L'acqua è un'importante fonte di Sali minerali indispensabili per il nostro organismo. Il nostro corpo necessita di differenti elementi, soprattutto minerali, per poter raggiungere l’equilibrio. Tra questi ha un’importante funzione il magnesio, sia per quanto riguarda l’attività gastrica sia per quanto concerne alcuni processi enzimatici fondamentali per l’organismo. In natura la disponibilità di magnesio, elemento chimico indicato con la sigla Mg che appartiene al gruppo dei metalli, è abbondante: rappresenta circa il 2% della crosta terrestre sotto forma di minerale e siמצא disciolto nelle acque superficiali e sotterranee. Il magnesio viene considerato un macroelemento, ossia un minerale presente in quantità più elevata nell’organismo umano rispetto ad altri sali, classificati invece come oligoelementi o micronutrienti. In media, nel corpo di un adulto si rilevano tra i 20 e i 28 grammi di magnesio, per lo più nelle ossa (dal 50 al 60% del totale) e nei tessuti (40% circa), mentre nel sangue la percentuale si ferma intorno all’1%.
Un buon livello di magnesio serve ad assicurare le principali reazioni cellulari dell’organismo umano, perché questo elemento è uno dei “mattoncini” alla base di 300 diversi enzimi, coinvolti in numerosi processi vitali. Se assunto nelle giuste quantità, il magnesio porta benefici in diverse situazioni ad esempio contro i dolori muscolari, cervicali, contro i crampi e l’emicrania, ma anche riduce il senso di stanchezza, la mancanza di concentrazione e l’affaticamento. Può aiutare inoltre a contrastare i dolori muscolari durante le mestruazioni. Al contrario, una mancanza può causare nausea, vomito, diarrea, ipertensione, spasmi muscolari, insufficienza cardiaca, confusione, tremiti, spossatezza, ansia, perdita della coordinazione, diminuzione dei livelli di calcio e potassio nel sangue.
Magnesium is a mineral essential for hundreds of bodily functions and the absorption of nutrients essential to our well-being. Magnesium is an essential trace element involved in over 300 metabolic reactions. Its missions? Multiple and varied! It helps reduce fatigue and ensures the functioning of the nervous system. It acts on the proper transmission of hormone and neurotransmitter signals. Magnesium contributes to proper protein synthesis and muscle contraction/relaxation. Essential for bone mineralization, it facilitates the fixation of calcium on bones and supports the dental system (the gums and teeth are fixed on the jaw bones). The body requires a large amount of magnesium to release energy from ATP, and hundreds of enzymes require it for the synthesis of DNA, RNA, proteins, lipids, antioxidants, immunoglobulins, and prostaglandins. This element is essential for achieving balance, and most nutrients require it for proper absorption. Vitamin D? Magnesium. Vitamin B1? Magnesium. Calcium? Magnesium. Iron? Magnesium, again!
L'acqua e magnesio: un binomio importante per la salute del nostro organismo, che porta benefici a livello fisico, cognitivo e metabolico. Ogni bicchiere contiene infatti un piccolo tesoro fatto di sali minerali, preziosi per le principali funzioni del corpo umano. Gli esseri viventi non sono in grado di sintetizzare autonomamente queste sostanze inorganiche, che quindi vengono assimilate bevendo e mangiando.
A definire le caratteristiche di un’acqua è il suo residuo fisso, ovvero la quantità di sali minerali (calcio, magnesio, sodio, ed altri) che sono in essa presenti. Se si supera tale valore si parla di acqua magnesiaca, ossia ricca di magnesio, indicata in particolari stati di salute o per gli sportivi che fanno intensa attività fisica e hanno necessità di una buona idratazione. L'acqua è una buona fonte di magnesio, in generale quella potabile ne contiene dai 4 ai 27,3 mg/litro. Bisogna però evidenziare che il fabbisogno giornaliero di magnesio e altri minerali viene calcolato considerando soddisfatto quello dell’acqua (ovvero i circa 1,5-2 litri di acqua calcolati per un adulto). In definitiva, l’uomo assume il magnesio di cui ha bisogno mangiando i cibi che lo contengono e bevendo acqua.
Acque ricche di Magnesio: Tipologie e Benefici
Le acque ricche di magnesio, anche dette magnesiache, sono acque minerali che contengono quantità relativamente elevate di questo minerale, in genere superiore a 50 milligrammi per litro (mg/l). Un’acqua contenente sali di magnesio ha la capacità di aumentare la diuresi e di favorire l’eliminazione di tossine dall’organismo. Bere acque ricche di magnesio inoltre ha un fondamentale impatto nel mantenimento delle sinapsi nervose; quindi, favorisce il funzionamento del sistema nervoso centrale, e può aiutare a prevenire alcune problematiche cardiovascolari. Infine, il magnesio contenuto nell’acqua aiuta a rinforzare il sistema immunitario e ad aumentare la concentrazione: i supplementi di magnesio apportano un miglioramento della memoria e dell’apprendimento.
