Il Microbioma Intestinale: Un Universo di Microrganismi Essenziale per la Salute

Il microbioma intestinale rappresenta la somma del patrimonio genetico e delle interazioni totali tra il microbiota intestinale e il nostro organismo. Questa complessa comunità di microrganismi, precedentemente nota come flora batterica, gioca un ruolo sempre più determinante per la nostra salute, influenzando la genesi di numerose patologie e persino la longevità.

Noi esseri umani tendiamo a considerarci il culmine dell'evoluzione, ma la realtà è che la nostra esistenza dipende in larga misura da un vasto numero di microrganismi che vivono in stretta simbiosi con noi. Questi organismi sono componenti integrali e determinanti nel mantenere la nostra salute e la funzione immunitaria.

Rappresentazione artistica del microbioma intestinale

Composizione e Dimensioni del Microbioma Intestinale

Il microbioma intestinale è la comunità di batteri, archaea, funghi e virus che abita il nostro apparato digerente. Il numero di questi microrganismi è impressionante, pari o leggermente superiore al numero di cellule che costituiscono il nostro corpo, stimato intorno ai 37 trilioni. Ancora più rilevante è la disparità a livello genomico: il materiale genetico dei microrganismi presenti è cento volte maggiore rispetto a quello umano.

Fino a pochi anni fa, studiare il microbioma intestinale era un'impresa ardua. L'avvento delle moderne tecniche di sequenziamento del genoma ha permesso di approfondire notevolmente le nostre conoscenze. Lo studio di una particolare componente dell'RNA ribosomiale batterico (16S rRNA) ha consentito l'identificazione di oltre 2000 specie, classificate in 12 phyla diversi, con la maggior parte appartenente a Proteobacteria, Firmicutes, Actinobacteria e Bacteroidetes.

Attualmente, diversi progetti di ricerca, come MetaHIT (funded by the European Community) e l'Human Microbiome Project (HMP1) negli Stati Uniti, stanno lavorando per studiare e classificare il microbioma umano, aprendo nuovi orizzonti di indagine su salute e malattia.

Sviluppo e Variazioni del Microbiota

La colonizzazione dell'intestino da parte del microbiota inizia alla nascita, sebbene alcuni studi suggeriscano la presenza di batteri già in utero. Nel primo anno di vita, la diversità delle specie è ridotta, aumentando progressivamente fino ai due-tre anni, quando la composizione del microbiota si avvicina a quella dell'adulto. In età adulta, in assenza di perturbazioni, questa composizione tende a rimanere costante, ma malattie, terapie antibiotiche e abitudini alimentari possono causare variazioni significative.

La distribuzione del microbiota varia anche nello spazio: è meno presente nello stomaco e nell'intestino tenue, mentre è molto più ricco e variegato nel colon, dove predominano specie anaerobie capaci di fermentare i carboidrati complessi non digeriti nel tenue.

Mappa che illustra la distribuzione del microbiota nel tratto gastrointestinale

Alcuni studi hanno ipotizzato l'esistenza di tre diversi enterotipi umani, basati sulla prevalenza di specifici generi batterici: Bacteroides (enterotipo 1), Prevotella (enterotipo 2) e Ruminococcus (enterotipo 3). Tuttavia, più che la precisa composizione delle specie, è di maggiore interesse la valutazione del repertorio genico microbico per una definizione funzionale del microbioma.

Ruolo Metabolico e Benefici per la Salute

I batteri intestinali non solo metabolizzano i materiali presenti nei cibi, ma utilizzano anche sostanze prodotte dalla mucosa intestinale. I loro prodotti metabolici sono preziosi per la nostra salute, poiché includono sostanze che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e che svolgono ruoli cruciali in diverse funzioni.

Esiste una complessa interazione tra il nostro sistema immunitario e questo vasto esercito di batteri. Si tratta di uno scambio bidirezionale: il sistema immunitario controlla e seleziona la compagine batterica, mentre quest'ultima ne modula l'azione, con un intenso e costante scambio di segnali benefico per entrambi. Il microbiota è parte integrante di noi, cresce, cambia e dialoga continuamente con il nostro corpo.

La natura del microbiota è influenzata da numerosi fattori, tra cui genetica, età, luogo di nascita, dieta, malattie, terapie antibiotiche e l'uso di probiotici e prebiotici. Studi indicano che il microbiota si presenta alterato in molteplici condizioni patologiche, sebbene manchi ancora una definizione univoca di "microbiota sano".

