Alternative Naturali al Cortisone: Una Guida Completa

I cortisonici naturali sono rimedi di origine vegetale o integratori che imitano in parte gli effetti del cortisone (i classici farmaci corticosteroidi) nel ridurre infiammazione e modulare il sistema immunitario.

A differenza del cortisone sintetico, queste alternative naturali non sono veri e propri ormoni, ma sostanze presenti in piante medicinali che agiscono attraverso meccanismi antinfiammatori o immunomodulanti.

Ciò significa che possono aiutare a spegnere l’infiammazione e alleviare dolori, gonfiori o reazioni del sistema immunitario, pur essendo generalmente più delicate sull’organismo e con meno effetti collaterali rispetto ai cortisonici tradizionali.

Cosa sono i cortisonici naturali?

Con cortisonici naturali si intendono quindi sostanze fitoterapiche (derivate da piante) dotate di proprietà antinfiammatorie e immunoregolatrici simili al cortisone. Non contengono cortisolo sintetico, ma funzionano stimolando il corpo a combattere l’infiammazione o bloccando determinate vie biologiche dell’infiammazione.

Ad esempio, alcune piante inducono le ghiandole surrenali a produrre più cortisolo endogeno (come fa il ribes nero), altre contengono molecole con struttura chimica e attività simile agli ormoni steroidei (come la glicirrizina della liquirizia).

Molti cortisonici naturali inibiscono mediatori dell’infiammazione (come le prostaglandine o i leucotrieni) con modalità paragonabili a farmaci antinfiammatori, seppur in modo più blando.

Come funzionano rispetto al cortisone tradizionale?

La differenza principale sta nell’intensità e nella rapidità d’azione. Il cortisone di sintesi (farmaci come il prednisone, betametasone, etc.) è estremamente potente e agisce velocemente su infiammazioni acute gravi, ma comporta spesso importanti effetti collaterali (aumento di peso, pressione alta, osteoporosi, indebolimento del sistema immunitario, ulcere gastriche, ecc.).

Le alternative naturali, invece, offrono un effetto più dolce e graduale: possono richiedere più tempo per manifestare benefici e sono adatte per infiammazioni lievi o croniche da tenere sotto controllo nel lungo periodo.

Il vantaggio è che tendono a essere meglio tollerate e non presentano gli stessi effetti collaterali pesanti, risultando quindi una scelta interessante per chi cerca un approccio più delicato e preventivo.

Ad esempio, l’artiglio del diavolo applicato localmente fornisce un’azione antinfiammatoria e analgesica senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Naturalmente, va sottolineato che l’efficacia dei cortisonici naturali è inferiore a quella di un cortisone farmacologico in situazioni acute gravi: non ci si può aspettare di curare con la sola erboristeria un forte attacco d’asma o una crisi allergica severa, dove il farmaco rimane indispensabile.

Tuttavia, per disturbi infiammatori moderati, dolori articolari, allergie stagionali o come supporto per ridurre il dosaggio di cortisonici prescritti (sempre dietro consiglio medico), questi rimedi naturali possono rivelarsi preziosi.

Schema comparativo tra cortisone sintetico e cortisonici naturali

Alternative al cortisone sintetico

Di seguito vediamo le principali sostanze naturali considerate cortison-like - ovvero con effetto antinfiammatorio e immunomodulante - e come utilizzarle in sicurezza.

Boswellia serrata

La Boswellia serrata è una pianta originaria dell’India nota anche come albero dell’incenso. Dalla sua resina (il franchincenso) si ricava un estratto dall’alto potere antinfiammatorio, utilizzato da secoli nella medicina ayurvedica per dolori articolari, artrite e reumatismi.

I suoi principi attivi, gli acidi boswellici, agiscono bloccando specifici enzimi dell’infiammazione: in particolare inibiscono la 5-lipossigenasi, riducendo la produzione di leucotrieni, molecole coinvolte nei processi infiammatori.

