Integratori a base di erbe: benefici e rischi da conoscere

L'industria degli integratori è in piena espansione con pillole e polveri che promettono di trasformare la salute dell'intestino, accelerare il metabolismo e persino aiutare a vivere più a lungo. Negli ultimi 30 anni, il nostro rapporto collettivo con gli integratori si è trasformato in una vera e propria ossessione: più della metà degli adulti negli Stati Uniti oggi assume integratori per "curare" quasi tutti i problemi di salute o tutte le disgrazie psicologiche nell’universo. Tuttavia, prove emergenti suggeriscono che questi composti possono danneggiare più che aiutare.

Per la maggior parte delle persone, l'assunzione di comuni integratori alimentari alle dosi consigliate è sicura e non comporta gravi rischi per la salute. Il fegato svolge un ruolo fondamentale nella disintossicazione dei rifiuti dal sangue e nell'immagazzinamento e nel metabolismo dei grassi. Come si vede, gli intricati grappoli di vasi sanguigni del tessuto epatico si diramano dai vasi principali.

Tuttavia, l'accumulo di bilirubina nel sangue causato da un danno epatico può provocare l'ittero, ovvero l'ingiallimento di pelle, mucose e occhi. Secondo i sondaggi condotti tra i pazienti, il 52% delle persone negli Stati Uniti ritiene che i propri sintomi vengano "ignorati, scartati o non creduti" quando cercano un trattamento medico. Per alcune condizioni di salute, carenze e fasi della vita, può essere utile un'integrazione mirata. Le donne in gravidanza assumono acido folico per prevenire difetti nei nascituri, mentre le persone anziane spesso traggono beneficio da un'integrazione di vitamina B12.

"Non ci sono dati convincenti sul fatto che gli integratori a base di erbe siano necessari per mantenere la salute generale", afferma Marwan Ghabril, epatologo e professore di medicina alla Indiana University School of Medicine.

Schema del fegato umano

Con la crescita vertiginosa dell'industria degli integratori sono cresciuti anche gli effetti collaterali a valle: secondo le stime del 2022, gli integratori possono causare fino al 43% delle lesioni epatiche indotte da farmaci negli Stati Uniti e il 19% dell'insufficienza epatica acuta indotta da farmaci che mette le persone in lista per un trapianto. Questi agenti nocivi hanno un impatto sulla salute in una miriade di modi: l'estratto di tè verde può infiammare il fegato, mentre gli integratori per il bodybuilding possono rallentare o bloccare il fluido biliare. Anche l'etichettatura errata e l'adulterazione dilagano nell'industria degli integratori, rendendo difficile individuare gli effetti collaterali.

Mozaffarian spiega che dosi elevate di vitamine possono interferire con i normali processi dell'organismo, provocando effetti collaterali come sintomi gastrointestinali, mal di testa, palpitazioni o insonnia. È importante sapere che le reazioni si basano anche sui geni o sui sistemi immunitari individuali, spiega Ghabril. "L'evidenza è chiara: gli integratori a base di erbe e quelli dietetici possono causare danni al fegato proprio come i farmaci da prescrizione", afferma Ghabril.

Regolamentazione e Sicurezza

Come si è arrivati a questo punto? Innanzitutto, la FDA statunitense non regolamenta gli integratori alimentari nello stesso modo in cui regola i farmaci da prescrizione o da banco. I produttori di integratori non devono dimostrare la sicurezza o l'efficacia dei loro prodotti prima di immetterli sul mercato. "È davvero spiacevole che negli Stati Uniti le aziende produttrici di integratori possano realizzare profitti per milioni di dollari senza testare i loro agenti", afferma Mozaffarian.

In Italia, come in tutti i paesi dell’Unione Europea, esiste una regolamentazione apposita che prevede che i produttori devono attenersi alle Linee Guida emanate dal Ministero della Salute relativamente agli apporti ammessi di vitamine e minerali per ciascun integratore immesso in commercio. Inoltre, una sostanza, per poter essere impiegata in un integratore alimentare, deve aver fatto registrare in ambito UE un pregresso consumo significativo, antecedente al maggio 1997, come prova di sicurezza.

Con oltre 80.000 prodotti unici venduti, è difficile distinguere quelli di alta qualità da quelli scadenti. Ed è questa, in definitiva, la vera chiave per migliorare la propria salute.

Grafico che mostra la crescita del mercato degli integratori

Rischi Specifici degli Integratori a Base di Erbe

I supplementi a base di erbe e piante medicinali stanno divenendo sempre più popolari, sulla scia di un diffuso interesse verso tutto ciò che è naturale. Anche se viene spesso infangata dagli enormi interessi commerciali che ruotano intorno ad essa, la fitoterapia - cioè l'insieme delle conoscenze che permettono di impiegare i diversi vegetali a scopi terapeutici - è una scienza seria e credibile, con i suoi pregi ed i suoi limiti. Questo perché alcune piante medicinali contengono principi attivi che possono influenzare le funzioni corporee in maniera simile ad un farmaco.

Alcune di esse, per esempio, vengono commercializzate solamente in farmacia, mentre altre sono ingrediente comune di prodotti farmaceutici e di integratori alimentari. Sono potenzialmente pericolosi per determinate categorie di persone. Le erbe e le piante medicinali dotate di proprietà dimagranti possono, per esempio, risultare pericolose per i cardiopatici (è il caso del guaranà, erba mate ed arancio amaro) e per chi soffre di ipertiroidismo (alghe ricche di iodio, come il fucus o la laminaria).

