L'indagine della conoscenza delle sostanze naturali complesse, lo studio della clinica dei dispositivi medici a base di tali sostanze, il favoreggiamento della ricerca scientifica e clinica e la promozione dell'utilizzo innovativo delle sostanze vegetali in campo terapeutico sono i pilastri su cui si fondano le collaborazioni scientifiche di Aboca.
Aboca è una società italiana leader nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative a base di complessi molecolari 100% naturali. Fondata nel 1978 a Sansepolcro (Ar), oggi conta oltre 1600 dipendenti ed è diffusa, attraverso filiali e distributori, in 21 Paesi. L'azienda crede fermamente nella ricerca come strumento per far avanzare le conoscenze sulle sostanze naturali per la salute.
Per questo motivo, Aboca collabora attivamente con numerosi centri di ricerca, università e ospedali a livello nazionale e internazionale. Queste collaborazioni mirano a studiare l'azione dei prodotti Aboca, la loro efficacia e sicurezza, e a valutare l'impatto di una terapia sulla qualità di vita del paziente. Sono stati pubblicati diversi studi clinici, pre-clinici e di biodegradabilità in riviste scientifiche di spessore internazionale.
Un esempio concreto di questa dedizione alla ricerca è l'accordo quadro siglato con la Biomedical University Foundation. Questo contratto triennale di collaborazione è finalizzato alla realizzazione di iniziative su temi di comune interesse. La Biomedical University Foundation, che ha tra i propri scopi quello di valorizzare, sostenere e promuovere i principi fondazionali dell’Università Campus Bio‐Medico di Roma e della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, trova in Aboca un partner strategico per l'innovazione terapeutica.
"Per Aboca si tratta di un accordo strategico - ha dichiarato Massimo Mercati, AD di Aboca - una partnership che apre prospettive importanti e ci permette di potenziare quanto da anni stiamo proponendo. Siamo pionieri e leader nello studio delle sostanze naturali complesse e attraverso la nostra attività di ricerca lavoriamo quotidianamente allo sviluppo di Dispositivi Medici a Base di Sostanze. Grazie alle attività che potremo realizzare con Biomedical University Foundation potremmo proseguire il cammino di innovazione terapeutica, raccogliere nuove evidenze scientifiche e promuovere un nuovo modo di curare, più sostenibile per l’organismo e per l’ambiente”.
L'accordo specifica l'intenzione di realizzare progetti comuni secondo varie modalità: dall’attività di formazione orientata alla conoscenza della composizione e dell’attività biologica dei dispositivi medici a base di sostanze naturali, fino alla loro validazione clinica. Il patto prevede inoltre la possibilità di realizzare studi preclinici per identificare i meccanismi di azione biochimici e molecolari delle sostanze naturali complesse. Le forme concrete di collaborazione saranno rese operative tramite singoli protocolli attuativi con il sostegno di Università Campus Bio-Medico e Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.
Paolo Arullani, Presidente Biomedical University Foundation, ha sottolineato l'importanza di questa sinergia: “Un’amicizia già da anni fruttifera quella con Aboca e l’Università Campus Bio-Medico di Roma, e l’accordo che firmiamo oggi, ribadisce la volontà comune di mettere al centro l’uomo e il suo benessere nell’ambiente circostante, come ricorda la mission della nostra università e del policlinico, ovvero “la persona al centro”, in particolare come paziente. Insieme, attraverso progetti concreti, porteremo avanti il “one health approach” che richiede impegno collaborativo tra più discipline, proprio del Campus, grazie alla sinergia tra tre facoltà quali Medicina e chirurgia, Ingegneria e Scienze e Tecnologie per l’Uomo e per l’Ambiente, al fine di mantenere quel senso di unità ed equilibrio tra l’essere umano e l’ambiente.”
"È una vera e propria vocazione, per l’Università Campus Bio-Medico e per la Fondazione Policlinico, generare continuo e costante rapporto con le aziende."

