Mappe Concettuali e Dislessia: Strumenti Efficaci per l'Apprendimento

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), tra cui la dislessia, possono rappresentare un ostacolo importante per l'apprendimento. Per ragazzi e ragazze con DSA, in particolare la dislessia, le mappe concettuali realizzate con software didattici o app educative, sono un ottimo strumento compensativo. La dislessia è un disturbo che colpisce la capacità di leggere un testo scritto, sia nell’azione della decodifica che nella comprensione. Essa rientra, assieme a disortografia, disgrafia e discalculia, nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), una sottocategoria dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Da queste premesse nasce l’esigenza da parte del docente e dello studente di dotarsi di strumenti che possano rendere il percorso educativo/formativo maggiormente adeguato alle necessità di ognuno anche attraverso le nuove tecnologie.

Ogni alunno trova un metodo di studio e personalizza il suo modo di apprendere e lavorare in autonomia. Il metodo più diffuso è quello verbale: leggere e rileggere, riassumere e schematizzare. Per gli studenti DSA non è così semplice, essi hanno bisogno di trovare un metodo di studio alternativo e più adatto al loro stile di apprendimento, la mappa concettuale può diventare uno di questi. Essa permette all’alunno DSA di scegliere e codificare le nozioni in maniera tale che l’alunno possa con facilità ordinare le informazioni in maniera logica, immagazzinare nella fase mnemonica le informazioni utili stimolando le relazioni tra informazioni e riappropriarsi delle informazioni precedentemente immagazzinate supportando così il lavoro della memoria.

Comprendere i meccanismi e i processi che un alunno con dislessia mette in atto per poter far suo un argomento, non è cosa semplice. Ciò spinge docenti, educatori e tutor a creare modi nuovi ed interattivi che possano rendere lo studente autonomo in tutte le fasi dell’apprendimento. Al riguardo viene di seguito proposta una mappa concettuale costruita secondo criteri specifici che possano agevolare la memorizzazione e l’esposizione orale di un argomento storico.

Esempio di mappa concettuale per dislessia

Caratteristiche di una Mappa Concettuale Efficace per la Dislessia

Osserviamo le peculiarità di una mappa concettuale adatta a studenti con DSA:

  • I nodi concettuali devono contenere parole chiave o brevi frasi, senza esagerare col testo.
  • La scelta delle immagini è fondamentale per sfruttare l'impatto visivo.
  • L'utilizzo di colori diversi per lo sfondo dei nodi, per le frecce o per il testo è molto importante.
  • L'uso di font ad alta leggibilità o l'uso della sintesi vocale aiuta nella lettura.

L'argomento trattato in un esempio di mappa concettuale è la Rivoluzione Francese. Fondamentale per l’alunno DSA è mantenere visivamente e mentalmente una sequenzialità logica che possa favorire l’organizzazione delle informazioni così da permettergli di collocare gli eventi secondo una corretta cronologia spazio-temporale. In alto è presente il titolo della mappa "Rivoluzione Francese" e a cascata abbiamo tutti i nodi concettuali ad essa collegati in maniera gerarchica. I nodi presentano poco testo così che lo studente possa con brevi frasi, parole chiave nella maggior parte dei casi, ricordare l’evento significativo. I colori non vengono scelti in maniera casuale così come le immagini. Il colore verde attiva facilmente i processi di memorizzazione. Abbinato alle immagini rimane facilmente impresso allo studente facilitando il passaggio delle informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Tale discorso è valido anche per i connettori, essi vengono realizzati con colori differenti per poter agevolare le associazioni di argomenti e il flusso di pensiero logico. Talvolta può essere molto utile inserire del testo sulle frecce per legare due concetti diversi. Le immagini dei personaggi importanti o di eventi salienti vengono accompagnate da alcune date (si abbia cura di scegliere solo quelle fondamentali), punto fermo dal quale l’allievo durante la sua esposizione orale può partire o ripartire. La scelta di inserire dei termini in grassetto permette di avere visivamente un gancio, l’alunno sa che quella parola “chiave” rappresenta una sorta di promemoria. Molto spesso le mappe vengono accompagnate da un breve testo riassuntivo che sintetizza in pochi passaggi e didascalie sequenziali l’argomento oggetto di studio. È consigliabile utilizzare nella progettazione di una mappa un font ad alta leggibilità come ad esempio OpenDyslexic e Lexie Readable. Entrambi mettono in atto un lavoro sulla comprensibilità del testo creando un equilibrio tra l’acquisizione di nuove competenze per il dislessico e la fruibilità delle informazioni.

