Durante la gravidanza, il corpo della donna affronta profondi cambiamenti e necessita di un apporto extra di nutrienti essenziali per sostenere la crescita e lo sviluppo del feto, nonché per contribuire alla salute della madre. Tra questi nutrienti, le Vitamine del gruppo B rivestono un ruolo fondamentale. L’assunzione adeguata di Vitamina B durante la gravidanza offre una serie di benefici sia alla madre che al nascituro. Integrare queste vitamine è importante per contrastare tali segnali e supportare la salute. Durante periodi di fatica o quando si richiede un supporto energetico extra, l’integrazione delle Vitamine del gruppo B può essere particolarmente utile, in quanto favoriscono il benessere generale e aiutano a mantenere un equilibrio ottimale nel corpo.
Le Vitamine del gruppo B (tra cui troviamo la B6, la B9 e le B12) sono nutrienti essenziali per il benessere generale del corpo e per il corretto funzionamento fisiologico. La carenza di queste particolari vitamine del gruppo B può portare stanchezza, affaticamento, sensazione di irritabilità.
Il Ruolo Cruciale della Vitamina B12 in Gravidanza
La Vitamina B12, o cobalamina, è un nutriente fondamentale per il nostro organismo. Svolge funzioni essenziali: aiuta a produrre i globuli rossi, supporta il sistema nervoso e partecipa al metabolismo energetico. Una carenza può causare anemia, disturbi neurologici e, se prolungata, anche problemi cardiovascolari. La vitamina B12 è fondamentale per la normale formazione dei globuli rossi e per il normale funzionamento del sistema nervoso del feto. Inoltre contribuisce a fornire energia e ridurre stanchezza e affaticamento della madre.
La vitamina B12 è coinvolta nel metabolismo cellulare, in particolare nella sintesi del DNA, nei processi di metilazione e nel metabolismo mitocondriale. Svolge un ruolo determinante nella formazione della guaina mielinica e nello sviluppo del SNC. La vitamina B12 è fondamentale per la formazione della mielina, la maturazione dei globuli rossi e la sintesi degli acidi nucleici. Per questa ragione, le donne vegetariane e vegane sono particolarmente a rischio di carenza di vitamina B12 in gravidanza, condizione associata a ritardi di crescita e problemi nello sviluppo neurologico del neonato.

Sintomi e Cause della Carenza di Vitamina B12
I sintomi iniziali che ci dicono che la vitamina B12 è scarsa possono sembrare comuni e spesso vengono sottovalutati. Tra i più frequenti troviamo stanchezza persistente, debolezza muscolare, formicolii a mani e piedi, problemi di memoria, pallore, irritabilità e persino alterazioni della lingua. Riconoscerli per tempo è cruciale per correggere la dieta e, se necessario, integrare la vitamina B12. Il corpo non può produrre vitamina B12, quindi occorre assumerla con la dieta o gli integratori.
La carenza di vitamina B12 può colpire chi segue diete vegetariane o vegane, poiché la B12 si trova quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale. Ma non è l’unico fattore. Anche problemi di assorbimento come problemi gastrici o intestinali, l'età avanzata e l'uso prolungato di farmaci antiacidi o metformina possono ridurne l'assimilazione e favorirne la carenza.
Le cause della carenza di vitamina B12 sono essenzialmente di quattro tipi: Scarso approvvigionamento tramite una dieta povera di vitamina B12, come potrebbe accadere in caso di un’alimentazione vegana prolungata negli anni; Scarso assorbimento della vitamina a livello intestinale, quando cioè nello stomaco manca il cosiddetto fattore intrinseco necessario per far sì che la vitamina B12 si leghi ad esso e venga metabolizzata correttamente nell’intestino. Questa anomalia avviene a causa dell’anemia perniciosa, una malattia autoimmune dove le cellule del sistema immunitario attaccano impropriamente le cellule deputate a produrre il fattore intrinseco; Assorbimento intestinale ostacolato a causa di un uso eccessivo di caffè, alcol e zucchero; Uso prolungato di farmaci come antibiotici, sonniferi e anticoncezionali.
