Probiotici e Diarrea da Antibiotici: Una Guida Completa

I trattamenti antibiotici, pur essendo essenziali per combattere le infezioni batteriche, possono talvolta causare un effetto collaterale indesiderato: la diarrea. Questa problematica, nota come diarrea associata agli antibiotici (AAD), si manifesta in una percentuale variabile di pazienti, generalmente tra il 5% e il 35% dei casi. Sebbene nella maggior parte dei casi si tratti di un disturbo di lieve entità e autolimitante, in specifici gruppi di pazienti, come anziani, soggetti fragili o ospedalizzati, l’AAD può comportare rischi maggiori, quali prolungamento della degenza e aumento della probabilità di infezioni intestinali, in particolare quelle causate dal batterio Clostridioides difficile (CDI).

Gli antibiotici agiscono in modo indiscriminato, colpendo non solo i batteri patogeni ma anche la preziosa microflora intestinale, l’insieme di microrganismi che colonizzano il nostro intestino e svolgono funzioni vitali per la nostra salute. L’alterazione di questo delicato equilibrio, nota come disbiosi, può portare a un ambiente intestinale più vulnerabile. La riduzione della diversità microbica rende l’intestino più suscettibile alla proliferazione di batteri Gram-negativi e favorisce la colonizzazione da parte di patogeni opportunisti come il Clostridioides difficile. Questa disbiosi non solo contribuisce all’insorgenza della diarrea, ma può anche compromettere la barriera intestinale, aumentando la suscettibilità a nuove infezioni.

Il ripristino spontaneo dell’equilibrio del microbiota intestinale dopo una terapia antibiotica richiede tempo e, in molti casi, è un processo incompleto, specialmente per alcune specie batteriche. Per contrastare questi effetti negativi, l’uso di probiotici si è dimostrato una strategia promettente. I probiotici sono microrganismi vivi che, se somministrati in adeguate quantità, conferiscono un beneficio alla salute dell’ospite. L’era dei "pro-antibiotici" segna un’innovazione, indicando probiotici progettati per lavorare in sinergia con gli antibiotici, spesso mostrando resistenza intrinseca e non trasferibile a specifici antibiotici, contribuendo così al mantenimento dell’equilibrio microbiotico e alla prevenzione della disbiosi.

Numerose indagini cliniche hanno esplorato l’efficacia dei probiotici nel controllo della diarrea associata agli antibiotici, concentrandosi in particolare su specifici ceppi batterici. L’associazione di Lactobacillus helveticus R0052 con Lactobacillus rhamnosus R0011, ad esempio, ha mostrato risultati positivi in diversi studi.

Uno studio condotto da Maydanik e colleghi nel 2010 su 244 bambini ha evidenziato che l’integrazione con questi probiotici, in aggiunta alla terapia antibiotica, ha portato a una riduzione significativa della presenza di Clostridium difficile nell’intestino (8 volte inferiore), del numero di soggetti portatori (10 volte inferiore), degli episodi diarroici (riduzione di 1,5 volte) e della loro durata (riduzione di 2 volte) rispetto al gruppo trattato solo con antibiotici.

Schema sull'effetto dei probiotici sulla flora intestinale durante l'assunzione di antibiotici

Similmente, uno studio di Marushko e altri (2007) su 34 bambini ha riportato che l’associazione di Lactobacillus helveticus R0052 e Lactobacillus rhamnosus R0011 ha ridotto gli effetti collaterali della terapia antibiotica, con la diarrea associata agli antibiotici che è comparsa solo in 2 casi su 16 bambini trattati con probiotici, contro gli 8 casi su 18 bambini trattati solo con antibiotici. La durata della diarrea era inoltre notevolmente più breve nei pazienti che avevano ricevuto i probiotici.

Anche negli adulti, studi hanno indagato l’efficacia dei probiotici. In un’indagine di Song e colleghi (2010) su pazienti con infezione del tratto respiratorio, sebbene la differenza nel numero di adulti che hanno sviluppato diarrea associata agli antibiotici tra il gruppo trattato con probiotici e quello con placebo non fosse statisticamente significativa, i pazienti che assumevano probiotici hanno mostrato una frequenza e una consistenza dei movimenti intestinali significativamente inferiori.

Un altro studio di Gnaytenko e colleghi (2009) su 45 bambini con infezione da Helicobacter pylori ha rilevato un’incidenza nettamente inferiore di diarrea nel gruppo trattato con antibiotici e probiotici (Lactobacillus helveticus R0052 e Lactobacillus rhamnosus R0011) rispetto al gruppo trattato solo con antibiotici. Inoltre, la presenza di Clostridium difficile nelle feci è stata rilevata in una percentuale significativamente inferiore di bambini nel gruppo con probiotici (4% vs 25%). Questi risultati suggeriscono che la terapia con lattobacilli può ostacolare la colonizzazione intestinale da parte del Clostridium difficile.