Interviene, tra le altre cose, nella prevenzione dei crampi e nei meccanismi di contrazione muscolare: una sua carenza può comportare irrigidimento muscolare e dolori, per esempio; sono ormai numerosi gli studi che dimostrano un effetto considerevole sul sistema cerebrale e, se assunto nelle giuste quantità, regala benessere, buonumore e serenità. Quindi, si tratta di un micronutriente decisamente essenziale, da integrare opportunamente e con criterio. Bere acque ricche di magnesio può essere davvero utile: può aiutare a contrastare stanchezza e affaticamento nel caso in cui si stia vivendo un periodo di forte stress fisico o mentale; può favorire il rilassamento muscolare e un sonno maggiormente ristoratore: sono consigliate se si soffre di insonnia o vi sono difficoltà ad addormentarsi. Le acque ricche di magnesio possono favorire la regolarità intestinale perché questo minerale ha un blando effetto osmotico e può aiutare in caso di stitichezza lieve. Possono aiutare a contrastare la sindrome premestruale: per le donne, infatti, il magnesio è un supporto prezioso per ridurre i dolori addominali, i crampi e l'irritabilità tipici di questa delicata fase. Infine, possono essere vantaggiose se si ha un'alimentazione squilibrata e povera di alimenti dal buon contenuto di magnesio: può accadere se si consumano poche verdure, legumi, cereali integrali e frutta secca.
Per conoscere quanto magnesio è presente nell’acqua del rubinetto è possibile consultare l’etichetta di qualità che i gestori idrici pubblicano sui loro portali online e che comprende una quarantina di indicatori differenti. In studio capita spesso che i pazienti mi chiedano: “Dottore, ma è vero che l’acqua frizzante fa male?”. La domanda arriva quasi sempre con un misto di preoccupazione e curiosità, soprattutto da chi soffre di gonfiore addominale, reflusso gastrico o è in gravidanza. In altri casi, chi sta cercando di dimagrire teme che questa bevanda possa “gonfiare” o addirittura far ingrassare.È comprensibile: l’acqua frizzante è avvolta da una nube di miti e mezze verità. Il suo effetto sul corpo umano è spesso oggetto di dibattito, alimentato da informazioni parziali o non supportate da evidenze scientifiche. Proprio per questo motivo ho deciso di scrivere questo articolo. Nelle prossime sezioni, analizzerò in modo chiaro e professionale tutto ciò che c’è da sapere sull’acqua frizzante: da come viene prodotta alle sue reali proprietà, passando per i benefici e le controindicazioni in particolari condizioni fisiologiche. Il mio obiettivo è aiutarvi a fare chiarezza, fornendo risposte basate sulla scienza, ma con un linguaggio accessibile. Vi porterò anche qualche esempio di “vita da studio”, quei piccoli aneddoti quotidiani che rendono il mio lavoro così interessante e mi permettono di entrare in sintonia con i pazienti. Pronti a scoprire se davvero l’acqua frizzante fa male? Andiamo con ordine.
Acqua frizzante: è il termine generico con cui si indica l’acqua che contiene anidride carbonica (CO₂) disciolta, conferendole le classiche bollicine. Acqua gassata: si tratta in genere di acqua naturale a cui è stata “artificialmente aggiunta” CO₂. È la più comune tra quelle vendute nei supermercati. Acqua effervescente naturale: proviene da fonti minerali in cui la presenza di CO₂ è “naturale”, generata da fenomeni geologici nel sottosuolo. Nella pratica clinica, alcuni pazienti riferiscono di tollerare meglio l’effervescente naturale rispetto alla gassata industriale, anche se dal punto di vista chimico non vi sono grandi differenze significative. Tuttavia, la qualità dei minerali disciolti può variare, e questo incide sulla scelta in base al proprio stato di salute.
