L’acido alfa-lipoico (ALA) è una molecola naturale presente in piccole quantità nel nostro organismo e in alcuni alimenti, nota per le sue proprietà antiossidanti. È un coenzima coinvolto nel metabolismo energetico dei mitocondri, le centrali energetiche delle nostre cellule. Il nostro corpo è in grado di produrre ALA in piccole quantità, ma in casi di stress ossidativo marcato, malattie metaboliche o neurologiche, può essere utile integrarlo.
L’acido alfa-lipoico è un composto che ricopre un ruolo chiave nel metabolismo energetico cellulare della maggior parte degli esseri viventi, a partire dai batteri per arrivare fino all’uomo. Sono inoltre note le sue spiccate proprietà antiossidanti. L’acido alfa-lipoico è una molecola relativamente piccola formata da una catena di otto atomi di carbonio e due di zolfo collocati nella parte terminale. Nella forma ridotta, nota anche con il nome di acido diidrolipoico, gli atomi di zolfo sono presenti come tioli liberi (-SH), mentre nella forma ossidata, grazie alla generazione di un legame disolfuro (-S-S-), danno origine ad una struttura terminale ad anello (“dithiolane ring”).
Data la sua particolare struttura molecolare, l’acido alfa-lipoico può sia andare incontro a reazioni di ossido-riduzione, che fungere da trasportatore di elettroni, o di gruppi acetilici (o altri acili). Per questo motivo, l’acido alfa-lipoico agisce da cofattore per numerosi enzimi che partecipano al processo di conversione del glucosio, degli acidi grassi e delle altre fonti energetiche in adenosin trifosfato (ATP) (es. piruvato deidrogenasi, alfa-chetoglutarato deidrogenasi). Tale processo, che avviene a livello dei mitocondri cellulari, comprende quel complesso insieme di reazioni che è noto con il nome di “ciclo di Krebs”.
L’acido alfa-lipoico possiede alcune particolari caratteristiche che lo rendono non solo straordinariamente efficace come antiossidante, ma anche assolutamente indispensabile al nostro organismo per contrastare i danni associati alla formazione di radicali liberi. Rafforza e completa la rete difensiva messa a punto dalle altre molecole antiossidanti. L’acido alfa-lipoico nella forma ridotta (acido diidro lipoico) è in grado di donare il suo elettrone alle forme ossidate e quindi non più attive di glutatione (glutatione disulfide) e di vitamina C (acido deidroascorbico), rigenerandole a glutatione ridotto e ad acido ascorbico. A sua volta, la vitamina C in forma ridotta è in grado di riattivare la forma ossidata della vitamina E (cromanossil radicale) riducendola a tocoferolo (vitamina E attiva). A tutto questo processo può essere associato carattere di ciclicità. Dopo la donazione di un elettrone, l’acido diidro lipoico ritorna alla forma ossidata di acido lipoico.
La metabolizzazione dell’energia attraverso il ciclo di Krebs, quando è molto spinta, favorisce la formazione di radicali liberi. Anche se la maggior parte di questi radicali sono contenuti nell’ambito delle reazioni chimiche del metabolismo energetico, una piccola parte può fuoriuscire e condurre gradualmente al danneggiamento cellulare. La disponibilità di acido lipoico, sebbene aumenti la percorribilità del ciclo di Krebs ed il conseguente rendimento energetico, incrementa anche il contenimento dei radicali liberi in formazione nel corso dell’intero processo.
L’acido alfa-lipoico non è in grado solo di incrementare l’efficienza dell’insulina, ma può migliorare anche il trasporto del glucosio all’interno delle cellule utilizzando vie indipendenti da quelle dell’insulina stessa. Tutto ciò, unitamente ad una migliore efficienza dell’utilizzazione del glucosio attraverso i normali processi metabolici, contribuisce alla normalizzazione del livello di glucosio nel sangue. In tal modo, la probabilità che si formino alcuni pericolosi composti di carattere radicalico, i cosiddetti AGEs (“Advanced Glycation End-products”) risulta sensibilmente ridotta. Tali prodotti si possono infatti generare a partire dalle proteine cellulari in seguito all’accumulo di elevati livelli di glucosio nel sangue. È ormai noto come le reazioni di glicosilazione e la formazione degli AGEs contribuiscano all’invecchiamento ed alla degenerazione cellulare.
