurre l’infiammazione. Recenti studi hanno evidenziato che il consumo di acidi grassi omega-3, in particolare l’acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), riduce l’infiammazione, ora un nuovo studio pubblicato ha dimostrato che in soggetti che soffrono di acne si riscontra un deficit di EPA/DHA e l’integrazione oltra a far rialzare i livelli riduce anche i sintomi dell’acne. Lo studio, pubblicato su Journal of Cosmetic Dermatology.
Uno studio pubblicato sull’European Journal of Nutrition esplora l’intricata relazione tra acidi grassi insaturi e acne, combinando dati clinici e genetici per chiarire il ruolo di questi composti nella patogenesi della malattia cutanea più diffusa al mondo. La revisione ha incluso cinque trial clinici randomizzati condotti tra Asia e Sud America, per un totale di 699 pazienti affetti da acne, cui venivano somministrati diversi acidi grassi insaturi (omega-3, omega-6, omega-7 e omega-9), confrontandone l’effetto con un placebo o altri trattamenti.
I risultati hanno evidenziato che la supplementazione con acidi grassi omega-3, in particolare EPA e DHA, è associata a una significativa riduzione delle lesioni acneiche: un effetto comprensibile alla luce del loro ben noto effetto antinfiammatorio. Parallelamente, l’analisi genetica ha permesso di identificare tre metaboliti degli acidi grassi polinsaturi associati in modo causale all’acne: l’acido di-omo-gamma-linolenico (DGLA), che correla con un aumento anche di 8 volte del rischio di sviluppare acne (OR = 8,457), mentre per l’acido arachidonico (AA) e l’acido eicosapentaenoico (EPA) il rischio di sviluppare la patologia si riduce rispettivamente del 68% (OR=0,318) e dell’80% (OR=0,209).
I risultati sostengono quindi l’impiego mirato di acidi grassi omega-3 come coadiuvanti nella gestione dell’acne. Lo studio offre un contributo significativo alla comprensione dei meccanismi metabolici e genetici che legano la dieta all’infiammazione cutanea, aprendo la possibilità a nuove prospettive per interventi nutrizionali personalizzati nella cura dell’acne. Eur J Nutr. 2025 Mar 19;64(3):130.
La sintesi degli studi RCT ha confermato che l'integrazione di acidi grassi insaturi (UFA) ha migliorato le condizioni dell'acne. L'analisi MR ha rivelato legami causali tra tre metaboliti sierici di UFA e l'acne, con l'acido diomo-gamma-linolenico (DGLA) (OR = 8.457; 95% CI: 2.367-30.214; P-value = 0.001) come fattore di rischio e l'acido arachidonico (AA) (OR = 0.209; 95% CI: 0.071-0.618; P-value = 0.005) e l'acido eicosapentaenoico (EPA) (OR = 0.318; 95% CI: 0.102-0.991; P-value = 0.048) come fattori protettivi.
Questo studio offre prove a sostegno di una connessione tra UFA e acne, esaminando questa relazione sia da angolazioni cliniche che genetiche. Questi risultati evidenziano il ruolo di specifici UFA e dei loro associati enzimi metabolici nello sviluppo dell'acne. Gli UFA Omega-3 sembrano avere un effetto protettivo contro l'acne, mentre certi tipi e rapporti di UFA Omega-6 potrebbero contribuire alla formazione dell'acne. I diversi impatti degli UFA sull'acne potrebbero essere attribuiti a processi patologici mediati da enzimi specifici.
Lo studio è stato condotto dal team di Anne Guertler presso l'Università di Monaco, su un campione di 60 pazienti con acne comedonica (AC) o acne papulopustulosa (AP). I partecipanti hanno seguito una dieta mediterranea e assunto integratori di omega-3 derivati da alghe per 16 settimane. L'obiettivo era aumentare i livelli di EPA/DHA nel sangue e osservare gli effetti clinici sull'acne.
All'inizio dello studio, il 98,3% dei pazienti presentava un deficit di EPA/DHA. Dopo 16 settimane, i livelli medi di EPA/DHA sono aumentati significativamente, passando dal 4,9% al 8,3%. Sono stati osservati miglioramenti obiettivi sia nelle lesioni infiammatorie che non infiammatorie dell'acne.
Secondo i ricercatori, gli acidi grassi omega-3 hanno mostrato diversi meccanismi potenziali per migliorare l'acne, tra cui la modulazione della produzione di sebo, la riduzione delle citochine infiammatorie e l'inibizione della crescita del batterio Cutibacterium acnes. Inoltre, gli omega-3 possono migliorare la funzione della barriera cutanea e possiedono proprietà antiossidanti.
Lo studio conclude che molti pazienti con acne presentano un deficit di omega-3 e che l'integrazione con EPA/DHA, combinata con una dieta mediterranea, può migliorare significativamente la gravità dell'acne. Questi risultati suggeriscono che gli omega-3 potrebbero essere un'aggiunta preziosa ai trattamenti tradizionali dell'acne, offrendo un'opzione terapeutica naturale e ben tollerata.
Nutrienti Essenziali per la Salute delle Ghiandole Sebacee
Acidi Grassi Omega-3
Gli acidi grassi Omega-3 hanno proprietà anti-infiammatorie che possono aiutare a ridurre l’infiammazione associata all’acne e ad altri disturbi della pelle. Alimenti ricchi di Omega-3 includono il salmone, le noci, e i semi di chia.
Salmone: è anche una buona fonte di proteine e vitamina D, che supportano la salute della pelle.
