Pappa Reale e Diverticolite: Un Legame da Esplorare per il Benessere Intestinale

Tra i rimedi naturali più antichi e versatili mai esistiti spicca la pappa reale, una sostanza prodotta dalle api nutrici per alimentare l’ape regina e le larve nei primi giorni di vita.

Nota da secoli per le sue proprietà ricostituenti e nutritive, oggi viene utilizzata anche in ambito scientifico e nutraceutico per il supporto di diverse funzioni fisiologiche, tra cui il benessere intestinale.

Ma che cos'è la pappa reale in termini biochimici? E soprattutto: quale correlazione ha con la salute dell’intestino?

Che cos'è la Pappa Reale

La pappa reale è una secrezione gelatinosa ricca di vitamine, aminoacidi, zuccheri, minerali, proteine e polifenoli. Si tratta di un super-alimento naturalmente concentrato, fornito dalle api per nutrire esclusivamente l’ape regina, il che spiega la sua straordinaria longevità rispetto alle api operaie. È un alimento completamente diverso dal miele o dal polline, sia per composizione che per funzione.

composizione chimica della pappa reale

Pappa Reale e Intestino: Quali Benefici?

Numerosi studi scientifici recenti stanno indagando sul legame tra pappa reale e intestino, mettendo in luce la sua azione probiotica indiretta, ovvero in grado di favorire l’equilibrio del microbiota intestinale.

I benefici della pappa reale su questo apparato sono legati alla presenza di sostanze bioattive, tra cui gli acidi grassi insaturi e le proteine reali (come la royalisina), che agiscono come antimicrobici naturali.

Inoltre, la pappa reale ha dimostrato proprietà antinfiammatorie, potenzialmente utili in disturbi intestinali come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) o la disbiosi.

Chi soffre di stitichezza cronica o digestione lenta può trarre giovamento dai benefici pappa reale fresca, che aiuta a stimolare le secrezioni digestive e la motilità intestinale.

I benefici della pappa reale fresca si riflettono anche sulla flora batterica, rinforzandola grazie all’apporto di vitamine del gruppo B, fondamentali per l’equilibrio intestinale.

schema dei benefici della pappa reale sull'intestino

La Diverticolosi e la Diverticolite: Comprendere le Differenze

Quando nelle pareti intestinali sono presenti uno o più diverticoli asintomatici, cioè che non producono alcun segno o sintomo della malattia, si parla di diverticolosi.

La diverticolite, infine, è la manifestazione clinica dell’infiammazione (peri-) diverticolare che interessa la parete dell’intestino.

Lo sviluppo dei diverticoli è probabilmente correlato a un’alterazione della motilità intestinale, con un aumento locale della pressione, che determina una fuoriuscita della mucosa intestinale nei punti più deboli dell’intestino.

La maggior parte delle persone scopre di avere dei diverticoli in modo del tutto casuale, nel corso di indagini radiologiche o endoscopiche del colon effettuate per altre motivazioni.

La diagnosi di diverticolosi, malattia diverticolare e diverticolite deve essere effettuata dal medico gastroenterologo sulla base della storia clinica individuale, dell’esame obiettivo svolto dal medico, dei test di laboratorio (es. esami del sangue) e dei test di immagine (ecografia, TAC, risonanza magnetica).

schema che illustra la differenza tra diverticolosi e diverticolite

Il Ruolo dell'Alimentazione nella Gestione della Diverticolite

La dieta è differente, a seconda che ci troviamo di fronte ad una condizione di diverticolosi, cioè presenza di diverticoli senza sintomatologia, o sia il caso di malattia diverticolare o addirittura diverticolite.

In quest’ultima evenienza, la valutazione clinica guiderà il Medico Gastroenterologo anche nella prescrizione dietetica o del digiuno.

In casi gravi, con dolore, addome acuto e febbre è opportuno il ricovero, la “messa a riposo dell’intestino”, quindi il digiuno assoluto, la nutrizione totale parenterale e la terapia antibiotica ed anti-infiammatoria per via venosa o per clismi.

Naturalmente esistono gradazioni intermedie, nelle quali può essere consentita una dieta liquida o prevalentemente tale, semiliquida o così detta “leggera” e senza scorie.

In questa fase, infatti, le scorie, soprattutto quelle più dure, come è il caso delle fibre insolubili, potrebbero peggiorare meccanicamente l’irritazione della mucosa peri-diverticolare.

La corretta pulizia intestinale, particolarmente in questa fase di malattia, può essere mantenuta da lassativi osmotici, quali i polietilen-glicoli, la cui azione di legame con le molecole dell’acqua permette di tenere morbide le feci, favorendo anche un’azione catartica intestinale e di propulsione del bolo fecale.