L’acido alfa-lipoico è in grado di proteggere i nervi dal danneggiamento agendo su diversi fronti. In primo luogo, limitando i danni provocati dai radicali liberi, li preserva da una pericolosa degenerazione. Secondariamente, migliorando la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità. Nel caso particolare della sciatalgia, ad esempio, sembra che la somministrazione di acido alfa lipoico possa aumentare nel nervo sciatico la presenza di alcune sostanze ad azione neurotropica, quali ad esempio il neuropeptide Y.
Da numerosi studi condotti su animali è emerso come la somministrazione di acido alfa lipoico possa ridurre il rischio della comparsa di cataratta. Questa patologia è molto spesso correlata ad elevati livelli di glucosio nel sangue ed alla sovraesposizione alla luce solare. Uno dei principali antiossidanti presenti nel fluido che circonda l’occhio è il glutatione. Come è già stato detto, l’acido alfa lipoico può contribuire alla rigenerazione del glutatione. Tutto ciò risulta di particolare importanza dal momento che la molecola del glutatione, a causa delle sue dimensioni, non è facilmente assorbibile a livello intestinale e quindi neppure prontamente assimilabile per via orale. C’è inoltre da sottolineare che l’acido alfa lipoico contiene zolfo, vale a dire uno dei più importanti componenti della molecola del glutatione.
L’ictus è una grave patologia alla base della quale si colloca la formazione di un coagulo che blocca il flusso di sangue in un vaso del cervello e conduce al parziale o totale soffocamento delle cellule nella zona interessata. Anche dopo che è stata rinstaurata la circolazione, data comunque l’avvenuta formazione di un ingente quantitativo di radicali liberi, le cellule possono continuare ad essere danneggiate.
Le applicazioni terapeutiche dell’acido alfa-lipoico possono estendersi anche in altri campi, ad esempio nel trattamento degli avvelenamenti da funghi Amanita e Galeriana. Le tossine prodotte da questi funghi, infatti, sono in grado di inibire la normale funzionalità del fegato e di distruggere le cellule epatiche. L’estrema tossicità di tali composti può condurre a conseguenze gravissime che comprendono, in funzione della dose ingerita, anche il coma e la morte. Il trattamento più diffuso è rappresentato dal trapianto del fegato. Questa soluzione, per motivi di varia natura, non è sempre attuabile. L’azione benefica che può esercitare in questi casi l’acido alfa-lipoico non sembra tanto diretta alla neutralizzazione delle tossine quanto piuttosto alla stimolazione della reattività delle cellule epatiche. L’azione epato-protettiva esercitata dall’acido alfa-lipoico è di notevole interesse terapeutico, anche se necessita di ulteriori approfondimenti.
L’acido alfa-lipoico è solitamente presente in maggiori quantità nei tessuti che sono più ricchi di mitocondri, ovvero di quelli organelli cellulari nei quali avvengono la maggior parte delle reazioni deputate alla produzione di energia. In pratica, l’acido alfa-lipoico è presente nelle foglie delle piante che contengono mitocondri e nei tessuti vegetali non fotosintetici, quali ad esempio i tuberi delle patate. Ne sono particolarmente ricchi anche i broccoli e gli spinaci.
Sebbene l’acido lipoico non rappresenti di per sé un costituente definibile come essenziale, dal momento che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo, esso si ritrova comunque in quantità abbastanza ridotte nel corpo umano. Quanto fino ad ora osservato gioca dunque a favore dell’assunzione di acido alfa lipoico tramite integrazione. La dose comunque normalmente consigliata a scopo genericamente preventivo nei confronti delle degenerazioni causate dai radicali liberi per i soggetti sani è di 50 mg/die, da assumersi preferibilmente in associazione con altri composti ad azione antiossidante (quali ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio, Coenzima Q10, etc..). In presenza di soggetti diabetici, invece, sono consigliabili 600 mg/die, da assumersi però sotto stretto controllo medico.
Per quanto concerne la tossicità, possiamo affermare che l’assunzione giornaliera di 50 mg/die di acido alfa lipoico non è stata fino ad oggi collegata con alcun effetto collaterale specifico. Alcuni studi, che hanno coinvolto dosaggi da 100 a 600 mg/die per periodi dai tre ai sei mesi, hanno evidenziato una bassa tossicità sugli esseri umani. Per dosaggi molto più alti sono invece stati riportati, anche se solamente in casi sporadici, significativi decrementi della glicemia ed alcune reazioni allergiche a livello cutaneo.