L’acqua frizzante può essere prodotta in due modi principali: Naturalmente frizzante: come nel caso di alcune sorgenti termali o minerali, dove l’acqua si arricchisce spontaneamente di CO₂ nel suo percorso sotterraneo. Addizionata di CO₂: si parte da un’acqua naturale alla quale viene aggiunta anidride carbonica, in genere per motivi di gusto o per ottenere un effetto rinfrescante. Dal punto di vista nutrizionale, la differenza principale non riguarda tanto la CO₂ quanto la composizione minerale dell’acqua: calcio, sodio, bicarbonati, solfati ecc. Questi minerali possono avere effetti fisiologici diversi e, in alcuni casi, risultare utili o controindicati. Un aspetto spesso sottovalutato è l’indice glicemico (IG) degli alimenti. Un pasto ricco di zuccheri semplici (pane bianco, dolci, snack industriali) provoca un rapido innalzamento della glicemia, seguito da un brusco calo che porta a spossatezza, fame improvvisa e irritabilità. Per questo, prediligere alimenti a basso IG aiuta a mantenere stabile l’energia durante tutta la giornata. Ad esempio, acque ricche di bicarbonato e sodio possono stimolare la digestione, mentre quelle ad alto contenuto di calcio possono essere indicate in caso di aumentato fabbisogno di questo minerale.
Rispetto all’acqua naturale, quella frizzante ha un impatto sensoriale diverso e può offrire alcuni vantaggi, soprattutto per chi fa fatica a bere a sufficienza: le bollicine la rendono più gradevole per molti, e questo porta a un maggiore apporto di liquidi giornalieri. Non esistono evidenze scientifiche solide che dimostrino un effetto negativo dell’anidride carbonica sulla salute, salvo in soggetti con condizioni specifiche come reflusso gastroesofageo o disturbi funzionali intestinali, che approfondiremo più avanti. Spesso consiglio l’acqua frizzante a chi, per abitudine, beve troppo poco: se le bollicine aiutano a migliorare l’idratazione quotidiana, ben vengano. Purché, come sempre, si tenga conto della tollerabilità individuale.
Benefici dell'Acqua Frizzante con Magnesio
Una delle ragioni principali per cui spesso consiglio l’acqua frizzante in studio riguarda la sua capacità di favorire l’idratazione, soprattutto in quei pazienti che faticano a bere. Le bollicine stimolano il palato, rendendo la bevanda più piacevole e interessante. Questo, tradotto nella pratica quotidiana, può significare bere di più, soprattutto nei mesi caldi o durante l’attività fisica. Un altro beneficio non trascurabile è il senso di sazietà temporanea che l’acqua frizzante può indurre. La distensione gastrica provocata dall’anidride carbonica dà al cervello un segnale di “pieno”, anche se momentaneo. In diversi casi clinici, l’ho utilizzata come strategia di supporto in piani alimentari controllati, consigliando di bere un bicchiere d’acqua frizzante poco prima dei pasti per aiutare a contenere le porzioni in modo naturale. Ovviamente, non si tratta di una soluzione “miracolosa”, ma può essere un piccolo strumento utile all’interno di un percorso nutrizionale personalizzato.
C’è un motivo per cui spesso, nei ristoranti, si serve acqua frizzante durante i pasti: la presenza di bicarbonati (in molte acque effervescenti naturali) può favorire i processi digestivi, stimolando la secrezione gastrica. In alcune persone, questo può tradursi in una sensazione di leggerezza e digestione più rapida. Nel mio lavoro, ho riscontrato che soggetti con digestione lenta e senso di pesantezza post-prandiale talvolta traggono beneficio da un consumo moderato di acqua frizzante durante i pasti principali. Tuttavia, occorre distinguere tra chi soffre di digestione “lenta” e chi ha problemi legati a reflusso o iperacidità, condizioni che tratteremo nel capitolo successivo.
I benefici dell’acqua frizzante sono quindi legati principalmente a tre aspetti: Maggiore gradevolezza, che porta a migliorare l’idratazione. Stimolazione digestiva, specie se contiene bicarbonati. Effetto saziante, utile nei programmi di controllo del peso. Tuttavia, come ogni strumento, va utilizzata con buon senso. In studio mi capita di spiegare ai pazienti che non tutti tollerano bene l’anidride carbonica: alcune persone riferiscono gonfiore, eruttazioni frequenti o fastidi gastrici. In questi casi, si valuta insieme se limitarla o scegliere acque a più bassa effervescenza. Infine, è bene ricordare che non tutte le acque frizzanti sono uguali: leggere l’etichetta, conoscere la composizione minerale e ascoltare il proprio corpo sono le chiavi per una scelta consapevole.