Questa azione è diversa da quella del cortisone (che agisce sui recettori steroidei e su vari geni infiammatori), ma il risultato è comunque una significativa riduzione di gonfiore e dolore nelle zone colpite da infiammazione.

La boswellia ha anche mostrato un effetto anti-complemento, contribuendo a modulare la risposta immunitaria.

In pratica, la Boswellia può essere vista come un antinfiammatorio naturale utile soprattutto per problemi osteo-articolari:

  • artrite (anche artrite reumatoide);
  • artrosi;
  • dolori muscolari;
  • infiammazioni croniche intestinali come il colon irritabile e la colite ulcerosa.

Diversi studi indicano miglioramenti nei sintomi articolari con l’uso costante di estratto di boswellia.

Un vantaggio importante è la buona tollerabilità: non provoca i classici disturbi gastrici dei FANS né gli effetti sistemici del cortisone, sebbene possa dare raramente qualche disturbo digestivo in individui sensibili.

In commercio troviamo la boswellia in compresse o capsule, spesso in associazione con altri elementi sinergici. Ad esempio, Rubigen Boswellia Composta unisce boswellia ed equiseto per supportare ossa e articolazioni: questa formulazione aiuta a ridurre i sintomi reumatici, migliorare la mobilità e alleviare i dolori articolari grazie alle proprietà antinfiammatorie della boswellia.

Tra i rimedi innovativi vi segnalo CurcuDyn Fast, che combina Boswellia serrata e Curcuma longa in capsule a rapido assorbimento: è pensato per il benessere articolare e il contrasto delle tensioni, sfruttando l’effetto rapido e duraturo della tecnologia brevettata impiegata.

In generale, per beneficiare della boswellia si consiglia un uso quotidiano per alcuni settimane: gli effetti infatti tendono a manifestarsi gradualmente (spesso dopo 2-4 settimane di assunzione costante secondo i produttori).

Dal punto di vista delle dosi, molti integratori titolati in acidi boswellici suggeriscono circa 500-1000 mg al giorno di estratto secco. È sempre opportuno seguire le indicazioni in etichetta e del proprio farmacista o medico, soprattutto se si assumono anche farmaci (ad esempio anticoagulanti).

La boswellia è in generale sicura, ma per precauzione è meglio evitarla in gravidanza o se si soffre di gastrite ulcerosa severa, e verificare possibili interazioni se si è in terapia con farmaci specifici.

Curcuma

La curcuma (Curcuma longa) è una spezia dal vivace colore giallo-arancio, ricavata dal rizoma di una pianta tropicale. Oltre all’uso culinario, la curcuma è da tempo impiegata come potente antinfiammatorio naturale e antiossidante.

Il suo principio attivo principale, la curcumina, agisce su vari fronti: da un lato inibisce la produzione di leucotrieni e modula la sintesi di prostaglandine infiammatorie, dall’altro neutralizza i radicali liberi grazie alla sua azione antiossidante. In parole semplici, la curcumina aiuta a spegnere l’infiammazione a livello cellulare e a proteggere i tessuti dallo stress ossidativo.

La curcuma viene spesso paragonata a un “cortisone vegetale” per la capacità di alleviare dolori e infiammazioni croniche, pur non essendo un corticosteroide.

Ad esempio, molte persone con artrosi o artrite riferiscono beneficio assumendo estratti di curcuma per periodi prolungati.

Studi clinici hanno evidenziato miglioramenti in condizioni come l’artrite reumatoide e l’osteartrosi grazie alla curcuma, anche se occorre ricordare che la curcumina ha una biodisponibilità limitata se assunta da sola. Per questo, gli integratori di qualità associano spesso la curcuma a piperina (estratto di pepe nero) o utilizzano formulazioni tecnologiche che ne aumentano l’assorbimento.