L’acido alfa-lipoico è noto per due potenti funzioni: le sue qualità energetiche e le proprietà antiossidanti. L'acido lipoico è stato scoperto nel 1951 quando si è capito che permette ai mitocondri, le centrali elettriche delle nostre cellule, di convertire i macronutrienti (carboidrati, grassi, proteine) in energia. L'acido lipoico è comunemente conosciuto come una sostanza che i mitocondri convertono in un potente antiossidante, purché ci sia abbastanza acido lipoico nel corpo.
Le funzioni principali dell’acido lipoico sono: COENZIMA: ricco di zolfo, l’acido lipoico ha un ruolo importante nella produzione dell’energia cellulare attraverso i processi di ossidazione di carboidrati e acidi grassi. E' infatti il cofattore di numerosi enzimi che partecipano al processo di conversione del glucosio, degli acidi grassi e di altre fonti energetiche in ATP (Adenosina Trifosfato, il "donatore" di energia di molte reazioni biochimiche). Grazie a questa capacità di convertire lo zucchero in energia, determina una maggior efficienza nell'utilizzo del glucosio nei metabolismi energetici e ne migliora il trasporto all'interno delle cellule. ANTIOSSIDANTE: agisce bloccando i radicali superossido e i peroxi radicali (come acido diidrolipoico). Antiossidante fisiologico utilizzato dal nostro organismo per riattivare gli enzimi trasportatori di elettroni, per bloccare i radicali liberi in eccesso e per rigenerare altre molecole antiossidanti come la vitamina C, la vitamina A e la vitamina E.
L’acido alfa-lipoico può potenziare e estendere l’attività antiossidante delle vitamine E e C e di altri nutrienti fondamentali. L’acido lipoico converte gli zuccheri in energia, producendo effetti benefici sui livelli di glucosio e sulla glicazione, cioè sul processo attraverso il quale le proteine reagiscono con il glucosio in eccesso, provocando complicanze diabetiche. Stimolando l’attività dell’insulina, l’acido lipoico favorisce un maggior assorbimento di glucosio (approssimativamente del 50%). In Germania da oltre trent’anni infatti viene impiegato per curare gli effetti secondari del diabete (neuropatia diabetica).
L’efficacia dell’acido alfa-lipoico nella pratica clinica è stata valutata in numerosi studi clinici su pazienti affetti da differenti forme di neuropatia, come la neuropatia diabetica e la lombosciatalgia. Si è dimostrato utile anche in pazienti con sindrome del tunnel carpale, determinando un miglioramento.
L’acido alfa-lipoico è stato e continua ad essere studiato per il suo potenziale beneficio nella neuropatia diabetica che colpisce i nervi in persone con diabete. Alcuni studi indicano che potrebbe avere effetti positivi sulla sintomatologia neuropatica.
Per la salute metabolica o il diabete, l’assunzione di acido alfa lipoico è preferibilmente consigliata prima dei pasti, per massimizzare l’effetto sulla sensibilità insulinica. Come supporto antiossidante o infiammatorio, può essere assunto anche lontano dai pasti, seguendo un protocollo continuativo di almeno 4-8 settimane. Per uso neurologico, sono consigliate le formulazioni a rilascio controllato o i dosaggi suddivisi.
L'ALA può infatti influenzare l’assorbimento e il metabolismo degli ormoni tiroidei, specialmente se assunto in concomitanza con levotiroxina. Alcuni studi indicano infatti una possibile riduzione dei livelli di TSH. È inoltre sconsigliata l’assunzione concomitante con il farmaco a stomaco vuoto, poiché può ridurre la biodisponibilità della levotiroxina.
L'acido alfa-lipoico è associato a benefici antiossidanti, al supporto del metabolismo energetico e potrebbe avere un ruolo nel controllo del glucosio nel sangue.
L’acido alfa-lipoico è una molecola naturale ad alto potenziale per contrastare lo stress ossidativo, sostenere la salute nervosa e regolare il metabolismo. I suoi benefici sono supportati da evidenze scientifiche, soprattutto nei contesti di neuropatia diabetica e infiammazione sistemica. Tuttavia, va assunto con consapevolezza, specie in caso di disturbi tiroidei.