La carenza di vitamina B12 si associa ad un’ampia gamma di manifestazioni cliniche, tra cui anemia megaloblastica, danno della sostanza bianca e neuropatia periferica. Sintomi comunemente riscontrati sono: stanchezza, debolezza, perdita di appetito, perdita di peso, vertigini, depressione, confusione, irritabilità, disturbi cognitivi. Un segno particolare è rappresentato dalla glossite atrofica (lingua arrossata e liscia e dall’alterazione dei sapori. Nel periodo peri-concezionale la carenza di vitamina B12 può associarsi ad aumentato rischio di aborto spontaneo e basso peso alla nascita. Il deficit di vitamina B12 concorre inoltre all’incremento del rischio di diabete gestazionale, pre-eclampsia, parto prematuro, ritardo di crescita intrauterino (IUGR). La carenza di vitamina B12 materna è risultata inoltre essere associata ad un aumento del rischio di insulino-resistenza, sindrome metabolica, obesità nelle madri e nei figli.
La carenza di vitamina B12 determina sintomi importanti a livello del sistema nervoso: intorpidimento e formicolio delle mani e dei piedi, perdita di memoria, difficoltà a camminare, sbalzi di umore e, nei casi più gravi, demenza. Se la carenza si protrae per lunghi periodi i sintomi potrebbero permanere anche in presenza di integrazione e livelli della vitamina nuovamente nella norma. La carenza di vitamina B12 causa anche lesioni della guaina mielinica degli assoni, con danni estesi a livello dei nervi craniali, spinali e periferici.

Alimentazione e Vitamina B12 in Gravidanza
Per pranzo e cena è bene scegliere alimenti naturalmente ricchi di B12. La carne magra come manzo, tacchino o pollo, il pesce come salmone, tonno o sgombro, e i frutti di mare come cozze e vongole sono eccellenti fonti di vitamina B12. Anche le uova e i latticini compresa la mozzarella, la ricotta e i formaggi stagionati forniscono buone quantità di B12.
La vitamina B12 è presente specialmente negli alimenti di origine animale. Chi segue una dieta vegetariana o vegana deve fare attenzione quindi a integrarla attraverso l’assunzione di integratori. Le fonti vegetali esistono, ma sono spesso fortificate, come le bevande vegetali arricchite, i cereali per la colazione o lievito alimentare.
La vitamina B12 si trova solo negli alimenti di origine animale, mentre l’acido folico, ricco nel mondo vegetale, può andare perso con una percentuale che varia dal 10% al 50% durante la cottura, la conservazione e anche la preparazione industriale degli alimenti. Le fonti maggiori sono rappresentate da alimenti di origine animale: carne, pesce, latticini ed uova. Vongole e cozze, sgombro e salmone, ne contengono quantitativi importanti, assieme a granchio e carne di manzo. In una tazza di latte da 250 ml ne troviamo circa 0,9 μg (microgrammi), mentre un singolo uovo può apportarne fino a 0,4 μg. Una dieta vegana stretta può invece determinare carenza di vitamina B12 e i composti presenti in alcune alghe, come la spirulina e la klamath, pur se simili alla cobalamina, risultano privi dell’attività biologica della sostanza e anzi, possono interferire con l’assorbimento delle piccolissime quantità presenti nei cibi di origine vegetale.
È importante sottolineare che un’alimentazione equilibrata e varia è la chiave per ottenere un apporto sufficiente di queste vitamine e minerali essenziali durante la gravidanza. Tuttavia, in alcuni casi, potrebbe essere consigliabile assumere integratori vitaminici specifici per garantire un adeguato apporto di Vitamine del gruppo B.
Cibi da Preferire e da Limitare
Per pranzo e cena è bene scegliere alimenti naturalmente ricchi di B12. La carne magra come manzo, tacchino o pollo, il pesce come salmone, tonno o sgombro, e i frutti di mare come cozze e vongole sono eccellenti fonti di vitamina B12. Anche le uova e i latticini compresa la mozzarella, la ricotta e i formaggi stagionati forniscono buone quantità di B12.