Vitamina A
La vitamina A è cruciale per il mantenimento e la riparazione del tessuto cutaneo. Aiuta anche a moderare la produzione di sebo. Alimenti ricchi di vitamina A includono le carote, il melone e gli spinaci.
Carote: un’ottima fonte di beta-carotene, che il corpo converte in vitamina A.
Zinco
Lo zinco è noto per le sue proprietà curative e può aiutare a regolare la quantità di sebo prodotto dalle ghiandole sebacee. Si trova in carne magra, semi di zucca, e legumi.
Semi di zucca: possono essere facilmente incorporati nelle diete come snack salutare o come aggiunta a insalate e zuppe.
Acqua
Un’adeguata idratazione è essenziale per mantenere la pelle idratata e per facilitare la detossificazione del corpo, che può ridurre la produzione eccessiva di sebo.
Suggerimenti per l’Integrazione nella Dieta
Aumenta l’Assunzione di Alimenti Ricchi di Acidi Grassi Essenziali
Includere oli come quello di lino o di noce nella dieta può aiutare ad aumentare l’assunzione di acidi grassi essenziali.
Integra Vitamine e Minerali attraverso la Dieta
Incorporare frutta e verdura ricca di vitamina A e zinco in ogni pasto aiuta a garantire un’adeguata assunzione di questi nutrienti essenziali.
Mantieni un’Elevata Assunzione di Liquidi
Bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno per aiutare a mantenere la pelle idratata e supportare le funzioni delle ghiandole sebacee.

Per una normale crescita ed un normale equilibrio metabolico l’organismo umano ha bisogno di assumere con la dieta i cosiddetti “acidi grassi essenziali polinsaturi”. Questi grassi provengono da parecchie sorgenti alimentari, ma in particolare dal pesce e dall’olio di pesce. Nel paziente CF vi è abitualmente carenza di acidi grassi essenziali, in parte dovuta all’insufficienza pancreatica, in parte a cause non ancora ben definite. Da molto tempo si è pensato che supplementare con acidi grassi essenziali il paziente CF possa essere di beneficio al suo stato di salute. In particolare sarebbero i cosiddetti “acidi grassi omega-3” ad avere uno speciale significato terapeutico, perché essi contrasterebbero l’azione favorente l’infiammazione degli acidi grassi omega-6.
Le abitudini alimentari giocano un ruolo non trascurabile nello sviluppo, nella durata e nella gravità dell’acne vulgaris. Studi precedenti hanno infatti identificato la diminuzione dell’abbondanza di Bifidobacterium, Coprobacillus, Lactobacillus, Clostridia e Clostridiales nell’intestino dei pazienti affetti da acne. L’integrazione con acidi grassi ω-3 ha prodotto cambiamenti positivi nella composizione della flora intestinale. Il Lactococcus potrebbe prevenire gli effetti dannosi del TNF-α e dell’IFN-γ sulla permeabilità epiteliale, il che si tradurrebbe nella riduzione dell’insorgenza di infiammazioni intestinali. Inoltre, l’assorbimento di SCFA da parte del fegato può anche attivare la via AMPK e inibire la sintesi di colesterolo e trigliceridi.

Perché è importante integrare gli OMEGA 3
Occorre poi evidenziare che i continui cambiamenti climatici, l’inquinamento dell’aria, l’errata abitudine di bere poca acqua, non fanno altro che mettere costantemente a dura prova l’idratazione della pelle. Per aggirare questi problemi, è bene puntare su un corretto stile di vita, a partire dalle abitudini che si mettono in pratica a tavola. Talvolta, si corre il rischio di ritrovarsi ad avere a che fare con un sovraccarico tossinico che riguarda il fegato. Ragion per cui è necessario agire dall’interno mediante un accurato processo di depurazione dell’organismo.
Un’altra risposta alla domanda “a cosa servono gli Omega 3”, le loro funzioni relative ai benefici alla vista meritano di certo un approfondimento. Se passi tante ore davanti allo schermo del PC, potrebbe capitare di avere la sensazione di secchezza degli occhi. In conclusione, per riassumere quindi a cosa servono gli Omega 3, i benefici per cuore, pelle e vista sono di certo i più significativi, ma non gli unici.
Le opzioni terapeutiche tradizionali includono farmaci topici e sistemici. Tuttavia, c'è un crescente interesse per approcci che vadano oltre queste soluzioni convenzionali, concentrandosi su fattori dell'esposoma come l'alimentazione. Gli acidi grassi omega-3, noti per le loro proprietà anti-infiammatorie, sono stati proposti come agenti promettenti per alleviare la gravità dell'acne.
Il nostro organismo è privo degli enzimi necessari per produrre Omega 3, perciò occorre assumerli con l'alimentazione. Dove si possono trovare? Sia nei vegetali sia nei prodotti ittici. Nel primo caso risultano un'ottima fonte i semi di chia, mentre nel secondo sono presenti soprattutto nei pesci che vivono in acque fredde. «È chiaro che nel mondo ittico la quota di Omega 3 è maggiore rispetto a quello vegetale», tiene a precisare la professoressa Bucci.
Sì agli integratori. Nel caso non fosse possibile seguire un'alimentazione bilanciata e corretta, si può ricorrere agli integratori, ma attenzione: «Gli Omega 3 si ossidano molto facilmente, per cui una loro introduzione senza una giusta quota di antiossidanti potrebbe comportare un aumento dello stress radicalico», conclude l'esperta.