Il Molibdeno è un minerale che aiuta il corpo ad eliminare i solfiti, le xantine, le aldeidi e l'amidossina (una tossina che si forma nei mitocondri). Il molibdeno però da solo non funziona! Affinché il Molibdeno svolga le sue funzioni detossificanti, deve combinarsi con l'acido folico per formare la MoCo. Quindi è bene che siano contemporaneamente presenti nell'organismo l'acido folico ed il Molibdeno.
Alcune persone nascono con disturbi genetici che impediscono di trasformare il molibdeno e l'acido folico in MoCo e quindi sono suscettibili alla sensibilità chimica di inquinanti ed additivi alimentari. Abbiamo detto che Molibdeno e Acido folico vengono trasformati in MoCo; La MoCo è il cofattore di 4 importanti enzimi che smaltiscono le tossine; questi 4 enzimi sono: La solfito ossidasi, la Xantina Ossidasi, l'aldeide ossidasi e la componente mitocondriale della riduzione dell'amidossina. Quindi se vi manca il molibdeno oppure l'acido folico, andate in deficit di MoCo e si diventa sensibili agli aldeidi, chetoni, Solfiti ed altri inquinanti.
Per essere più tecnici sulla formazione della MoCo: La MoCo si forma dalla combinazione del molibdeno con il GTP; il GTP (Guanina trifosfato), si forma dall'acido folico; la carenza di acido folico determina la carenza di GTP e di conseguenza si forma meno MoCo perché il molibdeno non può trasformarsi in MoCo; ciò spiega le tante relazioni scientifiche tra carenza di folati e sensibilità agli inquinanti ambientali; ma attenti! potete anche avere sufficienti livelli di Acido folico, ma se vi manca il molibdeno, la MoCo non si forma.
L'infiammazione riduce i livelli di GTP, perché durante l'infiammazione i macrofagi distruggono il GTP in Neopteridina; poco GTP durante gli stati infiammatori si traduce in una riduzione di MoCo e di conseguenza appaiono sintomi come debolezza muscolare, nausea, mal di testa etc.
Quando sentii parlare dell’acido lipoico la prima volta fu in quanto potente sostanza antiossidante, ma quando lessi uno studio sull’acido lipoico che parlava di notevole miglioramento della “performance” di aumento della massa muscolare e soprattutto di enorme calo della percentuale di grasso corporeo, il mio interesse balzò alle stelle. In effetti l’acido lipoico, oltre ad essere l’antiossidante ideale, è un potentissimo agente di regolazione di depositi del glucosio (effetto insulino-mimetico) e questo comporta parecchi risvolti.
Una forma di catabolismo particolarmente insidiosa, perché causata dal carburante che permette al nostro organismo di funzionare (il glucosio), è la Glicazione. La Glicazione avviene quando parti di molecole del glucosio reagiscono con le proteine tissutali danneggiandole. Queste reazioni, proporzionali alla glicemia, tra zucchero e proteine tissutali, quali collagene e mielina, sono responsabili del precoce invecchiamento dei tessuti nei diabetici, i quali hanno appunto una costante situazione di iperglicemia, e si ritiene siano coinvolte nei processi di aterosclerosi e danni renali, che sono tra l’altro normali complicazioni del diabete. In effetti i danni ossidativi da radicali liberi e quelli da glicazione appaiono i maggiori responsabili degli effetti dell’invecchiamento, ed alti livelli di glicemia abbinati ad ampie fluttuazioni della stessa, aumentano la denaturazione delle proteine del collagene e di altre proteine tissutali. Viceversa, mantenere una costante glicemia, cioè rimanere nella cosiddetta “calma insulinemica” sarebbe la chiave per essere “giovane per quell’età”. Questo fatto potrebbe essere la chiave di interpretazione del celebre detto, già dimostrato sperimentalmente, che una elevata longevità si raggiunge con una “sottonutrizione senza malnutrizione”. L’acido lipoico è in grado di prevenire la glicazione e può persino prevenire o ritardare lo sviluppo di tutte quelle devastanti complicazioni del diabete.