Algor Education consente di affiancare alle mappe concettuali i propri documenti, essi potranno poi essere riprodotti grazie a un sintetizzatore vocale di alta qualità, strumento molto utile per compensare le difficoltà nella lettura del testo. Con Algor la mappa non si sostituisce allo studio, ogni studente potrà organizzare in maniera interattiva il proprio lavoro, sintetizzando, rielaborando e condividendo ciò che ha realizzato.

Software per mappe concettuali

Punti di Forza delle Mappe Concettuali nello Studio Individuale e a Scuola

Prima di cominciare ad utilizzare in maniera stabile e continuativa la mappa concettuale come strumento di studio l’alunno dislessico deve partire dall’analisi del testo. Deve approcciare con l’indice del libro, con i paragrafi, i sottoparagrafi ed eventuali approfondimenti. Tutti questi elementi, caratterizzati da poco testo, da logica e da sequenzialità permetteranno allo studente di progredire dalle informazioni generali a quelle specifiche. Raggiungerà in breve tempo una propria autonomia, fondamentale nello studio individuale (a casa e in classe), nello svolgimento dei propri compiti e nella preparazione dell’esposizione orale di argomenti.

Le mappe concettuali sono un ottimo strumento per la didattica inclusiva. Tutto ciò rende lo studente dislessico maggiormente sicuro, meno frustrato e con una maggiore autostima. Agendo in questo modo e sentendosi maggiormente preparato egli ridurrà il livello di ansia che scaturisce dalla paura di dimenticare dei termini o parti di un discorso strutturato. Lo studio con le mappe è una prassi che riguarda tutte le figure coinvolte nell’insegnamento: per usarle con successo, anche gli insegnanti e i genitori devono imparare come costruirle e come usarle. Va ricordato inoltre che la mappa concettuale è uno strumento di didattica inclusiva, nella quale le differenze diventano un’opportunità e una risorsa per la formazione. Con l’uso delle mappe esteso a tutti e il supporto della LIM, tutta la classe impara ad apprendere e giova dello stesso metodo, efficace anche per alunni che non hanno difficoltà di apprendimento. Se l’insegnante adotta le mappe concettuali come strumento didattico permette allo studente con dislessia di partecipare in maniera attiva e propositiva al gruppo classe e dà a quest’ultimo la possibilità di confrontarsi in un clima collaborativo.

Mappe Mentali vs Mappe Concettuali per la Dislessia

Le mappe si dividono in mappe mentali e mappe concettuali, entrambe sono rappresentazioni grafiche di concetti, secondo esperti ed educatori la più indicata per i dislessici è la mappa mentale o la cosiddetta “mind map” scoperta da Tony Buzan. Le mappe mentali sono una forma di rappresentazione grafica del pensiero, questo tipo di mappa nasce grazie allo psicologo inglese Tony Buzan, che ne dimostrò l’efficacia soprattutto nella stimolazione della memoria visiva. Esse hanno una struttura gerarchica e associativa, fondamentale per classificare in maniera spaziotemporale eventi e concetti chiave, passaggio essenziale per eliminare il più possibile le difficoltà. Questa struttura può essere creata con due tipi di relazioni: gerarchiche, che uniscono ogni elemento con quello che lo precede; associative, che collegano elementi dipendenti tra loro, talvolta disposti in punti diversi della mappa.