Questa è la domanda più gettonata tra i miei pazienti: “Ma alla fine fa male o no?”. La risposta breve è: no, in generale l’acqua frizzante non fa male, ma - come ogni alimento o bevanda - può avere effetti diversi in base alla persona e al contesto. Le ricerche scientifiche disponibili non associano il consumo di acqua gassata a danni sistemici o patologie. Al contrario, in soggetti sani, è considerata sicura e può anche apportare benefici, come abbiamo visto nel capitolo precedente. I pochi studi che hanno sollevato perplessità riguardano situazioni molto specifiche (es. reflusso o meteorismo), che vedremo più avanti. Quello che posso dire dalla mia esperienza clinica è che spesso i timori legati all’acqua frizzante sono frutto di informazioni parziali o mal interpretate, più che di reali controindicazioni.
Una curiosità che spesso emerge è: “Ma l’acqua gassata e l’acqua frizzante sono la stessa cosa?”. A livello commerciale, i due termini vengono usati in modo intercambiabile, ma con una sottile differenza: >> Acqua gassata: addizionata artificialmente con CO₂. >> Acqua frizzante: termine generico, che include sia quella gassata che quella effervescente naturale. Dal punto di vista fisiologico, non ci sono differenze sostanziali negli effetti sul corpo. Quindi no, non fa più male una rispetto all’altra. Ma, come vedremo più avanti, alcune persone riferiscono una migliore tollerabilità dell’effervescente naturale.
Gonfiore addominale, aerofagia, eruttazioni… sono questi i sintomi che fanno storcere il naso ai più diffidenti. E sì, in alcuni casi l’acqua frizzante può accentuare questi fastidi, specie se bevuta in grandi quantità o troppo velocemente. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, si tratta di fastidi passeggeri, non di problematiche cliniche. È importante valutare anche il contesto: una persona con uno stomaco sensibile o che soffre di disbiosi intestinale può reagire diversamente rispetto a chi è perfettamente sano.
Un altro mito duro a morire è quello secondo cui l’acqua frizzante farebbe ingrassare. Ebbene, non contiene calorie, quindi non può far ingrassare in senso diretto. Il dubbio nasce dal senso di gonfiore che alcune persone avvertono dopo averla bevuta, confondendo la distensione addominale temporanea con un aumento di peso reale. Ma si tratta solo di gas nello stomaco, che tende a dissiparsi naturalmente. Nessun accumulo di grasso, quindi, ma eventualmente solo una sensazione passeggera. Anzi, come visto prima, in alcuni casi può essere alleata della dieta, grazie all’effetto saziante.
Confermo ufficialmente: zero calorie. L’anidride carbonica non apporta energia, né modifica il contenuto calorico dell’acqua. Se trovate “acqua frizzante” sull’etichetta, potete stare tranquilli: non ingrassa, nonostante le sensazioni che può indurre nel breve termine. Spesso consiglio di preferirla a bibite zuccherate o gassose, anche nei piani alimentari per il controllo del peso.

Controindicazioni e Avvertenze
Uno dei casi in cui, come nutrizionista, sconsiglio il consumo abituale di acqua frizzante è in presenza di reflusso gastroesofageo. Questo disturbo è caratterizzato dalla risalita degli acidi gastrici verso l’esofago, provocando bruciore e rigurgito acido. L’acqua frizzante può peggiorare i sintomi per due motivi: Dilata lo stomaco, aumentando la pressione sullo sfintere esofageo inferiore. Stimola in alcuni soggetti la produzione di succhi gastrici. Nella mia pratica clinica, pazienti con reflusso riferiscono spesso un peggioramento dopo il consumo di bevande gassate, soprattutto se associate a pasti abbondanti o consumate in fretta. In questi casi consiglio di passare temporaneamente all’acqua naturale, per valutare eventuali miglioramenti. Discorso simile per chi soffre di gonfiore addominale persistente: l’anidride carbonica può aumentare la sensazione di “pancia piena”, soprattutto se già ci sono problemi di fermentazione intestinale, disbiosi o sindrome dell’intestino irritabile.
Un altro scenario delicato è quello della gravidanza. Durante i nove mesi, molte donne accusano una maggiore sensibilità gastrica, reflusso o gonfiore. Tuttavia, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino la pericolosità dell’acqua frizzante per la donna incinta o per il feto. Anzi, se ben tollerata, può aiutare ad aumentare l’idratazione - aspetto fondamentale in gravidanza - e a ridurre la nausea nei primi mesi grazie all’effervescenza. Ricordo però una scena emblematica: una paziente, al settimo mese, mi racconta con un misto di ironia e frustrazione che il marito le aveva bandito ogni bottiglia frizzante dalla cucina “perché potrebbe far venire le coliche al bambino”. Ho colto l’occasione per spiegare che non è l’acqua frizzante a causare coliche neonatali e che, se ben tollerata, non c’è alcun motivo per vietarla del tutto.