Le proprietà salutari della curcuma sono molteplici: oltre all’effetto antinfiammatorio confermato da studi in vitro e in vivo, ha mostrato attività:

  • epatoprotettrice (protezione del fegato)
  • digestiva (stimola la produzione di bile, migliorando la digestione dei grassi)
  • antinfiammatoria intestinale utile in patologie come il colon irritabile

Non a caso, alla curcumina “sono attribuite proprietà antiossidanti e antinfiammatorie” che la rendono un ingrediente chiave in molti integratori moderni.

Un integratore molto diffuso è la Curcuma 100% in compresse (Pharmalife), standardizzato al 95% in curcuminoidi e arricchito con pepe nero: tale formulazione sfrutta l’attività anti-infiammatoria e antiradicalica della curcumina per contribuire al benessere articolare e contrastare i processi infiammatori sistemici.

Struttura chimica della curcumina

Come usare la curcuma?

Per scopi antinfiammatori, le dosi comunemente impiegate negli studi vanno da 500mg a 2g di estratto di curcuma al giorno (equivalenti a circa 50-200 mg di curcumina pura, a seconda della titolazione).

È importante assumere gli integratori di curcuma ai pasti, per migliorarne l’assorbimento, e seguire i cicli d’uso suggeriti (spesso 1-2 mesi continuativi).

La curcuma è in genere sicura, ma occorre cautela in caso di calcoli alla colecisti o problemi alle vie biliari (perché stimola la produzione di bile). Inoltre, avendo un lieve effetto fluidificante del sangue, chi è in terapia con anticoagulanti dovrebbe consultare il medico prima di assumerla ad alti dosaggi.

Artiglio del diavolo

L’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) è una pianta originaria del deserto del Kalahari, nell’Africa meridionale, la cui radice tuberosa essiccata è da tempo utilizzata per combattere dolori e infiammazioni. Deve il suo curioso nome ai frutti legnosi muniti di uncini (simili ad artigli) che possono ferire gli animali, ma è nella radice che risiedono i suoi principi attivi.

In fitoterapia l’artiglio del diavolo è noto come uno dei più efficaci antinfiammatori naturali, tanto da essere soprannominato “cortisone vegetale” per la marcata efficacia contro le infiammazioni articolari.

I composti principali della radice (arpagoside, arpagide e procumbide) conferiscono infatti a questa pianta un’attività antinfiammatoria e antidolorifica significativa, in particolare a livello muscolo-scheletrico.

Gli estratti di artiglio del diavolo agiscono riducendo la produzione di mediatori infiammatori, con un meccanismo in parte simile ai FANS (inibizione delle prostaglandine) ma senza irritare la mucosa gastrica come i FANS tradizionali.

Ciò rende l’artiglio particolarmente utile per dolori cronici come mal di schiena, cervicale, tendiniti, artriti e artrosi.

Viene impiegato sia per uso interno (compresse, capsule, tisane) sia per uso esterno in gel o pomate da applicare localmente. In entrambe le modalità offre sollievo da dolori e gonfiori: per esempio, l’artiglio del diavolo viene consigliato in caso di:

  • dolori articolari
  • reumatismi
  • traumi sportivi
  • mal di testa di origine tensiva

Molti prodotti per il benessere articolare contengono artiglio del diavolo. Su Tuttofarma troviamo, ad esempio, Specchiasol Artiglio del Diavolo in capsule, un integratore naturale mirato a favorire la funzionalità articolare e contrastare le infiammazioni.

Per chi preferisce un’applicazione locale, ESI No-Dol Gel all’Artiglio del diavolo è un gel da massaggio che sfrutta i principi vegetali per un rapido effetto analgesico e antinfiammatorio su muscoli e articolazioni, senza gli effetti collaterali dei farmaci sintetici.

Molti notano beneficio applicando tali gel 2-3 volte al giorno sulle zone dolenti, specie in caso di contratture muscolari o tendiniti.

In termini di posologia orale, gli estratti secchi titolati vengono solitamente dosati intorno ai 400-600 mg, 1-2 volte al giorno, in base al contenuto di arpagoside. L’effetto dell’artiglio del diavolo, come altri rimedi naturali, non è immediato come quello di un antinfiammatorio chimico: richiede assunzione regolare per alcuni giorni/settimane per manifestarsi pienamente.