Questa azione farmacologica è importante nella gestione della malattia diverticolare e va tenuta presente in tutte le fasi, laddove è documentato dalla pratica clinica e da studi scientifici che l’applicazione di questa norma riduce i rischi di complicanze della malattia diverticolare , agendo in modo forse più efficace dell’utilizzo di terapie cicliche con antibiotici ed anti-infiammatori.

Nella condizione di diverticolosi la dieta deve essere curata nel senso di prevenire l’avanzamento della malattia verso la forma sintomatica o verso quella infiammatoria.

Una corretta alimentazione riduce il rischio di comparsa sia dei sintomi che delle complicanze associate ai diverticoli , come la loro infiammazione ( diverticolite ) o, peggio, alla loro rottura con susseguente peritonite stercoracea.

Si possono consumare regolarmente verdure, ortaggi e frutta (fino a 5 porzioni al giorno); la frutta andrebbe mangiata con la buccia, dove si trova il maggior quantitativo di fibra, dopo un accurato lavaggio, soprattutto in considerazione dell’uso dei pesticidi.

Le verdure vanno consumate preferibilmente fresche e condite con olio extra vergine di oliva; limitare l’assunzione di fichi, fragole, lamponi, ribes, more, kiwi, melograno, fagiolini, semi di girasole, nocciole e mandorle per il timore che semi o parti non ben frantumate con la masticazione rimangano intrappolate nei diverticoli e provochino meccanicamente un processo infiammatorio.

Questo timore si riduce se si ha l’accortezza di masticare con cura e di mantenere pulito l’intestino, provocando regolari e giornaliere evacuazioni, prevenendo episodi di stitichezza, con l’utilizzo di maggiori quantità di fibre morbide (come quelle di Psyllio) e con l’integrazione dei Polietilenglicoli al dosaggio minimo efficace.

E’ preferibile cuocere le patate al forno e mangiarle con la buccia; i legumi come lenticchie e piselli presentano la medesima problematica esaminata per i semi di alcuni frutti.

Essi possono essere mal tollerati da alcuni soggetti ed è consigliabile assumerli sotto forma di passata.

Non c’è indicazione a consumare cereali integrali, né ad aggiungere crusca, perchè questa fibra dura è a rischio.

E’ opportuno moderare le quantità di alimenti di origine animale, in particolare ridurre il consumo di carne rossa.

Ricordarsi di masticare a lungo il cibo e mangiare lentamente e di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno a temperatura ambiente (si consigliano due bicchieri a digiuno al mattino).

Se ci troviamo di fronte ad una diverticolite di grado lieve, con sintomi modesti, senza febbre o blocco intestinale, la gestione può essere domiciliare e si consiglia di ridurre drasticamente l’assunzione di fibre (contenute principalmente in frutta, verdura, legumi, cereali integrali), di consumare la pasta e il riso sempre ben cotti, conditi con preparazioni semplici (es. olio extra vergine di oliva e formaggio grana); di mangiare pane comune tostato, fette biscottate, grissini, crackers e biscotti secchi comuni; di consumare yogurt, purché non alla frutta; di assumere piccole quantità di patate e verdura cotta, passata o centrifugata (preferibilmente zucchine senza semi e carote); di eliminare tutti i legumi e le carni; di mangiare piccole quantità di mela sbucciata cotta o frullata, o banana frullata; di utilizzare come condimento olio extravergine di oliva, di mais o di girasole.

Sono consentiti gelati, sorbetti, uova, zucchero e miele.

Alimenti da preferire e da limitare in caso di diverticolite
Alimenti da Preferire Alimenti da Limitare/Evitare
Verdura (cotta, passata, centrifugata) Verdure fibrose e dure (es. finocchi, carciofi)
Frutta cotta o frullata, senza semi Frutta con semi o buccia non ben pulita (es. fragole, kiwi)
Riso bianco, pasta non integrale ben cotte Legumi (soprattutto in fase acuta)
Pane comune tostato, fette biscottate, grissini Carni rosse, insaccati
Patate (meglio se al forno e con buccia, se tollerate) Condimenti grassi, fritti
Yogurt (non alla frutta) Bevande zuccherate, gassate, alcoliche, caffè, tè
Olio extravergine d'oliva (a crudo e con moderazione) Semi, noci, popcorn (da valutare soggettivamente)
Pesce, carni bianche magre (lessate o al vapore) Dolci industriali, prodotti da forno raffinati

Si pone un problema sofisticato: i sintomi sono legati ai diverticoli (malattia diverticolare) ovvero i diverticoli sono piccoli e di scarso rilievo e i sintomi rientrano nel disturbo funzionale di intestino irritabile?

La domanda è probabilmente destinata a non avere risposte documentabili. Tuttavia è importante segnalare che la terapia ed i consigli dietetico-comportamentali che stiamo qui valutando sono i medesimi in entrambe le situazioni.

Una dieta ad alto apporto di fibra e l’uso di antidolorifici contribuiscono ad alleviare il dolore nella maggior parte dei casi di diverticolosi: la diverticolite di grado lieve con sintomi lievi, di solito, richiede che la persona riposi, assuma antibiotici per via orale e segua una dieta liquida per un certo periodo di tempo.