Per rispondere a queste esigenze, sono stati sviluppati prodotti specifici come Prolife 10 Forte, che contiene Lactobacillus helveticus R0052, con l'obiettivo di contrastare la diarrea associata ai farmaci. Prolife 10 Forte è formulato per ridurre gli effetti della diarrea associata agli antibiotici ed è ideale anche per gli intolleranti al latte.

Tabella comparativa degli studi sull'efficacia dei probiotici nella prevenzione della diarrea da antibiotici

Più recentemente, uno studio randomizzato in aperto condotto nel 2023 su 113 pazienti adulti ricoverati ha valutato l’efficacia di un mix probiotico specifico a base di Limosilactobacillus reuteri LMG P-27481 e Lacticaseibacillus rhamnosus GG ATCC 53103. L’endpoint primario era valutare la capacità di questo mix probiotico nel ridurre il rischio di diarrea da antibiotici (AAD) e infezioni intestinali, in particolare quelle da Clostridioides difficile (CDI). I risultati sono stati incoraggianti: l’incidenza di AAD è stata significativamente inferiore nel gruppo che ha ricevuto il mix probiotico (11%) rispetto al gruppo di controllo (28%). Ancora più rilevante, non si sono registrati casi di CDI nel gruppo di intervento, a fronte dell’11% di eventi nel gruppo di controllo. Inoltre, l’aggiunta del mix probiotico ha portato a una riduzione dell’incidenza di sintomi gastrointestinali come diarrea e vomito.

Grafico che mostra la riduzione dell'incidenza di diarrea da antibiotici con l'uso di specifici probiotici

Questi risultati suggeriscono che un trattamento con specifici mix probiotici può essere attivo nel prevenire la diarrea da antibiotici, azzerare le infezioni da C. difficile in pazienti ospedalizzati e migliorare i sintomi gastrointestinali, contribuendo a una riduzione della durata dei ricoveri ospedalieri.

Un'altra area di ricerca riguarda i probiotici con resistenza intrinseca a specifici antibiotici, definiti "pro-antibiotici". Questi ceppi sono progettati per sopravvivere all’azione degli antibiotici, offrendo un supporto continuo al microbiota intestinale. Esempi includono:

  • Brevicillin®: contenente Bifidobacterium breve PRL2020, resistente all’amoxicillina e all’amoxicillina con acido clavulanico.
  • Bowell®: contenente Bifidobacterium longum W11, resistente alla rifaximina. Studi clinici hanno dimostrato la sua efficacia nel ridurre la severità dei sintomi intestinali in pazienti con IBS e nel migliorare l’aderenza alla terapia e i benefici clinici in pazienti con diverticolosi sintomatica non complicata.
  • Crispact®: contenente Lactobacillus crispatus M247, resistente al metronidazolo e con capacità di ricostruire il microbiota vaginale, utile nel contrastare infezioni vaginali e in associazione a terapie antimicotiche.
  • Butirrisan®: contenente Clostridium butyricum CBM588®, un probiotico anaerobico e sporigeno che produce butirrato, un metabolita essenziale per la salute intestinale. Questo ceppo è resistente agli antibiotici nella sua forma sporigena, aiutando a prevenire la disbiosi antibiotico-indotta e supportando il recupero della salute intestinale. Studi hanno confermato il suo potenziale nel ridurre la diarrea indotta da antibiotico con diverse classi di antibiotici.

La modulazione del microbioma intestinale da parte dei probiotici avviene attraverso vari meccanismi, tra cui lo spostamento di germi patologici, la secrezione di sostanze antimicrobiche e effetti immunologici. Il lievito fungino Saccharomyces boulardii, ad esempio, è utilizzato per la prevenzione e il trattamento delle malattie diarroiche grazie alle sue proprietà antitossiche, antinfiammatorie, antimicrobiche e immunomodulanti. Studi hanno dimostrato che i probiotici, inclusi Lactobacilli spp., Bifidobacterium spp., Streptococcus spp. o Saccharomyces boulardii, possono prevenire efficacemente la diarrea associata agli antibiotici in bambini e adolescenti.

Antibiotici sistemici: effetti collaterali sull'intestino e loro prevenzione

In conclusione, mentre gli antibiotici rimangono farmaci indispensabili, è fondamentale considerare il loro impatto sul microbiota intestinale. L’uso di probiotici specifici, inclusi i "pro-antibiotici", rappresenta una strategia sempre più validata per mitigare gli effetti collaterali degli antibiotici, in particolare la diarrea, e per preservare la salute intestinale.

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