Precauzioni: l’artiglio del diavolo è controindicato in gravidanza e allattamento, e chi soffre di ulcera gastrica o reflusso dovrebbe usarlo con prudenza (poiché può aumentare leggermente l’acidità gastrica).

Inoltre, potrebbe interagire con alcuni farmaci metabolizzati a livello epatico (come anticoagulanti tipo warfarin o antiaritmici), quindi è consigliabile consultare un medico se si è in terapia farmacologica prima di iniziare integratori a base di artiglio.

Pianta di Artiglio del Diavolo

Liquirizia

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è famosa come dolcetto, ma la sua radice possiede importanti proprietà medicamentose, tanto da poter essere annoverata tra le alternative naturali al cortisone.

In particolare, il principio attivo principale, la glicirrizina, ha una struttura simile a quella degli ormoni steroidei e un’azione simil-cortisonica nell’organismo. Questa sostanza inibisce l’enzima 11-beta-idrossisteroide deidrogenasi, responsabile della conversione del cortisolo in cortisone inattivo: di conseguenza, i livelli di cortisolo endogeno rimangono più elevati, producendo un effetto antinfiammatorio e anche mineralcorticoide (tipo aldosterone).

In pratica, la liquirizia potenzia l’azione antinfiammatoria del cortisolo prodotto dal nostro corpo, prolungandone la permanenza in circolo. Ecco perché viene talvolta paragonata a un “cortisone naturale”.

Oltre a questo meccanismo ormonale, la liquirizia contiene flavonoidi e altri composti con proprietà antinfiammatorie dirette: ad esempio, esercita un’azione lenitiva sulle mucose infiammate (utile nelle gastriti e coliti) e attività espettorante e calmante sulla tosse grazie ai suoi effetti emollienti.

Viene impiegata in caso di gastrite e ulcera gastrica per la sua capacità di proteggere la mucosa dello stomaco e favorirne la guarigione (esistono formulazioni di liquirizia deglicirrizzata - DGL - proprio per trattare ulcere senza rischio di effetti sulla pressione).

Nella tradizione erboristica, un infuso di liquirizia è rimedio per mal di gola, tosse e bronchite, sfruttando le proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche della radice.

Su Tuttofarma troviamo formulazioni moderne come Dr. Giorgini Liquirizia Estratto Integrale (sciroppo liquido), indicato per favorire il benessere di gola e naso. Questo integratore liquido concentra l’estratto puro di radice di liquirizia, senza aggiunta di zuccheri o alcool, ed è utile per calmare irritazioni del cavo orale, faringite e tosse secca.

La liquirizia è disponibile anche in capsule, taglio tisana o caramelle medicamentose per la gola.

Attenzione: sebbene “naturale”, la liquirizia non è esente da effetti collaterali, soprattutto se assunta in eccesso. L’aumento del cortisolo e l’azione tipo aldosterone possono causare:

  • ipertensione
  • ritenzione di liquidi
  • perdita di potassio (ipopotassiemia)

Per questo, chi soffre di pressione alta o scompenso cardiaco dovrebbe limitare l’uso prolungato di liquirizia (o scegliere prodotti deglicirrizzati).

In genere, gli integratori standardizzati forniscono dosi controllate di glicirrizina (es. 200-400 mg al giorno) per restare in una fascia di sicurezza.

È sempre consigliabile non assumere contemporaneamente liquirizia e farmaci cortisonici o diuretici senza va...

Ribes nero

Il ribes nero (Ribes nigrum) è un arbusto da cui si utilizzano principalmente le foglie e i frutti per le loro proprietà medicinali. Le foglie, in particolare, sono note per la loro azione diuretica e depurativa, ma soprattutto per le proprietà antinfiammatorie e antiallergiche che le rendono un valido aiuto naturale per contrastare le infiammazioni.