L’acqua effervescente naturale gode spesso di una fama migliore rispetto a quella gassata artificialmente. Il motivo? Deriva dalla sua origine “naturale”, ricca di minerali e CO₂ spontanea. Dal punto di vista nutrizionale, non ci sono prove che sia più salutare, ma la sua composizione minerale più ricca può risultare utile in alcune situazioni: Acque ricche di calcio in caso di aumentato fabbisogno osseo. Acque bicarbonato-alcaline in caso di digestione lenta o sport intensi. In pratica, consiglio sempre di leggere l’etichetta: un’acqua effervescente naturale può essere ottima per alcuni soggetti, ma non necessariamente “migliore” per tutti.
Uno dei rischi maggiori legati al consumo regolare di acqua frizzante riguarda la salute dei denti. L’anidride carbonica, quando disciolta nell’acqua, forma acido carbonico, il che abbassa il pH della bevanda rendendola più acida. Secondo la Oral Health Foundation, questa acidità potrebbe contribuire all’erosione dello smalto dentale, soprattutto nel caso delle acque aromatizzate, che possono avere un pH ancora più basso.
Le bollicine dell’acqua frizzante, se consumate in quantità elevate, possono causare fastidi gastrointestinali, come gonfiore, eruttazione e, in alcuni casi, dolori addominali. Per chi soffre di condizioni come il reflusso gastroesofageo (GERD) o la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), l’acqua gassata potrebbe aggravare i sintomi.
Per chi ha problemi renali o è predisposto alla formazione di calcoli renali, l’acqua frizzante può rappresentare un rischio a causa del suo contenuto minerale. Alcune marche aggiungono una quantità significativa di calcio, che potrebbe influenzare negativamente la formazione di calcoli.

Quando è Necessaria l'Integrazione di Magnesio?
👉 In questi casi, magnesio supplementation may be necessary in addition to mineral water. Knowing that approximately 70% of the French population is deficient in magnesium, it would seem that the classic square of chocolate is far from sufficient (SU.VI.MAX2 study).
➡️ Athletes: physical activity increases magnesium needs... as well as losses! ➡️ Intense stress, persistent fatigue, or anxiety: Under pressure, the body produces more adrenaline and consumes more magnesium, which can even worsen the initial state of anxiety! Now you know: in case of emotional or physical stress, magnesium should be your first reflex!
I sintomi di una carenza lieve di magnesio sono i crampi muscolari e una profonda stanchezza associati anche a irritabilità e agitazione. In tali situazioni può essere consigliata anche la sua integrazione, spesso associata a potassio d’estate per minimizzare le perdite di sali minerali dovuti alla sudorazione o al calcio in caso di problematiche delle ossa o cardiovascolari.
As with any supplement, you shouldn't choose just any supplement. Not all forms of magnesium are created equal! Choose a pure supplement, free from colorants, preservatives, GMOs, and artificial additives. You prevent any risk of intolerance and enjoy its benefits. Like many foods and supplements, the shorter and clearer the label, the better!
Acqua Minerale Hidria, l'effervescente ricca di magnesio
Bere acqua ricca di magnesio non ha particolari controindicazioni: l'essenziale è non esagerare. Infatti un eccesso di questo minerale può provocare effetti lassativi e rivelarsi controproducente. I sintomi che si possono presentare in seguito ad un elevato consumo di magnesio sono nausea, diarrea, perdita dell’appetito, crampi allo stomaco, difficoltà respiratorie, confusione mentale.
Possono non essere adatte a chi soffre di insufficienza renale perché l’eliminazione del magnesio è ridotta. A chi sono consigliate (e a chi no) Come già detto, queste acque ricche di magnesio sono consigliate a persone con fabbisogni aumentati, quindi sportivi, atletici agonistici, o se è un periodo particolarmente caldo a livello climatico (per esempio in estate) oppure stressante a livello fisico e mentale; a chi soffre di stipsi occasionale e a chi segue diete povere di alimenti vegetali, legumi, frutta secca e semi oleosi, particolarmente ricchi di questo prezioso micronutriente. Tuttavia, possono non essere indicate a persone con problemi renali, che soffrono di sindrome del colon irritabile, hanno un intestino molto sensibile o tendono alla diarrea, oppure che stanno già assumendo integratori di magnesio: in quest'ultimo caso potrebbe esservi un rischio di eccesso.
How much should you consume? If in doubt, take a look at our article on the signs of a magnesium deficiency!

In summary: yes, magnesium-rich waters naturally supplement your intake, but are far from sufficient to meet specific needs, such as those of athletes and people subjected to intense stress.