La vitamina B12 è presente specialmente negli alimenti di origine animale. Chi segue una dieta vegetariana o vegana deve fare attenzione quindi a integrarla attraverso l’assunzione di integratori. Le fonti vegetali esistono, ma sono spesso fortificate, come le bevande vegetali arricchite, i cereali per la colazione o lievito alimentare.
Per migliorare l’assorbimento del ferro non eme delle verdure è preferibile scegliere quelle con un buon quantitativo di vitamina C, oltre che condirle con succo di limone, e soprattutto consumarle crude (la vitamina C si deteriora con il calore e la luce): preferire in particolare peperoni, pomodori, broccoli e spinacino. Le verdure a foglia verde sono quelle che contengono più acido folico (agretti, asparagi, bieta, carciofi, cardi, cavoletti di Bruxelles, lattuga, zucchine, cavolo cappuccio, etc.), insieme alle barbabietole rosse e ai funghi.
Alcolici e superalcolici, inclusi vino e birra. Durante la gravidanza, è fortemente raccomandata l’astensione totale da qualsiasi bevanda alcolica a causa degli effetti negativi che l’etanolo può avere sul bambino.

Altri Micronutrienti Essenziali in Gravidanza
Oltre al folato, la cui necessità di integrazione nella donna in attesa è ormai comprovata, altri micronutrienti svolgono un ruolo importante per la crescita fetale e il buon esito della gravidanza. L’acido folico, noto anche come Vitamina B9, è particolarmente importante nelle prime fasi della gravidanza. L’integrazione di acido folico aumenta lo stato del folato materno. Un basso livello di folato è un fattore di rischio nello sviluppo di difetti del tubo neuronale nel feto in via di sviluppo. È consigliabile assumere integratori di acido folico prima della gravidanza e durante i primi mesi per garantire un adeguato apporto.
La Vitamina B6 svolge diverse funzioni per questo è importante anche durante la gravidanza. La vitamina B6 è coinvolta nel metabolismo degli aminoacidi, degli acidi grassi e degli zuccheri e contribuisce alla formazione degli ormoni, dei globuli bianchi e rossi e delle cellule del sistema immunitario. Anche la carenza di vitamina B6 si associa a iperomocisteinemia ed esiti avversi della gravidanza.
Pur non appartenendo al gruppo vitaminico, il Ferro è un altro nutriente essenziale durante la gravidanza, poichè contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina, che trasporta l’ossigeno nel corpo. Durante la gestazione, il fabbisogno di Ferro aumenta significativamente. Alimenti ricchi di Ferro includono carne rossa, legumi, spinaci e cereali integrali. Il ferro è essenziale per la sintesi dell’emoglobina e della mioglobina, due proteine fondamentali per il trasporto di ossigeno ai tessuti. In gravidanza, il fabbisogno aumenta sensibilmente, specialmente nell’ultimo trimestre, dove la richiesta dell’organismo può aumentare fino a un grammo aggiuntivo di ferro per sostenere sia la madre che il feto. La carenza di ferro in gravidanza è tra le principali cause di anemia sideropenica e può compromettere il peso alla nascita e lo sviluppo cognitivo del bambino.
Lo iodio è un componente degli ormoni tiroidei e influenza quindi, direttamente o indirettamente, il metabolismo del glucosio, delle proteine, dei lipidi, del calcio, del fosforo e la termogenesi. Un’adeguata supplementazione con iodio riduce fino al 73% l’incidenza di cretinismo nelle zone a rischio più elevato di carenza grave (gozzo tiroideo), soprattutto se la madre viene supplementata a partire dal periodo preconcezionale e fino alla fine del primo trimestre di gestazione. Durante la gravidanza, lo iodio è essenziale per la produzione di ormoni tiroidei materni, pertanto in gravidanza, il fabbisogno aumenta del 50%, sia per l’incremento fisiologico della produzione degli ormoni tiroidei, sia per l’aumento dell’escrezione renale, che per soddisfare il fabbisogno fetale. Un adeguato apporto di iodio con la dieta durante la gravidanza è garanzia di eutiroidismo per il nascituro, dal momento che la tiroide fetale comincia a funzionare solo intorno alla 12° settimana di gestazione.