I principi attivi del ribes nero, come i flavonoidi e i proantocianidoli, agiscono stimolando la produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Questo meccanismo d'azione, seppur non identico a quello dei cortisonici sintetici, porta a una riduzione dell'infiammazione e delle reazioni allergiche.

Il ribes nero è particolarmente indicato per:

  • allergie stagionali (rinite, congiuntivite);
  • dermatite atopica;
  • dolori articolari di natura infiammatoria;
  • supporto generale al sistema immunitario.

Viene comunemente assunto sotto forma di estratto secco in capsule o compresse, o come gemmoderivato (macerato glicerico). Le dosi raccomandate variano a seconda della concentrazione del prodotto e della condizione da trattare, ma solitamente si aggirano intorno ai 300-600 mg di estratto secco al giorno.

È importante notare che l'effetto del ribes nero è generalmente più blando e graduale rispetto ai cortisonici tradizionali, ma offre il vantaggio di una migliore tollerabilità e minori effetti collaterali.

Quando non deve essere assunto il ribes nero?

Nonostante la sua naturalità, ci sono alcune controindicazioni all'uso del ribes nero:

  • Gravidanza e allattamento: per mancanza di studi specifici sulla sicurezza in queste fasi.
  • Insufficienza renale o cardiaca: a causa della sua azione diuretica, potrebbe interferire con la gestione di queste condizioni.
  • Interazione con farmaci: può potenziare l'effetto di farmaci anticoagulanti e di alcuni diuretici.

È sempre consigliabile consultare il proprio medico prima di iniziare l'assunzione di ribes nero, specialmente se si soffre di patologie preesistenti o si stanno assumendo farmaci.

Pianta di Ribes nero

Consigli pratici e precauzioni

Quando si utilizzano rimedi naturali con proprietà simili al cortisone, è fondamentale adottare un approccio informato e prudente:

  • Consultare sempre un medico o un erborista qualificato: prima di iniziare qualsiasi trattamento a base di erbe, è essenziale discutere la propria condizione, le eventuali terapie in corso e ricevere consigli personalizzati.
  • Verificare la qualità dei prodotti: optare per integratori di marche affidabili, che garantiscano l'origine delle materie prime e la titolazione dei principi attivi.
  • Seguire attentamente le dosi consigliate: l'automedicazione o l'uso di dosaggi eccessivi possono portare a effetti indesiderati o ridurre l'efficacia del rimedio.
  • Essere pazienti: i rimedi naturali agiscono spesso in modo più graduale rispetto ai farmaci sintetici. È necessaria costanza e pazienza per osservarne i benefici.
  • Non interrompere bruscamente terapie farmacologiche: i rimedi naturali possono essere un valido supporto, ma non devono mai sostituire farmaci prescritti dal medico senza il suo consenso.
  • Prestare attenzione alle interazioni: alcune erbe possono interagire con farmaci specifici. È importante informare il medico di tutti gli integratori che si stanno assumendo.
  • Considerare le controindicazioni: come visto per la liquirizia e il ribes nero, anche altri rimedi naturali hanno specifiche controindicazioni legate a condizioni di salute o fasi della vita (gravidanza, allattamento).

L'uso di questi preziosi alleati naturali può contribuire a migliorare la qualità della vita, gestendo l'infiammazione e supportando il benessere generale in modo più delicato e in armonia con il proprio corpo.

Fermenti lattici: i 3 che funzionano davvero per la colite

Infografica sui benefici dei probiotici

La flora intestinale, chiamata anche microbiota, è composta da batteri e microrganismi che si depositano nell’intestino favorendo il buon funzionamento dell’intero organismo. Per mantenere la salute generale e sentirsi bene, il microbiota deve essere sano: ciò, infatti, da un lato garantisce l’energica difesa dai batteri che arrivano dall’esterno, mentre dall’altro garantisce produzione di energia e un adeguato assorbimento dei nutrienti.