Un'altra importante collaborazione scientifica è in corso con l'Università di Nottingham (UK). Questo studio si focalizza sull'utilizzo della risonanza magnetica (MRI) per studiare a livello clinico il meccanismo d'azione delle sostanze naturali sul tratto superiore del sistema gastrointestinale. Il nuovo studio di fattibilità, condotto presso il centro di risonanza magnetica Sir Peter Mansfield, è il primo a utilizzare la tecnologia MRI per visualizzare, nell'essere umano, il film protettivo che NeoBianacid, dispositivo medico a base di sostanze, forma sulla mucosa di esofago e stomaco.
NeoBianacid è un dispositivo medico a base di sostanze 100% naturali e biodegradabile, caratterizzato da Poliprotect, un complesso vegetale e minerale brevettato. Un recente studio clinico, pubblicato a luglio 2023 sull’autorevole rivista scientifica American Journal of Gastroenterology, ha dimostrato la non inferiorità di NeoBianacid verso una dose standard di omeprazolo in pazienti sintomatici con pirosi e bruciore epigastrico. Lo studio con MRI è finalizzato a dimostrare come il dispositivo medico a base di sostanze di Aboca formi la sua barriera protettiva in vivo.
“È la prima volta che la risonanza magnetica viene utilizzata per valutare l'effetto del rivestimento di un prodotto naturale sul tratto gastrointestinale superiore e rappresenta un passo importante verso una migliore comprensione di come funzionano le terapie naturali all'interno del corpo umano" ha affermato la dott.ssa Maura Corsetti, docente e ricercatrice in gastroenterologia dell’università inglese. La dottoressa Caroline Hoad, esperta di risonanza magnetica gastrointestinale, ha aggiunto: "Il nostro team ha sviluppato tecniche avanzate per visualizzare il contenuto e il rivestimento del tratto digerente, ma questo sarà il primo tentativo di visualizzare lo strato protettivo della mucosa formato da un prodotto naturale come Neobianacid."

Aboca dimostra anche un forte impegno nella comunicazione scientifica. Il campo della comunicazione scientifica si occupa di trasmettere e divulgare informazioni scientifiche attraverso la scrittura di articoli, documentari, contenuti online, l’organizzazione di eventi educativi, la comunicazione tramite media e tanto altro. Un primo progetto si è focalizzato sull’importante sfida di rinnovare l’Ufficio stampa di Aboca, elaborando strategie innovative e proposte dinamiche per migliorare la comunicazione dell’azienda con i media. Un secondo tema ha esplorato le potenzialità degli influencer marketing all’interno del piano di comunicazione di Aboca.
I prodotti di Aboca Group sono risultato di un incontro tra piante, scienza e innovazione con attenzione alla ricerca e all’ambiente. Aboca Group si occupa della comunicazione con attività verso i professionisti (formazione per farmacisti, informazione medica, seminari, webinar, Trade Media) e verso le persone (pubblicità, attività di PR e Ufficio stampa, attività nei punti vendita, attività digitale, attività culturale).
Inoltre, Aboca ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 45001, lo standard internazionale per i Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro, a testimonianza del suo impegno per un ambiente di lavoro sicuro e salubre.
La crescita di Aboca è stata oggetto di un approfondimento de "L’Economia" del Corriere della Sera, con un’intervista al CEO Massimo Mercati. L'azienda riconosce e sostiene i percorsi di eccellenza scolastica e formativa attraverso il programma di borse di studio "Aboca Future Support", dimostrando attenzione verso il futuro delle nuove generazioni.
"L'IMPOSSIBILE CHE DIVENTA POSSIBILE", le sfide della ricerca scientifica per la medicina di domani
L'attività di Aboca si estende anche alla creazione di entità pubblico-private, come nel caso di UniBios, nata dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Perugia e Bios-Therapy S.p.A., spin-off del Gruppo Aboca. “L’Università insegna i concetti, ma l’azienda privata può renderli operativi. Con questa collaborazione possiamo affrontare le nuove esigenze della ricerca e della sanità, anche nell’ambito di malattie cronico-degenerative e biotecnologie.”
tags: #aboca #collaborazioni #scientifiche