Qualche volta un attacco di diverticolite è abbastanza grave da richiedere un ricovero ospedaliero, la somministrazione di antibiotici per via endovenosa ed eventualmente un intervento chirurgico.

Aumentando la quantità di fibre nella dieta, si possono ridurre i sintomi della diverticolosi e prevenire le complicazioni quali la diverticolite: le fibre mantengono la morbidezza delle feci e abbassano la pressione all’interno del colon in modo che il contenuto intestinale possa muoversi facilmente.

Si raccomanda un consumo da 20 a 35 grammi di fibra al giorno ed eventualmente il medico può consigliare anche di assumere un integratore a base di fibra, da accompagnare sempre ad abbondante acqua.

Evitare il consumo di frutta a guscio, popcorn, semi di girasole, zucca, cumino, semi di sesamo perché esiste il timore che le particelle di cibo potrebbero entrare, bloccare, o irritare i diverticoli; tuttavia i dati scientifici non sono ancora definitivi in merito.

Non è necessario eliminare alimenti specifici: i semi di pomodori, zucchine, cetrioli, fragole, lamponi, così come semi di papavero, sono generalmente considerati innocui.

Le decisioni in merito alla dieta devono essere prese considerando le differenze soggettive, mantenere un diario alimentare può contribuire a individuare alimenti causa di problemi.

Se si accusano crampi, gonfiore, costipazione e altri sintomi il medico può prescrivere un breve ciclo di antinfiammatori.

Il trattamento per la diverticolite è incentrato sulla prevenzione delle infiammazioni e infezioni, il riposo del colon e la prevenzione o la riduzione delle complicazioni.

A seconda della gravità dei sintomi il medico può raccomandare al paziente di riposarsi a letto, può prescrivere antibiotici da assumersi per via orale, antidolorifici ed una dieta liquida.

Se i sintomi scompaiono dopo pochi giorni si può aumentare gradualmente la quantità di alimenti ad alta fibra.

Gravi casi di diverticolite con dolore acuto e complicazioni potrebbero richiedere una degenza ospedaliera, ma la maggior parte dei casi sono trattati con antibiotici e un paio di giorni di digiuno o l’assunzione di una dieta liquida per aiutare il riposo del colon.

In alcuni casi può essere necessario un intervento chirurgico.

Pappa Reale e Diverticolite: Una Prospettiva Integrata

Sebbene la pappa reale non sia un trattamento diretto per la diverticolite, le sue proprietà benefiche per la salute intestinale potrebbero offrire un supporto indiretto nel contesto della gestione della malattia diverticolare.

La pappa reale, grazie alla sua azione antinfiammatoria e al suo contributo al benessere del microbiota, potrebbe essere considerata come parte di un approccio integrato volto a migliorare la salute generale dell’intestino.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che in caso di diverticolite acuta, le priorità terapeutiche sono il riposo intestinale, la terapia farmacologica prescritta dal medico e una dieta specifica e restrittiva.

La pappa reale e altri integratori naturali dovrebbero essere assunti solo dopo la fase acuta, previa consultazione medica, come parte di una strategia di prevenzione e mantenimento.

LA PAPPA REALE - Dottor Gianpaolo Giacomini

Come Assumere la Pappa Reale

Per ottenere i benefici è essenziale sapere come assumere pappa reale correttamente. Le forme più diffuse sono:

  • Pappa reale fresca (da conservare in frigo): ha la massima efficacia e si assume a stomaco vuoto.
  • Flaconcini di pappa reale: pratici e già dosati, sono perfetti per chi viaggia.
  • Fiale di pappa reale: spesso associate ad altri nutrienti come il miele o la vitamina B12.
  • Integratori di pappa reale in capsule: comodi e stabili nel tempo.

Chi desidera un prodotto completo può optare per integratori alla pappa reale combinati con polline, propoli o vitamine.

Pappa Reale: Effetti Collaterali e Controindicazioni

Come ogni sostanza attiva, anche la pappa reale non è esente da controindicazioni. Tra i più comuni effetti collaterali della pappa reale si annoverano le reazioni allergiche, soprattutto in soggetti sensibili ai prodotti apistici. In rari casi, può causare mal di stomaco o disturbi intestinali lievi.

Le principali controindicazioni della pappa reale riguardano:

  • soggetti allergici al polline o alla pappa reale stessa
  • chi soffre di asma o dermatiti atopiche
  • alcuni pazienti diabetici (un’alternativa da valutare con il medico può essere la pappa reale per diabetici)
tabella delle controindicazioni della pappa reale

L'integrazione con pappa reale, così come qualsiasi altra modifica significativa alla dieta, dovrebbe essere discussa con il proprio medico curante, specialmente in presenza di condizioni mediche preesistenti come la diverticolite.

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