Il glucosio è una sostanza relativamente stabile anche in soluzione, ma in presenza di ossigeno, particolarmente a temperature sopra i 22 gradi, diventa meno stabile. Nel sangue si romperà in catene più piccole e alcune di queste catene sono particolarmente reattive. Una di queste, l’idrossile, ha una grande affinità per le proteine. Generalmente il sangue è troppo alcalino per permettere l’aggressione di questi radicali, ma la produzione di acido lattico durante l’esercizio può acidificare i tessuti. Anche l’assunzione eccessiva di cibi acidi può essere sufficiente. Da notare che anche la chetosi che avviene durante diete troppo povere di carboidrati riduce il PH in maniera sufficiente da innescare queste reazioni. Durante questi periodi di acidosi queste catene spezzate di glucosio aggrediscono le proteine dei muscoli, della pelle, dei nervi e del tessuto connettivo, compromettendo la loro integrità strutturale e causando il loro rimpiazzo. Alcune cellule muoiono ma non sono rimpiazzate e questo accelera l’invecchiamento. In particolar modo per gli atleti indebolisce il tessuto connettivale predisponendo agli infortuni.
Negli ultimi anni i body builders si sono dimostrati particolarmente interessati agli agenti di regolazione del glucosio nel sangue. Tutti noi conosciamo gli effetti del Cromo Picolinato o del Vanadyl Sulfato, ed inoltre abbiamo sentito parlare dell’uso da parte di atleti professionisti dell’insulina esogena e degli ipoglicemizzanti orali (sulfaminuree). Di certo gli atleti, grandi consumatori di creatina, sanno che l’ATP è la fonte di energia usata dal muscolo, così come sanno che il creatinfosfato ne può costituire un deposito, ma forse non sanno come l’organismo converta il glucosio in ATP.
Partiamo dal glucosio: una volta nella cellula, se prevalgono esigenze energetiche, entra nel processo della glicolisi, durante il quale il glucosio viene trasformato in acido piruvico che diventa, in presenza di ossigeno, una molecola più piccola chiamata Acetyl-coenzima A. ad una molecola di ossalacetato e formare l’acido citrico (il ciclo di Krebs è detto anche ciclo dell’acido citrico) il quale subendo poi svariate reazioni, dà di nuovo luogo ad acido ossalacetico, producendo nei vari passaggi parecchie molecole di ATP più anidride carbonica e acqua. Ma al momento a noi interessa l’Acetyl CoA che deriva dal Piruvico che a sua volta deriva dal glucosio. Il complesso enzimatico che favorisce questo passaggio da Piruvato ad Acetyl CoA contiene appunto il nostro acido lipoico. Quindi aumentando la quantità di acido lipoico abbiamo a disposizione più Acetyl CoA che deriva dal Piruvato e che può entrare nel ciclo di Krebs, così noi possiamo aumentare la quantità e la velocità di conversione del glucosio in energia.
Molto importante per noi atleti è il fatto che l’acido lipoico può aumentare le riserve di energia sotto forma di ATP nel muscolo e un muscolo che accumula più ATP è un muscolo in grado di fare più ripetizioni prima di raggiungere l’esaurimento. Quindi, senza cambiare altri fattori, solo l’aggiunta di acido lipoico ci può rendere più forti. Ma la cosa più interessante è che questo aumento di forza va a discapito dell’accumulo di grasso. Normalmente nel corpo il glucosio non utilizzato come carburante dal muscolo o dal cervello viene accumulato nel fegato come glicogeno, dopo di che è trasformato in trigliceridi e accumulato come grasso. Secondo il Dott. Hans Tritshler, un ricercatore tedesco, l’acido lipoico può aumentare la conversione e l’accumulo di glucosio come ATP di circa il 40%, e questo attraverso vari meccanismi, inclusa la stimolazione di GLUT1 e GLUT4, che sono delle molecole “carrier” che trasportano il glucosio all’interno della cellula muscolare. Di conseguenza questa aumentata capacità crea un potenziale energetico di accumulo di ATP nelle cellule muscolari nettamente più elevato, che favorirà la performance ed inoltre avverrà a discapito di un accumulo di grasso; cioè l’acido lipoico riesce a convertire un surplus di carboidrati in energia muscolare piuttosto che in lipidi nel tessuto adiposo. Come la creatina, l’acido lipoico renderà i vostri muscoli più pieni e più forti aumentando la capacità di accumulare creatin-fosfato e acqua nel muscolo. Ma, ricordate, all’inizio si era detto che l’acido lipoico esercitava anche un notevole effetto dimagrante durante diete ipocaloriche. Ebbene, vi devo dire che questo effetto è notevolmente potenziato da un altro elemento che è l’acido Piruvico. Al momento ritenete questo semplice messaggio: per aumentare la massa magra avete la possibilità di utilizzare più carboidrati e creatina con l’acido lipoico, senza accumulare grasso.