La flora intestinale svolge un ruolo attivo sull’equilibrio del metabolismo e del sistema immunitario, ecco perché dobbiamo sempre fare in modo che queste sia in equilibrio; in caso contrario, potremmo incappare in disturbi e fastidi che possono diventare anche dolorosi come colon irritabile e intestino infiammato.

Tra i microrganismi di maggiore rilevanza ci sono i probiotici, che svolgono determinate funzioni per il benessere generale dell’organismo, nel quale sono naturalmente presenti. In caso di necessità, possono essere assunti sotto forma di integratori alimentari.

Cosa sono i probiotici?

I probiotici altro non sono che microrganismi "vivi" presenti nel tratto intestinale: tra questi ci sono batteri, come Lattobacilli e Bifidobatteri, e lieviti come il Saccharomyces boulardii.

Questi organismi resistono alla digestione determinata da sali biliari, succhi gastrici ed enzimi intestinali, aderiscono alle cellule intestinali e le colonizzano senza provocare reazioni nocive: così facendo svolgono un’azione benefica in contrasto con gli agenti patogeni esterni e la produzione di sostanze antimicrobiche.

Prima di tutto, i probiotici proteggono il sistema digerente che non di rado rischia di essere indebolito, ad esempio, quando seguiamo una terapia farmacologica che potrebbe provocare diarrea con feci liquide. Ma non solo, perché i probiotici forniscono un valido sostegno anche a chi soffre di intestino irritabile, rinforzandone il microbiota e contrastando gonfiore, flatulenza e altri sintomi.

Pazienti che si trovano in specifiche condizioni cliniche, ad esempio, affetti da tumori maligni o che hanno subito trapianti d’organo, prima di assumere probiotici dovrebbero consultare il proprio medico curante, perché un abuso di questi microrganismi potrebbe scatenare effetti indesiderati.

I probiotici possono essere assunti assimilando alimenti fermentati, ovvero ricchi di fibre, oppure prendendo degli appositi integratori alimentari acquistabili comodamente al banco od online come Kijimea Regularis.

Kijimea Regularis è un integratore alimentare venduto sotto forma di polvere, consigliato in tutti i casi di pancia gonfia, stipsi e flatulenza, in grado di regolarizza l’intestino ed eliminare i gas presenti. Il complesso di fibre è estremamente innovativo nel settore, particolarmente utile per riattivare la corretta funzionalità dell’intestino.

Le fibre contenute nel prodotto si attivano nell’intestino poco dopo l’assunzione con acqua e agiscono distendendo i muscoli intestinali e favorendo il normale movimento intestinale.

Si tratta di un prodotto privo di glutine e lattosio che può essere acquistato su Tuttofarma. Scopri come assumere Kijimea Regularis e tutti i nostri consigli in breve.

I migliori integratori per il colon irritabile

Gli integratori per la sindrome del colon irritabile servono per alleviare i sintomi di questo disturbo, noto anche con il nome di colite spastica, una condizione abbastanza diffusa tra la popolazione che si manifesta con fastidio addominale o dolore, unitamente ad altri sintomi frequenti quali stipsi e diarrea, e in casi più rari ansia, cistite, insonnia, mal di testa, stanchezza cronica e problemi sessuali.

Gli integratori forniscono la possibilità di formare una barriera protettiva della mucosa intestinale, in modo che sia protetta dal potenziale attacco di agenti patogeni, tossine, virus, parassiti e radicali liberi, elementi che potrebbero provocare un’irritazione e favorire la manifestazione di disturbi intestinali.

I migliori integratori alimentari per il colon irritabile sono probiotici, prebiotici e fermenti lattici, i quali però devono essere associati a una dieta equilibrata e a uno stile di vita quanto più sano possibile.