Le mappe concettuali, invece, sono rappresentazioni grafiche di reti e di relazioni tra concetti, utili a facilitare la comprensione e a supportare la memorizzazione ma anche il recupero delle informazioni da parte degli studenti. Ogni mappa concettuale è composta essenzialmente da 2 elementi chiave: i nodi concettuali, sono i concetti più importanti dell'argomento da studiare, rappresentati da un'etichetta che ne riconosce il significato; le relazioni associative, rappresentate da frecce che collegano i nodi concettuali e anch'esse hanno un’etichetta di testo che spiega l’origine del collegamento tra i diversi concetti di un argomento. L’etichetta di una relazione associativa è costituita generalmente da “verbi”.

Le mappe concettuali sono sviluppate su una base cognitiva e razionale dunque sono molto più schematiche e monocromatiche (somigliano quasi a degli schemi riassuntivi), mentre quelle mentali lasciano più spazio alla creatività. Nelle mappe mentali si predilige l’uso di colori vivi che differenziano ogni concetto, e sono tra l’altro associati ad ognuno di essi con una relazione emotiva ed evocativa. Ad esempio se dovete costruire una mappa mentale su una rivoluzione storica, proteste utilizzare un colore rosso che rappresenta l’evento sanguinolento.

Secondo il parere di esperti e insegnanti, confermato dagli stessi studenti, le mappe migliori per i dislessici, sono quelle mentali. Il ruolo della mappa per i dislessici è quello di organizzare le idee e fissare i concetti chiave per richiamare alla memoria informazioni complesse e articolate. In realtà le mappe mentali sono uno strumento portentoso per tutti, non solo per la dislessia e DSA. Dovete sapere che le informazioni che si raccolgono nella fase di memorizzazione, vengono spostate in diversi spazi del cervello, una specie di “cassetti dei ricordi”. Per chi è dislessico, richiamare alla mente un dato o un ricordo può essere molto faticoso. Ricorrere a uno strumento intuitivo e flessibile come la mappa mentale, piena di colori evocativi (sia per testo che per riquadri e sfondi), è un modo vincente e divertente per superare gli ostacoli dell’apprendimento.

Possiamo dire con certezza che la mappa mentale è uno strumento valido per gli studenti dislessici per 3 ragioni: Sostituisce il testo con immagini e parole chiave e rende più facile assimilare informazioni; Aiuta a memorizzare qualsiasi argomento e può essere valida per tutte le materie scolastiche; Aiuta gli studenti dislessici a diventare autonomi.

Come Creare Mappe Efficaci per Alunni con Dislessia

Per creare una mappa per gli alunni con dislessia è fondamentale trovare una rappresentazione visiva e sintetica dei contenuti da inserire nella mappa; utilizzare “parole-chiave”; scegliere forme, immagini, frecce, elementi e colori che esprimono il contenuto in modo da richiamare la memoria più velocemente. Ricordatevi che è fondamentale che sia il ragazzo stesso a personalizzare le proprie mappe dal punto di vista grafico, l’insegnante può certamente fornire tutti gli strumenti necessari ai propri studenti per costruirla nel modo corretto. Comporre una buona mappa per la dislessia è un’abilità che deve essere allenata, guidata dall’adulto, dall’insegnate, dal tutor o dal genitore in modo che lo studente conquisti la sua autonomia e capisca le caratteristiche utili per costruire le proprie mappe.

Le immagini all’interno delle mappe sono utili per aggiungere informazioni, sostituire parole e facilitare il ragionamento. Avere ad esempio nella mappa di storia un dettaglio di un documento, o una cartina storica può essere molto interessante, aiuta a ridurre il numero di parole e quindi rende più leggibile e intuitiva la mappa.

MAPPE CONCETTUALI per STUDIARE: come si fanno e a cosa servono

Utilizzo delle Mappe da Parte degli Studenti con Dislessia

Gli alunni con dislessia e tutti coloro che hanno a disposizione questo strumento compensativo, possono utilizzare le mappe per ripassare, anche a distanza di tempo, e per esporre durante l’interrogazione. Per lo studente con dislessia allenarsi a utilizzare le mappe è molto importante. L’alunno può eventualmente rivederle durante lo studio e verificare se mancano delle informazioni, riorganizzarle e nel caso riordinarle. Averle fatte non significa essere pronti per l’interrogazione, occorre quindi ripetere ad alta voce i concetti e capire se “fila il discorso”. È consigliabile far verificare le mappe agli insegnanti prima del compito o dell’interrogazione, concordare quanto è utile e quali informazioni debbano essere presenti e quali evitare. Per questo motivo può esserci una versione della mappa per lo studio personale, più ricca di dettagli, ed una più sintetica da usare nelle verifiche e nelle interrogazioni in classe.