L’acido alfa-lipoico è di fondamentale importanza per gli sportivi e per la corretta produzione di energia delle cellule.
L’acido alfa-lipoico è stato ampiamente studiato per le sue funzioni antiossidanti, neuroprotettive e antinfiammatorie. Di seguito alcune delle applicazioni più rilevanti: Supporto contro lo stress ossidativo - ALA aiuta a neutralizzare i radicali liberi e a rigenerare altri antiossidanti, rendendolo utile nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare e nel supporto metabolico; Diabete e neuropatia periferica - Diversi studi clinici suggeriscono che l’assunzione di acido alfa lipoico 600 mg può ridurre i sintomi della neuropatia diabetica come dolore, formicolio e intorpidimento, migliorando la velocità di conduzione nervosa. In Germania, ALA è approvato come farmaco per la neuropatia diabetica; Infiammazione e sindrome metabolica - Acido alfa lipoico e infiammazione: un binomio sempre più esplorato nella ricerca.
L’acido alfa-lipoico è una molecola antiossidante che riveste un ruolo chiave nel metabolismo della maggior parte degli esseri viventi. Partecipa come cofattore nelle principali reazioni di produzione di energia cellulare dell’organismo e la sua peculiarità consiste nella capacità di essere attivo come antiossidante, sia in ambiente acquoso (citoplasma) che in quello lipidico (membrana cellulare), risultando di conseguenza maggiormente efficace nei confronti di una vasta gamma di radicali liberi.
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Ben dimostrati sono gli effetti terapeutici dell'acido alfa lipoico nel trattamento di numerose patologie. Sicuramente, se si volesse potenziare il suo potere antiossidante, l'acido alfa lipoico potrebbe essere efficacemente associato ad altri antiossidanti, come vitamina E, vitamina C, glutatione e coenzima Q10.
Come già accennato, questa molecola viene facilmente assorbita a livello intestinale e, date le sue caratteristiche strutturali, può facilmente passare la membrana cellulare e rendersi disponibile come cofattore ed antiossidante. Ulteriori studi hanno dimostrato, su cavie da laboratorio, come l'integrazione dietetica di acido alfa lipoico faciliti la perdita di peso, ma le modalità con le quali realizza questo effetto sono ancora non del tutto chiare.
L'acido alfa-lipoico è stato studiato per il suo potenziale beneficio nella neuropatia diabetica che colpisce i nervi in persone con diabete. Alcuni studi indicano che potrebbe avere effetti positivi sulla sintomatologia neuropatica.
I produttori possono modificare la composizione dei loro prodotti. Pertanto, la confezione del prodotto può contenere informazioni diverse rispetto a quelle mostrate sul nostro sito.
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Il presente articolo, elaborato sulla rilettura critica di articoli scientifici, testi universitari e pratica comune, ha solo scopo informativo e non ha pertanto valore di prescrizione medica.

Acido Lipoico | Benefici | Diabete, Salute, Sport, Bellezza
Tabella: Benefici dell'Acido Alfa-Lipoico
| Beneficio | Descrizione |
|---|---|
| Antiossidante | Neutralizza i radicali liberi, rigenera altri antiossidanti (Vitamina C, E, Glutatione). |
| Metabolismo Energetico | Cofattore per enzimi nel ciclo di Krebs, converte glucosio e acidi grassi in ATP. |
| Controllo Glicemico | Migliora la sensibilità all'insulina, facilita il trasporto di glucosio nelle cellule, riduce la formazione di AGEs. |
| Neuroprotezione | Protegge i nervi dai danni dei radicali liberi, migliora la velocità della comunicazione nervosa. |
| Salute Oculare | Contribuisce alla rigenerazione del glutatione, utile nella prevenzione della cataratta. |
| Salute Epatica | Stimola la reattività delle cellule epatiche, azione epatoprotettiva. |
| Performance Atletica | Aumenta le riserve di ATP nel muscolo, migliora la forza, favorisce la conversione di carboidrati in energia muscolare anziché in grasso. |