La vitamina C (acido L-ascorbico) è coinvolta in numerosi processi essenziali come la biosintesi del collagene, della carnitina, delle catecolamine, di ormoni peptidici, dei sali biliari, oltre che nel catabolismo della tirosina, nella regolazione dei livelli di ossigeno in risposta all’ipossia ed infine nel controllo epigenetico. Inoltre, favorisce la sintesi dell’ossido nitrico (NO) endoteliale, che ha funzioni protettive a livello del sistema vascolare. A livello dell’apparato digerente, la vitamina C impedisce la trasformazione dei nitriti presenti negli alimenti in nitrosamine, che sono composti cancerogeni. Inoltre, favorisce l’assorbimento del ferro non-eme riducendo il ferro ferrico a ferro ferroso, che costituisce la forma più biodisponibile dello ione. Le concentrazioni plasmatiche di vitamina C si riducono durante la gravidanza, probabilmente a causa dell’emodiluizione e per il trasferimento dalla madre al feto. Le raccomandazioni dell’OMS in gravidanza sono pertanto di aumentare l’assunzione di Vitamina C per supplire la domanda del feto e il metabolismo materno incrementato.

Integrazione e Raccomandazioni
È importante dire che ogni gravidanza è unica e che le esigenze di ogni donna possono variare. Anche per questo, il dosaggio e la durata dell’assunzione di eventuali integrazioni di Vitamina B possono variare in base alle esigenze individuali. Inoltre, è fondamentale leggere attentamente le etichette e seguire le istruzioni di dosaggio dei prodotti vitaminici che scegliete di utilizzare.
Le raccomandazioni italiane, in accordo con quelle dell’OMS, hanno fissato la dose di vitamina B12 raccomandata a 2,6 μg /die in gravidanza e 2,8 μg /die in allattamento. Poiché la supplementazione con acido folico può mascherare la carenza di vitamina B12, con conseguente progressione dei deficit caratteristici, è bene, nel sospetto di uno stato carenziale, dosare la Vit. B12.
La carenza di cobalamina è raramente dovuta a una ridotta assunzione, molto più spesso è imputabile a problemi di malassorbimento: l’assorbimento della vitamina B12 è in effetti un processo complesso che richiede un buon funzionamento dell’apparato digerente. La vitamina B12 presente nel cibo è liberata grazie all’azione degli acidi gastrici e della pepsina e viene legata ad una proteina, l’aptocorrina, che a sua volta la rilascia nel duodeno dove la B12 viene legata dal fattore intrinseco, una proteina secreta dalle cellule parietali dello stomaco. Anche nell’anemia perniciosa si ha ridotto assorbimento di vitamina B12. Si tratta di una patologia autoimmune che comporta la distruzione delle ghiandole che producono le sostanze necessarie all’assorbimento della vitamina.
Vista l’importanza che la vitamina B12 riveste nel benessere generale e in quello del sistema nervoso in particolare, è indicata l’integrazione in tutte quelle situazioni che possono portare a carenze: diete vegane strette, utilizzo costante di antiacidi, utilizzo di metformina, soggetti in età avanzata con gastrite atrofica. Eccessi di vitamina B12, che viene eliminata con le urine, sono molto rari, con tremori, tachicardia, nervosismo e, per livelli ematici estremamente elevati, problemi ai reni.
Vitamina B12: tutta la verità (e i falsi miti) su una delle vitamine più importanti per il corpo
Molti pensano che la carenza di B12 riguardi solo chi segue diete vegetariane o vegane, ma non è così. Secondo le evidenze, fino al 30% delle donne onnivore mostra livelli subottimali di B12. La scelta del tipo di integratore e del dosaggio deve essere personalizzata. In base agli studi analizzati, i dosaggi efficaci variano da 5 µg a 250 µg al giorno, somministrati per un periodo compreso tra 8 e 38 settimane. È importante ricordare che la vitamina B12 non presenta tossicità, poiché l'eccesso viene eliminato con le urine.
tags: #carenza #vitamina #b12 #gravidanza #e #alimentazione