Si possono acquistare online, senza prescrizione medica, sono detraibili e contengono:

  • probiotici: aiutano a regolare l’intestino quando si presentano sintomatologie come diarrea e costipazione. Uno dei migliori probiotici presenti in commercio è Kijimea Pro Colon Irritabile Pro, un dispositivo medico efficace ogni qualvolta si manifesti la necessità di contrastare gonfiore, diarrea, stitichezza, mal di pancia e fastidi o dolori addominali. Non contiene farmaci ma solo bifidobatteri inattivati termicamente che agiscono direttamente sulla mucosa dell'intestino che potrebbe infiammarsi o venire danneggiata da agenti patogeni, diverticoli, diarrea e colon irritabile;
  • prebiotici: sono microrganismi che hanno il compito di trattenere l’acqua ammorbidendo le feci e contribuendo ad alleviare la stitichezza senza aggravare la sofferenza addominale. Un noto prebiotico è lo Psyllium, una fibra solubile ricavata dalla buccia della pianta Plantago ovata, che funziona come un alimento per i batteri buoni che si trovano nell’intestino;
  • fermenti lattici: aiutano a ripristinare il sano equilibrio del microbiota intestinale, in particolar modo nel caso in cui la sindrome venga provocata da un’infezione batterica. In tutti i casi in cui si manifestano crampi e dolori addominali, i fermenti lattici sono ancora più efficaci se assunti in concomitanza con un antispastico. Uno dei migliori integratori alimentari a base di fermenti lattici è Pegaso Axidophilus, formulato con ceppi stabili ed efficaci adatti per favorire l'equilibrio della flora batterica intestinale. il prodotto può essere assunto a stomaco pieno o vuoto ed è utile per favorire l’assorbimento dei principi nutritivi e risolvere i problemi connessi a intolleranze alimentari, come quella diffusa al lattosio. Inoltre, per colon irritabile, colite o diverticolite è ideale Feedcolon, un integratore a base di acidobutirrico, Fos e bifidobatteri che riduce l'infiammazione dell'intestino e favorisce lo sviluppo della flora batterica buona.

Questi prodotti andrebbero assunti da tutti coloro che soffrono del disturbo e presentano frequentemente sintomi ma sono un valido sostegno anche per chi manifesta i disturbi con minore frequenza, magari in periodi carichi di stress, che come è noto incide notevolmente sul benessere dell’intestino.

I migliori fermenti lattici per il colon irritabile

Come accennato, tra i microrganismi probiotici utili per equilibrare la flora batterica dell’intestino ci sono i fermenti lattici, che favoriscono la fermentazione enzimatica di alcuni zuccheri, basilare per la produzione dell’acido lattico.

Di norma i fermenti lattici si attivano automaticamente non appena si manifesta uno squilibrio intestinale: la loro funzione è quella di contrastare sintomi come il gonfiore o altri che potrebbero derivarne, con lo scopo di riequilibrare la flora dell’intestino.

I fermenti lattici sono anche un valido aiuto quando si desidera abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e ridurre i sintomi delle allergie alimentari.

Un ottimo integratore è Serobioma Bromatech Fedcolon, acquistabile comodamente su Tuttofarma. È un prodotto consigliato in tutti i casi in cui sia necessario riequilibrare la flora intestinale, grazie alla miscela di quattro ceppi di fermenti lattici vivi che appartengono alla famiglia dei Bifidobacterium e dei Lactobacillus.

Questi batteri garantiscono colonizzano il lume intestinale combattendo la proliferazione dei batteri cattivi che lo aggrediscono e indeboliscono; inoltre, stimolano la risposta del sistema immunitario favorendo il processo digestivo e l’assorbimento dei nutrienti.

Riepilogando, Serobioma Bromatech per Equilibrio della Flora Intestinale:

  • ripristina l’equilibrio della flora batterica intestinale;
  • regola la funzione intestinale;
  • supporta il metabolismo dei nutrienti.

La sindrome del colon irritabile è una condizione complessa che può essere gestita efficacemente con un approccio integrato, che include dieta, stile di vita e, quando necessario, l'uso di integratori specifici come probiotici e fermenti lattici.

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