VERO: I rischi riguardano non solo la possibilità di sviluppare reazioni avverse da erbe medicinali, ma anche i possibili effetti indesiderati dovuti alla assunzione concomitante di un farmaco di sintesi ed un rimedio erboristico.

VERO: Chi soffre di allergie a pollini e simili dovrebbe fare attenzione a curarsi con la fitoterapia. La stessa “innocente” camomilla, se si è allergici, può dare reazioni cutanee, oculari o intestinali fino a eventi generalizzati gravi.

VERO: La contemporanea presenza nell’organismo di sostanze vegetali che si comportano in modo uguale al farmaco può scatenare effetti amplificati e pericolosi. Come se vi fossero, appunto, due farmaci (uno di sintesi e uno naturale) che esplicano la stessa funzione.

VERO: Ci vuole prudenza con gli anziani. Per la ridotta funzione di molti organi e apparati, per la frequente presenza di più patologie e di terapie polifarmacologiche. Nell’anziano il rischio di reazioni avverse da farmaci è circa il doppio rispetto all’adulto.

VERO: Il rischio di avere effetti avversi dipende non solo dalla pianta ma anche dal tipo di preparato: un estratto è molto più concentrato di una tisana mentre un flaconcino di olio essenziale è una piccola “bomba” di sostanze chimiche. Anche se naturali.

VERO: Non è così raro raccogliere una pianta tossica scambiata per sicura e utile. Il Colchio, per esempio, può essere preso per Aglio ursino oppure le foglie di Mandragora per quelle di Borragine.

VERO: Le reazioni allergiche possono essere anche imprevedibili (come per i farmaci). Talvolta si verificano anche in persone che nel passato avevano già assunto la stessa sostanza o prodotto naturale. Ai primi segnali, dunque, fermare la somministrazione. Se il disturbo è immediato e grave è opportuno rivolgersi subito a un pronto soccorso.

Illustrazione di diverse piante medicinali

Studi e Dati

Secondo i dati presentati all'AASLD, il cinquanta per cento della popolazione statunitense consuma regolarmente questi prodotti. A fare la parte del leone sono gli integratori per migliorare le prestazioni sportive, quelle sessuali, per modellare i muscoli e ultimo, ma non meno importante, per dimagrire. Lo studio presentato dai ricercatori del DLIN ha preso in esame oltre 340 prodotti a base di erbe e ayurvedici segnalati da 1200 persone arrivate in pronto soccorso per sospetti danni al fegato. Tra quelli con etichetta, circa 200, solo 90 contenevano esattamente gli ingredienti dichiarati. Ma il dato ancor più sorprendente riguarda i prodotti per il bodybuilding e quelli per dimagrire: nel primo caso l'80 per cento dei preparati aveva una composizione completamente differente rispetto a quanto dichiarato. Percentuale che scende al 72 per cento per quanto riguarda i prodotti per il controllo del peso. Non solo, tali prodotti contenevano in alcuni casi molecole quali tamoxifene (un antitumorale) e antinfiammatori di vario tipo.

Dati simili giungono anche da uno studio presentato ad AASLD da parte di un gruppo di ricercatori indiani. In questo caso l'attenzione si è concentrata sui prodotti ayurvedici. Nell'analisi gli scienziati hanno verificato la composizione di alcuni preparati utilizzati da persone arrivate in ospedale con danno epatico. Su 94 casi analizzati 33 erano riconducibili direttamente all'utilizzo di questi prodotti.

Consigli per un Uso Consapevole

Per tutti questi motivi è molto importante un consulto medico preventivo per accertarsi che non vi siano controindicazioni al loro impiego. Una volta ottenuto il nulla osta è importante orientarsi verso prodotti che contengono una sola o poche erbe o piante medicinali, standardizzate nei principi attivi che le caratterizzano (i dosaggi dovrebbero essere riportati in etichetta).

Questo aspetto è fondamentale perché rappresenta l'unico elemento sul quale basarsi per valutare la qualità di un prodotto. Il contenuto in principi attivi di una pianta varia infatti in relazione a numerosi fattori, come le condizioni ambientali in cui viene coltivata, le stesse tecniche di coltivazione, il periodo di raccolta, la metodica di conservazione e la tipologia di lavorazione. Se si considerano tutti questi elementi è facile immaginare il grado di diversità presente tra prodotti di alto e basso livello qualitativo.

"La formula magica per una vita lunga e sana è ben nota: una dieta sana con cibi poco elaborati, soprattutto vegetali, molto esercizio fisico, sonno, poco stress, evitare le droghe e dare un senso alla vita", dice Mozaffarian.

6 Integratori Che Uso Ogni Giorno (Ecco Perché)

In conclusione, la convinzione che i prodotti naturali siano sempre sicuri e benefici per la salute può portare il consumatore a utilizzarli senza precauzioni e a sottovalutare eventuali sintomi che si possono manifestare in concomitanza al loro uso. È quindi molto importante che sia i consumatori sia gli operatori sanitari siano sensibilizzati a segnalare eventuali effetti nocivi perché, allo stato attuale, il monitoraggio post marketing appare il miglior sistema per poterne valutare la sicurezza d’uso.

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