Microbiota, Neuroinfiammazione e Salute Mentale | Psicobiotica Aggiornamento 2023

Fattori che Influenzano il Microbiota

Alterazioni del microbioma sono state osservate in relazione all'obesità e alle malattie metaboliche. Ad esempio, studi su modelli animali hanno mostrato che in individui sani la composizione batterica intestinale varia durante il giorno, mentre in animali obesi queste fluttuazioni sono assenti. La ripristino di una dieta equilibrata in questi animali ha portato al ripristino delle fluttuazioni giornaliere del microbiota.

Anche lo stress può indurre cambiamenti significativi nel microbiota, simili a quelli causati da una dieta ricca di grassi, con un aumento dell'ansia. Questi dati potrebbero spiegare la maggiore incidenza di ansia e depressione in seguito a stress nella popolazione femminile.

Gli antibiotici rappresentano un fattore che può drammaticamente alterare il microbiota intestinale, riducendo il numero e la diversità delle specie presenti. L'uso concomitante di probiotici può aiutare, ma è preferibile un uso più mirato degli antibiotici, privilegiando quelli specifici per i patogeni.

Per mantenere un microbiota in forma, sono consigliati una dieta varia e ricca di fibre, una gestione dello stress, l'uso di antibiotici solo quando strettamente necessario e il consumo di alimenti fermentati come yogurt e kefir.

Probiotici e Prebiotici: Alleati della Salute Intestinale

I probiotici sono microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguate, apportano benefici alla salute dell'ospite. Lattobacilli e Bifidobatteri, in particolare, si sono dimostrati capaci di migliorare la risposta immunitaria, soprattutto negli anziani, e di ridurre la durata delle infezioni.

I prebiotici sono un tipo particolare di fibra alimentare che funge da nutrimento per la crescita e lo sviluppo del microbiota intestinale, in particolare delle specie benefiche. Appartengono al gruppo delle fibre alimentari ma presentano caratteristiche specifiche. Tra i prebiotici più studiati troviamo i frutto-oligosaccaridi (FOS), i galatto-oligosaccaridi (GOS), gli xilo-oligosaccaridi (XOS) e l'amido resistente.

Le specie batteriche che maggiormente beneficiano della presenza di prebiotici nella dieta sono Lactobacillus e Bifidobacterium. Un ridotto consumo di prebiotici è associato a un aumento della metabolizzazione delle proteine intestinali, con produzione di sostanze potenzialmente dannose. Al contrario, il consumo di prebiotici favorisce la riduzione di specie patogene e il mantenimento di una mucosa intestinale sana.

Schema comparativo tra probiotici e prebiotici

L'asse intestino-cervello è connesso al sistema nervoso centrale. Prebiotici e un microbiota in buone condizioni possono contribuire a mantenere questo asse in equilibrio, mentre la sua alterazione è collegata a un aumento dello stress, a una riduzione delle capacità cognitive e a disturbi dell'umore.

Prima di ricorrere all'integrazione, è fondamentale intervenire sulle abitudini alimentari. L'integrazione può essere indicata in casi specifici, ma la scelta dei prodotti e delle modalità di assunzione deve essere guidata da un professionista della nutrizione.

La Dieta FODMAP e il Microbiota Intestinale

La dieta FODMAP è utilizzata per ridurre i sintomi legati alla sindrome del colon irritabile. Questo acronimo indica Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili, sostanze che in alcuni soggetti provocano gonfiore, dolore addominale e alterazioni del transito intestinale.

La dieta FODMAP si articola in due fasi: eliminazione (2-6 settimane) e reintroduzione. La fase di eliminazione mira a ridurre i sintomi, mentre la fase di reintroduzione è cruciale per capire le quantità e la frequenza con cui gli alimenti problematici possono essere consumati. È fondamentale non prolungare la fase di eliminazione oltre le 6-8 settimane, per garantire un adeguato apporto di fibre, specialmente quelle prebiotiche.

Diete restrittive e poco bilanciate, come la dieta low FODMAP, possono alterare gli equilibri del microbiota intestinale. Tuttavia, alcuni accorgimenti possono minimizzare questi problemi, come il consumo di alimenti ricchi di fibre preziose per il microbiota, quali le lenticchie, e l'integrazione con semi di lino, psillio, sterculia o metilcellulosa, se necessario.

Prendersi cura del proprio microbiota è essenziale per il benessere generale, e il microbiota, a sua volta, si prenderà cura di noi.

Infografica sugli alimenti da evitare e da preferire nella dieta FODMAP

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