Mappe Digitali Multimediali e Dislessia

Le mappe digitali multimediali supportano i modelli didattici più attuali attraverso l’uso delle tecnologie e sono molto utili agli studenti con dislessia o altri disturbi di apprendimento. Ci sono molti software che offrono l’opportunità di creare mappe digitali multimediali tra i più vantaggiosi ricordiamo: Algor maps, app per creare, personalizzare e condividere mappe online in maniera semplice, divertente e veloce, l'utente può scegliere se creare una mappa da zero oppure in modo automatico da un testo, con l'aiuto di un algoritmo di Intelligenza Artificiale; Canva, un software che permette di creare le vostre mappe, partendo da zero o scegliendo tra tanti modelli già prestabiliti, con possibilità di modifica e condivisione; Ayoa, un software per creare mappe mentali e condividerle, vantaggioso per gestire tempi e risorse nel modo migliore, con uno spazio di lavoro digitale completo con cui si possono realizzare mappe in modo veloce e intuitivo: si possono collegare idee fra loro e infine vedere il progetto realizzato.

Mappe e Dislessia: Sono Sufficienti per Studiare?

Le mappe mentali sono uno strumento straordinario, ma senza un metodo specifico per dislessici, non è possibile diventare autonomi e indipendenti nello studio. La fiducia in sé stessi è fondamentale per ogni alunno, quando ci sono difficoltà è ancora più importante. È necessario che alle mappe si aggiunga anche un buon metodo di studio grazie alla guida di educatori e tutor esperti.

Consigli per gli studenti con dislessia:

  1. Avere una routine di studio, per iniziare bene, serve un programma chiaro dei compiti da fare, tanto importante sarà distribuire in maniera omogenea il carico di studio, per evitare di sovraccaricarsi ed entrare in confusione. Ad esempio può essere utile studiare per non più di un’ora, fare una pausa di almeno dieci minuti e infine si possono dedicare gli ultimi cinque minuti al ripasso.
  2. Scegliere un metodo di lettura, per i dislessici e per tante persone è normale non riuscire a capire un testo la prima volta. Una soluzione può essere quella di dividere la lettura in due fasi: prima si fa una lettura di tutto il testo partendo da titoli, immagini, sottotitoli, parole in grassetto; poi ci si parte con la lettura completa delle pagine assegnate; infine si fa una lettura più approfondita in cui si legge il testo con più attenzione, si cerchiano le parole chiave e si fissano le informazioni più importanti.
  3. Fare le mappe mentali, sono utilissime per fissare le informazioni chiave di un argomento studiato, grazie alla creazione di una sintesi grafica delle nozioni usando colori, disegni e parole chiave, sono un metodo di studio efficace per gli studenti dislessici e non.
  4. Scegliere l’ambiente giusto, è importante perché aumenta le prestazioni di chi studia, specialmente per chi si distrae facilmente. Per lo studente dislessico è importante avere a disposizione una stanza ordinata e luminosa, un tavolo ampio con tutto il necessario per studiare, evitando telefoni e tv accesa.

Cosa non aiuta lo studente con dislessia: l’atteggiamento passivo da parte dello studente, a volte lo studente può schermarsi dietro al suo disturbo, è molto importante quindi spronare in positivo il ragazzo dislessico e incoraggiarlo a lavorare da solo seguendo tutte le guide messe a disposizione dalla scuola o dalle strutture certificate; l’aiuto continuo degli adulti, quando si aiuta uno ragazzo dislessico a studiare, si deve assolutamente evitare di fare i compiti al posto suo né correre in soccorso a ogni richiesta di aiuto.

È importante raggiungere l’autonomia nello studio, ma è altrettanto importante acquisire tecniche di studio per raggiungere un obiettivo tanto importante.

Infografica sui benefici delle mappe per studenti DSA

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