Innesto a Omega su Pesco: Tecnica, Epoca e Consigli

L'innesto è una tecnica agronomica fondamentale per la propagazione di molte specie arboree da frutto, consentendo di combinare le caratteristiche desiderate di due piante diverse. Esistono diverse metodologie di innesto, ciascuna con specificità e campi di applicazione. Tra queste, l'innesto a omega si distingue per alcune peculiarità che lo rendono particolarmente utile in determinate situazioni.

Cos'è l'Innesto a Omega?

L'innesto a omega, noto anche come innesto a "taglio a V" o "taglio a occhiello", è una tecnica che prevede la creazione di due tagli complementari sulle due parti da unire: il nesto (la porzione che porterà frutti) e il portainnesto (la pianta su cui si innesta). Il taglio sul nesto viene sagomato a formare una sorta di "becco di clarino" con due tagli obliqui opposti, mentre sul portainnesto si pratica un'analoga fessura. Una volta uniti, i due tagli si incastrano perfettamente, formando una giunzione a forma di omega (Ω), da cui il nome.

Questo tipo di taglio ha la forma della lettera finale dell’alfabeto greco e consente di stabilizzare l’afflusso della linfa, offrendo una buona cicatrizzazione. L’innesto a omega prevede l’inserimento della marza sul portinnesto mediante opportune fenditure e intaccature. La marza viene sagomata a becco di clarino (con due tagli obliqui opposti) e inserita direttamente nel soggetto senza incidere la corteccia.

Schema di innesto a omega

Quando Eseguire l'Innesto a Omega sul Pesco?

Il periodo ideale per eseguire l'innesto a omega sul pesco, così come per altri tipi di innesto, è strettamente legato al ciclo vegetativo della pianta. In generale, la stagione degli innesti va da gennaio a settembre. Tuttavia, per gli innesti da effettuare in primavera, è necessario che la vegetazione del soggetto sia già in atto, altrimenti non è in grado di fornire subito umidità sufficiente alla marza.

Nelle regioni calde meridionali, in certe annate, è ancora possibile innestare nel mese di ottobre. La scelta del momento giusto è cruciale per aumentare il margine di successo dell'innesto.

Materiali Necessari per l'Innesto

Per eseguire un innesto a omega con successo, sono necessari alcuni strumenti e materiali specifici:

  • Coltelli da innesto: Ben affilati, sono indispensabili per eseguire tagli netti e precisi. Esistono coltelli specifici per staccare le gemme, sagomare le marze ed eseguire i tagli sul portainnesto. Alcuni coltelli a forma di ronchetto servono anche per rifinire i tagli.
  • Forbici da innesto: Apposite forbici realizzate in acciaio e plastica resistente possono facilitare l'operazione, specialmente per il taglio a omega.
  • Materiali per la legatura: Rafia naturale, corda, nastri o elastici biodegradabili sono necessari per legare e saldare le porzioni dopo l'innesto. È preferibile impiegare corde elastiche che si adattano all'accrescimento della pianta e assicurano un contatto perfetto e duraturo tra i due bionti. Si possono adoperare la rafia (fibra ricavata dalle foglie di una palma) o legacci ed elastici di materiale biosintetico che, degradandosi col tempo, non richiedono alcun intervento di rimozione manuale.
  • Mastice per innesti: Utilizzato per impedire perdite di umidità e isolare la ferita dall'aria e dalla pioggia. Riduce le infiltrazioni acquose verso il legno e quindi la diffusione di microrganismi parassiti.

Un taglio non netto potrebbe causare sofferenze alla pianta e compromettere il successo dell'intera operazione. È per questo che è consigliato usare strumenti ben affilati.

Kit per innesto: coltello, forbici, mastice, nastro

L'Affinità d'Innesto e le Possibili Disaffinità

L'affinità d'innesto si intende come l'insieme delle condizioni che danno origine a un'unione durevole nel tempo ed efficiente, non solo dal punto di vista anatomico-fisiologico, ma anche da quello produttivo. Quando i due bionti si sono saldati in modo duraturo tra loro, grazie alla formazione di un callo di cicatrizzazione, si dice che l'innesto è attecchito. La partecipazione di diversi tessuti capaci di moltiplicarsi varia secondo la specie, il tipo e l'epoca di innesto.

Tuttavia, le eccezioni sono numerose e possono manifestarsi diverse forme di disaffinità:

  • Disaffinità totale: Mancato attecchimento dell’innesto o precoce morte di gemme ed eventuali germogli.
  • Disaffinità ritardata: Deperimento con morte del portinnesto in piante adulte. Sono i casi di disaffinità che conducono alla morte dell’individuo alcuni anni dopo l’esecuzione dell’innesto (ad esempio, pesco innestato su mandorlo, o del mandorlo innestato su Marianna 2624). Con il deperimento del nesto compaiono anche ampie zone necrotiche a livello dei tessuti floematici del portinnesto. Un caso molto particolare è quello relativo ad alcune cultivar di pero su portinnesti di cotogno, in particolare East Malling C.
  • Disaffinità per discontinuità dei tessuti: Si manifesta quando i gruppi di cellule che ricreano le fasce cambiali nel soggetto e nel nesto non giungono a congiungersi al momento dell’attecchimento dell’innesto.
  • Differenze nell'accrescimento: Successivamente ad un attecchimento apparentemente regolare, si notano delle differenze nell’accrescimento diametrale dei due bionti.
  • Disaffinità indotta da agenti patogeni: Virus, viroidi e micoplasmi possono interferire negativamente sul grado di affinità tra i bionti in specifiche combinazioni di innesto.

Un aspetto interessante della disaffinità è il diverso comportamento in funzione della posizione dei due bionti: fin dall’antichità è noto che il susino è affine al pesco se usato come nesto e disaffine se impiegato come portinnesto.

Schema di disaffinità d'innesto

Tecniche di Innesto a Marza e a Gemma

Oltre all'innesto a omega, esistono altre tecniche importanti:

  • Innesti a gemma dormiente: Eseguiti in agosto-settembre quando la corteccia si lascia ancora distaccare dal legno sottostante. Prevede l’asportazione di una porzione di corteccia (talvolta anche di legno), comprendente una gemma a legno. Un esempio è l'innesto a occhiello (taglio a T).
  • Innesti a marza: Prevede l’impiego di una porzione (marza) di ramo lignificato provvista di 2-3 gemme, che viene inserita sul portinnesto mediante opportune fenditure e intaccature. L’epoca di esecuzione varia dalla seconda metà dell’inverno fino all’inizio della primavera e la marza deve trovarsi in totale stato di riposo. Le principali tecniche di innesto a marza sono: innesto a spacco diametrale (es. reinnesto vite), doppio spacco inglese, triangolo e corona.

In vivaio, per accelerare le operazioni, si usano innesti fatti a macchina, generalmente del tipo a marza.

Il Microinnesto

Il microinnesto è una tecnica avanzata che si differenzia dalla coltura di apici meristematici. La porzione di tessuto meristematico, una volta recisa dall’apice vegetativo, invece di essere posta direttamente sul substrato di coltura, viene innestata su portinnesti virusesenti, allevati in vitro. Il microinnesto è stato dapprima utilizzato per il risanamento degli agrumi, per i quali oggi rappresenta uno dei sistemi terapeutici più diffusi; successivamente è stato applicato anche ad altre specie arboree. Con questa tecnica è possibile incrementare la percentuale di risanamento allevando i semenzali microinnestati a temperature moderatamente elevate.

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